Cosa lega le Torri gemelle alla Carfagna

Io credo che l’amministrazione Bush Junior sia stata una delle peggiori della storia americana. Ci ricorderemo di Bush nei libri di Storia come colui che fece accendere la scintilla dei peggiori conflitti del terzo millennio. Ma non parlo della strategia estera che ha condotto, parlo di quella che non ha fatto. L’aver portato la guerra in Iraq per esempio, inventandosi la cazzata delle armi di distruzione di massa, ha polarizzato il mondo, fatto scoppiare nuove tensioni ma soprattutto lasciato nel dimenticatoio altre “trincee” geopolitiche. Se L’America non avesse invaso l’Iraq spendendo denaro, strategia, vite umane, davvero l’orso russo si sarebbe risvegliato in questo modo? La reazione di Putin, forse, è anche data dal fatto che l’America ha mostrato di essere debole, isolata ma soprattutto fallibile. Per coloro che pensano che gli USA controllino l’intero globo sarebbe utile ora guardare la cartina del mondo. Il Sud America è in ebollizione e in quasi tutti i paesi si sta creando un fronte antiamericano alleato di Putin e di Ahmadinejad. L’Africa è divisa tra stati islamici dichiaratamente ostili agli USA ed un’economia ormai in mano ai cinesi. Il Medioriente, a parte Kuwait e Israele, è diventato una fornace di uomini e idee antiamericane. In Europa la maggior parte dell’opinione pubblica sta diventando sempre di più antiamericana e con essa i governi. In Oriente la Cina ha dimostrato un’ottima strategia geopolitica e forse a breve risolverà la situazione di Taiwan annettendola. Sud est asiatico con ancora dittature in sella, la Russia e i paesi del CSI ovviamente antiamericane. Insomma se la dottrina Bush era quella di difendere gli USA dai propri nemici be’ diciamo che non ha funzionato, anzi ha avuto l’effetto contrario. Gli USA non hanno mai avuto così tanti nemici potenziali come adesso.

E tutto questo ovviamente si ripercuote sulle nostre libertà. Per difenderci da questo nemico creato inconsciamente dagli americani, stiamo svendendo le nostre libertà faticosamente conquistate. Controlli, annullamento della privacy, leggi liberticide e proibizioniste, in una parola Stato Etico. E allora forse oggi che sono passati 7 undici settembre riusciamo ad avere una visione più chiara di quello che sta succedendo. Forse tra quell’11 Settembre e le schifezze dette e fatte dal Ministro delle Pari Opprtunità in questi giorni ci sono più legami di quanto si creda.

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21 commenti

Archiviato in politica, tristezze

21 risposte a “Cosa lega le Torri gemelle alla Carfagna

  1. Lo conosci questo libro?
    Imperial Hubris
    Why the West Is Losing the War on Terrorism

  2. ne sentii parlare tempo fa, ma ora mi hai incuriosito. 😀

  3. sam

    Vero, e il prossimo presidente pagherà il conto. O quantomeno un anticipo della politica auto-distruttiva di uno dei peggiori presidenti della storia degli Stati Uniti.

  4. Antonello Patrone

    .. ottimo post…complimenti.

  5. E pero’ che palle! siete tutti d’accordo con me. Non ci sono piu’ le discussioni di una volta… 😉

  6. No, io non sono pienamente d’accordo, invece, Fabri. E’fuori dubbio che vi siano state delle scelte sbagliate da parte degli USA che possono aver accentuato una situazione calda nei cosiddetti Paesi ostili, ma non mi sembra giusto addossare tutte le responsabilità al pur mediocre Bush. Le situazioni si possono infiammare da un momento all’altro ma guarda caso i Paesi in cui ciò avviene sono accomunati da molti aspetti:

