Cercando notizie sull’Iran mi sono imbattuto in questo pezzo della CNN.
L’autore si chiede, come alcuni di noi in questi giorni, se davvero l’Iran con Mousavi sarebbe un Iran diverso. La risposta è no.
Chi è Mousavi? Mousavi fu parte della rivoluzione khomeinista, divenne il primo ministro iraniano negli anni 80 durante la sanguinosa guerra contro l’Iraq (lo stesso governo che arruolò i bambini con fascia verde dell’Islam in fronte come kamikaze nei campi minati), difese il sequestro degli americani durante i giorni infuocati della rivoluzione del 1979, diede ordini per le impiccagioni contro traditori, oppositori politici, omosessuali e assassini e sostenne l’assassinio dello scrittore britannico Salman Rushdie chiesta da Khomeini. I ragazzi che in migliaia vanno per strada sono figli della rivoluzione. sono nati negli anni ‘80. Non hanno memoria del “riformatore” Mousavi. Forse.
La cosa, se non fosse tragica, farebbe ridere. Gli occidentali tifano per questa pseudorivoluzione, vedono in Mousavi un eroe, nei ragazzi per strada un popolo che vuole libertà, ma nessuno si rende conto che è un illusione. Ma soprattutto, come ho ripetuto nel post precedente, l’occidente non ha capito che il vero pilastro del regime è il clero e l’ayatollah Khomenei il cui potere non viene messo in discussione da nessuno. E’ un po’ come vedere francescani e Opus Dei darsela di santa ragione, ma senza rendersi conto che chiunque vinca tra i due schieramenti dovrà pur sempre stare agli ordini del Papa.
Detto questo io comunque tifo per Mousavi, qualsiasi cosa accada, perché non è possibile, non è umanamente, eticamente e persianamente possibile che un capo di uno stato si vesta in un modo così indecente come fa Ahmadinejad.


33 Commenti
Giugno 16, 2009 alle 5:15 am
Vero. Soprattutto “persianamente”: dopo tanti secoli di civiltà sono (siamo) arrivati a questo punto.
(sono ancora qui rolling on the floor dopo aver visto la testata del blog)
Giugno 16, 2009 alle 8:34 am
Bella ripassata di storia (recente), Fabristol! Non sapevo/ricordavo nulla di quel Moussavi, né mi pare che i media italiani abbiano fatto alcunché per rammentarcelo.
Ma è vero quel che dici: inconsciamente tifiamo per lui, come tiferemmo per il frate francescano, dimenticando che chi comanda le danze, o muove il fili delle marionette – il clero e l’ayatollah – avrà comunque e sempre l’ultima parola.
Leggo che Khamenei ha invitato alla calma e ad “agire per le vie legali”: ma in quel paese, ha ancora un senso parlare di “legalità e giustizia”?
Giugno 16, 2009 alle 8:50 am
Grazie per le informazioni, bel post
Giugno 16, 2009 alle 10:51 am
Io tifo per Mussavi perchè l’altro ha un nome che in questi anni non sono mai riuscito a pronunciare! Mi incarto sempre.
E che cacchio!
Giugno 16, 2009 alle 10:58 am
Ecco vedi, di questo mi sono dimenticato una O. Sulle due S invece sono incerto perchè tu ne metti 1, nel pezzo che hai linkato ne mettono 2. Boh!
Va be almeno nella pronuncia nessuno se ne accorge, e poi come dici tu veste meglio….Forza lo pseudo/finto rivoluzionario!
Giugno 16, 2009 alle 11:20 am
Per Luca
I nomi persiani o arabi (per quanto siano lingue diverse utilizzano lo stesso alfabeto) scritti con alfabeto latino sono translitterazioni approssimative che cercano di ricalcare il suono originario. Ora io non so come un persiano pronunci Mousavi/Moussavi però credo che entri in gioco l’inglese. Mi spiego: tutte le parole arabe o persiane translitterate in inglese hanno una sola S, perché i madre lingua inglese non capiscono la differenza tra singola e doppia consonante. (Vi ricordate Heather Parisi?)
Per esempio la città curda-irakena di Mosul, ma che noi italiani pronunciamo Mossul. La città di Bassora che gli inglesi pronunciano Basra.
