Soldato Mandella

Durante le vacanze (?) natalizie ho iniziato e finito di leggere -in pochi giorni da quanto era entusiasmante – Forever War di Joe Haldeman (in italiano credo sia Guerra eterna). Uno di quei romanzi che si divorano in poche ore, come quando si guarda un film. In breve, e’ la storia di un soldato che viene spedito a combattere dalle Nazioni Unite contro una razza aliena di cui non si sa nulla. Il romanzo tra i vari temi affrontati – tra cui quello della guerra in Vietnam, il pacifismo, l’omosessualita’, l’amore eterno ecc. – si basa sul paradosso dei gemelli. Gli Stargate sono delle porte (wormholes) che permettono di passare da una parte all’altra della Galassia a velocita’ ultrarelativistiche. Le astronavi terrestri e aliene spostandosi piu’ veloci della velocita’ della luce “percepiscono fisicamente” il tempo in modo diverso rispetto a chi e’ rimasto sulla Terra. In poche parole il protagonista (soldato Mandella) ogni volta che torna sulla Terra, dopo mettiamo dieci anni, la trova piu’ avanti di cento o duecento anni. I suoi cari sono morti, il mondo e’ cambiato, la lingua e’ cambiata, la storia e’ cambiata. Quella che sperimenta e’ una vera e propria macchina del tempo.

Ora, mi sono appassionato a questo libro non solo per la linearita’ e trasparenza del testo, delle idee ecc., ma anche e soprattutto per un tipico caso di immedesimazione. A grandi linee, forse esagerando (ma questo e’ quello che provo ogni volta che torno in Italia), la mia vita sta diventando un po’ come quella del soldato Mandella. Ne ho parlato milioni di volte sui miei blog di questo mio processo di estraniamento, di questa dicotomia o parallelismo di due vite. Questa volta, in queste vacanze natalizie l’ho sentito piu’ delle altre volte. Ogni volta che prendo l’aereo entro in uno Stargate, rimango nella mia bolla temporale che si chiama Bristol e poi ritorno sulla Terra-Italia. Quando torno il mio vecchio mondo e’ cambiato, spesso irriconoscibile, gli amici sono diversi, i modi di dire e la lingua diversi, perdo i miei cari, li seppellisco sulla terra e sul cuore. Poi riparto nuovamente consapevole che al prossimo salto temporale passando nello Stargate tutto si ripetera’, magari amplificato. William Mandella alla fine decide di non tornare piu’ sulla Terra perche’ non ha piu’ legami affettivi e culturali. Il suo amore lo aspetta in una bolla temporale, una nave che viaggia continuamente tra gli stargate come una macchina del tempo.

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15 commenti

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15 risposte a “Soldato Mandella

  1. Per caso “Mandella” ha qualcosa a che vedere con “Haldeman”?

  2. No. Sperando di non rovinare la sorpresa rivelando particolari del libro….. deriva dalla deformazione di Mandala buddista.

  3. Urgh, dev’essere una sensazione universalmente condivisa, mi sono immedesimato anch’io!

  4. emax

    1) sei sempre il solito esagerato
    2) che cacchio dici come inizia, come continua e come va a finire?? 🙂

    la trama comunque è una delle più classiche della fantascienza.. penso che lo leggerò!

  5. Mi vien voglia di leggerlo per come hai descritto la storia. Bello.

  6. leggendo il tuo riassunto in effetti ho avuto la sensazione di aver già sentito qualcosa di simile, ma non ricordo cosa 🙂

    (forse un racconto di Asimov?)

  7. e’, io scrisis un post su una sensazione simile parecchio tempo fa.

    comunque non serve superare la luce per avere questo effetto, basta avvicinarcisi abbastanza.

  8. Per Weissbach

    in effetti ho letto che il nome che gli ha messo è un quasi-anagramma del suo cognome. Bravo!!

    Per emax

    esagerato? questo è quello che provo. che ci posso fare?

  9. emax

    nel senso.. e se torni veramente tra 10 anni?
    bene o male in questi sei mesi che sei stato via:
    abito nella stessa casa
    lavoro nello stesso posto
    ho la stessa ragazza
    ho lo stesso gatto
    penso di parlare nello stesso modo
    forse sono un po meno abbronzato 😦

  10. Grazie per il benvenuto, mi spiace che tuttavia ad ogni rientro, le condizioni politiche italiane, invece, non siano cambiate per nulla. 🙂

  11. tauzero

    Ricorda un po’ il Billy Pilgrim di Mattatoio n. 5… Però m’intriga. Mi sa che lo cerco e me lo leggo…

  12. Pingback: Italiano2 « H βιβλιοθηκη της ” Τσουκνιδας”

  13. Per emax

    non mi riferivo a te in particolare, e comunque sei più brutto… 😀

    Per nova

    sì ho letto ma Scott ha tempi di produzione biblici. faccio prima ad entrare in una bolla temporale e tornare quando lo ha finito.. 😉

  14. Nova

    fabristol: meglio uno Scott dai tempi biblici che un Verhoeven che in quattro e quattro otto ti distrugge un mito come “fanteria dello spazio”!

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