Secondo l’Istat sono povero

Scusate ma io non ho proprio capito perche’ l’Istat per calcolare la poverta’ in Italia usa la spesa per consumi delle famiglie e non il reddito. Cioe’ se io spendo molto sono ricco, se spendo poco sono povero. In qeusto caso allora Paperon de Paperoni sarebbe entrato appieno tra i piu’ poveri del paese. Se consideriamo il mio caso come un “nucleo familiare” io e la mia ragazza siamo sulla soglia della poverta’. E viviamo in UK! Noi come tutti gli altri studenti che non hanno auto, prima e seconda casa, figli ecc. Dire su tutti i giornali che in italia ci sono 8 milioni di poveri e’ terrorismo. Ma siamo impazziti?

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11 commenti

Archiviato in da ridere, Italia provinciale

11 risposte a “Secondo l’Istat sono povero

  1. Anche se il sistema è opinabile, il motivo è presto detto.
    In Italia è difficile misurare il reddito delle persone, per non parlare del patrimonio.
    Inoltre c’è la famiglia che si mette di traverso: un ventenne che dilapida la pensione di un nonno che intanto fa un secondo lavoro in nero è povero o ricco?
    (ok, adesso mi sento pronto per diventare ministro anch’io)

  2. “un ventenne che dilapida la pensione di un nonno che intanto fa un secondo lavoro in nero è povero o ricco?”

    no e’ un furbo!! 😉

  3. Nihil

    Un altro motivo è che i consumi sono molto meno soggetti all’evasione fiscale. A guardare i redditi, io vivrei circondato da artigiani e piccoli imprenditori poveri in canna. Più al Sud probabilmente troveresti interi complessi industriali posseduti da nullatenenti.

  4. mashiro

    Io vedo molte persone che non guadagnano niente fare mille finanziare per comprarsi le cose più inutili. Tipo il televisorino al plasma per la macchina… Quindi quelli son ricchi? Allora viviamo in un’economia basata sul debito?

  5. E’ una poverta’ relativa: siccome il 90% delle persone consuma 100 chi ne consuma 70 o 50 non e’ normale, quindi povero. Ma questo non include le persone non spendaccione e i tirchi…

  6. infatti una tassazione più equa dovrebbe essere ponderata sui consumi e non sul reddito. l’IVA al 20% su ciò che è di prima necessità è irrilevante per il “ricco” e pesante per il povero.
    il reddito si può evadere, il consumo no.
    produrre reddito è virtuoso e non va scoraggiato con eccessivo gravame fiscale.
    l’eccesso di consumo porta a scarso risparmio, elevata propensione al debito e conseguentemente alla fragilità dell’economia.
    ecco, poi passo a ritirare l’assegnino del nobel, eh.

  7. Il nuovo Tremonti!

  8. datemi uno stvapuntino ministeviale e vi sollevevò il PIL!

  9. forse troverai più interessante questa:

    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7064

    ciao

    p.s.
    cmq c’è anche chi dice che il numero come dato dall’ Istat è troppo basso:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10861&sez=HOME_ECONOMIA&npl=&desc_sez=

  10. Pingback: Tutto è relativo, anche la povertà « Tau Zero

  11. L’italia è piena di poveri, finti poveri e veri poveri, purtroppo i poveri veri esistono e ce ne sono parecchi.

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