La monolatria di Conan

Sono sempre rimasto affascinato dalle differenze profonde tra politeismo e monoteismo. Mesi fa parlando con alcuni amici hindù rimasi colpito dalla loro forma mentis, così diversa da quella occidentale. Il fatto di adorare il proprio pantheon di divinità non rendeva automaticamente gli dèi degli altri pantheon inesistenti. Nel senso che per un hindù il dio abramitico esiste e Gesù è un avatar di quel dio incarnato in un santone o guru o saggio a seconda dei punti di vista. I romani d’altronde una volta conquistata una nazione incorporavano gli dèi dei popoli conquistati nel proprio pantheon. Fin da bambino (prima ancora di conoscere questi particolari) rimasi affascinato da una scena di Conan il barbaro:

Conan: Quali dèi preghi?

Subotai: Io prego ai quattro Venti… e tu?

C: A Crom… ma prego raramente, lui non ascolta.

S: Per cosa è buono allora? Ah, è come ho sempre pensato. (con un sorriso di sufficienza)

C: (concitato) Lui è forte! Se io muoio, andrò di fronte a lui e mi chiederà “Qual è l’enigma dell’acciaio?” Se non lo so, lui mi caccerà fuori dal Valhalla e riderà di me. Questo è Crom, forte nella sua montagna!

S: Ah, il mio dio è più potente.

C: Crom ride dei tuoi quattro Venti. Ride dalla sua montagna.

S: Il mio dio è più forte. Lui è il cielo eterno! Il tuo dio vive sotto di lui.

Dopo tutto questo che cosa fanno? Si mettono a ridere e amici come prima. E io che pensavo che si sfracellavano di botte come si è sempre fatto da Abramo in poi.

Tutta questa introduzione per dirvi che ho scoperto un passaggio logico interessante nell’evoluzione dell’ebraismo. Dal politeismo delle origini (Elohim al plurale ripetuto 2600 volte nella Bibbia ebraica e altre decine di nomi di divinità diverse) si è passati al monoteismo che conosciamo tuttora ma con un passaggio fondamentale tra i due: la monolatria. Infatti fino a Mosè, e forse anche più avanti, nella Bibbia ebraica ci si riferisce spesso agli dèi degli altri popoli (quelli egizi e babilonesi) come malvagi o meno potenti. Esempio dal Libro dei Salmi (86:8): “Tra gli dèi ce n’è soltanto uno come te, O Signore; non esistono altre opere come le tue.”

Cioè Mosè si comporta con Yahweh un po’ come Conan con Crom. Gli altri dèi esistono ma quello che adoro io è più potente.

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26 commenti

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26 risposte a “La monolatria di Conan

  1. tauzero

    Allora, ricapitoliamo: prima il ciclo di Dune, poi Lovecraft ora viene fuori anche Conan il Cimmero. Cominci a farmi paura. Ma sei mica il mio Doppelgänger? 😉

  2. In effetti è quello che sta succedento anche nell’Induismo. La maggior parte degli Hindu è passata dal politeismo all’enoteismo (o monolatria), venerando un Deva (Vishnu o Shiva) considerato il dio supremo (Isvara), pur continuando a considerare esistenti e degni di venerazioni gli altri Deva.

  3. Per Tauzero

    Eh, quando si fa parte di una certa cultura (letteraria, cinematrografica) alla fine si condividono stessi autori, libri ecc. Scommetto che condividiamo molto più di questi tre autori. 😉

  4. PEr Neurobi

    grazie del tuo commento. Non conoscevo quest’altro termine, enoteismo. Tra l’altro ho scoperto che enoteismo implica come dici tu il culto di un dio o un gruppo in particolare, ma gli altri dei o pantheon vengono comunque rispettati e all’evenienza adorati. Il caso di indù e forse antichi romani. Mentre la monolatria implica l’adorazione di una sola divinità, pur riconoscendo ceh ce ne sono altre, ma non degne di culto o di rispetto.
    Non è una distinzione da poco: i monolatri non hanno rispetto altrui.
    Tra l’altro anche il cattolicesimo è una forma di enoteismo perché spesso anche all’intenro di un pantheon vasto e variegato come quello cattolico, il credente si focalizza su una singola divinità o semidivinità (culto mariano, padre pio ecc) pur rispettando il resto del pantheon. La prossima volta che vedo una vecchietta pregare solo per padre pio le urlo contro: “Vade retro enolatra!” 😀

