Palestinese, ma io e te che ci dobbiamo di’? *

Sinceramente non riesco ad appassionarmi piu’ alle vicende del conflitto israelo-palestinese. Sara’ che ho altri problemi da affrontare in casa mia (mi riferisco all’Italia clerico-fascio-statalista), alla crisi economica e culturale dell’intero occidente. Cose che magari non possono essere comparabili alla morte di centinaia di persone voi direte, pero’ influiscono pesantemente sulla mia vita e il mio futuro (prima cosa fra tutte che non riesco a tornare in Italia). Poi non avendo sensibilita’ terzomondiste e cristomissionarie (non fatemene una colpa se ho cambiato idea sull’interventismo dei paesi democratici e liberi verso le dittature. Adesso penso che ognuno debba fare per se stesso. Periodo ciclico-cinico, capitemi), le immagini di bambini scalzi e occhi dolci mi hanno preso al cazzo. Soprattutto quando gli stessi piccini imbracciano kalashnikov e fra dieci anni si immolano in un ristorante spargendo i loro intestini tra i tavoli. Ma soprattutto ogni volta che penso alla causa palestinese mi chiedo: ma un palestinese fraternizzerebbe per me se fossi nella sua stessa situazione? Davvero si mobiliterebbe sdegnato come facciamo noi occidentali per loro? No, e per il semplice fatto che io in Palestina verrei lapidato per apostasia, magari impiccato sullo stesso ramo con gli amici omosessuali che cerco di difendere, i miei bambini indottrinati e costretti ad arruolarsi nei baby-battaglioni con kalashnikov in mano. Palestinese quando hai rotto la tregua lanciando i tuoi razzetti qualche settimana fa sapevi che i tuoi figli sarebbero morti. Sei un coglione e mo’ t’arrangi.

* titolo liberamente ispirato da uno spettacolo di Guzzanti.

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28 commenti

Archiviato in anticlericalismo, politica, tristezze

28 risposte a “Palestinese, ma io e te che ci dobbiamo di’? *

  1. sam

    Periodo un po’ cinico, sì.
    Ricorda però che non è colpa di quei bambini se hanno le armi in mano e se fra dieci anni saranno come i loro padri.
    Con altri mezzi, con altre “educazioni”, forse quei bambini dimostrerebbero per te, se avessero, per esempio, modo di sapere cosa vuol dire manifestare.

  2. E ti posso dire che non è colpa di quei padri se sono stati educati così da piccoli; e non è colpa dei nonni se sono stati educati così dai bisnonni e così all’infinito in un vortice di deresponsabilizzazione eterna.
    Qualcuno dovrà pur cominciare a pensare civilmente o mi sbaglio?

  3. Gian

    Completamente d’accordo…mi stanno sul ca**o gli israeliani, ma non riesco proprio a fraternizzare con una cultura guidata dalla religione come la palestinese..non mi venite a dire che lottano per la libertà perché un bel accordo di pace porterebbe molta + libertà che mille missili…

  4. hai votato Hamas?
    It’s democracy, stupid!

  5. Vero è ben, Pindemonte…

  6. Corrado

    Fizio, leggendo il tuo post ho fatto la hola da solo davanti al PC.
    Francamente non se ne può piùdelle tragedie sbattute in piazza per fare Politically Correct.
    è da anni che predico l’autorisoluzione dei conflitti(già dai tempi dei Balcani).
    Nei paesi del terzo mondo NON CI VOGLIONO!!! E allora, giustamente, lasciamoli scannare tra loro fino a che saranno stanchi e decidereanno che è il momento di dire basta. In quel momento saranno maturi per la loro democrazia.

    PS:Ora datemi anche del cinico, ma io sono dell’idea che tutto l’attuale proliferare di guerre(ma anche epidemie e altro) è nient’altro che un sistema di autoregolazione della popolazione!! Siamo troppi su questa palla di fango!

  7. Guarda che son stati gli israeliani a novembre ad interrompere la tregua.
    E poi ci terrei a chiedere una cosa a Corrado, ma anche a chiunque si vanti di essere “cinico”: quando diciamo che siamo in troppi sulla terra e qualcuno merita di levarsi dalle palle, questo qualcuno chi dovrebbe essere?

