Revisionismo in corso

Quando ero alle elementari campeggiava sul Sussidiario una figura che mi rimase impressa: una grande porta tra le mura di pietra e una carica di bersaglieri a suon di tromba che vi entrava attraverso. Quello era l’inizio, l’inizio della storia d’Italia. Ed è la Storia anche per coloro che vogliono chiudere gli occhi, anche per coloro che, magari legittimamente, vorrebbero dire la parola fine al concetto d’Italia. E’ la storia di tutti noi, anche di chi vorrebbe farla finire.

Ho sempre avuto un motto d’affetto per quel cappello piumato e quella marcia a suon di tromba. Sarà che mio padre conserva ancora con orgoglio in qualche armadio il cappello dei bersaglieri. Sarà che a casa avevamo i vinili delle canzoni dei bersaglieri, che ho ascoltato qualche volta di nascosto. Poi alle superiori studiai il Risorgimento, Garibaldi e l’Unità d’Italia, con la Sardegna sempre in primo piano e tassello fondamentale della Storia di quel periodo. Da quel momento in poi la mia isola ha sacrificato decine di migliaia di soldati per l’ “idea Italia” in tutte le guerre, versando un debito di sangue e ricevendo, ahimé, davvero poco in cambio, confermando il pensiero che veramente i sardi si sentono italiani più di quanto gli italiani sentano i sardi parte dell’Italia.

Compresi le motivazioni ideologiche, i princìpi, i valori dietro tutto quello. Mi caddero le braccia quando da ragazzino venni a sapere che quella che avevo sempre chiamato Piazza della Madonna del Carmine a Cagliari, prima del fascismo era stata Piazza XX Settembre. Lì si riunivano ogni 20 Settembre tutti i reduci garibaldini, i gruppi socialisti e quelli liberali, quelli comunisti e quelli monarchici, tutti insieme per festeggiare con i loro gonfaloni colorati, le bande, comizi l’inizio di una nuova era, nella quale tutti si riconoscevano parte di una nazione.

E’ con la stessa tristezza che in questi anni vedo intorno a me un revisionismo strisciante. Una forzatura della Storia piegata a proprio vantaggio politico. Sono dell’altro giorno le parole di Ratzinger che difende Pio XII e apre la strada alla sua beatificazione. In futuro nei libri di scuola papa Pio XII, colui che stette dalla parte di Hitler e Mussolini e Franco, diventerà l’eroe che salvò gli ebrei dall’Olocausto, un nuovo Perlasca. O negli ambienti cattolici risuona come eroe il nome di colui che scrisse Il Sillabo, il testo che insieme al Mein Kampf rimane uno dei manifesti più reazionari, barbarici e antiliberali della storia umana. Quel Pio IX che ordinò le fucilazioni di decine di ragazzi risorgimentali, colui che uccise con una pallottola benedetta Mameli, sì proprio quello dell’Inno.

Garibaldi definiva Pio IX “quel metro cubo di merda” perché quello era. La merda stava da quella parte, oltre quelle mura. I bersaglieri aprirono quella cloaca e riversarono i liquami sul Tevere. Non esistono ambiguità per queste vicende, come non esistono per la Repubblica di Salò così non ci devono essere per Porta Pia.

Oggi a Roma per le celebrazioni finte, farlocche e ridicole del XX Settembre sono stati ricordati dal Generale Torre, delegato da Alemanno, gli uomini caduti per il Papa, unicamente quelli papalini, senza fare menzione dei bersaglieri caduti e degli eroi che liberarono Roma dal giogo papalino. Una cosa mai accaduta, se non forse ai tempi del fascismo. Un evidente tentativo di screditare quella missione, quel giorno, di rivedere la storia.