    1- propaganda di regime: altro che imperialismo americano! Immaginiamo di essere un Venezuelano tardo adolescente che decide di interessarsi alla politica. Con quali idee vengo subito a contatto? Con quel prosciuttone di presidente che si spara nel weekend 6 ore di diretta e che da quando sono nato va in tv a dire che gli USA lo vogliono uccidere (peggio! “..se un giorno verrò assassinato, sappiate che la colpa è di GW Bush”). E con discorsi comiziali dello stesso livello. Vuoi vedere altro? Non puoi, ha chiuso Radio Caracas, l’unica emittente televisiva a lui oppositrice. A me sembra naturale (Orwell docet) che dopo un po’di anni passati così, a sentir dire in tv che quello lì è il vero male del mondo, prima pochi, poi via via tanti comincino ad avere una visione distorta della realtà. E lo stesso vale nella Bolivia di Morales, nella Russia di Medvedev (e Putin), nell’Iran di Ahmadinejad (impiccagioni di gay e badge per i contestatori all’università)ed in tutti gli altri avamposti del cosiddetto antiamericanismo, soprattutto militante. Aspetto buffo: tutti questi accusano gli USA di “imperialismo”, tutti i loro Paesi sono governati da imperatori de facto, cioè loro stessi (a te sembra più imperatore Bush, che dopo un po’di anni viene DEMOCRATICAMENTE mandato a casa o Fidel e Chavez che dopo n anni sono ancora lì imperterriti a continuare una politica di accentramento di cariche?).

    2-simpatie più o meno indirette da parte dei cosiddetti Paesi terzi (come l’Europa che tu stesso citavi). Ovvio, chi va in tv a parlare di USA? Il Borrelli del tg1 o la Maggioni o la Botteri, non proprio premi Pulitzer, che mandano insulsi servizi sullo stile del loro collega inviato in UK Masotti (sul nostro blog, Abeona, dovrebbero esserci vari post in merito, cercherò di linkarli). Persino il più inutile di tutti, Mollica, quando al suo inutilissimo doreciakgulp descrive la star di turno, se è Americana deve precisare (solo)se voterà Obama. E lo spettatore quale opinione vuoi che si faccia di quegli Stati? E’un po’ciò che dicevi tu sul post a proposito di Mc Cain: se vincesse, in Italia ci si scandalizzerebbe….perché in tv non l’abbiamo MAI visto, non ce l’hanno fatto mai vedere, mentre in USA la lotta tra i candidati è decisamente equilibrata.

    3- fiancheggiatori più diretti all’interno di ciascun Paese terzo: qualcuno ha visto una manifestazione dei centri sociali quando la Russia ha invaso l’Ossezia (e la Cecenia),o Hamas ha conquistato la sede di Fatah (e tu stesso facesti un bel post in merito, con la foto dei miliziani armati fin nelle braghe sulla scrivania)o Chavez ha chiuso Radio Caracas? No. E per il Dal Molin? Decine. Io ho l’impressione (e più mi confronto con loro più me ne convinco) che i simpatizzanti estremosinistrorsi debbano sfogare un qualche senso di essere inutili al mondo, da voler ogni volta “giocare” a fare una rivoluzione di turno, abbacinati dalle gesta dei loro idoli, senza neanche riflettere sul vero senso ed il vero peso dei loro gesti. Tant’è vero che parlano per slogan (gli stessi da sempre!!), ma alla fine le loro fonti di informazione non sono molto diverse, non lo sono affatto invero, a quelle di cui fanno uso i totalitaristi di cui sopra. Scommettiamo che se andiamo a chiedere loro un parere sul gesto di espellere gli ambasciatori non si rendono conto del gravissimo significato che ha? A momenti neanche i Truchi ed i Veneziani arrivavano a tanto!

    4- Il tuo ultimo capoverso: tutto questo NON si ripercuote sulle nostre libertà. Non le abbiamo mai conosciute. Viviamo (noialtri ancora in Italì) ancora oggi in uno Stato bigotto, assolutamente non laico, non meritocratico (TUTTI i concorsi sono truccati e non è banale ripeterlo ogni volta), dove le tv sono spartite dai partiti, le università, che dovrebbero essere la fucina dei pensatori di domani, sono baronati di “magnamagna”(romanesco, non latino LOL) e così tante ma proprio tante cose riassumibili in un concetto: la Repubblica delle banane.

