Archivi del mese: gennaio 2009

Teneteveli voi

Forse la secessione federalista ha i suoi vantaggi. Almeno evitiamo che questi porci della Lega comandino su tutto il territorio nazionale.

6 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, politica, tristezze

Scrivete questo sui bus

Tutti ci chiedevamo che senso aveva avuto il piccolo atto di regime del ministro Sacconi del mese scorso. Beh i risultati sono gia’ arrivati: erano minacce mafiose che hanno avuto l’effetto desiderato. Interessante come una clinica privata totalmente slegata dalla Regione o dallo Stato debba avere paura di ritorsioni dello Stato, come in un qualunque paese dittatoriale del Terzo Mondo. Soprattutto quando le minacce del ministro sono illegali e passibili di denuncia per eversione contro le istituzioni dello stato e minacce contro privati cittadini con l’utilizzo dei poteri di pubblico ufficiale.

5 commenti

Archiviato in Uncategorized

Il mio cielo è più azzurro del tuo

Dico la mia su questa cosa dell’ateobus che sta scatenando un putiferio per la rete e in Italia. Ma non sul fatto in sè, un’associazione o comunità deve avere la libertà di mettere pubblicità come e dove vuole (a patto che usi soldi privati; cosa che la Chiesa cattolcia non fa) quanto sulla difesa che ne  fanno alcuni indicandola come un’iniziativa per la laicità dello Stato. Questa dell’UAAR non è un’iniziativa per la laicità dello stato, ma semplicemente una pubblicità per l’ateismo. Non mischiate laicità con ateismo perché non sono sinonimi e guai se l’uno fosse sinonimo dell’altro. Significherebbe che l’obiettivo dello stato laico è miseramente fallito privilegiando una idea filosofica o comunità rispetto alle altre.

Capisco benissimo che questa iniziativa sta avendo un effetto eccezionale nel far emergere la schifezza immonda dei papisti (addirittura sono solo i politici che si sono incazzati, non i preti; i papisti sono più papisti del papa); ma non mi si venga a dire che è una campagna per la laicità dello stato. Se al posto dell’UAAR fossero stati i Sikh a mettere pubblicità sul bus chi l’avrebbe definita “un’iniziativa per la laicità dello stato”? No, è proselitismo di bassa lega come quello dei nemici che gli atei vogliono combattere.

A parte tutto questo io da anticlericale coi controcoglioni (che non è sinonimo di ateo) dico che una battaglia per la laicità si fa scrivendo che il vaticano mangia 10 miliardi di euro all’anno!! Avrei dato 1000 euro all’UAAR per vedere quella scritta sui bus nel momento in cui gli italiani sceglievano per l’8×1000! O che la Chiesa, l’unica teocrazia assoluta d’Europa, parassita il parlamento italiano facendo violenza di milioni di italiani.
Che cosa me ne faccio di due gruppi che si scrivono sulle fiancate del bus che il cielo è blu o azzurro?!
Ripeto: non è una battaglia per la laicità, è una battaglia di idee filosofiche.

Detto questo quelli dell’UAAR hanno fatto una cosa grandiosa per la loro associazione (e sono felice per loro), anche se io se fossi stato in loro, se proprio avessi dovuto scegliere uno slogan per la loro associazione avrei scelto una forma più elegante. Io avrei scritto una cosa che disse Epicuro 2000 anni fa: “Gli dèi esistono, ma non si curano di te.”

Una cosa che avrebbe avuto meno critiche perché i papisti non l’avrebbero neppure capita. Quei pochi credenti che l’avrebbero capita sarebbero rimasti di stucco, perché si sarebbero fermati a pensare. Alla loro vita, al fatto che le loro preghiere non vengono ascoltate, che nel mondo non c’è bonta nè un piano divino. Che gli dèi (o il dio se sono monoteisti) anche se esistono non si curano di noi. E per tutta la durata del viaggio in quel bus avrebbero per la prima volta in vita loro pensato a queste cose. E sarebbero tornati a casa felici (invece che offesi), perché liberati dall’oppressione che l’idea di un dio onniscente e onnipotente ha sulla loro vita. E allora sì, quei soldi sarebbero stati spesi bene.

17 commenti

Archiviato in Uncategorized

Non sei padrone dei tuoi beni

Questa notizia ha dell’incredibile. Non credo che esista una sentenza piu’ assurda di questa nel campo della protezione del copyright. Si e’ arrivati ad un punto tale che non si e’ piu’ padroni di un oggetto avendolo legittimamente comprato.

Pensate che se l’idea cretina che sta alla base della sentenza (PS2 opera dell’ingegno intoccabile) si dovesse usare per altri oggetti voi non potreste aggiungere alla vostra automobile appena comprata un accendisigari o uno stereo, a meno che non sia della stessa marca dell’auto. I produttori di tali oggetti verrebbero perseguitati dallo Stato come criminali perche’ rovinerebbero… l’equilibrio e la forma base di un’opera d’ingegno.

