Tutto giusto quello che dice Soru in questo bell’intervento al Consiglio Regionale per Sa die de sa sardinia, ma non ho potuto non notare che il suo sardo è un po’ traballante e pieno di italianismi. Zoppica soprattutto sugli avverbi tutti italiani e perfino sul pronome personale in prima persona. Considerato soprattutto il fatto che il discorso verteva proprio sulla limba sarda non è stata una prova soddisfacente. Diciamo un 6 meno meno in grammatica sarda.
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2 Commenti
Maggio 4, 2008 alle 8:19 am
Ciao Fizio… bello questo nuovo blog e le sue funzioni… sai se si può importare interamente uno da Splinder?
tornando in topic, essendo un po’ di corsa(sto andando a “monumenti aperti”)ho visto solo la prima metà dell’intervento e a parte due o tre gaffes, comunque normali, tutto sommato il sardo è abbastanza dignitoso, non da 10 e lode, ma neppure da 6-(a meno che si rovini nella seconda metà)…
non sono un ammiratore de Renato politico(umanamente invece lo stimo), però proprio su questo non son d’accordo con te.
per quanto riguarda l’intervento, è giustissimo quello che dice a proposito degli strumenti di dominazione, però si dimentica che chi ha svenduto la nostra cultura è stata proprio una classe politica sarda di una certa parte che ha voluto a tutti i costi calarsi le braghe per esterofilia(sena però volersi adattare alle cose positive del resto d’Italia, e questo per ottusità).
Si bieusu.
Maggio 5, 2008 alle 10:12 pm
Ciao Corra
no non si può importare nulla purtroppo.
Come ho detto nel post l’intervento è piaciuto anche a me però ripeto: ha messo troppi italianismi.
In realtà quando ho scritto il post avevo in mente un Soru della provincia di Nuoro. Invece ho scoperto oggi che è di Sanluri. Il che spiega l’uso del campidanese e degli italianismi.