Scusate ma io non ho proprio capito perche’ l’Istat per calcolare la poverta’ in Italia usa la spesa per consumi delle famiglie e non il reddito. Cioe’ se io spendo molto sono ricco, se spendo poco sono povero. In qeusto caso allora Paperon de Paperoni sarebbe entrato appieno tra i piu’ poveri del paese. Se consideriamo il mio caso come un “nucleo familiare” io e la mia ragazza siamo sulla soglia della poverta’. E viviamo in UK! Noi come tutti gli altri studenti che non hanno auto, prima e seconda casa, figli ecc. Dire su tutti i giornali che in italia ci sono 8 milioni di poveri e’ terrorismo. Ma siamo impazziti?
Novembre 4, 2008...12:26 pm
Secondo l’Istat sono povero
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10 Commenti
Novembre 4, 2008 alle 1:15 pm
Anche se il sistema è opinabile, il motivo è presto detto.
In Italia è difficile misurare il reddito delle persone, per non parlare del patrimonio.
Inoltre c’è la famiglia che si mette di traverso: un ventenne che dilapida la pensione di un nonno che intanto fa un secondo lavoro in nero è povero o ricco?
(ok, adesso mi sento pronto per diventare ministro anch’io)
Novembre 4, 2008 alle 1:36 pm
“un ventenne che dilapida la pensione di un nonno che intanto fa un secondo lavoro in nero è povero o ricco?”
no e’ un furbo!!
Novembre 4, 2008 alle 2:27 pm
Un altro motivo è che i consumi sono molto meno soggetti all’evasione fiscale. A guardare i redditi, io vivrei circondato da artigiani e piccoli imprenditori poveri in canna. Più al Sud probabilmente troveresti interi complessi industriali posseduti da nullatenenti.
Novembre 4, 2008 alle 2:46 pm
Io vedo molte persone che non guadagnano niente fare mille finanziare per comprarsi le cose più inutili. Tipo il televisorino al plasma per la macchina… Quindi quelli son ricchi? Allora viviamo in un’economia basata sul debito?
Novembre 4, 2008 alle 3:19 pm
E’ una poverta’ relativa: siccome il 90% delle persone consuma 100 chi ne consuma 70 o 50 non e’ normale, quindi povero. Ma questo non include le persone non spendaccione e i tirchi…
Novembre 4, 2008 alle 4:18 pm
infatti una tassazione più equa dovrebbe essere ponderata sui consumi e non sul reddito. l’IVA al 20% su ciò che è di prima necessità è irrilevante per il “ricco” e pesante per il povero.
il reddito si può evadere, il consumo no.
produrre reddito è virtuoso e non va scoraggiato con eccessivo gravame fiscale.
l’eccesso di consumo porta a scarso risparmio, elevata propensione al debito e conseguentemente alla fragilità dell’economia.
ecco, poi passo a ritirare l’assegnino del nobel, eh.
Novembre 4, 2008 alle 4:20 pm
Il nuovo Tremonti!
Novembre 4, 2008 alle 5:11 pm
datemi uno stvapuntino ministeviale e vi sollevevò il PIL!
Novembre 4, 2008 alle 6:24 pm
forse troverai più interessante questa:
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7064
ciao
p.s.
cmq c’è anche chi dice che il numero come dato dall’ Istat è troppo basso:
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10861&sez=HOME_ECONOMIA&npl=&desc_sez=
Novembre 5, 2008 alle 3:38 pm
[...] relativa rischia tuttavia di indurre a conclusioni fuorvianti. Può infatti capitare – come scrive qui Fabristol – di “scoprirsi” poveri. Oppure può succedere che i poveri diminuiscano non [...]