Archivi del mese: dicembre 2008

La monolatria di Conan

Sono sempre rimasto affascinato dalle differenze profonde tra politeismo e monoteismo. Mesi fa parlando con alcuni amici hindù rimasi colpito dalla loro forma mentis, così diversa da quella occidentale. Il fatto di adorare il proprio pantheon di divinità non rendeva automaticamente gli dèi degli altri pantheon inesistenti. Nel senso che per un hindù il dio abramitico esiste e Gesù è un avatar di quel dio incarnato in un santone o guru o saggio a seconda dei punti di vista. I romani d’altronde una volta conquistata una nazione incorporavano gli dèi dei popoli conquistati nel proprio pantheon. Fin da bambino (prima ancora di conoscere questi particolari) rimasi affascinato da una scena di Conan il barbaro:

Conan: Quali dèi preghi?

Subotai: Io prego ai quattro Venti… e tu?

C: A Crom… ma prego raramente, lui non ascolta.

S: Per cosa è buono allora? Ah, è come ho sempre pensato. (con un sorriso di sufficienza)

C: (concitato) Lui è forte! Se io muoio, andrò di fronte a lui e mi chiederà “Qual è l’enigma dell’acciaio?” Se non lo so, lui mi caccerà fuori dal Valhalla e riderà di me. Questo è Crom, forte nella sua montagna!

S: Ah, il mio dio è più potente.

C: Crom ride dei tuoi quattro Venti. Ride dalla sua montagna.

S: Il mio dio è più forte. Lui è il cielo eterno! Il tuo dio vive sotto di lui.

Dopo tutto questo che cosa fanno? Si mettono a ridere e amici come prima. E io che pensavo che si sfracellavano di botte come si è sempre fatto da Abramo in poi.

Tutta questa introduzione per dirvi che ho scoperto un passaggio logico interessante nell’evoluzione dell’ebraismo. Dal politeismo delle origini (Elohim al plurale ripetuto 2600 volte nella Bibbia ebraica e altre decine di nomi di divinità diverse) si è passati al monoteismo che conosciamo tuttora ma con un passaggio fondamentale tra i due: la monolatria. Infatti fino a Mosè, e forse anche più avanti, nella Bibbia ebraica ci si riferisce spesso agli dèi degli altri popoli (quelli egizi e babilonesi) come malvagi o meno potenti. Esempio dal Libro dei Salmi (86:8): “Tra gli dèi ce n’è soltanto uno come te, O Signore; non esistono altre opere come le tue.”

Cioè Mosè si comporta con Yahweh un po’ come Conan con Crom. Gli altri dèi esistono ma quello che adoro io è più potente.

26 commenti

Archiviato in spunti di lettura e scrittura

Quando il parassita s’impossessa dell’organismo ospite

Allora mettiamola cosi’: centinaia di migliaia di studenti e docenti sono scesi in tutte le piazze d’Italia per mesi e le loro proteste non hanno sortito effetto sui tagli alla pubblica istruzione. E’ bastato uno sguardo torbido di un chierico o lo svolazzo della manica di una sua tunica per far fare retro marcia al governo.

Gli dai un dito e si prendono l’intero corpo. State attenti li’ in Italia, non vi rendete ancora conto di quello che sta succedendo. Da parassiti fisiologici stanno diventando gli assassini dell’organismo ospite.

Calamandrei fu profeta:

[…] Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

E tra l’altro tutto questo e’ anticostituzionale (ma non anticoncordatario):

Art. 33 della Costituzione. “[…] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

Mi chiedo se nell’Italia del futuro avra’ piu’ peso giuridico il Concordato della Costituzione. Ve li immaginate i parlamentari che giurano di fronte ad una copia del Concordato?

18 commenti

Archiviato in anticlericalismo, politica

Siamo sicuri che sia un imitatore?

nvur11i0ch2z02atqzbikbk5o1_500

E questa foto rende benissimo la solitudine di quest’uomo che si merita tutto l’ostracismo possibile da tutti noi. Hat tip: Diderot via il gobbo malefico.

