Vivere nell’ombra, creare una società parallela, esporsi il meno possibile tanto che le tue vittime e i tuoi affiliati ti convincono che non esista. Ecco, il primo obiettivo delle mafie è far credere alle persone che non esistono. La mafia non esiste.
E qualcuno può veramente credere che un sistema mafioso del genere possa fare quello che ha fatto a Brindisi, passando dalla parte del mostro quando quello che chiedono è l’accettazione popolare sul territorio, attrarre l’attenzione dello stato e dei media quando quello che chiedono è di vivere nell’ombra?



Bè, ma a un certo punto le mafie hanno fatto proprio l’opposto: dimostrare che esistevano. In particolare il clan dei corleonesi, con gli attentati ai magistrati e le bombe a Firenze e a Roma. Nello specifico non credo sia il caso… quello che ho pensato è che clan rivali rispetto a quelli dominanti nel brindisino abbiano fatto una mossa così aggressiva per mettere in difficoltà la leadership attuale e approfittarsi del caos. Credo sia una possibilità, anche se molto forzata come idea.
Per Falcone e Borsellino era chiaro l’intento politico. Questo della scuola non ha senso. Mi pare più il gesto isolato di un Unabomber o Brievik pugliese.