I Papabanner censurati

Spesso la gente mi critica per la mia avversione al potere ecclesiastico. Dicono che esagero, che non esiste una dittatura clericale. Forse con quest’ultimo caso dovranno ricredersi. E questa volta non parlo di grandi battaglie ideologiche e culturali come la legge 40 o la 194 o i casi Welby ed Englaro. Questa volta vorrei parlarvi di un fenomeno subdolo, strisciante, che si nutre di piccole censure, intimidazioni e denunce. I preti stanno su internet, un po’ come tutti, ma ora si stanno specializzando nell’individuare siti, forum e blog a loro sgraditi*.

Capita che un ragazzo, uno studente con un blog, si inventi un banner con una foto del papa con su scritto: “Il Papa condanna questo blog”. (lo trovate ancora qui e qui invece il post dell’iniziativa). Mette a disposizione il codice html e nel giro di pochi mesi centinaia di blog aderiscono all’iniziativa. L’intento era di prendere in giro i blog cattolici nei cui banners c’era la foto del papa che benediceva i blog in questione. Una cosa banale quella di creare banner e slogan politici da condividere con gli altri, che tutti tra bloggers abbiamo fatto. Mesi fa feci questo e forse ora rischio una denuncia… chissà.

Pare che esponenti della Curia invece di preoccuparsi di denunciare alla polizia i propri colleghi pedofili si dilettino a frugare su internet e denunciare i ragazzini alla Polizia Postale per… per… esattamente per cosa? Postare una foto modificata del papa è reato in Italia? Evidentemente sì.

Io mi sento profondamente toccato da tutto questo. Mi sento colpito in prima persona, sia come blogger sia come cittadino la cui libertà di espressione viene violentata. Insomma ci sarei potuto essere io al posto di Burbero Scontroso. Tutto il mio appoggio personale e morale a Burbero per quello che è successo.

Sinceramente mi sono rotto i cocomeri di ripetere le solite parole – censura, dittatura clericale, fascismo bla bla bla – anche perché risulto noioso, ripetitivo: chi ha orecchie per intendere intenda. Chi ha un cervello e un minimo di buon senso avrà sicuramente messo i pezzi del puzzle al loro posto. Gli altri (quelli che giustificano questo stato di cose e in definitiva il potere clericale) o sono dei minorati mentali o sono dei complici di tutto questo.

Io so che cosa è l’Italia adesso e mi comporto di conseguenza. Le mie libertà di espressione e politiche sono limitate da una organizzazione internazionale che parassita la mia nazione, governa di fatto il Parlamento con minacce e pressioni lobbistiche, censura, ricatta e costringe di fatto milioni di persone alla propria morbosa ideologia.

* tempo fa ottenne la censura e chiusura di alcuni forum sgraditi.

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35 commenti

Archiviato in anticlericalismo

35 risposte a “I Papabanner censurati

  1. Pingback: Weissbach » Papaban

  2. bisogna riconoscerglielo. Berlusconi a questo punto è un santo. Con tutti i banner su di lui che girano avrebbe potuto denunciare mezza Italia, però effettivamente è sgradevole prendere in giro una istituzione che sia la chiesa o altro facendo girare la caricatura di qualcuno. Pensa se volessero prendere per culo i blogger e i giornali online esponessero dei banner ridicoli con la nostra faccia. Io mi incazzerei. Tu?
    baci, bel blog il tu0;)

  3. Dall’incazzarsi al denunciare c’è un salto di qualità notevole. Tra l’altro il banner è stato tolto dall’hosting service sotto intimazione della Polizia, dietro ordine della Curia in modo illegale. Sia l’hosting sia la polizia hanno semplicmenete agito per paura… di future azioni legali: si chiama intimidazione a casa mia.
    E comunque nel banner non c’era niente di offensivo. Ne sono stati fatti di peggiori; appunto quelli per Berlusconi.

  4. Luca

    Ma perchè non vi mettete d’accordo e lo pubblicate tutti voi questo banner??? Sarebbe un bel modo per stare vicino a quel ragazzo. Tanto non vi accadrà nulla, e comunque non c’è niente dal punto di vista penalistico.

