Né vivi né morti per l’eternitá

– Ecco qua Monsignore, questa è la camera dei nostri fratelli dormienti. – il capo reparto aprí la porta scorrevole pressurizzata e si fece subito da parte invitando il religioso ad entrare senza paure. Dietro di loro una piccola folla di infermieri, dottori e curiosi che spintonavano per poter vedere il Monsignore. Mai una personalitá cosí importante era entrata nel loro Centro Dormienti.

Il Monsignore entró lentamente, il suo manto nero e porpora in contrasto con le tinte bianche e asettiche di pavimenti e pareti. Il capo reparto deglutiva a fatica per l’eccitazione, lanció uno sguardo in tralice verso i suoi sottoposti e con un cenno della mano li intimó di non entrare come si fa coi cani sulla soglia di casa. Lo stuolo di infermieri rimase fuori mentre la porta scorse fino a chiudersi.

La stanza si riempí di un silenzio religioso scandito solo dai macchinari che si muovevano all’unisono ogni pochi secondi.

– Quindi é qui che li tenete. Da quanto dormono, questi fratelli? –

– Ottant’anni Monsignore, i piú vecchi. L’ultimo arrivato è questo ragazzino. Cinque anni in questa struttura compiuti ieri.-

Il religioso si avvicinó ad uno dei lettini. Una donna sugli 80 anni apparenti, un tubo in bocca, dieci penetravano in un taglio violaceo sulla gola. I polmoni artificiali lavoravano a pieno regime. Il suo petto si alzava e si abbassava regolarmente come un orologio svizzero. Diede uno sguardo alla cartella elettronica. Adele Goffredi, nata nel 1941, dormiente dall’Ottobre 1994. E sotto la data odierna: 5 Settembre 2046.

– Questa sorella è in questa struttura da piú di cent’anni e guardate quanto ancora é giovane. Sembra che sorrida. Guardi.-

Il capo reparto si avvicinó al viso della donna. – Sí lo diciamo spesso anche noi. Qui si trovano tutti bene, si vede dai loro visi. Le suore li trattano con tanto amore. Non ne abbiamo perso neanche uno. Virtualmente potrebbero stare qui con noi per altri cento anni. E ce lo auguriamo Monsignore!-

– Be’ certo se no perdete i finanziamenti.- si mise a ridere.

L’altro non seppe che rispondere, imbarazzato.

– Sto scherzando, Giampaoli. So che le sorelle della clinica lo fanno per amore cristiano.-

– Ah ah ah, certo Monsignore.- tiró un sospiro di sollievo.

La vestaglia di porpora si mosse lentamente letto dopo letto, leggendo nomi e date. Sembrava tutto pulito e a posto. Non avrebbe avuto problemi a convincere il governatore regionale a finanziare la struttura per altri cinquant’anni. L’occhio gli cadde su una cartella clinica in un lettino vicino alla finestra. Sgranó gli occhi.

– Credevo di avervi detto di cambiare questo nome e queste date.- sibiló indispettito. –Dovevamo dimenticarci di questo caso o sbaglio?-

A Giampaoli gli venne un infarto. Si avvicinó alla cartella e rimase sbalordito. –Eccellenza, sono dispiaciuto, la sorella Angelica non é cosí pratica con le nuove tecnologie. Me ne occupo subito.-

Schiacció il tasto Modifica e cancelló il nome Eluana Englaro e la data del 1972.

Dedicato a chi vuole essere tiranno dei corpi altrui.

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13 commenti

Archiviato in anticlericalismo, tristezze

13 risposte a “Né vivi né morti per l’eternitá

  1. ecco perchè già ci dicono che la prossima generazione vivrà 120 anni…

  2. bellissimo sto’ racconto di fantascienza, mi sa che hai raccontato realmente come sarà il ns futuro…..