  8. ma se c’è una economia globale perchè non ci deve essere una politica globale?
    O vogliamo rialzare le frontiere e tornare alle nazioni per poi arrivare alle regioni e passando per le città finire a vivere in un continuo derby di contrade dove tutti fanno il cazzo che gli pare per l’autorisoluzione daziale tremontiana?
    per problemi complessi non esistono risposte semplici, anche se non sarebbe male cominciare con lo smettere di annaffiare le piante vicino a chi muore di sete e dichiarare dio fuorilegge.
    Saluti

  9. Corrado

    Quel qualcuno potrei anche essere io: la Natura, sono convinto, è madre crudele ma giusta, e non dovremmo essere noi a guidarla, ma esserne guidati. E difatti preferirei mille volte morire che stare attaccato a una macchia all’infinito, o mettere al mondo figli su figli nella speranza che almeno uno su venti sopravviva(non viva, bada bene).
    Visto che me lo si chiede, credo che la medicina e le cure a tutti i costi(dopo anni nei reparti”terminali”mi vanto di avere qualche voce in capitolo per dire la mia), così come gli aiuti umanitari siano soltanto dannosi per l’umanità nel suo complesso(basta vedere la guerra in Rouanda\Burundi, nata dalla nostra magnanimità, tra le altre cose, dalla nostra vglia di occidentalizzarli, distruggendo così la loro cultura che gli permetteva di vivere da millenni in armonia con il loro ambiente).
    L’Occidente vive dal dopoguerra un continuo senso di colpa nei confronti del”Terzo mondo”, degli Ebrei trucidati dai Nazi, della Palestina cui gli Ebrei avrebbero rubato la terra… è ora di passare avanti e di lasciare che ognuno si sbrighi da solo le proprie beghe. Così come nei Balcani, in Mediooriente, ma anche in Nigeria e in tutti i veri focolai di guerra, le popolazioni coinvolte non vogliono convivere, non sono ancora arrivate a quello stadio di ricerca della Democrazia a cui l’Occidente è arrivato attraverso un bagno di sangue durato un migliaio di anni. Chi siamo noi per imporglielo? Se è profondamente sbagliato il neoimperialismo, lo è almeno altrettanto il buonismo umanitario(che spesso non è altro che neoimperialismo camuffato: si prenda ad esempio la posizione franco-tedesca nell’ultima guerra in Iraq: protesi a favore della pace sì, ma solo per non perdere le vantaggiose convenzioni per lo sfruttamento dei pozzi!).

    IMHO, ovviamente.

    PS: su una cosa concordo… non esistono risposte semplici a questi problemi. è per questo che ritengo sia il caso di togliere le mani dal terzo mondo lasciar fare a queste popolazioni, fino a che trovereanno la loro strada da soli, per quanto dolorosa sia!

  10. Non ricominciamo per piacere a discutere su chi ha cominciato prima, o di chi sono le colpe. Ne abbiamo parlato per 50 anni. chi vuol capire capisca.
    il fulcro centrale del post sono le ultime righe.

  11. Paolo

    Ok all’autoregolazione dei conflitti, ma come ci si pone se in un conflitto entra un agente terzo, si interviene o si rimane comunque a guardare?

  12. L’islam è il cancro dell’umanità. Ma finché in occidente non ci liberiamo delle metastasi del comunismo, avremo sempre prima da curare il nostro di male eterno.

  13. Ma quando parli del palestinese “coglione” che se l’è cercata e “mò s’arrangia”, mi sembra che anche tu discuti di chi ha cominciato prima e di chi è causa del suo male.
    Se essere musulmani è criterio bastevole per determinare l’intelligenza di una persona, o il suo diritto a sopravvivere, o qualsiasi altra cosa vogliate, essere cristiani cosa dovrebbe significare?

  14. Robainutile, non capisco perché stai mischiando il fattore religioso a quello nazionale. il discorso è complicato, non aumentiamo i livelli o strati del discorso.
    Mettiamola così: gli israeliani sono cattivoni, ma i palestinesi sono cattivoni e pure molto stupidi. Fine della storia. Quando è stata votata la risoluzione dell’ONU per la tregua sia Israele che Hamas hanno detto che la tregua non si farà. Anzi, Hamas ha detto che non è nell’interesse del popolo palestinese una tregua! Cioé si vogliono scannare, volgiono essere scannati, vogliono più morti possibile da portare all’opinione pubblica. La maggior parte dei palestinesi di Gaza ha votato Hamas un anno e mezzo fa. Quindi Hamas è Gaza.
    A questo punto che si arrangino pure.
    D’altronde perfino Abu Mazen e l’ Egitto non stanno supportando Gaza.

