Milano, muore uomo biondo

Ve lo immaginate un titolo del genere? Uomo biondo ucciso da italiano a sprangate. Farebbe ridere un titolo del genere giusto? Eppure succede nei giornali italiani di leggere anche questo:

Quale è il motivo per cui il titolista ha voluto scrivere quel “di colore”? Oggi a Milano è stato ucciso un italiano, non un uomo di colore originario del Burkina Faso. Un italiano, capite la differenza tra nazionalità ed etnicità? Si è italiani non per diritto di sangue, né per etnia e neppure per religione. Io trovo ridicola un’impostazione mentale del genere. Ragazza con gli occhi azzurri, originaria di Bolzano, stuprata da uomo con capelli castani, originario della Puglia. Da piccolo mi incavolavo sempre quando al TG nazionale un sardo veniva nominato nella cronaca e i giornalisti si apprestavano ad aggiungere “cittadino milanese originario della Sardegna”. Se è milanese perché devi insistere sulla sua etnicità? E’ ovvio che c’è di fondo un non tanto velato razzismo.

Poi trovo odioso usare quel “di colore”. Già, mi chiedo sempre di che colore. Non è corretto grammaticalmente anche se ormai è usato ed abusato, ma quel “di colore” presuppone una continuazione della frase. Di colore rosa, blu, nero o fucsia? In realtà dire “di colore” è un modo accettato da tutti per dire negro. Ma è il fatto stesso che si usi un aggettivo in più per indicare un uomo che è razzista. Qui in UK chiunque sia coinvolto in un fatto di cronaca viene sempre definito “uomo”, “donna”, “britannico”.

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10 commenti

Archiviato in Italia provinciale, tristezze

10 risposte a “Milano, muore uomo biondo

  1. Generalmente il titolista è persona diversa da colui che scrive l’articolo. E siccome deve mostrare alla redazione che anch’egli serve a qualcosa, cerca sempre il colpo ad effetto e sputa questi titoli a caratteri cubitali. Bene, io penso, caro Fabristol, che se fossimo io e te a scrivere i titoli dei giornali, sicuramente faremmo crollare definitivamente le vendite e la conseguente tiratura. O forse no, chissà. Facciamo domanda, tu al Corriere, io a Repubblica (o viceversa) sperando comunque di non dover mai più fare un titolo drammatico, doloroso come questo.

  2. C’è un altro elemento, almeno in questo caso: forse il movente dell’assassinio è proprio, se non totalmente, almeno parzialmente connotato in senso razzista. Si può concedere il beneficio al titolista di voler esprimere questo “lato della faccenda”?

    Ragazza dagli occhi azzurri assassinata da alcuni fanatici dalla setta “castani forever”.

  3. Per Hronir

    Credo che siano stati i giornalisti ad inventarsi il movente razzista. Infatti e’ stato appurato che il ragazzo aveva rubato ai tipi che poi lo hanno assassinato. non c’era movente razzista.
    Ma comunque avrebbero potuto titolare: “Milano, ragazzo ucciso per motivi razziali.”
    E poi nell’articolo spiegare il perche’ e il per come.

    Per Luca

    no non credo che riusciremmo ad avere successo come giornalisti! 😉

  4. Ieri hanno ucciso un ragazzo nero in Inghilterra. Pugnalato come e’ tradizione fare qui (15.000 accoltellamenti all’anno in UK). Nei titoli c’era scritto: ragazzo pugnalato all’uscita del pub.
    C’e’ una differenza antropologica abissale tra i giornalisti inglesi e quelli italiani.

  5. C’è una differenza antropologica abissale tra l’Inghilterra e l’Italia, caro Fabristol. La prima, per dirne una, non ha mai avuto un ventennio fascista, né leggi razziali, a quanto mi risulta. Probabilmente è questo che fa impensierire chi, nei fatti di Milano e in altri analoghi nel Lazio e in Campania, legge – a torto, a ragione, boh – un clima pericoloso. Vogliamo accusarlo di ipersensibilità?

  6. in italia il nero balza agli occhi come “lo straniero”, in UK da lunga pezza è di casa, ha il tuo stesso passaporto, è collega di lavoro, compagno di scuola, fidanzato di tua sorella. nero o indiano o whatever.
    in italia si è xenofobi anche tra paesi della sessa valle dai tempi di guelfi e ghibellini.
    con la miseria questa roba viene a galla.

  7. Mah Malvino, io non andrei cosi’ lontano. Semplicemente in Inghilterra le popolazioni etniche diverse da quella originarie sono li’ da oltre 50 anni. Schiavismo, colonie ecc. Semplicemente ci sono abituati. Da noi la gente non si e’ ancora abituata al diverso e nella testolina della massaia di voghera il confine nazionale equivale a quello etnico-razziale. Un nero, anche se nato in italia con alle spalle dieci generazioni di italiani neri e’ sempre un “nero”, cioe’ un non-italiano. Cosi’ come un milanese di origine sarda e’ sempre per i milanesi un “sardo” che abita a Milano.

  8. Pablito

    Invece qui ad Albuquerque, come forse in molti altri posti del USA c’e’ ancora tanto razzismo! Ed i gruppi etnici sono per i cacchi loro…

  9. Anche se la tua analisi è sensata, ti stai convincendo che forse in questo caso le recenti evidenze portano altrove?

  10. In ogni modo, devo ammettere che anche io… quello che mi è salito alla gola è stato “Mio dio, hanno ammazzato un ragazzo! Così!! E per due spicci!!!”
    Non ho pensato tanto al razzismo.

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