Ora, cambiati molti miei ideali, posso accettare una confederazione di stati italiani, una diluizione della mia nazionalità nel mare delle culture europee, posso discutere di indipendentismo fiscale, territoriale ecc. ma non posso accettare che menzogne vengano spacciate per verità storiche. Tutti noi, anticlericali, papisti, nazionalisti e indipendentisti abbiamo alle spalle quella storia e deve essere chiaro, come lo era a Garibaldi, da quale parte del Tevere 150 anni fa si trovava “il metro cubo di merda”. Gianfranco Fini l’altro giorno ha tracciato la linea tra ciò che è accettabile per vivere in questa Repubblica e ciò che non lo è, dicendo a chiare lettere che Salò fu il male e chi vi aderì sbagliò. Mi piacerebbe che qualcuno come Fini tra le fila cattoliche tracci quella linea. Chi adotta il Sillabo come manifesto politico, chi rimpiange quella Breccia sta dalla parte sbagliata della storia ed è giusto che venga ricordato come “il cubo di merda” dalla stessa.

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20 commenti

Archiviato in anticlericalismo, politica, tristezze

20 risposte a “Revisionismo in corso

  1. Grazie per questo memento. Farò il tutto il possibile, per quanto sta in me, per non dimenticare
    Fare breccia: sempre, ovunque.

  2. non ho capito perchè parli di revisionismo, il tizio che ha ricordato le vittime “sbagliate” in cosa sta revisionando i fatti? Semmai si posso no mutare i giudizi di valore, ma non mi pare che qualcuno sia stravolgendo i fatti.

  3. Per Astro

    Senti non ho voglia di scrivere un pippone per spiegarti l’ovvietà della questione. Basta farti un esempio semplice: cosa avresti pensato se alla Festa della Liberazione del 25 Aprile il Presidente della Repubblica invece di elencare i nomi di chi morì combattendo il fascismo incominciasse a nominare solo e soltanto i nomi dei gerarchi fascisti che aderirono a Salò?
    Leggere i caduti mercenari stranieri del papa invece che i caduti italiani, è stato un atto vergognoso e presuppone che una persona dia più importanza alla parte avversaria composta, lo ricordo ancora, da mercenari stranieri per lo più. Tant’è che quei fondamentalisti di Militia Christi se ne sono rallegrati e per poco non urlavano “Roma al Papa!”.

  4. “se alla Festa della Liberazione del 25 Aprile il Presidente della Repubblica invece di elencare i nomi di chi morì combattendo il fascismo incominciasse a nominare solo e soltanto i nomi dei gerarchi fascisti che aderirono a Salò?”

    direi che non è revisionismo, almeno inteso nel senso che gli da il dizionario. nello specifico non si capisce dal post quali sarebbero le menzogne spacciate per verità, non è che devi farmi un pippone basta che mi fai un esempio concreto.

    non sto discutendo chi era buono e chi era cattivo, questa è una cosa che si giudica secondo il proprio metro ideologico (che per quanto mi riguarda sta dalla parte dello stato della chiesa dell’epoca per diversi motivi, primo perchè si stava difendendo da un’aggressione armata colonialista per futili motivi nazionalisti, secondo perchè gli effetti dell’invasione ce li abbiamo sotto gli occhi, si è riusciti ad ottenere uno stato più intollerante sotto diversi punti vista, vedi leggi sulle droghe, sulla prostituzione, sulle staminali (nessuna legge vietava la ricerca sulle staminali embrionali 🙂 ecc.. per non parlare dell’oppressione economico-fiscale) ma proprio in cosa consista questo revisionismo di cui parli. la breccia non è stata fatta a porta pia ma a porta maggiore? fu lo stato della chiesa ad attaccare lo stato italiano? la breccia di porta pia non è mai avvenuta?
    io per revisionismo intendo questo.