  5. Beh io non lo faccio semplciemente per paura. Tutto qui. Lo dico in tutta sincerita’: di vedermi il blog oscurato o sequestrato dalla polizia postale non mi va proprio. Come ho detto in chiosa so cosa e’ l’Italia e mi comporto di conseguenza.
    Anche se oggi ho mandato una e-mail a WordPress per sapere dove il mio blog e’ hostato. Se e’ fuori dall’Italia allora non ci sarebbe pericolo. Vedremo.

  6. il fatto è che il banner in questione è effettivamente diffamatorio, l’immagine che pubblicasti te è chiaramente espressione di una tua idea, il banner invece diceva che il blog è stato censurato, cosa non vera, è un po’ come la vignetta di forattini con d’alema che sbianchettava il rapporto mithrokin.
    tu dirai che è palese che è ironico che la gente non ci crede veramente, ma formalmente è una diffamzaione, per farti un esempio l’acqua panna dovette ritirare una pubblicità il cui slogan diceva che l’acqua panna era buona come al mamma perchè non era verificabile che fosse effettivamente buona come la mamma.

  7. Guarda mi aspettavo i paladini papali tra i commenti come li ho visti in altri blog sullo stesso argomento. In tutta sincerita’ credo che l’argomento della diffamazione sia viscido, completamente fuorviante e francamente pure ridicolo. E’ inutile: c’e’ gente che se il papa gliela mettesse letteralmente e fisicamente in culo troverebbero sempre argomenti per giustificarlo.

  8. La cosa piu’ incredibile di questa cosa non e’ che degli esponenti ecclesiastici vadano a rovinare la fedina penale di un ragazzino non ancora laureato. No perche’ come fa notare AStro ed altri in giro per il web sicuramente un giudice troverebbe la giustificazione per una cosa del genere. Assurda ma la troverebbe.
    Il problema e’ che a quanto si capisce la polizia ha agito non sotto denuncia (non esiste una denuncia formale a quanto mi risulta) ne’ sotto il potere di un giudice, ma semplciemente in maniera preventiva. Cioe’ il problema e’ della polizia e del clima di intimidazione in Italia. La curia ha intimato il proprio braccio armato, quelli per paura hanno intimato l’hosting service, e l’hosting service per paura ha cancellato il banner. E adesso altri per paura ci penseranno due volte prima di mettere foto di benedetto XVI.
    A questo punto il ragazzo ha tutto il diritto di denunciarli perche’ gli e’ stato cancellato un qualcosa senza denuncia ne’ firma di un giudice.

  9. costarom

    Astrolabio ti rendi conto di quanto sono ridicole argomentazioni che usi: un conto è la pubblicità e la sua finalità, un altro è la satira, quindi il paragone col caso dell’acqua Panna è del tutto insensato.
    L’unica cosa che si può discutere è se il banner fosse lecito: quanto alla foto del Papa in quanto personaggio pubblico e scatto a fatto durante un evento pubblico, non potrebbe mai opporsi utilizzo di quell’immagine (al massimo potrebbe farlo l’autore, che finora, mi pare, non si sia fatto avanti); secondariamente la foto non è stata alterata, è stata soltanto presa una particolare in quadratura dove il Papa appariva con un suo genuino ghigno assai inquietante, ma allora che dire dell’uso che fa Fede delle foto dei politici in un servizio di pubblica informazione?
    Quanto alle frasi, solo un giudice può legittimamente esprimersi sul fatto se siano diffamatorie, ingiuriose o meno; e se le leggiamo mi risulta difficile leggerle in tale chiave: “sito scomunicato” è una frase impersonale, e la figura del Papa in quel caso è soltanto in virtù della sua rappresentanza della Chiesa Cattolica, e ne tanto meno può essere diffamatoria la scritta “Il Papa condanna questo blog”, l’espressione il Papa ha condannato la usano quotidianamente tutti i telecronisti per riassumere il pensiero del Papa e quello della chiesa durante le sue omelie

  10. Luca

    Finalmente una persona che scrive qualcosa di sensato (costarom). Ma cosa c’entra la pubblicità ingannevole con la diffamazione?!! Leggetevi l’art. 595 c.p., anche un profano capirebbe che quella fattispecie non si sposa col nostro caso concreto.
    In ogni caso la diffamazione è un reato a querela di parte! Ciò significa che Ratzi dovrebbe firmare di suo pugno una querela perchè si attivi un processo! Ma voi credete che scenda a tanto?! Ma vaaaaaa dai. State tranquilli, e abbiate più fiducia nella magistratura.