  15. Io mi riferivo all’intervento di neurobi sopra al mio, per quanto riguarda la religione. Dal canto mio non penso che la religione sia la causa di quanto sta succedendo, e hai ragione nel non voler mischiare troppi discorsi. Però la fai troppo semplicistica, non si tratta di una specie di partita di calcio, ma molto di più. L’Egitto non si schiera perché ha paura e ha capito la lezione storica (quasi unico caso nella storia dell’uomo), Hamas governa Gaza perché eletta dal popolo sovrano, il popolo sovrano ha eletto Hamas perché Hamas prometteva protezione dagli israeliani e non la loro completa distruzione. Sei davvero sicuro che tutti i Palestinesi siano pazzi terroristi?
    Comunque puntualizzo, per quanto possa interessare, che mi attrae il dibattito storico-politico, ma non ci penso nemmeno lontanamente a fraternizzare con popoli socialmente ai miei antipodi nè mi importa chi abbia ragione e chi torto.

  16. Questo post viene dopo centinaia di post specialistici di storia, geopolitica, politica internazionale ecc. L’ho scritto semplice proprio perché ne ho parlato troppo e mi sono interessato e preoccupato troppo. Ora mi sono rotto di analizzare, scavare, prendere le parti di una o dell’altra. Se vedi due persone che si stanno picchiando le prime volte cerchi di separarli; poi chiami la polizia se continuano a menarsi; poi però quando sono loro stessi a dirti “lasciaci in pace vogliamo spaccarci la faccia a vicenda”, ci pensi e dici: Ma chi me lo fa fare a stare qui a preoccuparmi di loro. Che si spacchino la faccia pure. Chi continua imperterrito a preouccparsi è un missionario o un terzomondista che pensa che gli occidentali debbano per forza intervenire in un tutte le dispute. E’ un modo di fare tipicamente occidentale (impossibile da trovare in altre culture del mondo) che nasce da un forte senso di colpa per le nostre malefatte del passato (terzomondismo socialista dal dopoguerra in poi) e da una cultura di base (quella cattolica) che ha fatto del missionareismo e dell’evangelizzazione uno dei capisaldi della cultura europea.

  17. Danilo

    A mio modesto parere, questi pensieri si possono riassumere con “finchè sto bene io, il resto non importa”

  18. Sai che non e’ male come riassunto.
    Anche se il senso di quello che ho scritto anche nei commenti e’ che fin quando due si ammazzano di botte e sono adulti consenzienti sono affari loro. Quando invece, come nel caso del Tibet, c’e’ una parte che attacca e gli altri subiscono senza colpo ferire, in quel caso e’ legittimo intervenire.

  19. Danilo

    Quindi ci sono delle eccezioni!
    Considera questa situazione (di fantasia): un gruppo anti-imperialista messicano, facciamo armato da Chavez e simpatizzanti, bombarda il texas dalla parte messicana della frontiera con razzi . Gli stati uniti (dopo 5 minuti?) bombardano con i b52 diverse città messicane e si preparano all’invasione di terra. Allora, i messicani (tutti) se la sono cercata.

  20. Il parallelo non regge, perche’ Hamas e’ IL governo palestinese a Gaza. Quindi se il Messico bombarda il confine degli USA, ovviamente gli USA hanno il diritto di rispondere all’attacco. Ad un atto di guerra si risponde con un atto di guerra, da che mondo e mondo.

  21. Danilo trovo molto interessanti i due articoli e sono dispiaciuto per la morte di innocenti. Ma non e’ questo il punto. Il fatto che io mi dispiaccia o mi indigni non cambia assolutamente niente al conflitto. Se avessi il potere di fermare tutto lo farei, quindi non dipingetemi come un mostro facendomi vedere foto di gente uccisa dai missili ecc.
    Il mio sfogo era uno sfogo per una situazione in cui i contendenti non ne vogliono assolutamente sapere di “pace”. Vogliono darsele di santa ragione. Ed io non posso offrire la mia carita’ ad uno che non la vuole. Offrire aiuto a chi non ne vuole e’ una forma di violenza e soprattutto di stupidita’.
    Anche gli argomenti sulla sproporzionalita’ del conflitto sono patetici. Che cosa dovrebbe fare israele per far apparire “giusto” agli occhi di noi occidentali il conflitto? Far uccidere i suoi soldati di modo tale che il numero di morti palestinesi si equivalga a quello degli israeliani? Se i soldati israeliani morti fossero stati 850 come quelli uccisi palestinesi il conflitto sarebbe stato piu’ giusto ai nostri occhi?
    Cosa devono fare gli israelini? armarsi di pietre e kalashnikov, scavare tunnel sottoterra e farsi esplodere nei ristoranti palestinesi?
    La risposta a queste domande e’ si: gli uomini non sopportano la sproporzionalita’ dei conflitti (anche nei giochi da tavolo o nelle dispute politiche). Si deve giocare alla pari. Solo cosi’ una guerra e’ giusta.