    Conclusione. Avevo in mente altre cose, ma siccome ho scritto di getto, me le sono dimenticate, come al solito.
    In nucis, non credo che GWBush sia stato il meglio che potesse capitare, anzi, è stato spesso troppo avventato e talvolta francamente maldestro. In tutto questo, però, noi abbiamo fatto solo da spettatori, e temo più perché ci facesse comodo che per altro (lo stesso Berlusconi arrivò a fare l’amicone di Vladimir, ed a garantire per lui che in Cecenia non stava succedendo niente…). La kontrokultura, invece è sempre stata antiamerikana per partito preso (9,9 ggggiovani dei centri sociali su 10 non sanno NIENTE sugli Stati Uniti, a parte gli slogan che occupano i loro neuroni). Il problema è che gli USA sono davvero l’unico posto al mondo, con lo UK in cui quei valori che citavi nell’ultimo capoverso esistono davvero. Con tutti i limiti, perché non esistono uomini infallibili. Se noi avessimo avuto quei valori , adesso staremmo al tavolo con loro (e lo saremmo stati in passato) a discutere come proporli soprattutto dove non vi è nemmeno l’ombra di una libertà. Invece abbiamo scelto di fare come in Italia hanno fatto gli estremisti per anni: l’opposizione a vita, autorizzati a parlare di tutto in teoria e mai sporcarsi un poco le mani per mettere qualcosa in pratica.
    Se mi viene in mente qualcosa che ho dimenticato lo aggiungerò in seguito.
    Ciau.

  7. Oh finalmente qualcuno che discute!! 😀

    Mmm dici cose condivisibilissime al 100% e che io penso ogni giorno ma che credo siano complementari a quello detto nel mio post. Io ho voluto fare un po’ di scena e ho cercato di legare due casi apparentemente slegati ma che hanno a mio parere una relazione, ma ciò non esclude tutto quello che dici tu, che ripeto, condivido.
    Infatti nel post non ho detto che la causa di tutto è in quello che ha fatto Bush (sai bene che dà fastidio anche a me la sempliciotta propaganda antiamericana), ma in quello che non ha fatto.
    Per esempio: se Bush non si fosse buttato a capofitto sulla lotta al terrorismo, alqaeda bla bla pensi davvero che Chavez sarebbe arrivato al potere? Chavez nasce dalla “distrazione” americana, così come Putin conquistatore! Capisci il punto di cui parlo?

    2) Sull’Europa c’è da dire che l’antiamericanismo è congenito nel vecchio continente perché americani ed europei pensano con due cervelli diversi. Ma Bush ha acuito questo sentimento.
    3) i comunisti non hanno detto niente per l’Ossezia come non dissero niente per la Cecoslovacchia invasa dall’armata rossa (di cui in questi giorni si commemora l’anniversario). E anche se la Russia dovesse invadere Polonia, Ungheria e Romania non direbbero niente. Protesterebbero solo nelmomento in cui gli USA rispondessero all’attacco, dicendo che è colpa loro se la Russia ha invaso. Ma non è quello che dico io: io dico che la Russia ha fatto quello che ha fatto perché non è stata controllata a dovere ed ha avuto la via libera per 7 anni di fare quello che voleva.
    4) so bene la situazione del caso Italia, ma io negli anni 80 e 90 mi sentivo più libero di ora nel 2008. Sarà una sensazione? Boh, sta di fatto che per 20 anni non ho mai avuto paura dello stato e ora ce l’ho.

    saluti ciau

  8. Cachorro Quente

    @ lagiardiaintroversa
    Non amo Chavez, e la chiusura di Radio Caracas è stata probabilmente un’azione autoritaria che promette male per il futuro della democrazia venezuelana, ma ti consiglio di informarti meglio: la maggior parte dei canali televisivi venezuelani è privato e anti-chavez.
    Chavez è un populista e ha tentato di creare una dittatura, tramite un referendum che fortunatamente ha perso. Ma al momento in Venezuela vige ancora un regime democratico, quantomeno per gli standard sudamericani.