  3. Bravo,
    racconto bello e azzeccato. 😉

  4. molto bello questo racconto, soprattutto perchè mette in luce la contraddizione per cui la Chiesa è contro lo staccare i macchinari a persone che non possono (con le tecnologie attuali) tornare alla vita “attiva” (ovvero uscire dallo stato di vegetale legato ad un letto) ma è anche contro l’accanimento terapeutico (che, ma è una mia personalissima opinione, coincide con l’insistere che da un giorno all’altro ci potrà essere un soffio di spirito santo che porterà di nuovo alla vita il vegetale di cui sopra).

    [tra l’altro tutto ciò mi ricorda (anche se non collegato direttamente) un bellissimo spezzone di Parla con me (il programma della Dandini) dove è intervenuto Corrado Guzzanti nei panni di don Pizzarro, il video lo trovi su youtube, in due parti]

  5. Io continuo a credere che la colpa non sia dei monsignori. D’altronde i monsignori fanno solo il loro mestiere. Quando una multinazionale si accorda con governi totalitari per schiavizzare la gente la colpa è del capitalismo o dei governi? Secondo me dei governi, come anche in questo caso è colpa dei politici che scambiano voti con la Chiesa in cambio di leggi.

  6. c.d.

    “Quando una multinazionale si accorda con governi totalitari per schiavizzare la gente la colpa è del capitalismo o dei governi?”

    e’ colpa degli amministratori della multinazionale E ANCHE dei governanti, esattamente come in questo caso la colpa e’ dei monsignori E ANCHE dei politici (e dei tirapiedi dei monsignori, e dei tirapiedi dei politici, e di tutti gli idioti che ci cascano sempre, ecc…). non capisco il bisogno di giustificare i monsignori, che secondo te fanno solo il loro mestiere: anche un sicario fa solo il suo mestiere, ma se viene beccato viene messo in galera assieme al mandante e a tutti gli altri che hanno volontariamente collaborato.

  7. No, ma scusa c.d., sii buono. La multinazionale non deve essere morale. Alla multinazionale deve interessare solo una cosa: il profitto. Ovvio che essa agirà per massimizzare gli introiti. Su questo non si può dire nulla. Guadagnare il più possibile è il lavoro di qualunque capitalista, così come convertire la gente alla legge divina è quello di qualunque monsignore. Il problema sorge quando la multinazionale usa mezzi illeciti per guadagnare di più, così come il monsignore li usa per piegare la gente alla sua dottrina. Ciò non ha nulla a che fare con la sostanza del loro mestiere: riguarda unicamente le modalità con cui esso viene messo in atto. D’altronde anche fare il sicario è un mestiere e come tale il giudizio di valore su di esso non può che essere del tutto neutrale. Se il sicario viene pagato per eliminare i criminali altro non è che un cacciatore di taglie, un mestiere a mio parere del tutto lecito e nel pieno rispetto del diritto. Se però lo stato o la mafia assumono sicari per eliminare ingiustamente questo o quell’avversario allora possiamo entrare nel merito dei giudizi di valore.

    Noi con la chiesa siamo in una situazione in cui un tizio va da un sicario e gli offre un milione di dollari per uccidere un poveraccio che non c’entra nulla. Il sicario essendo un sicario si intasca i soldi e lo va ad uccidere senza farsi domande sull’identità della vittima.

    Ora, per risolvere questo genere di problemi si può andare da tutti i sicari del mondo cercando di moralizzarli, costringendoli solo agli omicidi che hanno finalità morali, oppure si può impedire ai mandanti di assumere sicari per scopi ingiusti. Dimmi tu quale delle due è più realizzabile.

    Predicare una dottrina religiosa è del tutto conforme al diritto: il problema sorge quando lo stato mafioso sfrutta la religione per espandersi.

    Lo stato è la radice profonda di ogni male. Evitiamo di essere laicisti difendendo la religione del Leviatano, quella sì, davvero pericolosa.

