Il mio cielo è più azzurro del tuo

Dico la mia su questa cosa dell’ateobus che sta scatenando un putiferio per la rete e in Italia. Ma non sul fatto in sè, un’associazione o comunità deve avere la libertà di mettere pubblicità come e dove vuole (a patto che usi soldi privati; cosa che la Chiesa cattolcia non fa) quanto sulla difesa che ne  fanno alcuni indicandola come un’iniziativa per la laicità dello Stato. Questa dell’UAAR non è un’iniziativa per la laicità dello stato, ma semplicemente una pubblicità per l’ateismo. Non mischiate laicità con ateismo perché non sono sinonimi e guai se l’uno fosse sinonimo dell’altro. Significherebbe che l’obiettivo dello stato laico è miseramente fallito privilegiando una idea filosofica o comunità rispetto alle altre.

Capisco benissimo che questa iniziativa sta avendo un effetto eccezionale nel far emergere la schifezza immonda dei papisti (addirittura sono solo i politici che si sono incazzati, non i preti; i papisti sono più papisti del papa); ma non mi si venga a dire che è una campagna per la laicità dello stato. Se al posto dell’UAAR fossero stati i Sikh a mettere pubblicità sul bus chi l’avrebbe definita “un’iniziativa per la laicità dello stato”? No, è proselitismo di bassa lega come quello dei nemici che gli atei vogliono combattere.

A parte tutto questo io da anticlericale coi controcoglioni (che non è sinonimo di ateo) dico che una battaglia per la laicità si fa scrivendo che il vaticano mangia 10 miliardi di euro all’anno!! Avrei dato 1000 euro all’UAAR per vedere quella scritta sui bus nel momento in cui gli italiani sceglievano per l’8×1000! O che la Chiesa, l’unica teocrazia assoluta d’Europa, parassita il parlamento italiano facendo violenza di milioni di italiani.
Che cosa me ne faccio di due gruppi che si scrivono sulle fiancate del bus che il cielo è blu o azzurro?!
Ripeto: non è una battaglia per la laicità, è una battaglia di idee filosofiche.

Detto questo quelli dell’UAAR hanno fatto una cosa grandiosa per la loro associazione (e sono felice per loro), anche se io se fossi stato in loro, se proprio avessi dovuto scegliere uno slogan per la loro associazione avrei scelto una forma più elegante. Io avrei scritto una cosa che disse Epicuro 2000 anni fa: “Gli dèi esistono, ma non si curano di te.”

Una cosa che avrebbe avuto meno critiche perché i papisti non l’avrebbero neppure capita. Quei pochi credenti che l’avrebbero capita sarebbero rimasti di stucco, perché si sarebbero fermati a pensare. Alla loro vita, al fatto che le loro preghiere non vengono ascoltate, che nel mondo non c’è bonta nè un piano divino. Che gli dèi (o il dio se sono monoteisti) anche se esistono non si curano di noi. E per tutta la durata del viaggio in quel bus avrebbero per la prima volta in vita loro pensato a queste cose. E sarebbero tornati a casa felici (invece che offesi), perché liberati dall’oppressione che l’idea di un dio onniscente e onnipotente ha sulla loro vita. E allora sì, quei soldi sarebbero stati spesi bene.

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17 commenti

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17 risposte a “Il mio cielo è più azzurro del tuo

  1. Condivido ciò che scrivi. Per questo mi auguro che l’UAAR prenda in considerazione il tuo slogan, visto che (se non sbaglio) quella foto che circola in rete e nei vari media è ancora un fotomontaggio.
    Potrebbero ricredersi 🙂

  2. Oggi dirsi ateo non è facile, sia sul piano morale che sul piano della dignità culturale e intellettuale, tale è il discredito gettato addosso a chi non ama farsi gregge.

    A mio avviso è una battaglia per la dignità e plausibilità dell’essere ateo, al di là del valore, comunque opinabile, dei messaggi scelti.

    Le critiche non sono certo un problema, come non è un problema se qualche credente si offende ingiustificatamente, del resto di opinioni realmente offensive verso varie categorie di persone ne sentiamo una domenica sì e una no, ad essere ottimisti.

    Mi pare, francamente, che il tuo giudizio sull’iniziativa sia eccessivamente severo.

    Mica dobbiamo vergognarci di essere atei, no?…

  3. La mia critica come dico all’inizio del post è a chi considera questa un’iniziativa per la laicità.
    L’UAAR può scrivere quello che vuole e non ce l’ho con l’iniziativa in sè. Certo non avrei scritto quel messaggio in quel modo.
    So bene che gli atei purtroppo hanno spesso difficoltà a dirsi tali. Basti vedere come Studio aperto abbia associato questa degli ateobus al fondamentalismo islamico.
    Spero che si sia capito che non ce l’ho con quelli dell’UAAR ma con chi pensa che sia una battaglia laica.
    Il fatto è che la gente sta identificando la laicità con l’ateismo, e di conseguenza con l’UAAR. L’UAAR non ha il monopolio della laicità, così come non ce l’hanno gli atei.

  4. Ogni iniziativa di questo tipo ha i suoi rischi, la semplificazione e la confusione sono sempre dietro in agguato, ma vista la situazione attuale, specialmente quella italiana, sono rischi che mi pare valga la pena di correre.