3 commenti

Archiviato in Italia provinciale, politica, tristezze

Arriva l’uomo nero

Approfitto di questo bel post di Cachorro per scrivere qualcosa che avevo in mente alcuni giorni fa. Dal settembre 2001 a questa parte ormai ci siamo sverginati un po’ tutti e credo che quello che è successo nei giorni scorsi sia chiaro a tutti. Governo, magistratura e giornali hanno creato dal nulla una situazione d’allarme sull’onda degli attacchi a Mumbai. Tutto prestabilito, impacchettato da chissà quanti mesi, in attesa che un atto terroristico facesse bel risalto nell’opinione pubblica. Non dico che questi due marocchini non progettassero qualcosa ma il modo in cui è stato rivelato ai cittadini e la strumentalizzazione successiva sono palesi e francamente disgustosi. Vediamo passo dopo passo cosa è successo:

1. le intercettazioni si conoscevano da tempo.

2. l’attacco di Mumbai è perfetto e si sfrutta questo per dire che in Italia non siamo da meno.

3. giusto per aumentare la tensione si centellinano le notizie in un climax crescente, giorno dopo giorno. Infatti, prima ci dicono che sono dei terroristi incapaci e fantozziani e vogliono usare le bombole d’ossigeno per farle scoppiare in un supermercato Esselunga di un paesino. Il giorno dopo (ovviamente ai giornali sono state date notizie centellinate) ci dicono che volevano far scoppiare anche la questura di Milano. Il terzo giorno le caserme e infine il Duomo di Milano. Eccezionale, politici, magistrati e giornalisti sono una squadra perfetta.

4. dopo aver spaventato le persone con notizie gonfiate, manipolate e volute, si incomincia a parlare di allarme terrorismo anche in Italia con dibattiti, talkshow e straordinari editoriali sui giornali.

5. ultimo passo: tirare fuori la carta della repressione. Cioè il motivo per cui tutto il teatro di prima era stato confezionato. La moratoria sulle moschee. A parte che Pannella non sarebbe fiero dell’uso improprio di moratoria che ormai viene utilizzato dappertutto, come possono questi imbecilli pretendere un decreto tanto liberticida e anticostituzionale? Sarebbe fiato sprecato poi ricordare che le chiese cattoliche vengono costruite coi soldi dello stato mentre le altre confessioni devono pagarle coi propri soldi. Fiato sprecato perché l’Italia è una Repubblica Cattolica come tutti i costituzionalisti ormai riconoscono.

Questa cosa della moratoria sulle moschee è fatta a posta dai leghisti per stuzzicare i musulmani. Cioè la lega non fa che aspettare da anni che qualche disgraziato si faccia esplodere. E un decreto del genere non farebbe altro che aumentare le probabilità ce qualcuno lo faccia davvero. Cioè io sono incazzato per questa faccenda ma se fossi musulmano lo sarei ancora di più.

7 commenti

Archiviato in Uncategorized

No love interest, no female characters, no happy ending

at_the_mountains_of_madnessSono in fibrillazione. Guillermo Del Toro, regista del Labirinto del fauno ed Hellboy ha in cantiere la trasposizione cinematografica de “Le montagne della follia” il romanzo (breve) di Lovecraft che ho sempre amato e sempre desiderato riprodotto in film. Ne parla da anni ma forse i motori si stanno scaldando:

Part of the arrangement with Universal–in being essentially there for now until 2017–part of the arrangement was they would finance research and development for Mountains of Madness. And we are doing it. There are many technical tools in creating the monsters that don’t exist, and we need to develop them. The creatures, Lovecraft’s creatures, the tools that exist for CG and the materials that exist for makeup effects, you need to push them to get there and we’re going to push them.

Da qui. Non solo ma conoscendo il lavoro certosino di Del Toro nel creare effetti speciali (usa pochissima computer grafica e preferisce i vecchi cari costumi e il trucco) non mi sono meravigliato di queste altre dichiarazioni:

“ATMOM is a delicate project to push through a studio: no love interest, no female characters, no happy ending… BUt i believe its time to resurrect the BIG TENTPOLE horror movie. The EVENT HORROR movie. Like THE EXORCIST was or THE SHINING or ALIEN or JAWS in their time…”

Aspettiamo fiduciosi, anche se At the mountain of madness vedra’ la luce solo dopo “Lo Hobbit”. Cercano ancora di spremere soldi da Tolkien, incredibile.