  9. Giulia

    Adoro troppo le vostre analisi, quindi vi faccio i complimenti (a Fabri, ma anche ai commentatori) senza però dire la mia perchè sono troppo ignorante per entrare nel dibattito.

  10. Ma il punto è proprio questo: la mancata attenzione degli USA (Chavez è diventato presidente nel ’98, dopo aver fallito un colpo di stato nel ’94 mi pare, GW Bush nel 2001, ma al di là di questo ho capito ciò che vuoi dire!)su determinate aree geografiche o determinati problemi è stata resa ancor più evidente dall’assenza di un appoggio serio da chi, come noialtri, dice di sostenere la democrazia o quei valori ad essa legati. E questo perché noi la vera democrazia non la conosciamo. L’anno scorso (o due anni fa) è venuto Putin a Bari a firmare patti commerciali con l’Italia, tra sorrisi compiaciuti da parte di tutti. L’Italia avrebbe mai appoggiato un eventuale muso duro degli USA con la Russia?
    Che poi è lo stesso atteggiamento nei confronti della Cina, evidenziato nelle scorse Olimpiadi: i ministri che incoraggiano gli atleti a boicottare la cerimonia, e giustamente qualcuno di questi che risponde “andetelo a dire agli industriali italiani che vengono qui a sfruttare la manodopera a basso costo”. Perché arriviamo a tanto? Secondo me perché non abbiamo la dimensione dell’importanza della democrazia in sé e di ciò che essa significa, per cui l’intervento (di qualsiasi tipo) in un posto per la salvaguardia della democrazia è semplicemente una cosa che non ci interessa. Perché noi, soprattutto in italia, siamo le puttane per antonomasia. E siamo ancora più in balìa dei veri prepotenti di quanto crediamo: perché in Italia non hanno fatto attentati? Perché noi siamo la frangia occidentale dei loro simpatizzanti, sarebbe un clamoroso autogol e loro lo sanno. E non è tutto: se gli attentati che hanno subito USA, UK e Spagna li avessimo subiti noi, si sarebbe scatenata una caccia all’uomo xenofoba (e non è detto che ciò non avvenga in futuro), roba da guerriglia in strada, cosa che non è accaduta lì. Il massimo che siamo riusciti a fare dopo l’11 settembre 2001 è stato lanciare la moda di quegli insulsi sms (te li ricordi?) sugli attentati. Roba da amebe, con tutto il rispetto per le amebe.
    Secondo me ciò che manca davvero è una seria posizione dell’UE, ma non può (ancora?) esserci perché ogni Stato guarda ancora al proprio orticello, tanto c’è sempre chi va avanti (come gli USA) e che può essere criticato nella più classico stile “dietrologista”, ma continuando a non muovere un dito.

  11. @ Cachorro
    Ovviamente, avendo scritto di getto non ho puntualizzato alcune cose. Non intendevo certo dire che non esistesse opposizione (anche di informazione) in Venezuela, tra l’altro proprio alcuni giorni fa c’erano stati scontri in piazza per manifestazioni anti Chavez. Grazie per la puntualizzazione!
    In ogni caso il punto era quello di evidenziare come pian piano ed in modo subdolo anche una democrazia (sulla carta) può avere una deriva di accentramento del potere (mi verrebbe da pensare che non riuscito il colpo di Stato, adesso Chavez ci ha riprovato e ci sta riprovando in maniera soft e a passettini). D’altra parte dichiarare persone non gradite gli ambasciatori esteri, non è proprio un gesto che si addice ad un presidente di una democrazia.

  12. Vabbè certo che accostare democrazia a sudamerica fa un po’ ridere eh! 😉

    Diciamo che in Venezuela c’è un governo autoritario che pende molto di più sulla dittatura che sulla democrazia, perlomeno per i canoni occidentali. Poi per un sudamericano è la normalità.

    @Lagiarda

    Capisco ciò che intendi ma l’italia è sempre stata doppiogiochista, non ha mai preso posizione nella sua storia e sarà sempre così. Ora abbiamo un’alleanza con gli USA ma allo stesso tmepo siamo amici di Gheddafi e Putin. Fa ridere ma è così. Il fatto è che non esiste come dici tu una precisa riflessione su ciò che siamo. Nel senso che ci riempiamo la bocca con parole come democrazia, libertà, pluralità ma se chiedi in strada nessuno ti sa dare una definizione esatta. L’istruzione con un buon programma di educazione civica è una falla del sistema italia.

