Spunto per un romanzo di fantascienza #2

Il decreto sulla sicurezza e’ comunemente considerato dagli storici come l’anno zero della secessione. Quell’estate del 2008 si posero le basi della secessione del Nord dal resto del paese. Gli amministratori leghisti pretesero l’uso di soldati e di brigate del luogo. La cosa fu concessa senza borbottii da parte delle opposizioni: per evitare frizioni con la popolazione era meglio utilizzare militari che conoscessero i luoghi, i modi e i dialetti dei luoghi. Nei mesi successivi nel decreto fu aggiunto che le brigate disposte nelle città lombarde e venete potessero essere sotto il potere delle singole giunte regionali temporaneamente.

Il secondo atto arrivo’ nel dicembre del 2010 quando alcune regioni (dopo quindi che la legge Bossi sul federalismo regionale era gia’ entrata in vigore da due anni), a causa dell’ennesima emergenza nazionale proclamata dal parlamento sull’immigrazione, chiusero i “confini” regionali. Le ragioni addotte furono che le regioni del nord dovevano difendersi dall’invasione di immigrati stranieri provenienti dalle coste del sud Italia con ogni mezzo per questioni di sicurezza. In quel caso furono usate le brigate cittadine per controllare l’afflusso di genti e merci: blocchi militari con l’uso di carri blindati furono disposti ai caselli autostradali, nelle strade provinciali lungo quella che poi verrà chiamata la Linea Padana. Cioé una linea di demarcazione delle regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino) che aderirono al Patto della Chiusa, un modo giornalistico per definire i decreti regionali scritti in comune dalle amministrazioni leghiste per chiudere i confini. Bossi nel 2011 ad un raduno di Pontida si riferì e quel patto come ad una moderna Lega dei comuni lombardi. Il ministro Maroni propose addirittura la costruzione di un muro lungo la Linea Padana, ma che fu bocciato in consiglio regionale lombardo solo perché troppo dispendioso.

La crisi derivata dal Patto della Chiusa procurò malumori nel governo di centrodestra, anche perché dopo il ritiro dell’emergenza nazionale i militari continuarono a restare lì sulla Linea Verde. Nel gennaio 2011 la maggioranza si spacca e la componente di AN del Popolo delle Libertà si dichiara fuori dal governo. Vengono indette elezioni anticipate… e il resto è Storia.

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