14 commenti

Archiviato in spunti di lettura e scrittura

Proud to be not a catholic

omosessuali_iran

Non mi metterò a ripetere le cose dette egregiamente da altri, anche se la ridondanza è uno dei privilegi e delle potenzialità di internet. Mi limiterò a guardare il fatto da un punto di vista distaccato. Distaccato infatti, perché a me questa notizia non ha fatto né caldo né freddo (perlomeno né più né meno di tanti casi “clericali” che succedono ogni giorno). Infatti è pratica normale del Vaticano di agire furbescamente all’ONU in combutta coi criminali (in questo caso i paesi islamici con i quali non fanno fatica ad allearsi quando si tratta di combattere il nemico comune). Ci avevano già provato con la moratoria della pena di morte, vi ricordate?

Il 15 Novembre 2007 una serie di stati tra cui Stati Uniti, Cina, Iran, Iraq, Pakistan e Vaticano (che non ha possibilita’ di voto ma e’ all’ONU come osservatore) fecero di tutto per evitare che la moratoria sulle esecuzioni passasse all’ONU. Crearono una bozza ad hoc in cui veniva inserito anche l’aborto come esecuzione capitale comminata dagli stati.

Questa bozza fu una mossa schifosa e subdola, perche’ i proponenti (USA e Cina in testa) sapevano, dati alla mano, che la loro proposta non sarebbe mai passata, ma l’hanno fatto apposta per affossare la moratoria proposta dagli stati abolizionisti.

Continua a leggere

12 commenti

Archiviato in Uncategorized

Un post di luoghi comuni e pregiudizi…o forse no

Udite udite, un post infarcito di luoghi comuni, amenità varie e pregiudizi sinistroidi.

Alla fine sono tornato dall’America, una settimana fa. In realtà sono fuggito e se avessi potuto sarei tornato tre giorni prima: non consiglio a nessuno due conferenze scientifiche full-immersion di seguito per quasi due settimane. Gli ultimi giorni a New York sono stati un incubo, costretto a fare il turista mio malgrado, con schiena e gambe a pezzi. E con la febbre gli ultimi giorni (pure nel viaggio di ritorno). Il jet lag poi è stato disastroso. Ho recuperato le ore di sonno solo ieri. Insomma è stata un’esperienza nuova ma con lati negativi. Sarà per tutte queste cose, sarà che mi trovavo in USA per lavoro più che come turista, vi dirò, sotto sotto sono rimasto deluso. Forse mi aspettavo di più, forse mi aspettavo troppo, ma questa America (perlomeno Washington DC, New York e il New Jersey) non mi ha entusiasmato. Non ho voglia di scrivere un post lungo e articolato così mi affido a brevi e sommari punti:

