O tempora o mores

Chissa’ se ai tempi di Giuliano l’Apostata si fosse istituita la Legione Antisette (LAS) quante neosette ebraiche sarebbero sopravvissute…

Quest’articolo l’avrebbe potuto scrivere un romano del secondo secolo:

“I ******** invece fanno proprio come quelli che, contro i principi della ragione, prestano fede ai sacerdoti questuanti di Cibele,[6] agli indovini, ai vari Mitra e Sabadii [7] e al primo venuto, comprese le apparizioni di Ecate o di altra dea o di altri demoni. Come infatti tra quelle persone spesso degli uomini scellerati trovano facile terreno nella dabbenaggine di chi si lascia facilmente ingannare e le portano dove vogliono, così succede tra i ********. Alcuni su ciò in cui credono non sono disposti ne’ a dar conto ne’ a riceverne, ma si limitano a dire: “Non indagare, ma abbi fede” e “la tua fede ti salverà”. E aggiungono: “La sapienza nel mondo e’ un male, la stoltezza un bene”. Le cerimonie della religione ******** sono simili ai riti egiziani. Chi si accosta a quelli vede splendidi santuari, boschi sacri, vestiboli grandiosi e splendidi, templi meravigliosi e intorno ad essi superbi padiglioni. Vede cerimonie molto pie e dalla misterica religiosità. Quando però poi si entra e ci si fa più accosto, si osserva che vengono adorati un gatto o una scimmia o un coccodrillo o un caprone o un cane.[9] I ********* deridono gli Egiziani che pure presentano molti misteri di non poco conto, poiché insegnano che tali cerimonie sono onori resi non ad animali effimeri, come i più credono, ma ad eterne idee. Perciò quelle cerimonie producono l’impressione, in chi ha appreso questi misteri, di non essere stato iniziato invano. E i *********, così facendo, si comportano da sciocchi, perché nelle interpretazioni che riguardano **** non introducono nulla di più serio dei caproni e dei cani degli Egiziani. […] Attirano la gente usando mille modi e inventano motivi di terrore.[8] Infatti combinano insieme le errate interpretazioni dell’antica concezione, con queste, come fossero melodie di un flauto, incantano ed ammaliano preventivamente la gente, come quelli che strepitano coi tamburi intorno agli iniziandi ai riti coribantici.”

Celsio, Contro i ********

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1 Commento

Archiviato in anticlericalismo, da ridere, giornalismo di merda, Italia provinciale

Una risposta a “O tempora o mores

  1. ilmondodigalatea

    Già. La forza, insomma, non sta nella ragione, ma nel numero.

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