Selezione internettiana

Diciamoci la verità. Da quando c’è Facebook la blogosfera è morta. E quel poco che è rimasto si è trasferito su piattaforme Tumbrl. Verrà il momento in cui i blogs diventeranno una specie in via d’estinzione? D’altronde è una legge della natura: chi si adatta più facilmente all’ambiente si riproduce di più e il suo pool genico sopravvive. Velocità, minimo sforzo mentale, utilizzo massiccio di gossip e possibilità di rimorchiare qualche fanciulla. I blogs ormai sono out. Il futuro è FB.

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24 commenti

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24 risposte a “Selezione internettiana

  1. Se il “fine intelligente” era quello (minimo sforzo mentale, utilizzo massiccio di gossip e possibilità di rimorchiare qualche fanciulla) ben venga FB a togliere un po’ di “rumore di fondo”.
    I blog sono un altra cosa 🙂

  2. Se vogliamo essere onesti, blogroll come quello qui a destra non sono certo rappresentativi della blogosfera italiana, almeno a livello quantitativo*.
    Quindi concordo con hronir.

    * vorrebbe essere un complimento

  3. mashiro

    Anche myspace sta soccombendo nonostante la quantità massiva di porno proposta… è una questione di moda. Solo il futuro decreterà il successo di facebook. E comunque sembra piuttosto “nella norma” che ci si affidi a discussion brevi, esaltate, ma dal destino (breve) segnato alla nascita come quelle dei gruppi FB, dato che in questo periodo della storia la conoscenza e la divulgazione sono sempre più frammentarie e decontestualizzate. Ne parlava il sociolo americano Neil Postman già nell’84. I gruppi di FB sono un’esaseprazione di quella (sotto)specie di bloggers che si sono sempre espressi in un’accozzaglia di mezze idee proposte ad una velocità disumana. Come i telegiornali così detti “flash”. Uno slideshow di immagini che creano solo un Blob senza commento, che lasciano un senso generale senza approfondire.
    Facendo una piccola analisi semiotica, escludendo i giudizi di morale, questo è il metodo pubblicitario: una quantità elevata di informazioni proposte con spettacolarità in un tempo ristrettissimo. In modo che nel nostro cervello rimanga tutto, ma proprio tutto non in termini di conoscenza ma in quelli della suggestione.

  4. io uso FB pochissimo. trovo insopportabile quasi tutto. ho cercato di farne un uso “serio”, ossia di usarlo come un blog dinamico pubblicando link, immagini, commenti di cose interessanti che incontro navigando.
    Non ho riscontrato feedback. La gente preferisce le foto del compleanno, unirsi a cause dai nomi scemi, e fare amicizia con perfetti sconosciuti.
    Ho 38 amici. In realtà meno della metà lo sono. Ne ho comunque scartati a bizzeffe tra nomi e volti che non ricordavo. Ogni giorno me ne propongono altri che non so chi siano.
    Forse questo è l’essenza dei rapporti umani adesso. Superficialità, battute scontate e foto cretine da fine crociera.
    Bah. Sto riscoprendo il mio blog e perfino myspace mi è diventato simpatico grazie all’orrido FB.

    Il futuro è altro. FB è in auge finché non inventano altro…

  5. dai, faccialibro è una simpatica lavagnetta.
    ci lasci saluti, due battute, quattro saluti, cazzeggio da pausa caffè.
    vero che poi stanca alla lunga.
    ok, opinione trascurabile visto che ho chiuso pure quello.

  6. Guarda che facebook è un’ottima cosa per i blog.

    E’ in atto una radiazione adattativa, c’è flickr, c’è aNobii, c’è facebook. La direzione è chiaramente quella di una specializzazione spinta: condivisione di foto, di libri, di amicizie. E i blog? Possono specializzarsi come condivisione di co0ntenuti.
    E’ vero, sono meno “social” e questo è un limite, però soddisfano meglio l’ego di chi ha contenuti originali da proporre. Io, ad esempio, non mi sbatterei mai un paio d’ore per vedere un post strutturato, pieno di link, immagini fatte ad hoc, sull’anonima bacheca di FB.

    Moriranno i blog senza senso, quelli privi di contenuti, il cazzeggio -quello sì- va tutto su FB.

  7. Giofilo ha scritto un post sullo stesso argomento, qualche tempo fa.

    Mi convince poco però la metafora della selezione: Blog (quelli “veri”) e microblogging sono due cose diverse, che a mio avviso non competono per la stessa nicchia ambientale. Se però il parametro dello scrittore diventa esclusivamente quello dei contatti e dei commenti (benché dementi e cazzoni per la maggior parte), allora è quasi inevitabile il trasferimento verso un sistema meno chiuso e più socialmente aperto come quello offerto da Feisbuc et similia.

  8. Confesso che di Face ne so poco, e da quel che leggo in giro, non è roba che mi interessi.
    E non credo che i blog moriranno, se non quelli che già erano sulla strada di Face.
    I blog sono una cosa diversa e volendo, molto diversa.