Ma anche noi italiani diciamo indistintamente mussulmano e musulmano.
Tutto questo per dirti che a furia di leggere articoli e news in inglese io ormai scrivo Mousavi con una S.
Giugno 16, 2009 alle 11:48 am
Scusa la franchezza, ma l’ironia e il cinismo della chiusa del tuo pezzo – e dei commenti – mi hanno dato parecchio fastidio. Sono un trucchetto ampiamente abusato, e di un conformismo sconfortante.
E poi, per quale razza di dogma oggi si deve per forza buttarla in vacca anche quando non c’è niente da ridere, quando si parla di cose serie?
Io personalmente non sto né con Ahmadinejad – il cui nome è difficile ma non impronunciabile – né con Mousavi. So bene il potere ha diverse declinazioni ma è sempre potere. Sto con chi, pur vivendo sotto regime, rischia la propria pelle e scende in strada, prendendosi le pallottole dei basiji.
Sto con quelli che le prendono dalla polizia.
Quando vedi una moltitudine di persone, soprattutto giovani, giovani donne, che rischiano così la vita per inseguire il loro sogno, la propria illusione o la propria indignazione, puoi fare due cose: o fare smagate analisi socio-politiche per concludere che stanno inseguendo un falso mito e che, poveri ingenui, non riusciranno a cambiare un cazzo; e questa è una cosa che mi sembra buona per chi è privo di passioni;
oppure lasci da parte la geopolitica disincantata e li vedi come dei fratelli e delle sorelle. Ma forse questo lo può capire solo chi ha vissuto situazioni vagamente simili in altri contesti, o meglio chi ha provato e prova una rabbia esistenziale e prepolitica simile a quella che – sono sicuro – cova nel cuore dei manifestanti di Teheran.
E’ probabile che l’Iran di Mousavi non sarebbe diverso da quello di Ahmadinejad. Ma è certo che anche gli scarti minimi alla lunga producono deviazioni incalcolabili.
E’ dubbio che sia l’opus dei a prendere ordini dal papa, anzi ultimamente si direbbe quasi il contrario. E comunque anche una lotta tra francescani e opus dei non sarebbe senza conseguenze (imprevedibili) per il papa.
Ed è comodo, comunque la si pensi, fare battute vestimentarie pestando su una tastiera a Milano.
Giugno 16, 2009 alle 1:00 pm
Scusa la franchezza Sergio, ma hai preso un granchio enorme quanto la persia. Per quanto riguarda l’ironia in genere mi si accusa di essere troppo serio. E comunque forse eri troppo infuocato per accorgerti che era un modo sarcastico per dire che l’unica differenza tra Mousavi e Ahmadinejad è l’impermeabile.
Se permetti: io ad uno che impiccava le persone, che mandava i bambini kamikaze nei campi minati, che tramite i pasdaran faceva uccidere spie e dissidenti politici, che chiedeva l’uccisione di Salman Rushdie (per il sottoscritto un piccolo eroe della libertà di espressione). Ecco uno ad un tipo così gli augurerei che uno di quei proiettili gli arrivasse in testa. Ci siamo capiti?
Io non scrivo da Milano, ma dall’estero e comunque forse tu dall’Italia non ti sei reso conto che questa è una guerra civile all’interno del regime. Come se Italo Balbo e Mussolini si scontrassero all’interno del regime fascista. Io ho una pallottola per ognuno di loro.
Giugno 16, 2009 alle 1:28 pm
…..in ogni caso non penso nessuno volesse minimizzare o ridicolizzare i ragazzi morti in queste ore, al contrario!
Bisogna anche capire il contesto, Fabristol non sta scrivendo un pezzo per un giornale, scrive un post in un blog dove ci si può permettere anche di inserire dell’ironia e perchè no del cinismo.
Sta nell’intelligenza di chi legge scindere le due cose: apprezzando le constatazioni “serie” fatte, e ridendo (o ignorando) due righe più sotto.
P.S. Comunque lo so pronunciare Ahmani….Ahmina…..Ahc…..no cazzo non ci riesco!
