Tempo di cambiare dieta

E’ interessante scoprire che decine di casi vengono scoperti in Italia per quanto riguarda l’allarme diossina. E spesso non sono correlati col caso Irlanda. Il che significa che la diossina c’e’ sempre stata nei nostri piatti, i controlli non esistono e l’unico modo per farli e’ far scoppiare un caso mediatico internazionale. Non male per un paese in cui le associazioni di categoria e le istituzioni continuano a ripeterci giorno dopo giorno che l’Italia produce cibo di qualita’ certificata e controllata. Il problema credo pero’ sia a monte. Fino a quando consumeremo cosi’ tanta carne le aziende pur di produrre piu’ prodotto possibile faranno di tutto per accappararsi mangimi a basso costo e quindi aumentando le possibilita’ di contaminazione. Forse e’ arrivato il momento di cambiare la cultura gastronomica, tagliando le quanita’ di carne dalla dieta, che nella nostra societa’ occidentale credo siano eccessive. Oppure investire finalmente nella ricerca per produrre carne artificialmente. Niente mangimi, niente foreste distrutte per dare spazio ai pascoli, diminuzione drastica della CO2 e del metano nell’atmosfera, e non ultima una coscienza pulita.

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8 commenti

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8 risposte a “Tempo di cambiare dieta

  1. basta mangiare meno e mangiare meglio.

  2. concordo col ferrista.
    non voglio fare inutili polemiche, io vivo in un paese relativamente piccolo, per cui certi controlli sono più facili. però, io dico, quando dal mio macellaio di fiducia, prendo la carne nostrana (e con nostrana intendo prodotta e allevata qui nelle marche), nonostante sia km 0 la pago per quel che vale.
    gli italiani comprano carne da Lidl o simili, a prezzi che farebbero insospettire chiunque, e poi si spaventano.
    io credo che il problema carne, al di là di problemi di ordine etico e culturale, si risolva con: mangiarne meno, mangiarne di qualità migliore. poca ma buona, come i nostri nonni.

  3. anch’io mi fornisco dal macellaio del paesino la cui bottega è giunta alla quarta generazione.
    compra le bestie, le macella e vende i suoi salumi.
    compro quel che c’è, e son pure contento.
    gli ho prenotato un tacchino disossato per le feste e mi ha consegnato un tirannosauro di 5 kg.
    pazienza.
    cuicinerò e congelerò per la sopravvivenza della famiglia per i prossimi due mesi.

  4. No beh, qui siamo ancora non-americanizzati. Tacchino a Natale? Ma quando mai! 🙂

  5. Corrado

    L’Ilva di Taranto è da un bel po’ sotto i riflettori per questa storia della diossina. Ma in questo caso non è una questione di quantità di carne consumata, anzi, i tarantini mangiano la carne prodotta sotto casa. Il problema è che per una serie di inciuci, connivenze e giochi di corruzione un’azienda come l’Ilva riesce a prosperare nonostante gli evidenti danni non solo al comparto agricolo, ma anche alle persone: moltissimi a Taranto muoiono per patologie legate alla diossina e ad altri sottoprodotti inquinanti prodotti da questa fabbrica che è alle porte della città. la cosa che scandalizza è che si fa tutto mentre l’amministrazione finge di non vedere: basti pensare che nel cimitero che sorge nei pressi dell’Ilva(la quale ha gentilmente finanziato l’impianto idirico del camposanto), le lapidi sono di marmo rosa, in questo modo risulta meno evidente il pulviscolo rossastro che viene emesso di continuo nell’atmosfera.

  6. neurobi, confermo: tacchino disossato ripieno con cotechino e castagne.
    l’anno scorso fu tacchinella non disossata, ma l’affettatura mi riuscì male, la durezza degli ossi mi costrinse a forzare i coltelli rovinando il mio capolavoro culinario.
    prima della tacchinella fu il turno del cappone e prima ancora della punta ripiena.

  7. ferrista: io ho mangiato il tacchino (alle castagne) per natale solo nel 1992, perché ero sotto naja, ma essendo abbastanza nonni (quindi ministeriale a capodanno) eravamo comunque liberi da servizi ed andammo a mangiare in uno splendido ristorante di campo di carne, tra anzio e roma.

    ma qui da me, c’è la tradizione… 🙂 fai conto che io per motivi di salute non posso mangiare certe cose, eppure se non assaggio il mio scodellino con 5 tortellini in brodo di cappone mamma mi tiene il muso fino a pasqua… capisci l’andazzo? 😀

  8. ah che brutto andazzo!:D

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