  9. Tommy David m’ha preceduto 🙂

  10. Su Internazionale di questa settimana c’è un articolo interessante su FB e twitter. Il fenomeno sociologico alla base del loro successo è chiamato ambient awareness

    L’originale è del NYT qui
    http://www.nytimes.com/2008/09/07/magazine/07awareness-t.html?_r=1&oref=slogin

  11. Cito un post di Malvino che secondo me è impeccabile. Anche io, a malincuore, condivido il giudizio che dà l’Avvenire.

    Facebook è “un fragile castello di bit” nel quale “imprevedibili frequentazioni virtuali” – possono essere definite “amicizie” solo se uno è ipocrita o fesso – sono generate dall’“impacciato uso adulto di uno strumento che nasce sullo spartito delle relazioni giovanili attuali, all’insegna della quantità barattata col disimpegno”. Fa piacere poter essere d’accordo con un editoriale di Avvenire (5.11.2008), almeno questa volta.
    Sono d’accordo col giornale dei vescovi italiani e posso produrre una prova in favore di questo giudizio, severissimo forse, ma fondato. Giorni fa, ho sbagliato un clic e il cardinal Crescenzio Sepe mi ha messo tra i suoi “amici”, senza manco pensarci un istante. “Impacciato uso adulto di uno strumento che nasce sullo spartito delle relazioni giovanili attuali, all’insegna della quantità barattata col disimpegno”, e voilà, “imprevedibili frequentazioni virtuali”: per cedimento all’ipocrisia o alla fessaggine.

  12. Cachorro Quente

    FB è divertente, nulla di più; non è impossibile che possa crescere come opportunità che dà ma per il momento il suo principale ruolo storico è quello di aver sdoganato il concetto di comunità virtuale per i “fighetti” (nel senso del Woolrich), dopo che Myspace aveva fatto lo stesso per gli “alternativi”.

    Il blog è un altro discorso. Comunque è raro che un medium soppianti veramente un altro, non è successo neanche con la radio (chi ne profetizzava la scomparsa non immaginava che milioni di camionisti, viaggiatori, pendolari o semplicemente lavoratori imbottigliati la mattina per andare al lavoro qualcosa devono pur fare…).

  13. tauzero

    Concordo su tutta la linea con Andrea Ferrigno e sulle sue “previsioni”. Sono due strumenti differenti. Li uso entrambi ma francamente preferisco mille volte il blog. Che sia – ahimé – per una questione anagrafica?

  14. in tal caso credo che me ne resterò sul mio vicolo cieco dell’evoluzione 😉

  15. c’ho anobii, twitter, facebook, last.fm, tumbrl e il blog (mi manca flickr ma in compenso uso picasa) e ti stupirai ma riesco a trovare una sana collocazione per tutti, ovvero so’ troppo cool 🙂

  16. chilling rather than cool 😀

  17. l’intelligenza rimarrà sempre nei blog…o almeno per qualche anno (che nel lessico di internet è un periodo quasi infinito), perchè spesso non sono i branchi più numerosi a sopravvivere, ma quelli che hanno bisogno di meno risorse e facebook si sta andando via via complicando, nel senso che fisiologicamente chiunque finirà con l’avere almeno 200 amici (se non anche il doppio o il triplo) e gestirli tutti diventerà più difficile o almeno, se non difficile, più faticoso e dispendioso in termini di tempo…
    Quindi la differenza base è che facebook si deve sempre aggiornare e sistemare (nuova grafica, nuove apss, nuove funzioni…) per sopravvivere, i blog invece no, sono già, e non possono essere altrimenti, una forma comunicativa molto basilare 😀

    bretek

    p.s. è il primo post che leggo del tuo blog 🙂 mi sembra molto bello e ben organizzato!!! complimenti!

  18. sam

    FB è una palla mostruosa.

  19. Che e’ ora che sono via vi state scatenando? avete preso il blog per un forum? 😉
    rispondero’ con calma quando torno.

  20. “La gente preferisce le foto del compleanno, unirsi a cause dai nomi scemi, e fare amicizia con perfetti sconosciuti.”
    “Forse questo è l’essenza dei rapporti umani adesso. Superficialità, battute scontate e foto cretine da fine crociera.”

    Quoto in toto Neurobi!

  21. Caterina Guzzanti prende in giro i patiti di Facebook:

    http://it.youtube.com/watch?v=3lwkAA4Ul6E

  22. Pingback: Feisbuc e i cazzi altrui | Tommy David

  23. francesco miglino

    1 PARTITO INTERNETTIANO Aprile 27, 2008 alle 12:44 pm

    PARTITO INTERNETTIANO
    Via Torelli Viollier, 33 – 20125 MILANO- partint2004@tiscali.it