    @ Giulia

    Puoi anche intervenire se vuoi! per noi è un piacere. 🙂

  13. La cosa che mi spaventa di più è proprio il modo di fare subdolo, in fondo anche la chiusura di Radio Caracas, formalmente non fa una piega: semplicemente non è stata rinnovata la licenza che era scaduta, quindi non è stata una chiusura coatta. Saremmo stupidi se non vi leggessimo un significato simbolico in questo gesto.

    @ Giulia

    E’davvero un piacere se intervieni! in fondo il discorso prende solo spunto da vicende di attualità, ma riguarda concetti ben più generici, per i quali basta un’opinione, non necessariamente una preparazione!

    @ Fabristol

    Mi sa che siamo poligiochisti….sigh!

  14. Cachorro Quente

    Non so quali siano i margini d’azione delle cd. democrazie occidentali nei confronti del Venezuela. Quello che succede là è quanto succede nei paesi produttori di petrolio nel M.O. da decadi ormai e in Russia dai tempi del primo mandato di Putin: la ricchezza di materie prime permette ai governi politiche populiste da un lato e autoritarie dall’altro. Una legge economico-politica nota da tempo.

  15. c.d.

    “Con quel prosciuttone di presidente che si spara nel weekend 6 ore di diretta e che da quando sono nato va in tv a dire che gli USA lo vogliono uccidere (peggio! “..se un giorno verrò assassinato, sappiate che la colpa è di GW Bush”).”

    chavez e’ un autoritario con tutti i crismi del dittatore light (se provi a modificarti le leggi per farti rieleggere oltre l’ultimo mandato regolamentare non sei certo meglio di putin), ma e’ IMPORTANTE sottolineare che in venezuela c’e stato un tentato golpe durato qualche giorno, che gli usa di bush sono stati i primi a riconoscere internazionalmente quel nuovo governo come legittimo, che sono successe varie cose poco chiare in quelle ore, e che dopo la fine del golpe chavez e’ ritornato con piu potere di prima. c’e il forte sospetto che il venezuela sia uno di quei casi in cui gli usa l’abbiano fatta fuori dal vaso, ricordiamo che il venezuela e’ pieno di petrolio che ora va alla cina, che negli usa in effetti erano in tanti ad augurarsi la morte di chavez, che la cia da regolamento i piani per ammazzare chavez ce li ha da qualche parte in un cassetto, che non siamo neanche sicuri che nessuno ci abbia mai provato, e che i ripetuti tentativi per eliminare ALTRI dittatori o semidittatori in sudamerica da parte statunitense forniscono purtroppo legittimita alla retorica da piazza di chavez. insomma in venezuela la colpa e’ di chavez, dei venezuelani, MA NON SOLO.

    “nell’Iran di Ahmadinejad”

    anche questo e’ un caso sintomatico. lasciamo stare la situazione disastrosa da cui si parte e su cui gia ci sarebbe da dire, ma ricordiamo che il dittatore attualmente al governo ha battuto alle elezioni dei simil-moderati, non degli stinchi di santi certo, ma sempre meglio del malato di mente di adesso, e lo ha fatto grazie alla sua campagna elettorale basata sulla condanna della guerra in iraq da parte degli americani, sull’antiamericanismo, sull’antisemitismo, sul grande iran egemone in medio oriente: e’ altamente probabile che senza quella guerra oggi l’iran sarebbe governato da qualcuno di moderatamente piu ragionevole. anche qua insomma la colpa e’ OVVIAMENTE del dittatore di turno, degli iraniani, ma gli americani ci hanno mezzo lo zampino o perche hanno sbagliato a fare i propri conti geopolitici o perche hanno pensato che andava meglio cosi, con un iraq che si mangia il pil americano come un buco nero, l’iran a brandire le bombe atomiche, e il libano, hamas e siria a corrergli dietro.

