Soldi dal nulla

Quando ero più piccolo mi chiedevo da dove arrivasse il denaro. L’impressione era dal nulla, e il mio sospetto era che i soldi piovessero proprio dal nulla. La spiegazione era che lo Stato immetteva i soldi. Ma i soldi chi li creava? Le banche. E alle banche chi diceva di fare i soldi e quanto valevano i soldi? Insomma un po’ come gli argomenti teologici su chi ha creato il dio creatore.

In questo caso il dio creatore è lo stato-banca che come se giocasse a Monopoli disfa e crea il gioco. E allora quando ci sono crisi finanziarie perché lo stato non inventa altri soldi? Se è in debito perché non ne mette altri? Semplice no? Vabbè non ero un esperto di economia e neppure adesso. Però sto incominciando a capirci qualcosa da alcuni anni. I pezzi del puzzle si sono ricomposti finalmente dopo la lettura di Rothbard e del suo “Lo Stato Falsario. Su questo testo si basa il video qui sotto. Leggere Rothbard o guardare questo video farà capire a molti come funziona l’economia moderna, che non è capitalismo selvaggio o neoliberismo, bensì il classico socialismo di stato. Infatti solo uno stolto potrebbe pensare che la crisi che stiamo passando sia data dal liberalismo. Anche perché il liberalismo (a parte negli intenti alla nascita degli USA) non è mai esistito veramente. Tra l’altro, pur arrivando a conclusioni diverse e da premesse diverse, la filosofia libertaria si avvicina a certe battaglie classiche di sinistra: lotta ai banchieri e allo stato imbroglione. Buona visione.

Hat tip: Sgembo.

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14 commenti

Archiviato in politica, spunti di lettura e scrittura, tristezze

14 risposte a “Soldi dal nulla

  1. Be’, mi e’ sempre difficile capire la questione della parità.
    E’ vero che ormai non c’e’ alcuna relazione fra la quantità di denaro circolante e le riserve d’oro, ma è anche vero che il prezzo dell’oro, come di qualsiasi altra cosa, può essere molto variabile.
    Diciamo che ho 100 euro in parita’ con 10 grammi d’oro (valori del tutto fittizi). Ma domani il prezzo dell’oro sale, e 10g corrispondono, diciamo, a 150 euro. Cosa succede, la banca mi dona immediatamente altri 50 euro? E se il prezzo diminuisce devo dare io dei soldi alla banca?
    Il fatto e’ che l’uso della moneta’ e’ in qualche modo consustanziale ad una sua “vita propria” e quel che dà valore ad essa non e’ una disposizione statale ma una convenzione, la fiducia di tutta la popolazione di potersi scambiare beni e servizi utilizzando quella moneta come misura.

  2. davidcorner

    Giustissimo, è il cosidetto “signoraggio” che deriva appunto dal medioevo, quando il signore che produceva la moneta si teneva quella piccola parte di oro per pagare le spese della produzione di moneta. In termini attuali solo le monete sono prodotte dalla zecca dello stato, le banconote (come si può leggere anche su di esse) sono stampate dalla banca centrale e vengono “prestate” agli stati che dovranno quindi restituire questa sorta di debito con un preciso tasso di interesse. E’ logico che per produrre una banconota da 100 euro non ci vogliono 100 euro, ma ci vorrano qualche manciata di euro se non di meno (giusto l’inchiostro speciale costa un pò), tutta la differenza è il guadagno delle banche centrali. Purtroppo l’opinione pubblica non viene informata sul signoraggio bancario, basta vedere molto volte ad Annozzero o altri programmi che ogni qual volta si sente la parola signoraggio, o si cambia argomento o si cerca di interrompere la discussione passando ad altro. C’è un motivo.

  3. Gianrico

    Per approfondire consiglio di leggere anche :
    “il denaro: sterco del demonio” di Massimo Fin.
    Non è un libro di economia, ma un saggio che affronta il discorso storia del moneta e del mercato da un punto di vista critico.

    Secondo me è un’analisi un po’ semplicistica perché, almeno mi sembra, non considera per nulla l’esistenza dei mercati finanziari, ma si concentra nei mercati reali. Stessa critica per le citazioni finali sono tutti pareri non contestualizzabili nel 21simo secolo.

  4. Molto interessante per chi di economia ne sa ben poco come il sottoscritto, aiuta a chiarirsi le idee.

  5. interessante, mi sa che leggerò il libro

  6. @ Ferrigno

    Lo puoi downloadare gratis da qua:

    http://download.luogocomune.net/download/Libri/LoStatoFalsario-M.N.Rothbard.pdf

    e’ un librettino, un piccolo saggio, ma molto illuminante e veloce.

    Ops ma intendevi il libro che ha segnalato Gianrico?

  7. Ottimo fabristol, me lo scarico subito! 😉

  8. L’ho letto in una sera. 😀

  9. Pingback: Buraku » Emettere moneta

  10. Enrico

    @ davidcorner

    No, calma, un conto è la situazione come spiegata nel video, che è una semplificazione, in alcuni punti un po’ confusa, del libro di Rothbard (che consiglio a tutti di leggere per comprendere chiaramente i termini del problema) un’altra è la bufala dei cattivi banchieri che defraudano i poveri Stati della differenza tra il valore nominale delle moneta e i costi sostenuti per stamparla. Quest’ultima è solo una balla messa in giro da alcuni gruppetti, in genere vicini ad ambienti neofascisti, che propugnano un controllo totale della moneta da parte degli Stati, in nome degli interessi dei fantomatici Popoli.

  11. Enrico

    @ Gianrico

    Si infatti, il libro di Massimo Fini mi sembra un’analisi un po’ semplicistica e banale (come quasi tutte le sue opere) del problema. Molto meglio Rothbard.

  12. Pingback: La madre di tutte le tragedie (versione per ottenebrati) « Snow Crash

  13. Pingback: Dalle mele alle crisi « Io voto PLI Weblog

  14. Francesco Filippini

    il video mi sembra inesatto, poiche’ si dice che un gruppo di persone scelgono,per comodita’ di usare un oggetto che ha un qualche valore,poi ,nel video, si continua ,arbitrariamnte dicendo che la moneta(la conchiglia ) ha un grande valore.Questo non e’ vero ,poiche’ la moneta(la conchiglia) e’ RAPPRESENTATIVA di un valore che sta a monte ,(una o piu pecore, ….delle ciliegie, pesce ecc.) ma lei stessa, non ha un grande valore per il singolo individuo,bensi’ solo per la collettivita’ nel suo insieme ,come comodita’ per effettuare degli aquisti piu agevolmente che con il baratto.

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