  • Assioma: in America è tutto grande e basta questa frase per descrivere cultura, paesaggi, storia e carattere di un popolo. Da questo enunciato scaturisce tutto il resto; la chiave-lessicale di comprensione di una nazione.
  • dall’assioma di cui sopra nasce il primo corollario: in America tutto è esagerato. La terra dell’eccesso. Anche quando non ce ne è bisogno, l’America ti stupisce o ti annoia (nel mio caso la seconda) con impressionanti stravaganze o fantasmagoriche scemenze.
  • a parte l’assioma e il suo corollario l’America non ha niente di diverso o invidiabile rispetto alla vecchia cara Europa. Non guardate i dettagli, guardate le basi culturali. Per ogni comportamento europeo c’è sempre un equivalente americano ma moooooltoooo più grande e moooooltoooo più esagerato.
  • gli americani non sono altro che inglesi italianizzati: cioé urlano, ti guardano negli occhi, non hanno bisogno di giri di parole, imbroglioni, cercano sempre di incularti, guidano come pazzi e il loro braccio destro passa il tempo alla guida tra il pomello del cambio e il clacson. Quando il cameriere ti chiede da bere non ti dice “What would you like to drink sir?”. Ti dice “whazzup man, what’s the drink?”
  • l’america gira intorno all’automobile. Senza auto l’americano non esiste, è insignificante, invisibile, impotente. Ci sono i centri commerciali (giganteschi, enormi, lo devo ripetere?), lontani chilometri di distanza. Per essere raggiunti non esiste altro modo che la macchina privata: un SUV o un pick-up o un fuoristrada colossali. I centri commerciali sono l’equivalente delle piazze dei centri urbani dell’europa medioevale. In america non esistono piazze, esistono centri commerciali. Lì si socializza, si mangia, ma soprattutto si compra.
  • in america sembra di vivere continuamente dentro una televendita. Dalla TV ai cartelloni pubblicitari in metro, dai giornali ai negozi è un continuo bombardamento di offerte, 3×2, prendi oggi paghi domani, sconti, fidelity card. Non ci sono le foto del prodotto, ci sono numeri, numeri, somme dappertutto e gli spot sono proprio come quelli che vengono presi in giro nei film. Cioè la famigliola sorridente ecc ecc. Agli americani piace moltissimo il viso sorridente e in qualsiasi pubblicità (anche se si tratta delle crocchette per il cane) c’è sempre un viso in primo piano che ti guarda dritto e sorride.
  • la società americana è divisa in caste: i bianchi ai livelli più alti, gli asiatici nel piccolo business o nella ristorazione, gli ispanici nei servizi medio-bassi e i neri per i lavori più umili o alternativamente come barboni. I neri sono dappertutto e quando uscite per la strada sarete sempre a contatto con loro, sempre. Rassegnatevi a capire il loro slang. Se si dovesse giudicare la composizione razziale degli interi USA da NY o Washington direi che il 90% degli americani sono neri, il 7% orientali e qualche bianco in giacca e cravatta. Ora, solo ora, capisco che significato enorme hanno avuto le ultime elezioni in USA. Non importa che Obama abbia le stesse politiche di McCain, non importa che le sue siano promesse al vento. Obama è un simbolo, un esempio per questi miserabili che a malapena arrivano a fine giornata. Ah credo che ci siano più ebrei a NY che in Israele: mai visti così tanti in vita mia.
  • non ho mai percepito la povertà in vita mia come in questa esperienza. Quando dico percepito intendo vista, toccata, sfiorata per mano ogni giorno. Non parlo solo delle centinaia di barboni accatastati nelle panchine dei parchi che incontravo ogni giorno nella mia strada. Parlo di gente che saliva nella metro vestita di stracci quando fuori c’erano -5 gradi, gente buttata nel marciapiedi fuori dai centri commerciali mentre noi tutti a malapena riuscivamo a finire il litro di Cola e il mezzo chilo di popcorn (le misure sono veramente queste) in offerta che ci hanno dato al cinema. Nessuno finiva la Coca Cola e i popcorn perché erano oggettivamente troppi anche per un americano e finivano nel cestino. Quando sono uscito dal cinema mi è venuto un groppo alla gola. Anch’io avevo appena buttato tutto quel cibo in eccesso come tutti gli altri e ad appena due metri un poveraccio a malapena teneva un cappello per le monetine da quanto tremava dal freddo. Neppure in Romania o in Tunisia ho mai visto la povertà così da vicino. In nessun’altra metropoli o città europea dove sono stato l’ho vista così. Forse noi europei siamo bravi a nasconderla, chissà.
  • ho vissuto per alcuni giorni all’interno di due famiglie americane, seguito i loro ritmi, abitudini ecc. I film e i telefilm raccontano la verità, niente di più niente di meno. Comprese due ragazzine adolescenti uscite da un cast di un telefilm per teenager.

Ho visto e percepito tutto questo. Ovviamente ho enfatizzato sui lati negativi, ma chi mi conosce bene (soprattutto ideologicamente e politicamente) sa che le cose dette sopra sono state dette senza malizia o secondi fini. Sicuramente molti di voi avranno avuto esperienze molto diverse dalla mia ma questo è quello che mi è capitato di vedere e di vivere.

21 commenti

Archiviato in tristezze