Giugno 16, 2009 alle 1:51 pm
Ho scritto “Milano” perché è il posto in cui vivo, in un certo senso voleva essere un modo per mettermici anch’io, tra i pestatori di tastiera. So che scrivi dalla Gran Bretagna. Ho ben presente anch’io che la situazione in Iran è molto più complessa del b/n che i media mainstream ci raccontano, come peraltro ho scritto nel mio commento (né con Mousavi né con Ahmani….Ahmina…..Ahc… ecc.).
Per il resto confermo ciò che ho scritto e non mi sembra di aver preso un granchio.
Giugno 16, 2009 alle 3:53 pm
ma una pallottola vagante anche dalle nostre parti, no?
Giugno 16, 2009 alle 6:05 pm
beh, in fondo il nostro supremo garante dell’ordine democratico e della costituzione sosteneva le regioni dei carri sovietici che schiacciavano praga sotto i cingoli.
Giugno 16, 2009 alle 9:24 pm
Per Emax
Da noi vagano solo le veline…
Giugno 17, 2009 alle 8:04 am
Hai visto? Alla fine ti ha dato ragione anche “l’abbronzato”.
Giugno 17, 2009 alle 9:08 am
Ehi ehi ehi,
qui sento puzza di voglia di regime change
Mousavi certo non è un rivoluzionario a là Che Guevara, ma se vedessi il suo programma elettorale allora non ti stupiresti del perché sia indicato come leader del movimento di protesta spontaneo di questi giorni. Tra le sue proposte ci sono: l’abolizione della buoncostume (la moral police), la liberalizzazione dei media e maggiori diritti alle donne. Non mi sembrano mica noccioline.
Giugno 17, 2009 alle 9:43 am
giusto Junkie,
non mi importa l\’esame del sangue ed il pedigree delle gambe sulle quali camminano le idee liberali.
chiunque è compagno di strada se percorre e condivide, finché percorre e condivide, anche solo un passo sulla mia strada
it\’s a long way to tipperary
Giugno 17, 2009 alle 10:36 am
Per Junkie e Luca
Domani esce un mio pezzo su Giornalettismo con tutte le nefandezze di quel porco assassino che prende il nome di Mousavi. Vi stupirete di come Ahmadinejad al confronto sia un agnellino.
Giugno 17, 2009 alle 3:09 pm
a) Ahmadinejad, dal punto di vista dell’abbigliamento, è per me un modello
b) secondo me l’errore della tua interpretazione è pensare che i giovani che protestano a favore di Mousavi abbiano una visione negativa della rivoluzione islamica. Io penso che il patriottismo iraniano, e un certo grado di anti-americanismo, siano condivisi dalla maggioranza della gioventù; i dissidenti che contestano alla base il regime degli ayatollah sono un’elite numericamente insignificante.
Che chi comanda veramente sia Khamenei è invece vero temo.
Giugno 17, 2009 alle 3:37 pm
Bene bene, pubblica “quella parola con la riga sotto” anche sul tuo blog altrimenti mi dimentico.
Quì è così difficile avere notizie, i telegiornali come immaginerai se ne parlano lo fanno come quarta/quinta notizia. Due palle!
L’altro giorno ho beccato il telegiornale della BBC sul digitale terrestre e fa proprio “ridere” come l’ordine delle notizie internazionali e lo spazio dedicato siano così lontani dai nostri TG….ma sono cose che si sanno….solo: due palle!
Giugno 17, 2009 alle 4:19 pm
Per Cachorro
a) Oh Gesu. Dorvo’ rivalutare il giudizio che ho su di te
b) non credo di aver detto che i giovani iraniani abbiano una visione negativa della rivoluzione islamica. L’antiamericanismo e l’antisemitismo sono diffusissimi in Iran e anzi direi che l’Iran odierno esiste solo grazie all’individuazione dei suoi nemici. Come dire: io sono perche’ odio l’altro. Se per ipotesi Israele e USA dovesse scompaire il regime degli ayatollah crollerrebbe sotto il peso delle divisioni etniche, religiose e politiche.