  11. @ Luca

    Quindi la Curia dal punto di vista legale non ha alcun diritto di querelare, giusto? Cioe’ dovrebbe essere lo stesso inreressato a querelare. Allora ho ragione quando dico che il problema e’ la polizia e l’hosting service, e a questo punto Burbero puo’ denunciare entrambi per avergli cancellato il banner.
    Puo’ farlo?

  12. Luca

    La reputazione ferita nel caso è quella di Ratzinger, non quella della Chiesa, riuscire a rigirarla mi sembra molto difficile; la faccia è la sua!
    Per quanto riguarda la denuncia nei confronti dell’hosting, bisogna vedere che tipo di accordo si “firma” al momento dell’apertura del blog; se gli è concesso, a loro piacimento, rimuovere tutto ciò che non gli aggrada, o meno.
    In ogni caso per poter effettuare uan denuncia ci deve essere un reato! I reati sono tipici, cioè un numero finito e prestabilito dal legislatore, per cui bisogna studiare come far rientrare la soppressione di un banner in una fattispecie penale.
    Se la si guarda da un punto di vista civilistico, ci deve essere un danno procurato. Anche per quello dico come è strutturato il contratto con l’hosting service? E se invece si pensa anche un illecito extra-contrattuale (2043 cc.) alla base ci deve essere comunque un danno ingiusto subito.
    Va studiata, è un bel caso….dovrei guardare la giurisprudenza.

  13. Grazie per i preziosi dettagli. Facci sapere se scopri qualcosa in più! Sei tu l’esperto!! 😉

  14. costarom

    Luca, visto che ne sai ben più di me, se si riuscisse a far passare che la “reputazione ferita” è quella della Chiesa, in quanto comunque il Papa in quella immagine sta a rappresentare non solo sé stesso, ma anche l’intera Chiesa, esisterebbero realisticamente gli estremi per una querela di diffamazione?

  15. ilmondodigalatea

    Sinceramente, oramai diventa una ginkana sapere cosa si possa o non possa pubblicare sul proprio blog, me ne sto rendendo conto anche io, per una vicenda personale che mi riservo, eventualmente, di rendere pubblica nei prossimi tempi. Credo però che noi blogger siamo particolarmente indifesi dal punto di vista non tanto giuridico quanto del comune sentire. A querelare il giornalista di un giornale, o a fare la voce grossa ci pensano due volte, perchè i giornali hanno avvocati agguerriti quanto i loro e ne uscirebbero con le ossa rotte, mentre qui, a fare pressione su privati che tengono un blog non ci si pensa due volte. Così però si finisce per tarpare la possibilità di esprimere la propria opinione a privati cittadini che possono non avere i soldi o le conoscenze adatte a difendersi contro sopraffazioni alle volte del tutto arbitrarie.

  16. Luca

    Ho dato uno sguardo alle sentenze ma c’è poca roba in tema di congregazioni religiose (meno male). Ho avuto conferma, come vi dicevo, che un ente religioso può affermarsi leso da diffamazione, però nello stesso tempo ho visto casi in cui si riconosceva il diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero ove questa fosse contenuta nei limiti della decenza.
    Il papabanner, non utilizza termini sconvenienti, offensivi, esso fra l’altro dice “Il Papa condanna questo blog”, non la Chiesa condanna (per tornare sul tema di chi dovrebbe querelare).
    Quello che appare ha sicuramente un risvolto critico, nonchè ironico, ma mai offensivo! E poi io lo leggo, e penso che come tale debba intersi, come una critica all’uomo Papa che con la sua politica conservatrice ha riportato la Chiesa in dietro nel tempo. Voi che dite?
    Vi riporto 2 sentenze:

    “E’ configurabile il reato di diffamazione di una congregazione religiosa (nella specie quella dei “Testimoni di Geova”) alla quale si attribuiscono apoditticamente intenti di arricchimento mediante plagio degli adepti, non potendosi in contrario invocare la scriminante del diritto di critica nè – posto che nel caso in esame il reato era addebitato a soggetti professanti la religione cattolica, uno dei quali investito di qualità ecclesiastica – il diritto alla “libertà di pubblicazione e diffusione degli atti e documenti relativi alla missione della Chiesa” garantito ai fedeli ed al clero della Chiesa cattolica dall’art. 2 della legge n. 121 del 1985.
    Cass. pen., Sez. V, 07/10/1998, n.12744″