  5. “che per quanto mi riguarda sta dalla parte dello stato della chiesa dell’epoca per diversi motivi, primo perchè si stava difendendo da un’aggressione armata colonialista per futili motivi nazionalisti,”

    questo per esempio è revisionismo e fin quando è un’opinione del singolo o una discussione tra di noi va bene, ma quando sono dei rappresentanti dello stato che lo dicono non va bene. Che ti piaccia o no lo stato Italia (non entriamo nel discorso dello stato dei savoia colonizzatore perchè non la finiamo più), il xx settembre esso è nato con tutte le conseguenze, tra le quali quella non di second’ordine che ora stiamo parlando in questo blog, e pregare perchè quello non fosse mai accaduto è rinnegare un pezzo di storia. Non ti pare ipocrita che un Generale dello stato italiano parli del nemico senza nominare i propri caduti? cioé fa ridere: mangi da 50 anni alle spalle dello stato e poi lo tradisci per un altro stato. Dovrebbe essere radiato seduta stante dal corpo armato.

    E cmq tornando al revisionismo questo è solo il primo passo, poi verrà scritto nei libri di storia che il papa fu aggredito ingiustamente e che i “cattivi” erano Cavour, Manzoni e Garibaldi.
    E questo mina alle radici l’idea dello stato italiano. Cioé una volta detto questo e diventato ufficiale l’Italia non ha più motivo d’esistere. Se il papa era il buono e noi i cattivi l’Italia si sbriciola.
    Lo so che per te sarebbe una vittoria politica e culturale ma per altri che si riconoscono ancora nell’Italia unita è una eresia: è revisionismo storico.

  6. z3ruel

    E’ revisionismo storico anche completare la biografia di Garibaldi descritto nei sussidiari come “l’eroe dei due mondi”?

  7. Cioé? intendi modificare?

  8. “Che ti piaccia o no lo stato Italia (non entriamo nel discorso dello stato dei savoia colonizzatore perchè non la finiamo più), il xx settembre esso è nato con tutte le conseguenze”

    ma chi lo nega?

    “e pregare perchè quello non fosse mai accaduto è rinnegare un pezzo di storia.”

    ma perchè? Io dico esattamente quello che è scritto sui libri di storia, ne do un giudizio etico differente ma i fatti so quelli.

    “poi verrà scritto nei libri di storia che il papa fu aggredito ingiustamente e che i “cattivi” erano Cavour, Manzoni e Garibaldi.”

    sui libri di storia non ci dovrebbe essere scritto questo e nemmeno il contrario, non è compito degli storici formulare giudizi etici.

  9. roma al papa?
    con tutti quei debiti?
    oh, non confondiamo la CEI con la CAI

  10. Paolo

    Fini è solamente uno sporco badogliano, non ha nessun titolo per infangare una generazione con frasettine ad effetto come “male assoluto” che fanno breccia solamente nelle distorte menti dei pennivendoli.

  11. “sui libri di storia non ci dovrebbe essere scritto questo e nemmeno il contrario, non è compito degli storici formulare giudizi etici.”

    No non dovrebbe essere così ma non esiste libro di storia che non lo faccia. Forse lo storico non dovrebbe formulare giudizi etici, ma il politico, l’intellettuale o l’opinione pubblica sì. E concorderai con me che un generale che sta dall’altra parte dovrebbe essere radiato dal corpo armato.

    Per IlFerrista

    Preferisci il Papa alla Roma? un bel centro avanti di sfondamento. 😉

    Per Paolo

    Be’ Badoglio, pur traditore, era pur sempre fascista, non puoi negarlo.

  12. mari

    sono il propietario del cappello dei bersaglieri e dei vinili.qualcuna sà dov è porta pia………………………?

  13. Dritto per Tiburtina, prima svolta a destra, affianco all’edicola di signor Luciano. 😉

  14. Paolo

    Probabilmente era solo un fascista di comodo come la maggior parte credo. Ma nei libri di storia te lo dipingono quasi come un “buono”, invece è il responsabile dell’uso del gas in Libia, oltre che il principale artefice del salto della barricata nel settembre del 43.

  15. “E concorderai con me che un generale che sta dall’altra parte dovrebbe essere radiato dal corpo armato.”

    mah, mi pare che i rapporti tra i due stati al giorno d’oggi siano idilliaci 😛

  16. Gia’ sono idilliaci. Se quel generale avesse fatto la stessa cosa per i soldati austroungarici, o per i soldati tedeschi che invasero l’italia dopo l’armistizio, ci sarebbero state proteste e sarebbe stato radiato seduta stante. Perfino il Presidente della Repubblica sarebbe itnervenuto.