    Per esempio, che ci sia un’organizzazione atea, agnostica e razionalista a me pare una stranezza, forse pure pericolosa, si rischia di avere oltre alla setta d’Oltre tevere, pure quella uarrina.
    Però, bisogna riconoscere che far crescere un’organizzazione del genere fino ad arrivare alle 3.000 iscrizioni, non è cosa di poco conto, anche sul piano politico e sociale, almeno in prospettiva.
    Il difficile sta, per l’Uaar, rimanere un’organizzazione veramente laica e non antireligiosa, rimanendo fedele allo spirito del loro Statuto.
    Cosa assolutamente non facile.

    Ma non mi sento di dire, nonostante i rischi, che sia un male che esista, almeno finora.

  5. Per la fretta non ho riletto il commento, c’è qualche evidente errore, pardon 🙂

  6. Credo che per il successo dell’UAAR bisogna ringraziare un certo Herr Ratzinger. 😀

  7. Pingback: resto del mondo » Dio, preoccupazioni, dibattiti e autobus.

  8. Ero tutto concentrato sul dibattito attorno al senso della frase ed ecco che tu scavalchi tutta la faccenda con un argomento lucidissimo.
    Hai ragione, la battaglia per la laicità è un’altra cosa ed è una battaglia più importante!

  9. Strano che si debba ancora stare a sottolineare la differenza fra laicità e ateismo. Purtroppo alla confusione contribuiscono sia SS Ratzinger (SS sta per Sua Santità, che pensate?) che Mr. matematicamente-dio-non-esiste Piergiorgio Oddifreddi. Lo fanno con i loro modi, con le loro parole, con le loro certezze assolute.
    Sono ovviamente d’accordo con quello che scrivi. Tranne sull’ultimo capoverso. Gli dèi o il dio non si curano di noi? Potrebbe essere, come potrebbe anche non essere. Alla base c’è anche il significato della parola dio o, meglio, quello che gli si attribuisce.
    A questo punto rimanere nell’incertezza potrebbe essere un modo per non affermare il proprio pensiero e per lasciare spazio a cambi di opinione repentini. Mi chiedo però se esista una certezza a questo mondo. Anche la morte non è certa. Per esempio io dico “sono immortale nella mia autocoscienza” e sfido chiunque a dimostrarMI che questa è una affermazione falsa: se mi uccide non dimostra nulla a me, perchè o (ipotesi assenza dell’aldilà) non potrò essere cosciente della mia morte o (ipotesi vita eterna) avrò ragione io.

  10. Comunque tutto da rifare: la compagnia pubblicitaria non ha accettato come era prevedibile. L’UAAR ha avuto quello che ha cercato, cioe’ un caso politico. Ora la diatriba continuera’ all’infinito.

  11. Occhio che l’otto per mille è solo lo specchietto per le allodole. Come ho appena scritto in un post a commento, sono peggio le offerte deducibili, con le quali il bacchettone di runo può scegliere quale cirfa stornare alla chiesa, tutto a carico dello stato.

  12. Fabbrì, hai perfettamente ragione. Solo che tra i distinguo in Italia non si va da nessuna parte, in UK invece, mi sembra che le cose procedano e pure bene:

    http://www.atheistbus.org.uk/tube-cards/

    A me viene solo da dire che in Italia ci si perde in chiacchiere … anche tra gli anticlericali (così ce li mettiamo tutti, atei dogmatici, laici scettici, e credenti-non-praticanti), punto.

  13. Beh sì forse hai ragione, ma fin quando sto nel chiuso del mio blog (che rappresenta il mio “pensiero pubblico”) mi posso permettere di spaccare il capello in 4 pur di raggiungere una soluzione razionale e pacata. Il fatto è che raramente ho delle opinioni tagliate col coltello, tipo bianco-nero. A me piacciono le sfumature, la scala di grigi.
    E’ ovvio che ora, dopo quello che è successo, sto dalla parte dell’UAAR e sono pronto ad appoggiarli moralmente e bloggamente (!). 😉

  14. Paolo

    A me fa semplicemente tristezza che l’ateismo ha bisogno del proselitismo; posso capirlo il proselitismo da chi ti offre qualcosa, ma da chi non ti “offre” niente mi sembra un pò stupido.

  15. Beh dal punto di vista di un ateo ti si sta offrendo la libertà dalla religione. 😉

  16. @Paolo: non ti offre niente? Gli atei ti dicono che la bellezza e la complessità della natura bastano di per se, senza bisogno di un principio primo che le giustifichi, e questo a te pare Nulla?

    E poi parlando di proselitismo: da una parte abbiamo una semplice campagna pubblicitaria, contro dall’altra un’organizzazione che ha istituzionalizzato il concetto di Predica all’interno della sua liturgia. Chiunque parli di una Chiesa dell’Ateismo per cosette come l’atheist bus secondo me non ha il senso delle proporzioni.

  17. @Fabristol: per carità, nulla contro la voglia di spaccare il capello in 4. Solo non capisco quest’allergia negli ambienti ateo-razionalistici nei confronti di ogni tentativo di attivismo. Il tuo post in questo era abbastanza paradigmatico. Secondo me per campagne del genere è la società ad essere terreno di scontro con il clero, e non la coscienza degli individui. Certo che qualora Richard Dawkins venisse nominato Papa da un concilio ateo allora comincerei a preoccuparmi, ma prima di allora … 😉

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