    “a te sembra più imperatore Bush, che dopo un po’di anni viene DEMOCRATICAMENTE mandato a casa o Fidel”

    anche qua ci sarebbe qualcosina da dire… fidel e’ un dittatore in piena regola, ma non lo era anche pinochet un dittatore sanguinario? non ammazzava e imprigionava anche pinochet? io capisco che durante la guerra fredda ci sia stata una differenza di trattamento, ma quando tutti pensavano che fosse finita perche nessuno si e’ preso la briga di TOGLIERE L’EMBARGO? quelli la, dovendo fare tutto da soli, si mettono d’accordo tra dittatori, tu mi dai un po di petrolio io ti do un po di dottori, e cosi via. non era meglio usare i buoni vecchi metodi del capitalismo, quelli che hanno funzionato cosi bene in cile, per non lasciare quei paesi in balia di se stessi e della cina? isolando il dittatorino non gli stai facilitando l’opera di egemonia sul proprio popolo? anche perche voglio dire, se non ti e’ bastato un embargo durato 50 anni per far ragionare il tuo nemico cosa altro vuoi aspettare, che finalmente muoia da solo dopo che hai provato ad accopparlo decine di volte e che il fratello del dittatore faccia la svolta liberale tutto da solo? e la chiamano politica estera???

    secondo me la politica estera dell’america in genere e di bush in particolare e’ davvero cosa di cui non andare fieri, e con ogni probabilita ha provocato piu danni del non fare nulla, quindi perfino noi insignificanti italiani siamo in grado di criticarla.

  16. Cachorro Quente

    Bè l’Iran è la dimostrazione lampante del disastro che è la politica estera americana. Il più grande nemico degli USA è oggi la principale potenza regionale, grazie alla brillante strategia di quegli intellettualoni alla Casa Bianca.
    C’è anche da dire che per Ahmadinejad vale quanto detto per Putin e per Chavez.

  17. @ c.d., grazie!!!

    1- “insomma in venezuela la colpa e’ di chavez, dei venezuelani, MA NON SOLO”.

    Appunto, la mia disamina non voleva in alcun modo porre gli USA fuori da ogni responsabilità sulle situazioni sparse qua e là nel mondo, semplicemente non mi andava di ridurre il tutto alla solita “colpa dell’America”. Che ha portato i vari Giulietti Chiesa ad avere una visione non solo distorta ma quasi paranoide di ciò che accade nel mondo. D’altra parte io non vedo molta differenza tra le teorie dei presunti (probabili, comunque) complotti anti dittatori con gli USA alle spalle (ripeto, quanto meno probabili) e la teoria delle armi di distruzione di massa in Iraq. Cioè quelle cose che si sanno, ma non si sanno, qualche notizia sfugge magari ingigantita o minimizzata. Ma non è questo il punto, in ogni caso.

    2- “anche qua ci sarebbe qualcosina da dire… fidel e’ un dittatore in piena regola, ma non lo era anche pinochet un dittatore sanguinario? non ammazzava e imprigionava anche pinochet? io capisco…”

    Assolutamente sì. Anche Pinochet e tanti ma proprio tanti altri, indipendentemente dal loro colore (per quanto abbia senso parlare di colori politici nelle dittature). Ancora, sulla scelta embargo sì embargo no non me la sento di entrare in merito, potrei azzardare una personalissima opinione(che coincide con la tua in linea di massima), ma niente più, perché sono certo che esisteranno certo decine di politici-economisti a favore dell’uno o dell’altro (ed io non sono né politico né economista). Il focus di quella frase però era sul concetto di democrazia negli USA vs. tutti gli altri posti citati limitatamente alla questione del ricircolo di governanti. Nulla di strano infatti che con il nuovo presidente (chiunque sia) si abbia un radicale cambiamento in politica estera. Sarei uno stupido se credessi possibile non commettere errori, ma ciò che apprezzo della democrazia statunitense è che ad azione corrisponde un nome: la politica estera “di Bush” o di “tiziocaiosempronio” ha fatto schifo, pertanto decido io cittadino cosa farne. In Italia, invece, abbiamo avuto un ministro degli Esteri a braccetto con i capi di Hezbollah, un Presidente del consiglio che, come avevo già citato, dopo aver “garantito” per Vladimir che in Cecenia non stava succedendo niente, fa il gesto del fucile alla giornalista che fa una domanda un poco imbarazzante per il leader russo, immortalato dagli obiettivi fotografici, ma bollato come semplice gaffe. Ha mai risposto qualcuno delle proprie azioni in Italia? Questa è la mia critica, per cui ritengo che non siamo proprio i più adatti ad una critica superficiale (ovvio che non siamo tutti così, ci mancherebbe!).