    “Una ricostruzione storica della vicenda umana ed ultraterrena della persona di S. Maria Goretti, per quanto del tutto antitetica ed inconciliabile con quella della chiesa, non per questo vilipende la religione cattolica; allo stesso modo, appare pienamente legittimo, da un punto di vista religioso, far valere le proprie ragioni anche con giudizi severi, che, se isolati dal loro contesto, potrebbero assumere toni diffamatori, ma che, inseriti in una disputa polemica, vanno letti in chiave di affermazioni ideologiche
    Trib. Roma, 01/04/1987”

  17. Luca

    Una precisazione sulla prima sentenza – una chiave di lettura – poichè alla prima può sembrare sfavorevole, ma leggendola “a contrario”……

    1) Cosa si intende relamente per diffamazione!
    Viene attribuito ai Testimoni di Geova di essere dei gran truffatori, senza alcuna prova.

    2) Al contesto viene attribuita notevole rilevanza dai giudici!
    Chi pronuncia le frasi diffamatorie e perchè, con quali possibili intenti?!!

  18. Insomma tanto rumore per nulla…
    Alla fine la colpa più grande è dei poliziotti che hanno agito in modo illegale. Per quanto dal mio punto di vista non condivisibile ed esagerata la reazione della curia è legittima dal punto di vista della legislazione (ovvio che nessun giudice sano di mente gli avrebbe dato ragione perché è evidente che non c’è diffamazione). Quello che non è accettabile è che dei poliziotti prendano ordini da un’associazione extrastatale e li eseguano senza denuncia o ordine da giudice.

  19. sam

    facciamo quadrato attorno al cane piccolo, fabri.

  20. Azz… Se beccano il papamorto siamo nei guai anche noi….

  21. Già. Grendel ne sa qualcosa di questa storia? Forse bisogna avvertirlo.
    Considera che il papamorto è su splinder, piattaforma italiana ricattabile.

  22. Mi sa che sa già tutto…. Mo vediamo… Ma prima di allarmarsi vorrei chiarire la questione. Sento che c’è qualcosa di strano.

  23. Luca

    purtroppo si, è così! La cosa assurda sta proprio nel fatto che ti censurino senza spiegazione. Comunque una controllatina alle condizioni generali di contratto che si “firmano” con un semplice click del mouse la darei. Per vedere se era in loro potere, per lo meno, contrattuale censurarti in quel brutale modo!

  24. Sono venuto a conoscenza della cosa attraverso “Bioetiche”, la qual cosa mi ha fatto decidere di accelerare il passaggio del mio blog su Blogger, e di fare lo stesso per il Papamorto (appena il Papamorto stesso mi dà il “via”).
    BTW, sto ampliando il team de “ilpapamorto”…

  25. l’esempio dell’acqua panna era per dire che il cieco burocrate non si interessa del fatto che il senso di una frase si discosti da quello letterale.

    il papa ha condannato il blog? no

    ergo è uina diffamazione: se dico che fabristol violenta giovani ninfette, ma lo dico così per scherzare ma senza uno straccio di prova, sto diffamando fabristol? sì.

    sulla piattaforma che ospitava il banner: al 99% sul contratto virtuale che ha sottoscritto ci stava una clausola che lascia alla piattaforma il diritto di cancellare immagini a suo piacimento.

  26. @ Grendel

    Ti consiglio WordPress invece che blogspot. Ieri mi e’ arrivata una e-mail dal team di WP: i siti sono ospitati in USA, Texas.

  27. Blogspot (blogger.com) è proprietà di google, e se non sbaglio anche i suoi server sono stati sempre in USA. Controllerò meglio, comunque ho letto i “terms of use” e mi sembrano interessanti…

  28. A quanto ne so anche blogger.com, comunque approfondisco…

  29. “i siti sono ospitati in USA, Texas.”

    mi raccomando allora non parlate male di scientology 🙂

  30. In USA su tutto vale il I Emendamento.

  31. sì, però su youtube non trovo più il video di southpark dove prendeva in giro scientology.

  32. più una cifra di altre cause intentate da scientolgy a chicchessia per i motivi più futili in cui mi imbatto ogni tanto leggendo sulla rete, poi magari le perdono pure ma ad imho qualche storiella tipo questa dle banner ci sta, tipo il succitato video di youtube.