  17. Il “nostro” XX Settembre, giorno di festa

    Nel corso della seduta di giovedì 18 settembre, a Montecitorio, si è anche parlato di 20 settembre, e di come sarebbe opportuno che venisse proclamato giorno di festa. Sono intervenuti Mario Pepe, anomalo parlamentare del PdL (è iscritto a tutto il “pacchetto” della galassia radicale) e i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco. Dal resoconto stenografico della Camera riprendiamo i loro interventi.

    Mario Pepe: “Chiedo di parlare”.

    Presidente: “Ne ha facoltà”.

    Mario Pepe: “Signor Presidente, intervengo in quest’Aula, desolatamente vuota, perché resti agli atti un invito, un appello che intendo rivolgerle. Fra due giorni ricorre l’anniversario della battaglia di Porta Pia, una data troppo spesso dimenticata, eppure una data importante, non soltanto per lo Stato italiano, ma soprattutto per la Chiesa cattolica. Dalla perdita del potere temporale la Chiesa cattolica trasse uno slancio verso una spiritualità più alta. Il 20 settembre per noi è soprattutto l’affermazione di un principio: la Chiesa può essere libera solo se lo Stato è libero, e lo Stato è libero quando non ha bisogno di utilizzare la forza per imporre una dottrina, lo Stato è libero quando usa la forza solo per difendere la libertà dei cittadini.
    Signor Presidente, io e alcuni deputati il 20 settembre andremo a Porta Pia: andremo a Porta Pia per difendere la libertà della Chiesa, perché la Chiesa si batte per i suoi principi, ma lo faccia con le armi spirituali e morali. Andremo a Porta Pia per difendere la libertà dei sacerdoti, purché questi siano ministri di Dio e non amici del potere. Andremo a Porta Pia perché la Chiesa possa difendere la vita, ma non possiamo non dire che ci sono delle situazioni che offendono la vita: signor Presidente, ci sono 3.000 malati in coma vegetativo che subiscono la vita! Ci sono delle situazioni gravissime! Ci sono delle situazioni disperate, che aspettano da questo Parlamento neoguelfo una legge sul testamento di vita. Signor Presidente, il 20 settembre va al di là dei confini nazionali: oggi nel mondo stanno risorgendo Stati neodottrinali, e il Presidente Berlusconi a Parigi ha messo in allarme, perché questi Stati stanno minacciando la pace e la sicurezza; e contro il risorgere di tali Stati neodottrinali il 20 settembre recupera tutta la sua pregnante rilevanza.

    Signor Presidente, le chiedo che la Camera dei deputati il 20 settembre possa essere presente con una delegazione ufficiale e porre una corona davanti alla breccia, perché attraverso quella breccia non passò solo lo Stato italiano e non passarono solo le bandiere, ma passarono le bandiere della civiltà e del progresso e quelle della fede nella scienza, una fede che è sopita e deve essere quindi risvegliata, soprattutto nei giovani di questa difficile e tormentata generazione”.

    Presidente: “Grazie, onorevole Mario Pepe, la sua richiesta sarà rappresentata al Presidente della Camera”.

    Maria Antonietta Farina Coscioni: “Chiedo di parlare”.

    Presidente: “Ne ha facoltà”.