    Infine: lo spirito con il quale ho scritto i miei commenti non è di difendere o attaccare nessuno in particolare, in merito alle questioni internazionali. E’stato piuttosto uno sfogo per cercare di mettere in evidenza quanto finta sia la democrazia italiana, in cui la nostra analisi della realtà rischia di essere seriamente distorta (vedi critiche ai tg) tanto da renderci facilmente tifosi di una o di un’altra fazione prima ancora che comprendiamo una situazione. La mia apparente difesa degli USA non entra nel merito tecnico, semplicemente nel substrato civico su cui ogni azione si fonda. Queste azioni potranno certamente essere sballate, ma solo chi parte da una condizione di substrato democratico quanto meno simile, ha poi la forza, capacità ed anche il diritto di criticare e suggerire correzioni.

  18. D’altra parte anche l’ascesa di Hitler, nel vortice di eventi che ha poi portato alla Seconda Guerra Mondiale, è stata quanto meno facilitata dal non interventismo (né concreto, né politico-teorico) degli altri Stati europei, certamente rei di aver sottovalutato l’entità e la pericolosità del fuhrer, cioè non si era capito ancora “se ci fosse o ci facesse”, con l’aggravante della presenza di veri e propri simpatizzanti delle sue idee. Intanto man mano si “mangiucchiava” i territori ai suoi confini, finché la situazione è degenerata.
    La mia difesa agli Stati Uniti come democrazia sta nel fatto che ogni volta che un oppositore (o migliaia come nella guerra in Vietnam) manifesta contro i loro stessi governanti non viene di certo represso nel sangue (Tien An Men, o Cecenia o tanti altri). Se noi, altri Paesi, avessimo davvero una forte impronta democratica, avremmo tutti gli strumenti per dire agli USA di turno che stanno per intraprendere un’azione dubbia o avventata (un embargo, un intervento militare) “attenzione, perché l’intervento più opportuno sarebbe piuttosto quest’altro, anzi interveniamo insieme secondo altri mezzi”. Per esempio, il regime di Saddam. Gli USA affermano che vi è un problema di dittatura in Iraq, e fin qui siamo d’accordo, però poi ritengono più adatto un intervento militare per risolverlo. Le altre democrazie, se contrarie all’intervento, sviluppano una strategia alternativa ad esempio supportare, far parlare in pubblico, far pubblicare tutti gli esuli vittime di quel regime e si impegnano in concreto per mettere in atto queste azioni. In questo modo se l’intento fosse stato veramente la salvaguardia della libertà, probabilmente non ci sarebbe stato intervento militare, ma cooperazione su linee alternative, altrimenti quanto meno sarebbero stati messi pubblicamente a nudo eventuali altri intenti.
    E proprio la chiarezza, la pubblicizzazione dei gesti e delle scelte politiche è un altro punto secondo me cruciale: negli USA gli archivi di Stato sono online (per maggiori dettagli chiedete eventualmente ad Ermes su Abeona, è lui lo storico delle relazioni internazionali e sa dove sono disponibili, ora non lo ricordo). Invece ad esempio non sappiamo di fatto cosa è stata la Russia negli ultimi vent’anni, perché all’improvviso si è arrivati a ad un gesto così sfacciato come l’invasione dell’Ossezia, sappiamo ancor meno della Cina (società chiusa per antonomasia), dai dati epidemiologici di base (che non hanno certo solo una valenza statistica), alla politica interna ed estera.
    Personalmente preferisco più chi sbaglia davanti agli occhi di tutti a chi agisce nella penombra. E non capisco come si possa fare una questione di semplice tifo politico da un quadro estremamente complesso e talvolta potenzialmente pericoloso. Che in due parole significa “com’è possibile che ci sia ancora chi simpatizza per Castro, o Lukaschenko o sia ancora nostalgico di Mussolini o addirittura del Partito Comunista Cinese?”.