  33. “Attack the Attacker” (Attacca chi ti attacca)

    Scientology ha la reputazione di intraprendere azioni ostili verso chiunque la critichi pubblicamente. La chiesa, da parte sua, afferma che non si tratta di una religione che “porge l’altra guancia”.

    Giornalisti, politici, ex scientologisti, gruppi anti sette, già a cominciare dal 1960, hanno accusato Scientology delle più svariate malefatte e quasi senza eccezione, tutte queste critiche, sono state oggetto di ferma reazione da parte di Scientology attraverso cause legali e accusando pubblicamente i critici di personali malefatte.

    Molti critici hanno inoltre riferito di essere stati oggetto di molestie e minacce. [2] [3] [4] [5]

    Le azioni e reazioni di Scientology avverso la critica riflettono la policy scritta da L. Ron Hubbard denominata “attack the attacker”. La policy è stata codificata da Hubbard nella tarda metà degli anni ’60, in risposta alle investigazioni che il governo stava svolgendo su Scientology. Nel 1966 Hubbard, criticando il comportamento dell’organizzazione, scrisse la corretta procedura per attaccare i nemici di Scientology:

    1. Individua chi ti sta attaccando;
    2. Inizia immediatamente ad investigare sui suoi crimini o sull’uso distorto che fa del suo ruolo;
    3. Afferma che noi diamo il benvenuto alla loro indagine su di noi;
    4. Inizia a fornire ai giornali ogni prova concreta su ogni scandaloso, efferato, crimine commesso da chi ci attacca.
    5. Non ti sottomettere mai docilmente ad un indagine su di noi. Rendila poco tranquilla, in tutti i modi rendi poco tranquillo chi ci attacca. Sicuramente noi non infrangiamo alcuna legge. Sicuramente non abbiamo nulla da nascondere. Ma chi ci attacca è semplicemente parte di un agenzia di propaganda anti-scientology. Essi hanno dimostrato che non hanno interesse per i fatti e mentiranno a prescindere da ciò che troveranno. Per cui dimentica che ci possa essere un confronto sereno e inizia il nostro attacco al loro primo respiro. Mai aspettare. Mai parlare di noi – solo di loro. Usa i loro crimini sessuali e cruenti per avere le linee guida. Non usare noi. Affermo questo alla luce di 15 anni di esperienza su queste cose. Non ci è mai stato alcun critico che non puzzi di criminale. Tutto quello che dobbiamo fare è ricercare i suoi crimini e l’assassino verrà fuori — Attacks on Scientology, “Hubbard Communications Office Policy Letter,” 25 febbraio 1966 [6]

    Nel 2007 un documentario della BBC su Scientology del reporter John Sweeney fu criticato dagli Scientologist. Sweeney asserì che “mentre stavamo girando il nostro documentario, sono stato sgridato, spiato; il mio hotel è stato invaso nel cuore della notte; sono stato indicato come bigotto dalle star scientologhe, ho subito un lavaggio del cervello – è così che mi sono sentito – in un mock-up di una stanza delle torture nazi-style e inseguito da sinistri figuri per le strade di Los Angeles”. In definitiva Sweeney racconta di essere stato pedinato e importunato durante tutto il periodo delle riprese, di essere stato provocato oltre il tollerabile e di essere platealmente esploso. Rappresentanti di Scientology hanno filmato la scena inviando il videoclip a parlamentari e colleghi e lo hanno reso disponibile su YouTube. [7]
    La chiesa di Scientology ha inoltre rilasciato un DVD in cui si accusa la BBC di avere organizzato una dimostrazione fuori dagli uffici londinesi dell’organizzazione, durante la quale sono state lanciate minacce terroristiche di morte contro gli scientologist.

    La BBC descrive le accuse come “chiaramente ridicole e completamente prive di senso”. Sandy Smith, produttrice del programma della BBC, ha commentato che la Chiesa di Scientology non conosce alcun modo per confrontarsi con alcun tipo di critica. [8]”

    preso da wikipedia, poi fate come vi pare io vi ho avvertito 😉

  34. Mmmm… Interessante. Però il filmato “The Catholic Boat” su Youtube c’è ancora 😉

  35. ho scoperto che è ritornato, se vi va di farvi qualche risata, la versione coi sottotitoli in italiano invece no.

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