  8. Il tuo ragionamento mi sa molto di “relativismo culturale” Jinzo.
    SEguendo la tua logica l’imam che incita alla guerra santa fa il suo dovere perché è il suo mestiere, mentre i cattivoni sono queli che si fanno esplodere sulle torri gemelle.
    Esistono anche responsabilità che vanno al di là dell’atto compiuto fisicamente. Se incito altri, sotto il ricatto religioso delle pene dell’inferno o sfruttando le superstizioni degli ignoranti, a comportamenti contro gli alttri (omicidio, limitazione della libertà, ecc) commetto un atto che dal punto di vista morale (per me) è equivalente al reato stesso di chi poi ha seguito quei dettami.

  9. c.d.

    non era mia intenzione difendere alcun leviatano. non ho bisogno di un leviatano per decidere cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato, cosa e’ morale e cosa non lo e’, chi e’ colpevole e chi e’ innocente, e neanche tu, il sicario in carcere voleva essere solo un esempio di condivisione della colpa, non un esempio del leviatano che ci salva grazie al sistema giudiziario.

    io concordo che a livello pratico sia piu ragionevole pretendere che i governi non si facciano corrompere, fino alla loro estinzione se necessario. ma COMUNQUE la colpa e’ ANCHE dei monsignori. non puoi tirare in ballo il “diritto” dei monsignori di praticare una dottrina religiosa che schiavizza gli altri (di questo stiamo parlando, non solo della vecchina che recita il rosario), perche se tale diritto esiste in italia quello e’ un diritto positivo che dipende proprio dallo stato, che loro intimamente rifiutano in quanto si tratta di uno stato secolare ma di cui si approfittano, che in fondo rifiuti pure tu perche si tratta di un leviatano liberticida, e quindi perche dovrei accettarlo io come scusa mentre mi schiavizzano e instaurano un leviatano teocratico perfino peggiore del precedente?

    sono tutti colpevoli. tutti.

  10. Sono d’accordo sul fatto che anche le chiese abbiano le loro responsabilità, quando esprimono propositi illegittimi, ma questi di per sé non costituiscono una violazione della legge, tale da giustificare un intervento repressivo o comunque sanzionatorio. Siamo nel campo delle libere opinioni.
    Per esempio, pretendere che il catechismo sostituisca la Costituzione è idealmente un attentato allo Stato liberal-democratico, ma finché non si arriva ad atti eversivi concreti, ma solo l’espressione di un desiderio politico-religioso, spetta ai politici e alle istituzioni statali rispondere per le rime.
    Del resto, le religioni son fatte così. Non amano, salvo eccezioni, la democrazia.

    In sintesi, avere opinioni antidemocratiche è lecito, seppur criticabile, ma spetta alla democrazia e ai suoi meccanismi di garanzia fare in modo che tali istanze non abbiano il sopravvento.

  11. @ illaicista

    tutto quello che dici e’ legittimo e condivisibile, ed infatti io non ho fatto riferimenti a metodi repressivi (che poi fa ridere perche’ il potere ce l’hanno loro quindi al massimo sono loro che reprimono noi!). La mia e’ una critica morale e culturale e politica. io sono contrario alle leggi contro la libera espressione ma di fatto il clericalismo e’ di stato e quindi al potere. Sono entrambi responsabili sia i politici che i chierici perche’ ormai le loro figure e mansioni sono sovrapponibili.

  12. Non dico che tu abbia intenzioni repressive.

    Volevo solo sottolineare il fatto che, essendo le opinioni antidemocratiche, per quanto criticabili, liberamente esprimibili, ed essendo nella natura delle religioni (salvo le solite possibili eccezioni) di essere incompatibili con la democrazia liberale, mi sembra più appropriato e forse anche più efficace, prendersela soprattutto con il politici, che hanno come dovere istituzionale proprio la difesa della laicità dello Stato. Compito che certo non spetta alle chiese.

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