  19. Io credo che un passo fondamentale sia la definitiva approvazione, strutturazione e “messa in moto” di quella che e’ stata definita la “Comunita’ delle democrazie”.

    L’idea e’ quella di riunire in unico “club” le democrazie sparse per il mondo, in modo che possano costituire un fronte unico in nome dei principi universali sanciti dalla carta dei diritti dell’uomo. Il buon caro vecchio “Ermes da Abeona” ci ha scritto anche una tesi di laurea su questo argomento (ed io mi scuso per l’intrusione nel suo territorio…) e sono sicuro potrebbe aggiungere mille altre osservazioni…

    Perche’ dico questo? Perche’ uno dei mali, partito dall’attuale amministrazione USA, ed amplificato dalla sciattoneria degli intellettuali di casa nostra, e’ il concetto della “esportazione della democrazia”. Quasi fosse un oggetto da poter portare al mercato, o una pillola da prendere come terapia contro un malanno.

    Mi pare sia stato Churchill a definire la democrazia come “il minore dei mali”. Io credo che la democrazia (nelle sue diverse declinazioni, ed anche aberrazioni come in Italia) sia un punto di arrivo di un lungo percorso di maturazione di un popolo, di una collettivita’. E’ la coscienza a dover essere democratica, non (solo) la Carta Costituzionale.

    Mi scuso se il punto che vorrei raggiungere non appare ancora chiaro. Cio’ che intendo e’ che il “disordine” geo-politico nel quale sembra siamo ormai entrati, deriva da una ragione molto semplice: le democrazie, che per definizione dovevano occuparsi di tutelare quelle liberta’ marchiate a fuoco nel 1948, sono divise, occupandosi ciascuna dei propri affari, quindi lasciando vita e terreno fertile ad ogni tipo di dittatura, prepotenza, autoritarismo. Anzi, spesso e volentieri, come gran dame divorate da invidie e gelosie l’una per l’altra, si ostacolano, si intralciano, si pestano i piedi, si tirano i capelli, proprio come donnicciuole di strada.

    Ecco perche’ credo che sia definitivamente ed improrogabilmente giunto il momento di far nascere la voce unica del mondo libero, del mondo delle democrazie, affinche’ esista quest’unica voce soprattutto tra i banchi del consiglio dell’ONU.

    Mi scuso nuovamente per la prolissita’ e (forse) per la poca chiarezza…

    Ciao a tutti!!!

    p.s.: Nel novero dei bulletti di quartiere nessuno aveva ancora citato il signor Mugabe o il mitico Kim Jong Il…

  20. mauro

    ciao..bel post! sono d’accordissimo sul fatto che ormai il potere degli stati uniti sia fittizio. Mi son fatto l’idea che gli USA ragionino ancora secondo le linee di pensiero della guerra fredda. Allora appoggiavano chiunque, a condizione che si schierasse contro l’URSS. Ora continuano a pagare per gli errori commessi nel passato e se aggiungi l’amministrazione Bush al calderone viene fuori una bella schifezza. Io aggiungerei anche che non hanno piu’ il controllo della loro economia, visti i disastri degli ultimi giorni, e vorrei sapere quanto gli USA siano legati economicamente alla Cina. Sono una superpotenza alla frutta, non hanno capito che ormai i muscoli non si mostrano piu’ spedendo un paio di gruppi da battaglia in giro per il mondo. E noi europei gli andiamo sempre, o quasi, dietro…

  21. Seeeh… bonasera!

    Chiedo scusa per l’ennesima citazione da Abeona:

    http://abeonaforum.wordpress.com/2007/02/13/la-rabbia-dei-dannati/

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