Berlusconi è un comunista

In 50 anni di Repubblica non si era mai visto un governo così collettivista, protezionista e antiliberista come questo. Questo governo è quello che si avvicina di più all’ideale di socialismo. Neppure la sinistra al governo si è mai permessa di collettivizzare, pianificare (esatto come il Gosplan, il piano quinquennale sovietico) l’economia. Ed infatti nessuno a sinistra si sta mettendo a protestare perché Berlusconi sta facendo il comunista, tutto quello che Bertinotti aveva sempre sognato di fare: mettere mano all’economia privata, comprarla, regolarla, dirigerla. Dopo aver eliminato i comunisti ora ne ha preso il posto, inglobandone i temi e le politiche. Possibile che ogni volta che c’è una crisi in italia spuntano fuori governi statalisti?

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11 commenti

Archiviato in Italia provinciale, politica, tristezze

11 risposte a “Berlusconi è un comunista

  1. Be’, se pensi che sono più di 15 anni che per legge GLI È DOVUTO poco meno del 50% della raccolta pubblicitaria televisiva…
    Se non è sovietico questo!

  2. hai una visione berlusconiana del socialismo.

  3. Berlusconi non è né socialista né liberale, né gli si può attribuire una qualsiasi altra visione politica.
    In realtà ha pochi punti fermi e tutti di carattere strettamente personali, quanto alle idee politiche non pare avere convinzioni di alcun genere.
    Può passare tranquillamente da Popper a Ratzinger e dichiararsi, da monopolista, a favore del libero mercato. Perché di tutte queste chiacchiere non gliene importa nulla, a meno che non gli tornino utili per l’accrescimento del proprio potere economico e politico.
    Ieri liberista, oggi statalista, domani chissà: dipende dalle convenienze del momento.

  4. Ok ragazzi. Era un’esagerazione, una provocazione la mia. So bene che il socialismo è altra cosa, che si basa sulla ridistribuzione del denaro alla popolazione tramite servizi, pensioni e via dicendo. Però è anche vero che una delle caratteristiche del socialismo classico (non quello socialdemocratico scandinavo o tedesco) è quella di dirigere l’economia del paese. E su questo puntavo.
    @ il laicista
    berlusconi è anche ciò che si porta dietro con i collaboratori: Tremonti non fa misteri di essere contro il libero mercato. Tra l’altro in forza italia sono tutti ex-socialisti ed ex-democristiani, due specie interventiste e stataliste.

  5. Luca

    A me comunque sembra che in genere nel mondo si stia tornando indietro,ci si stia ricredendo, anche in America lo Stato inizia ad intervenire…..diciamoci la verità…il liberismo in una accezione pura è un’utopia quanto tutte le altre forme di società create sui libri, è al massimo un obiettivo da porsi ma che non si raggiungerà mai, perchè se si dovesse raggiungere fallirebbe all’istante
    La realtà è diversa: lo Stato deve intervenire sull’economia, nel modo giusto con equilibrio, ma deve farlo.
    Non si può far fallire la terza banca al mondo e mandare col culo per terra centinaia di migliaia (forse milioni) di piccoli risparmiatori che ci hanno investito senza neppure saperlo. Chissà quante brutte sorprese ci saranno, coi TFR legati a questi fondi pensione campati per aria. Lo Stato ci deve essere…..
    Questo ovviamente in generale, quello che succede in Italia è un’altra cosa (come sempre), concordo in pieno con Il Laicista.

  6. alessandro

    La cosa interessante del neoliberalismo o liberismo che dir si voglia è che in fondo si basa un’assunzione quasi metafisica (l’individuo come rational choicer) e su un ideale fortemente moralizzante (l’individuo DEVE essere reso responsabile della propria vita e della proprie scelte) che però viene alternativamente proposto come un modello da realizzare (si veda l’afflato pedagogico contenuto nell’argomento standard neoliberale per giustificare lo smantellamento dello Stato sociale: “gli individui devono IMPARARE a sentirsi responsabili delle proprie scelte”) o come un punto di partenza già dato (“gli individui si sentono responsabili ecc. e quindi non vogliono che lo Stato decida per loro”). Tutto discutibile (e perché l’individuo deve essere reso responsabile delle proprie scelte? e si può essere responsabili delle proprie scelte in un mondo complesso e interconnesso come il nostro? e se gli individui scelgono liberamente di de-responsabilizzarsi e di affidarsi allo Stato, perché dovremmo impedirlo? e il paternalismo implicito nell’idea che gli individui devono imparare a sentirsi responsabili non è inconciliabile con il liberalismo?). Mi sembra, comunque, che Berlusconi, Tremonti & Co. siano ben lontani da questo tipo di problemi che erano invece quelli che preoccupavano Hayek, Friedman, Dawns ecc. (P.S.: scusate le parole in maiuscole, ma non so come metterle in corsivo)

  7. Per Luca

    In USA lo stato è sempre intervenuto con misure protezionistiche, con lo stato sociale e tutto il baraccone. E’ un mito quello per cui l’america sia liberista. Non esiste e non è mai esistito un sistema completamente liberista nella storia dell’umanità a parte il caso unico dell’Islanda medievale. Se lo stato intervenisse per tutte le aziende che falliscono i soldi non basterebbero (ah già: è lo stato che inventa il denaro, quindi…). Lo stato esiste perché noi gli diamo i soldi con le tasse. Se vuoi salvare chi ha perso i soldi usa il tuo di denaro o quello di coloro che vogliono aiutarli. Il mio no, please.
    Un altropunto importante è che vengno salvate solo le aziende che hanno legami con la politica. Praticamente è un giochetto mafioso a chi ha più amichetti in parlamento.

    @ alessandro

    “e se gli individui scelgono liberamente di de-responsabilizzarsi e di affidarsi allo Stato, perché dovremmo impedirlo?”

    E perché la mia scelta di non essere affidato allo stato non viene rispettata? Il problema è che non viene data la scelta alle persone di far parte dello stato. Io non ho firmato alcun contratto con la collettività: ne sono stato costretto. Perché la collettività non mi permette di uscire dal loro gioco?

  8. alessandro

    Sono d’accordo, ma mi sembra altrettanto paternalista imporre a tutti la regola dell'”ognun per sé e dio per tutti” come vorrebbero certi liberisti. Dove sta scritto che la vita è e deve per forza essere una rat-race? Insomma, il liberismo mi sembra un’ideologia altrettanto estremista e fondamentalmente dispotica come il comunismo, tutto qui.

  9. Prima di intavolare una discussione forse dovremmo arrivare ad un accordo sulla terminologia usata: cosa intendi esattamente per liberalismo, neoliberismo, capitalismo, dispotismo ecc.?

  10. @Luca:

    “è al massimo un obiettivo da porsi ma che non si raggiungerà mai, perchè se si dovesse raggiungere fallirebbe all’istante
    La realtà è diversa: lo Stato deve intervenire sull’economia, nel modo giusto con equilibrio, ma deve farlo.”

    Non si capisce in virtù di cosa dovrebbe fallire all’istante, ma ancora meno ignoro come possa lo Stato, che ha il monopolio della forza e mira ad autoperpetuarsi come finalità unica, prendere decisioni giuste ed equilibrate che possano tuttavia creare problemi ai grandi elettori che lo tengono in vita (corporazioni).

    Nella storia quando lo stato è intervenuto ha creato sempre enormi disastri. Purtroppo ancora si pensa che lo stato possa essere curato….

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