    IL GIORNALISMO INTERNETTIANO DEVE ESSERE SOPPRATTUTTO SERVIZIO SOCIALE E SE INTERVIENE SULLA CAMORRA DEVE CHIAMARE IN CAUSA LA MAGISTRATURA E GLI UOMINI DELLE ISTITUZIONI PAGATI DALLO STATO PER FAR RISPETTARE LA LEGGE E SMASCHERARE I MISERABILI POLITICI CONNIVENTI.
    IL GIORNALISMO DI SANTORO, CHE PROBALIMENTE NON CONOSCE LE MULTIANGOLAZIONI DELLA COMUNICAZIONE INTERNETTIANA, NELL’ ULTIMA TRASMISSIONE, NON DENUNCIA LE OMISSIONI DEGLI UOMINI DELLE ISTITUZIONI, NON CONSEGNA I NOMI DEI POLITICI VERI RESPONSABILI CHE DAL DEGRADO TRAGGONO PROFITTI MA CI INFORMA CHE LA CAMORRA ISPIRA FILM E SCENOGRAFIE, CHE E’ IMPRENDIBILE, CHE PROSPERA NEL SUD.
    INVECE DI EVIDENZIARE CHE LE PAZIENTI POPOLAZIONI MERIDIONALI SONO VITTIME DELLA SITUAZIONE PER LA PALESE LATITANZA DELLO STATO, LASCIA INTENDERE CHE SONO CONNIVENTI.

    Il gruppo San Francesco scopre nella presa di posizione del segretario nazionale del partito internettiano Francesco Miglino in occasione della trasmissione “SUD” a firma di Michele Santoro, molte affinità con l’ attuale messaggio di Michele Santoro sulla gente del Sud:

    “ PERVERSIONE DI SANTORO E NON “SUD” DOVREBBE CHIAMARSI LA TRASMISSIONE DI RAI 3 SUL MERIDIONE.
    SONO INCALCOLABILI I DANNI MORALI ED ECONOMICI CHE IL DELIRIO DI SANTORO CONTINUA A PROCURARE ALL’ IMMAGINE DEL SUD ABITATA DA 26 MILIONI DI CITTADINI DI GRANDE DIGNITA’, CIVILTA’ E CULTURA A CUI L’ ITALIA DEVE TUTTO.

    Non sappiamo se la deontologia di un giornalista pagato con danaro pubblico permetta di varcare impunemente i canoni dell’ obiettività e della verità, di cancellare da intere regioni ogni dignità e sconfinare nella calcolata scelta di argomenti per ferire, diffamare, soddisfare il desiderio incontenibile e malsano di rappresentare il degrado e ostentarlo come prova forte della condizione meridionale. Non sappiamo se l’ autocompiacimento masochistico inconsapevole, estremizzato dall’ impellenza delirante di una estroversione viscerale, possa prescindere dai contenuti e dall’ uditore e possa definirsi documento, informazione. Nessuno vieta a Santoro di rappresentare le proprie patologie fra amici, negli ambiti ristretti di una filo-drammatica. Ma avere l’arroganza di propinare come documento probante a milioni di Italiani e di stranieri la propria lettura personale distorta come oggettiva della realtà del Sud, orientando giudizi e creando condizionamenti nei rapporti tra persone e tra popoli, è pura malvagità, è un’ operazione antisociale che alimenta pericolose tendenze antimeridionali.
    E’ evidente la faziosità con cui sono puntate le telecamere di Santoro, l’ ostinarsi delle storie di sventurati, le inquadrature lunghe ed ossessive sul degrado, il compiacersi premuroso di dire al mondo che il Sud è abitato da una umanità degradata ed arresa come scelta di vita.
    Ci vorranno decenni prima che intere generazioni di giovani del Nord superino e chiariscano i pregiudizi ed il disprezzo verso il Sud inoculati da Santoro. L’ apologeta dell’ accanimento impietoso e violento per immagini sulla condizione umana sventurata, priva di coscienza critica, disconosce sia la poesia pasoliniana che il cristianesimo precostantiniano con cui il Parsanese nobilitava gli sventurati del villaggio.
    Santoro, ex funzionario del PCI di Salerno, come il suo partito, dimostra di non avere la carica culturale e morale per accusare frontalmente i carnefici , che nel Sud hanno nome e cognome e scambia per denuncia il facile sensazionismo, rappresentando incolpevoli in una abiezione spettacolare intrinsecamente colpevole. Ed il vuoto dei referenti e di messaggi non va oltre l’ offrire vittime sacrificali per rafforzare i “valori” borghesi e le feroci gerarchizzazioni della società consumistica. Priva dei postulati culturali della denuncia circostanziata, che smaschera i veri colpevoli, la rappresentazione diventa impietosa, macabra, e lascia trapelare un cinismo contorto e morboso .
    Nessuna denuncia definita, nessun nome consegnato alla Magistratura, solo timidamente pronunciati i nomi di Gava e Patriarca. Il delirio di Santoro che ha cercato di nobilitarsi evocando atmosfere pasoliniane, non aiuta l’ analisi sui veri mali del Meridione, ma soddisfa solo la domanda di quella parte del Nord che vuole prove che attestino l’ inferiorità e il degrado di un Sud da cui prendere le distanze.
    Francesco Miglino”

    Gruppo San Francesco
    Partito internettiano

  24. Pingback: Feisbuc e i cazzi altrui | Davide Tomasello

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