L’antipaticissimo ministro degli esteri britannico l’altro giorno parlava di rischio di una nuova guerra fredda sul caso iraniano. Non posso che concordare anche se c’è da dire che i protagonisti non saranno USA contro Iran ma USA/Israele contro Russia e Cina che useranno l’Iran come burattino dei loro interessi regionali. Intanto mi pare incredibile che la conferenza trilaterale tra Afghanistan, Pakistan e Iran dei giorni scorsi sia passato così inosservato dai media occidentali. Karzai, Ahjmadinejad e il primo ministro pakistano si sono riuniti per l’ennesima volta, grandi sorrisi e strette di mano e alcuni accordi internazionali sul piatto. Un gasdotto tra Iran e Pakistan e la ricostruzione della regione di Herat tra Afghanistan e Iran. L’Iran sta diventando una potenza regionale non indifferente e sta spostando l’asse del potere verso est. Non è un caso che giusto ieri abbia firmato un nuovo contratto con la Cina per vendere sottocosto 50000 barili di petrolio. Con un partner come la Cina l’Iran può permettersi di chiudere i rubinetti agli europei come ha fatto oggi. I sauditi intanto si rimboccano le maniche e producono più petrolio per gli americani e gli europei. E il gioco è fatto: più petrolio dai sauditi e meno dall’Iran, una piccola vittoria in casa saudita con l’aiuto non indifferente degli americani. Gli stessi sauditi che addestrano i terroristi nelle scuole waabite per farsi esplodere contro gli americani.



Mi fa sorridere che l’Iran venda agli atei cinesi e li consideri buoni amici… la realpolitik crea sarcasmo.
A proposito, che cosa si dice lì in Cina dell’Iran?
Poco o niente, da quel che ne so. Sicuramente non è un argomento neutrale, credo se ne parli più che altro tra esperti o tra la (pochissima) gente interessata alle politiche internazionali.