Quando in UK comanderanno gli indiani…

Al contrario degli USA dove i bianchi occupano i posti di comando e le minoranze etniche si ritrovano a fare i lavori piu’ umili e con pessima istruzione, in UK sono gli abitanti bianchi originari del luogo a fare i lavori piu’ umili e ad essere meno istruiti. Cio’ che salta subito all’occhio (perlomeno nel resto del Regno Unito a parte Londra che e’ un altro pianeta) e’ che a fare operai, tecnici non specializzati, consegnapacchi, spazzini ecc sono gli inglesi bianchi. Uno si aspetterebbe come negli USA, e ormai anche in Italia, indiani, cinesi, rumeni ecc. Le universita’ e le scuole sono invece piene di extracomunitari. Come e’ possibile? Questo sondaggio mi viene in aiuto e forse mi suggerisce delle risposte. I figli di immigrati (quindi seconda generazione) devono dimostrare qualcosa che gli indigeni del luogo neanche si sognano: di essere altamente istruiti. D’altronde ad un ragazzino inglese dopo la scuola si prospettano due scelte: un lavoro assicurato con il quale puo’ comprarsi la macchina, ubriacarsi il weekend, affittare un monolocale nel quale parcheggiare la ragazzina che ha appena messo incinta; oppure farsi dai tre ai dieci anni dentro una universita’ e ritardare il favoloso mondo che gli si prospettava con la prima scelta.

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7 commenti

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7 risposte a “Quando in UK comanderanno gli indiani…

  1. Le ultime sei righe sono perfette. Grande.

  2. Ah e cio che pensavo di aver fatto qualche errore nella consecutio… 😀

  3. d-K

    “in_cinta”… citazione dotta? (http://www.girlpowervscioe.blogspot.com/)

    Una parente sbarcata in Terra d’Albione per un dottorato mi raccontava qualcosa di simile: secondo la sua esperienza in quanto a cultura di base stanno messi meglio degli inglesi tanto gli studenti stranieri quanto gli inglesi con genitori di origine straniera. Alcuni sono messi così male che più di una volta ha dovuto spiegare il significato di qualche termine tecnico a qualche collega autoctono.
    Fermo restando che concordo con la tua analisi, credo – ma è solo un’ipotesi – che un altro aspetto della questione possa essere l’esistenza in GB (rispetto agli U.S.A., per l’Italia è ancora troppo presto) di una condizione maggiormente egalitaria, tanto da agevolare chi vuole riscattarsi da una certa condizione sociale.
    Saluti.

  4. ““in_cinta”… citazione dotta? ”

    no semplicmente errore di battitura.
    Guarda sinceramente ho l’impressione che in qeusto paese ci siano cittadini altamente scolarizzati e ignoranti scaricatori di porto. Non esiste una qualcosa tra le due categorie. Quando dico ignorante intendo gente che non sa né leggere, scrivere e soprattutto parlare l’inglese. Li trovi ai centri commerciali ad ammazzarsi di hamburger. In compenso chi ha una istruzione ce la ha ottima.
    Per quanto riguarda le differenze tra USA e UK potrebbe essere come dici tu. O forse i neri americani hanno una storia diversa dagli emigrati di seconda generazione indiani o cinesi. I neri hanno passato 400 anni di schiavitù e ghettizzazione in america. Una condizione di povertà e poca istruzione che si perpetua ancora di generazione in generazione. Difficile riscattarsi da un padre al figlio. In definitiva credo che sia un problema anche di cultura di un etnia che continua ad insegnare ai propri figli che il ghetto è la casa e il futuro giusto.

  5. In compenso chi ha una istruzione ce la ha ottima.
    L’istruzione sì. Sanno leggere e scrivere, almeno tecnicamente, e sanno quello che gli serve per fare il lavoro su cui si sono indirizzati.
    La cultura è un’altra cosa. Ma capisco anche che in quest’epoca, specialmente in Italia, che un ingegnere spazi con la testa nella letteratura, nella filosofia o nel giardinaggio, non solo non è necessario, ma è controproducente per il suo lavoro.
    E soprattutto non è previsto nel contratto co.co.pro. da 700 euro.

    Long live to UK’s Indians 🙂

  6. Cachorro Quente

    Credo (per sentito dire, visto che non ci sono mai stato) che gli immigrati asiatici (cinesi, pakistani e indiani su tutti) e i loro discendenti negli USA siano più o meno equivalenti a quelli UK: commercianti e piccoli imprenditori i padri, studenti over-achiever i figli.

    La grossa differenza tra gli USA e il resto del mondo in fatto di integrazione è la situazione degli afro-americani, e non si può imputare esclusivamente al razzismo, o al sistema scolastico non egualitario. E’ evidente che non si può paragonare ai paesi europei, dove i neri sono immigrati: gli afro-americani puri sono gli statunitensi più blasonati perchè tutti i loro antenati erano negli USA prima degli anni ’60 del 1800. Più utile il paragone con il Brasile, su cui ci sarebbe da discutere a lungo. Il fatto è che la loro società si è mantenuta separata per tutti questi anni: e con un certo successo, considerando che la cultura popolare afro-americana è probabilmente la più rilevante del ventesimo secolo.

  7. tauzero

    Non ci vivo (per cui magari sbaglio) ma lo vedo un po’ come il paradosso di una società da sempre rigidamente spaccata in due (penso a “Casa Howard” di Forster). Nonostante tutto fedele alle proprie tradizioni, l’Inghilterra ha riprodotto la divisione tra “classi bevitrici” (come le definiva Wilde) e ceti superiori (per istruzione e ricchezza) nella nuova società multietnica di oggi.

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