Relativismo vocale

Ieri al supermercato abbiamo avuto la sfortuna di incrociare alla cassa un gruppo di italiani. Sei-sette ragazzi campani forse qui a Bristol per Erasmus o per qualche lavoretto in un bar. Tutti li fissavano e il cassiere pareva imbarazzato. Urlavano come disperati, “parlandosi addosso”, muovevano le braccia come epilettici in preda alle convulsioni, si scambiavano sguardi feroci e digrignavano i denti. Da lontano pareva stessero bisticciando e ci si poteva aspettare il peggio. Ad un orecchio inglese la situazione doveva sembrare seria: una ragazza che urlava contro gli altri ragazzi alla cassa forse per questione di soldi o chissa’ di gelosia.

Ad un orecchio inglese appunto. Invece se solo avessero potuto capire l’italiano avrebbero sentito semplicemente una ragazza chiedere agli altri:”Ma ragazzi ma vi avevo detto di comprare quel tipo di pasta! E il sugo? Quante bottiglie di passata avete comprato?”

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12 commenti

Archiviato in da ridere, Italia provinciale, tristezze

12 risposte a “Relativismo vocale

  1. Berserk

    relativismo vocale o pregiudizi mentali?

  2. Cioe’ io avrei un pregiudizio mentale nei miei confronti???

  3. Berserk

    caro fabristol, i pregiudizi sono degli inglesi non i tuoi

  4. Mah, guarda che da lontano pareva proprio un inizio di rissa. Anch’io sono rimasto a fissarli come tutti gli altri inglesi, poi ho ascoltato bene…

  5. 😀

    Il sugo qui in Italy è una cosa molto seria, decisamente un valido motivo per scatenare una rissa!

  6. Paolo

    Gli inglesi su cosa potrebbero bisticciare in materia culinaria? Forse su quanto olio versare per friggere il bacon…..
    Scusate i luoghi comuni ^_^

  7. fabio

    un po’ l’effetto che fa a noi quando su un treno assistiamo ai dialoghi delle donne nigeriane che parlano a volume smodato.
    Mera questione di decibel (nel loro caso)

  8. Per Fabio

    e’ verissimo. Qui le nigeriane urlano come pazze e sembrano stiano per uccidersi a vicenda. Poi invece c’e’ sempre quel sorriso.
    Quando uscivo la sera nella mia citta’ riconoscevamo i ragazzi erasmus spagnoli perche’ formavano capannelli in mezzo alla piazza urlando come pazzi e agitando le braccia.
    Mi ricordero’ sempre una ragazza svedese a Stoccolma mi chiese perche’ quando parlavo con lei ero sempre arrabbiato…

  9. gulliverstravels

    ahahah
    è vero, ci prendono in giro tutti per questo motivo…

  10. @bersek
    i pregiudizi non c’entrano niente. I problemi di comunicazione di questo tipo sono diffusissimi e molto famosi in europa, basta viaggiare un po!

    Sulla gestualità, noi italiani siamo famosi in tutto il mondo, ci prendono tutti bonariamente in giro. Ho insegnato un po di “gesti” particolari ai miei amici americani (il più famoso e “casto” era l'”aumma aumma” di Totò), e quando sono venuti a trovarmi in Italia hanno tentato di riprodurli con esiti esilaranti!

  11. Toh, ed io mi ritrovavo a leggere questo pochi giorni fa:
    “Fermi’s will power was obvious, even to the extent of controlling his impulsive gestures. In my opinion, he deliberately avoided volatile Latin mannerism, and perhaps by a conscious decision controlled gesticulations and avoided exclamations. But Enrico smiled and laughed very readily.”

    Adventures of a mathematician, S. M. Ulam

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