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Star Trek – Recensione

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Premesse: non sono un trekkiano doc ma diciamo che sono cresciuto con the Next Generation, e Jean Luc Picard è stato per me un esempio umano da seguire. Come pochi di voi sapranno il mondo dei fanatici di fantascienza si divide tra Star Trek fans e Star Wars fans. In genere se un gruppo di  “travestiti” di Star Wars vede uno di Star Trek partono fischi e poi botte (ovviamente vince chi è vestito da Chewbacca, non c’è storia). Diciamo che io mi definisco un fanatico di Star Wars (e di Chewbacca), ma non picchierei mai uno di Star Trek, soprattutto se è vestito da Picard. Tutto questo per dire che la mia recensione parte da un punto di vista sbagliato, per un trekkiano. Per la gente comune, cioè quelli che confondono Star Trek con Star Wars (tipo che fanno il segno della V con le dita quando vedono Darth Vader, o pensano al teletrasporto quando vedono una spada laser; poveretti) la premessa di cui sopra è perfettamente inutile. Le venti righe che avete appena letto sono incomprensibili. Inutile che andate su Wikipedia, bisogna essere creciuti con queste cose…

Fatte le premesse da casta radical-chic diciamo subito che il film mi è piaciuto. Ma mi sono piaciuti tutti i lungometraggi Star Trek precedenti, quindi non aggreditemi con “Ahh hai visto! Se ti è piaciuto vuol dire che non conosci l’universo Trek!”.

Diciamo che J.J. Abrams reinventa Star Trek rimanendoci fedele. Vabbè è da anni che S.T. viene reinventato ma rimane fedelle nelle svariate serie degli ultimi decenni, voi direte. Sì ma nessuno aveva mai toccato, modificandola così tanto, la serie classica a cui i fan sono legati. Il lavoro che ne esce fuori è di qualità ottima, adatto a tutti i palati (perfino a quelli degli Wookie), e adatto perfino ai non fanatici di fantascienza. Che non capiranno un cazzo comunque, però almeno staranno a bocca aperta di fronte agli effetti speciali (“Andiamo a vedere Star Trek?”, “Ma se non lo hai mai visto?” “Ma che c’entra, ci sono tante lucine colorate e cose che esplodono!”).

La scelta degli attori è perfetta, talmente perfetta che mi chiedo se non siano stati scelti perché discendenti dei vecchi attori. Il restiling delle tutine e delle navi è andato bene. Diciamoci la verità: tutti eravamo preoccupati di come avessero reinventato i pigiamini di S. T.

Pfiuuu, è andato tutto bene. Un po’ di Star Wars style nel design delle navi (J. J. Abrams dice di essere un S. W. fan); qualche animale esotico per un po’ di azione, ed è andata tutta liscia dal punto di vita estetico (diciamo il punto debole di S. T.).

La trama è molto intrigante, molto affascinante, ma ho trovato qualche buco logico e qualche forzatura ogni tanto. Ma è normale quando si parla di viaggi temporal…ops… questo era uno spoiler. Certo Zemeckis ci ha abituato a ben altri gustosi paradossi (per le persone comuni: parlo di Back to the future).

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Comunque in generale il film è ottimo (un 8 se lo merita), piacerà a tutti grandi e piccini, sarà sicuramente una piattaforma di lancio per trilogie su trilogie di nuovi film su S. T., ma soprattutto farà un’opera di bene: mettere pace tra le due famiglie di fanatici più litigiose del mondo (nella foto qui sopra un tentativo piacevolmente riuscito). Grazie Abrams.

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