Tra l’altro leggendo qua e la’ twitter, blogs e forum molti deigli iraniani che protestano pro-mousavi sono felici che l’USA e l’UE non stiano intervenendo. Chiedono sempre di essere lasciati fuori. Anzi alcuni dicoo che e’ colpa della CIA se Ahmadinejad e’ al potere. Quindi figurati…
Giugno 17, 2009 alle 4:20 pm
Per luca
si domani metto quella parola con la riga sotto…
Giugno 17, 2009 alle 5:25 pm
Fabristol: non è che non prenda sul serio la tua argomentazione sul fatto che il CV di Moussavi non sia tanto differente da quello di Ahmadinejad. Io volevo enfatizzare che quello che c’è bisogna farselo bastare. E che cmq tra Moussavi presidente e Ahmadinejad presidente _dati i programmi elettorali_, la differenza ci sta, eccome.
Poi possiamo parlare di quanto a) i programmi elettorali non contino un cazzo e b) di quanto l’alternarsi di “riformisti” e “conservatori” altro non sia che l’alternarsi delle due facce della stessa medaglia (viva Debord), ma allora starem parlando d’altro.
Bella
p.s. curioso cmq di leggere di Moussavi: effettivamente non lo conoscevo nei dettagli
Giugno 17, 2009 alle 5:27 pm
Ferrì: il problema sò le idee liberali, non i compagni di viaggio.
O meglio: le idee liberali tendono ad attirare pessimi compagni di viaggio (vedi alla voce “Rivoluzione Italiana / Rivoluzione Liberale, 1994-2009″)
imho!
Giugno 17, 2009 alle 5:29 pm
Secondo me si potrebbe definire un gioco in teoria dei giochi in cui il comportamento non cooperativo è quello di dire che si vogliono fare le riforme liberali e poi non farle. Allora “Essere Berlusconi” è una strategia evolutivamente stabile.
Giugno 17, 2009 alle 5:32 pm
Vedi Junkie, quando ho scritto questo pezzo tutti sono rimasti sbalorditi perche’ non sapevano (o meglio nessuno gli avevo detto) chi fosse mousavi. Domani daro’ piu’ particolari su Giornalettismo e faro’ capire come questo mostro e’ la fonte di molti dei mali che tormentano il mediooriente degli ultimi 30 anni.
Giugno 17, 2009 alle 8:56 pm
Secondo me la chiosa del pezzo di CNN mi sembra esemplifichi la situazione:
“The cynical part of me says that these guys have 30 years’ of experience of survival. So this will be another blip on the radar?” he said. “The hopeful part of me says that, ‘You know what? There needs to be a catalyst and we don’t know where that catalyst comes from. We don’t know where that tipping point will come from.’”
Giugno 17, 2009 alle 9:43 pm
eh vabbè, in un tempo in cui tutti sono liberali, nessuno è liberale.
quando tutto è liberale, niente è liberale.
Giugno 18, 2009 alle 2:18 pm
Mi fa pensare a quelli che si lamentano che il vero heavy metal non esiste più.
Giugno 18, 2009 alle 2:24 pm
Non c’e’ piu’ l’heavy metal di una volta!!
Sono tutti metallari con la chitarra delgi altri
Giugno 18, 2009 alle 3:52 pm
Quello che metti in luce è sostenuto anche da Stefano Magni in un recente post sul sito di Libertiamo. Possiamo darti dell’idealista (in senso geopolitico)?
Giugno 18, 2009 alle 4:12 pm
se sapessi cosa e’ un idealista in senso geopolitico volentieri!
Giugno 19, 2009 alle 10:51 am
Quelli che dicono in sostanza che bisogna agire seguendo ideali di giustizia e libertà e non motivazioni pragmatiche. Gli idealisti, fai conto, rifiutano le politiche del tipo “il nemico del mio nemico è mio amico”. I neocon sono idealisti, ad esempio.
Giugno 24, 2009 alle 8:23 pm
Lo spirito autentico che muove quelle persone, in quelle piazze, non va però trascurato. Per quanto Mousavi sia quello che hai descritto, la cosa che ai nostri occhi, troppo lontani da quel mondo, appare subito evidente, è la speranza che vive in quelle persone. Mousavi probabilmente è riuscito a catalizzare su di se il desiderio di libertà che vive in quelle persone. Un desiderio calpestato quotidianamente. Che egli sia davvero capace di dare a questo popolo un esistenza migliore può essere in discussione, ma che questo popolo manifesti la necessità di vivere libero è un fatto meraviglioso. Nessun uomo può guidare a lungo un popolo insofferente.