Maggio 23, 2008...11:23 pm

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Se i campani usassero la stessa energia  con la quale affrontano la polizia o bruciano i campi rom per combattere la camorra, la Campania sarebbe un paradiso.

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11 Commenti

  • Il problema è che spesso quelli che fanno le barricate e bruciano i campi rom sono della Camorra…

  • mmm le persone nelle foto non mi sembrano delinquenti: casalinghe, vecchietti, e ragazzini.

  • Beh, le cose sono complesse. Intanto non sai chi ci sia alle loro spalle. Al contrario, in certe situazioni potrebbero avere ragione loro: penso a come i valsusini (anche lì vecchi, donne e bambini) sono stati presi a mazzate dalla polizia.
    Cioé quello che dico è: generalizzare è pericoloso e dannoso e la realtà può essere molto più contorta e meno visibile.
    Leggi qui:
    http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Fo
    llia_antizigana_in_Italia._EveryOne_sul_rapimento_di_Napoli.html

  • Ultima cosa: pare che i camorristi abbiamo mandato avanti le loro donne nella protesta…

  • DAlle foto paiono alcune centinaia. Direi che secondo quanto dici allora l’intero quartiere è camorrista. Oltre ad anziane e donne hanno mandato perfino bambini, uno rimasto ferito, a lanciare sassi. Mi ricorda vagamente la Palestina, con scudi umani, sassaiole ecc.
    Non sopporto lo scaricabarile delle responsabilità. Se davvero c’è la camorra dietro tutto questo le persone oneste se ne stiano a casa. Punto. Le persone sapevano delle conseguenze cui sarebbero andati incontro.
    Parliamo di migliaia di persone che da mesi appena vedono un poliziotto lo prendono a sassate. Tutti spinti dalla camorra…

  • Ripeto: credo che la situazione sia un po’ più complessa di quanto possiamo capire da una sassaiola e da una foto. Tutto qui.

  • Ci sono troppe fette di territorio, come in Sicilia, che sono terra di nessuno, lì non esiste lo Stato, non ci sono regole ciascuno vive e sopravvive come meglio gli riesce e bisogna essere i più forti per non soccombere. Parlo chiaramente delle periferie degradate. Se le regole di convivenza civile, le leggi diventano opinabili e discrezionali c’è anarchia ed è appunto ciò che è accade. Per troppo tempo, anni, il territorio è stato abbandonato a se stesso e in questo disinteresse ci vedo complicità che vanno oltre il fenomeno cammorristico locale. Il problema della monnezza si sviluppa e nasce innestandosi su una situazione sociale e politica già disastrosa di suo, è solo la punta dell’iceberg. Da anni i rifiuti tossici del nord sono smaltiti nelle terre e nelle cave campane. I napoletani di buona volontà ci sono, ma non sono la fata turchina, serve la presenza dello Stato sul territorio, emarginare i politici conniventi con la camorra e soprattutto certezza della pena. Sembra facile?

  • No Vulvia non è facile. Conosco la situazione campana e so che ci sono “terre di nessuno”. E le colpe sono di tanti: politici, camorra, ma anche e soprattutto gli stessi abitanti. Ognuna di queste categorie si prenda le proprie responsabilità. E’ troppo facile fare lo scarica barile dicendo che “sono gli altri ad avermi spinto a tirar le pietre”.
    Ma appunto quello che dicevo nel post era una speranza per il futuro campano: usare la stessa grinta per affrontare i problemi dall’interno.
    Questi sono problemiche che riguardano tutte le popolazioni del sud e in qeusto ovviamente ci metto pure la mia isola! Però io stesso sono il primo a dire che la mia isola può cambiare solo ed esclusivamente se i suoi abitanti si prendono la responsabilità dei propri atti senza dire che “sono stati gli altri a farmelo fare”.
    In Sardegna le cose stanno cambiando lentamente, ma lo stanno facendo. Nell’ultimo sequestro in cui è morta una donna l’intero paese è scesoin piazza per protestare. Una cosa che cinque anni non sarebbe mai potuta capitare!
    E il banditismo sta diminuendo e la gente dell’interno si sta aprendo al mondo. E questo non perché c’è più stato (lo stato non ci sarà mai nelle montagne del Gennargentu) ma perché la gente onesta si sta prendendo le responsabilità e ha preso coscienza. Nessuno dice più che il banditismo esiste in Sardegna èerché non c’è lo stato o per un gruppo di balordi. Il banditismo sardo nasce da quello certo ma ora sopravvive per l’omertà di tutti!! Tutta la popolazine allora diventa complice. Ecco questo sta cambiando in Sardegna.
    Vorrei che la stessa cosa possa accadere in Campania. Tutto qui.

  • Lo vorrei anch’io molto, spero solo di vivere abbastanza per assistere a un tale miracolo sociale. Buona domenica Fabri.

  • eheh :-) purtroppo è vera ’sta cosa

    LdS


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