    Maria Antonietta Farina Coscioni: “Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quanto ha detto il collega Mario Pepe: oggi nel nostro Paese è più diffusa di quanto non si mostri di credere e non si pensi un’esigenza laica. Per «laica» intendo non solo l’esigenza di una voce che si differenzi dal coro delle tante altre voci che avversano il laicismo, lo ignorano o, al più, fingono di accettarlo, riducendolo a formula insignificante e vaga. Essere «laici» – ce lo hanno insegnato maestri come Benedetto Croce, Vittorio De Caprariis, Adolfo Omodeo, Guglielmo Pepe, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Mario Panunzio e Leopoldo Piccardi – non è solo una certa concezione dei rapporti che devono regolare le relazioni tra lo Stato e le Chiese; «laico» è una dottrina dello Stato e della politica, è una dottrina moderna della libertà; «laico» è la forza autonoma della libertà, intesa non come accumulazione di privilegi ma come libertà liberatrice.
    Per noi liberali e socialisti riformatori – in una parola, radicali – il 20 settembre è una data particolarmente cara: il 20 settembre del 1870 segna la fine del potere temporale dei Papi, e poco dopo Roma finalmente diventa la capitale d’Italia e si corona il sogno risorgimentale che aveva animato Mazzini, Garibaldi, Cavour.
    Concludo, signor Presidente e onorevoli colleghi, ribadendo il mio e il nostro impegno di radicali per la difesa della laicità, che passa oggi anche per la libertà di ricerca, per la quale si batté con tutte le sue forze Luca Coscioni: quella breccia di Porta Pia è il simbolo di una liberazione per tutti noi. Per questo auspico, e auspichiamo, che il 20 settembre sia proclamato giorno di festa, una festa non solo per i laici ma per gli autentici cristiani, per i musulmani, gli ebrei, i buddisti e il mondo della fede in altro che nel potere”.

    Maurizio Turco: “Chiedo di parlare”.

    Presidente: “Ne ha facoltà”.

    Maurizio Turco: “Signor Presidente, intervengo per ringraziare i colleghi Farina Coscioni e Mario Pepe che ci hanno invitato il 20 settembre, alle ore 16, a manifestare a Porta Pia. Ognuno lo farà con le proprie convinzioni e con il proprio credo, e penso che il credo che alcuni di noi porteranno quel giorno sia il credo nello Stato di diritto, nella democrazia, nella libertà di pensiero, coscienza e religione. Libertà di pensiero, coscienza e religione che oggi è negata, in questo Paese, nel momento in cui una confessione religiosa viene trattata in modo diverso, e quindi discriminante, rispetto alle altre confessioni religiose.
    Il 20 settembre 1870 era un giorno di festa per i laici, per gli anticlericali, per i cattolici liberali, ed era il giorno di festa per Alessandro Manzoni, che da malato compie un viaggio faticosissimo per recarsi da Milano a Roma e per votare, da senatore del Regno, per Roma capitale, lui, cattolico liberale, nonostante il divieto del Vaticano.
    Vedremo il 20 settembre, sabato, quanta gente, quanti cattolici liberali di questo Parlamento saranno presenti a Porta Pia. Intanto, registriamo che nel corso dei decenni, dal 1929 in poi, il voto, sia in un regime non democratico sia nel regime democratico – o cosiddetto democratico – ha avuto una sua continuità.
    È il voto del Concordato, della commistione tra fede e potere, della simonia che caratterizza oggi le gerarchie vaticane, di cui sono maestre, di un disvalore che hanno sempre predicato in quanto tale ma che oggi praticano ed è il loro connotato”.

    da Notizie Radicali
    di Mario Pepe, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco

  18. Proprio ieri ho mandato una e-mail al deputato Mario Pepe ringraziandolo per il coraggio con il quale ha parlato a Montecitorio. Chissa’se mi rispondera’… 😉

  19. Pingback: revisionismo in corso « marcoboccaccio

  20. marcoboccaccio

    revisionismo o no, qui si sta trattando la questione capitale della storia d’italia: se fosse legittima o no la presa di roma. evento a cui il fascismo volle mettere la sordina dopo la stipula del concordato, e che del resto anche il clima democristiano del dopoguerra trattò sempre come un evento minore, tanto che la sua celebrazione era considerata cosa da anticlericali un po’ demodé. evento che mise fine a secoli di soprusi in nome della presunta donazione di costantino, e che l’attuale amministrazione nel suo furore revisionista vorrebbe reinterpretare come ogni fatto della storia d’italia, solo per segnare una discontinuità. tanto che ci dobbiamo aspettare qualsiasi cosa, purché diversa da “come faceva la sinistra”

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