  22. Danilo

    Senza ricorrere ad iperboli (gli israeliani che uccidono i propri soldati per pareggiare i conti di una “guerra giusta”…), la soluzione proposta nel primo articolo ti sembra un’utopia?
    E se la consideri un’utopia, quanta responsabilità ha il resto del mondo nel renderla solo un’utopia?

  23. Danilo

    Qui c’è un altro articolo molto interessante:
    Israel has plenty of tactics for war, but none for peace
    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/03/israel-attack-hamas-gaza-peace

  24. Da profano mi vengono in mente alcune considerazioni in materia, alla luce degli articoli segnalati da Danilo:
    1) Non so se siano soluzioni utopiche quelle riportate dal Times, ma si omette di considerare che Israele non è riconosciuto come Stato da molti Paesi arabi, i quali hanno tutto l’interesse a fomentare le diatribe israelo-palestinesi e che di fatto hanno fatto di Israele uno Stato in guerra dacché è nato.
    2) Hamas è un governo-non governo, e questo lo ha dimostrato occupando tempo fa militarmente la sede di Fatah (a tal proposito c’era un post proprio di Fabristol), sedersi ad un tavolo con una tale organizzazione, equivale alla folle idea proposta da qualche politico italiano di dialogare coi Talebani in Afghanistan. Della serie, per risolvere il problema della legalità violata in Italia, dobbiamo andare a dialogare con la mafia. Il dialogo comporta compromessi, ma in alcuni casi questi sono assolutamente inaccettabili. Io non accetterei che fosse liberato un invasato che ha giurato di perseguire in vita sua il solo scopo di uccidermi.
    3) Riguardo all’articolo del Guardian, condivido il fatto che in termini di strategia un attacco militare non è il massimo per ottenere una vera pace, soprattutto se davanti hai chi abilmente si fa scudo dei suoi stessi civili accaparrandosi la simpatia del mondo, però modificherei il titolo e controbatterei all’articolista:
    “Israel has plenty of tactics for war, but none for peace”….well, has Palestine?

    Con questo non voglio dire di essere schierato e di parteggiare incondizionatamente per Israele, ma temo che si scenda troppo facilmente in piazza a bruciare bandiere e compiere atti vandalici (divertente è che questo venga fatto da chi si definisce pacifista) ma in modo monolaterale all’opposto. Non mi sembra di aver visto orde di contestatori contro il terrorismo palestinese e gli attacchi fatti con kamikaze o per aver impiantato nelle scuole i loro arsenali.

    La mia idea è che Israele dovrebbe entrare nell’Unione Europea, esattamente come la Turchia. Così come sono, vengono lasciate troppo soli ad affrontare i conflitti interni e con i vicini, rischiando spesso di intestardirsi su una soluzione estemporanea e sbagliata.

  25. Vorrei segnalare un bel sito in italiano http://www.informazionecorretta.com
    come i media italiani presentano israele e il medio oriente

  26. L’articolo ha ragione quando dice che israele non ha una strategia per la pace, ma men che meno ce l’ha Hamas. Il fatto è che facile parlare da questa europa che non vede una guerra da 60 anni. Lì sono in guerra da sempre. Comunque dovremmo imparare dai romani: sapevano fare la guerra ma anche costruire la pace dopo la conquista. Guardate alle stupidaggini che hanno fatto quei cretini dell’amministrazione Bush con l’Iraq. PEnsavano di giocare a Risiko e non avevano nessun piano per il dopo-Saddam. incredibile.

    Ah guardate questo video che ho trovato nel link che ha postato Giardia:
    http://www.memritv.org/video.html

  27. Danilo

    Grazie per la segnalazione 🙂
    Mi rendo conto che la soluzione scritta sul Times (ma non del Times, credo sia il pensiero di un rabbino israeliano) non sia priva di difetti. Però, finora, mi sembra la più realistica se si ha come obiettivo la pace (e non vincere ed imporre la pace). La si può criticare, migliorare, ma sempre meglio di rinunciare a risolvere il problema con un’alzata di spalle, non trovate?

    PS: avete notato come in nessuno dei due articoli si cerca chi avesse ragione? Puntano sul problema, la guerra. Le persone sono disposte a fare la guerra per motivi umani (pericolo, odio, etc…) che possono venir meno con il benessere. Dopo un periodo di pace e benessere le ragioni non contano. Altrimenti avremmo, che ne so, ancora i galli in guerra con Roma.

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