  5. ilferrista

    mah, credo che non esista, non sia mai esistita una vera ortodossia. ciascuno crede al dio del quale si reputa tributario sentendosi al tempo stesso diverso da ciascuno dei suoi simili quand’anche “figli dello stesso dio”.
    fratellastri.

  6. Nova

    Sulle origini del mito della bibbia è illuminante un recente documentario di PBS Nova intitolato “The Bible’s Buried Secrets” (lo trovate su torrent).

  7. Grazie per il titolo del documentario. Vedrò di cercarlo. Io ogni tanto scopro tante di quelle cose che mi fanno rabbrividire sul fatto che ci abbiano dato a bere tante di quelle stronzate. A parte Gilgamesh e il diluvio universale da poco ho scoperto che perfino il mito di Babele è stato copiato da precedenti miti sumerici. Enki, il dio principale del pantheon sumerico (poi diventato Ea nel semitico accadico-babilonese; stessa radice di Yahweh per intenderci), creò tutte le lingue degli uomini da un’unica come punizione. Pure il mito dell’Eden è preso da il mito “Enki e Ninhursag”. Insomma quando si dice che la cultura sumerica è morta in realtà, si sbaglia perché vive tra noi attraverso quella ebraica. Quando si parla di radici giudaico-cristiane dell’europa, dovremmo chiamarle sumerico-mitraiche-elleno-latine-celtiche.

  8. cachorroquente

    Siccome è ridicolamente tardi ti dò solo questo spunto sulla monolatria (secondo me è interessantissimo): http://en.wikipedia.org/wiki/Mesha_stele

    Evidentemente in una certa fase, tutti i popoli dell’area avevano il loro Dio (gli Ebrei Jahvee, i Moabiti Kemosh), che rappresentava la forza dei loro eserciti costantemente in lotta.

  9. “Va retro enolatra!” è fantastico 😀 lol

  10. “Io ogni tanto scopro tante di quelle cose che mi fanno rabbrividire sul fatto che ci abbiano dato a bere tante di quelle stronzate. A parte Gilgamesh e il diluvio universale da poco ho scoperto che perfino il mito di Babele è stato copiato da precedenti miti sumerici.”

    io non capisco scusa, il fatto che un episodio venga riportato da più fonti semmai depone a favore del fatto che sia realmente accaduto, sopratutto se le due fonti non sono entrate in contatto, cosa non vera in questo caso, ma da qui a dire, ah le stronzate si ricopiavano pure, ce ne corre.

    “Enki, il dio principale del pantheon sumerico (poi diventato Ea nel semitico accadico-babilonese; stessa radice di Yahweh per intenderci)”

    non ho inteso, puoi spiegarti meglio?

    in realtà vuoi convertirci tutti al culto di gozar il distruggitore eh, poi ci dirai scegliete e perite e tutte ste cose…

  11. Astro non e’ che devi essere sempre contro tutto quello che scrivono gli altri. No perche’ alle volte fai la figura del bastian contrario. Fammi il favore, rileggiti.

  12. @Fabristol
    Sono stronzate nella misura in cui ci hanno voluto far credere che la bibbia non sia altro che il resoconto dei rapporti tra un popolo, quello ebraico, e l’unico vero dio.

    Ora, il popolo, come dimostrato dal fatto che un certo numero di miti erano già presenti in altre popolazioni, non era unico; mentre il dio che doveva essere unico ed espressione del monoteismo ebraico, leggendo proprio l’antico testamento si manifesta come plurale, tanto è vero che si riconoscevano l’esistenza anche di altre divinità.
    Il tutto si mostra per quello che è: un naturale processo storico e culturale come per altre religioni e altri popoli, e la pretesa origine trascendente di certi pretesi avvenimenti storici ne esce fortemente indebolita.
    Confutata no di certo, come del resto accade per altri miti o “favole” di vario genere e natura.

    Potremmo dire che sono cose note e pacifiche, e non da oggi e infatti è così per chi si è interessato di questi temi

    Ma questi fatti sono talmente misconosciuti, specialmente dalla Tv che pensa a trasmettere le agiografie dei vari santi e papi, da dimenticarsi (si fa per dire) di fare anche un po’ di scienza e cultura, che è sempre bene ritornare su questi temi.
    Bravo, un post molto utile e interessante.

  13. ecco, sei assurto all’olimpo dei divulgatori scientifici
    padre (piero angela)
    figlio (figlio di piero angela)
    e martziano santo

    (leva quei fiocchi di neve che mi danno le traveggole dai 😉 )

  14. @ilferrista
    Adesso non esageriamo, non è questo il suo campo (e nemmeno il mio, sia chiaro :-))

  15. e al buon dio chi l’ha mai chiesto se da grande voleva fare l’onnipotente, eh?
    il nostro martziano invece di completare la colonizzatzione del pianeta rosso s’è voluto immischiare in faccende teologiche?
    è andata com’è andata, su quell’altare ci è finito e adesso non si lamenti che l’incenso puzza ed è cancerogeno, per fabristol!
    (a me ‘sti fiocchi di neve sullo schermo tiran fuori un brutto lato del carattere, si sappia)

  16. Ma la volete smettere voi due! E comunque la neve rimane. 😀

  17. abbi pietà, siam peccatori!

  18. e nevica come fabristol la manda!

  19. E’ carina la neve, non dico di no.
    Ma non ha tutti i torti @ilferrista, qualche fastidio lo dà.
    Ma il padrone sei tue, eh 🙂

  20. la neve! pensavo di cominciare ad avere qualche disturbo alla vista…

    🙂

  21. vabbè facciamo così tutte le volte che sono daccordo dico: sono daccordo.

    così non hai cali di autostima, però siccome non ti leggo tutti i giorni, non è detto che lo scriverò su tutti i post, considerami daccordo di default, ora in merito al post, non mi sembra di essere stato bastian contrario, neanche molto contrario, solo che non capisco in che modo EA ha la stessa radice di yahweh, che in teoria non ha manco una vocale nel nome. a livello di significato, stando a quello che dice wikipedia può essere tradotto come “il signore della terra”, ma allora semmai ha la stessa radice di Adonai non di Yahwe.

  22. La colpa non è mia. Chiedi agli esperti di lingue semitiche come mai la radice è la stessa.

  23. qualche link no eh?

  24. Tempo fa l’avevo letto su una pubblicazione su Ebla di Pettinato se on ricordo male. Ho trovato questo su internet:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Enki#Ea_and_West_Semitic_deities

    Enki in accadico viene chiamato Ea, ma nelle lingue semitiche dell’ovest e’ chiamato Ia. ecc ecc
    ma ovviamente e’ solo un’ ipotesi. Invece non vi e’ alcun dubbio sull’ebraico Elohim e il semitico El.

  25. più che un ipotesi direi che è un azzardo, voglio dire, la seconda vocale di yhwh è ignota, mentre la prima è una semivocale come la /i/ che compare in maieutica, quindi non è una i vera e propria, quindi anche la i di ia si dovrebbe pronunciare come una semivocale, oppure si presuppone che si sia trasformata in semivocale, che la seconda vocale sia la stessa (probabilità una su sette secondo la lingua italiana) o che si sia trasformata anch’essa e poi ci si sia attaccato il resto del nome.
    Mi sembrano più probabili altre ipotesi.

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