Per queste cose (ed altre) vale la pena continuare la battaglia culturale di civilta’ che lo stato chiama pirateria. Alta la bandiera del teschio!

5 commenti

Archiviato in Uncategorized

Un’opera d’arte vale piu’ di mille parole

_45373526_006712437-1Non credo se ne sia parlato in Italia (tutti presi dalle nuove tette nazionali sugli schermi del Grande Fratello) ma nel resto d’Europa si parla di un’opera d’arte controversa promossa dalla presidenza ceca dell’Unione Europea. Un gigantesco puzzle esposto a Bruxelles con la rappresentazione di tutte le nazioni dell’UE. Ogni paese e’ rappresentato con i suoi classici stereotipi, senza alcun politically correctness. E infatti sono piovute le critiche. La Bulgaria e’ rappresentata come un bagno turco, un vero e proprio cesso; la Romania come un parco tematico con Dracula; l’Olanda come invasa dall’acqua da cui spuntano solo i minareti musulmani; la Danimarca e’ fatta con dei mattoncini Lego che assomiglia, alcuni dicono, la vignetta di Maometto che tanto clamore ha suscitato; la Germania con una serie di autostrade che incrociate assomigliano ad una svastica; la Francia con un grande cartello che annuncia “Sciopero!”; la Polonia con un gruppo di preti cattolici che alzano una bandiera arcobaleno simbolo del gay pride. L’Italia con nove giocatori di calcio sparsi tra le varie regioni (la Sardegna non c’e’ come al solito) _45373507_006718748-2che si tirano una palla (state zitti che poteva andare peggio); ecc. ecc. Ma sicuramente la migliore rappresentazione di uno stato e’ stata quella relativa al Regno Unito, che semplicemente e’… vuota! Insomma un’opera che dice piu’ di mille parole sui singoli problemi degli stati europei e sull’Europa in generale.

9 commenti

Archiviato in da ridere, spunti di lettura e scrittura

Si comincia!

revolution1

Su Progetto Galileo (no, non e’ ancora morto) e’ cominciato un progetto a lungo termine, Progetto Darwin o (R)evolution 2009, per festeggiare i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin. Una serie di articoli daranno nuova luce all’evoluzionismo e all’uomo Darwin da un punto di vista multidisciplinare. Spero possa interessarvi. Qui la presentazione e al piu’ presto i primi articoli.

8 commenti

Archiviato in scienza

La fonte della vita: è nato prima l’uovo

uovo-gallinaL’RNA è stato considerato dalla biologia in passato un po’ come il fratello minore del DNA. Un po’ perché fu scoperto più tardi rispetto al fratello maggiore, un po’ perché le sue funzioni si sono scoperte in decenni, lentamente. C’è anche da dire che l’idea platonica (e poi di Plotino) di un nucleo di una cellula al cui interno nasce e si codifica la vita che si espande verso la periferia ha sempre suscitato consensi nella scienza occidentale. Chissà cosa sarebbe stato delle teorie genetiche in mano ad un Indù o ad un animista del Borneo. A parte tutto questo, c’era negli ultimi tempi una certa quale aria di rivoluzione in biologia. L’RNA se non ha sorpassato il DNA come importanza lo ha di certo raggiunto sul podio. L’RNA fa tante cose, forse anche più del DNA, e finalmente (ed ecco la notizia che volevo riportare!) è stata dimostrata la teoria secondo la quale fu l’RNA ad essere la prima molecola enzimatica autoreplicantisi sulla Terra. In laboratorio sono stati prodotti artificialmente delle molecole di RNA le quali si autoreplicano senza alcun bisogno di apparati enzimatici o di ambienti intracellulari. E questa è una scoperta importantissima perché l’RNA dentro la cellula dipende da decine di altri enzimi per replicarsi e/o lavorare. In parole povere prendete i costituenti base dell’RNA (nucleotidi), metteteli in una provetta; questi si autoassembleranno, poi incominceranno ad autoreplicarsi fino a crescere all’infinito, ma soprattutto “vivranno” all’infinito. E tutto questo senza alcuna scintilla divina, per la buona pace dei creazionisti. Non solo ma i ricercatori non si sono fermati qui ma hanno osservato che nella replicazione degli RNA avvenivano mutazioni spontanee, le quali poi nella competizione per i pochi costituenti di base venivano selezionate. Evoluzione, mutazione, selezione e speciazione in provetta in un materiale prebiotico organico. Geniale! Scacco matto ai creazionisti. RNA-DIO, vince la partita in casa l’RNA 10 a 0. E’ anche vero che l’avversario non si è presentato alla partita. Quindi l’RNA ha vinto a tavolino, ma giusto per la cronaca.

Secondo la RNA world hypothesis ideata negli anni 80 da Gilbert la vita incominciò NON con delle gocce di molecole lipidiche in un brodo primordiale, le quali poi inglobarono molecole di DNA ecc. ecc., ma con un brodo primordiale al cui interno vi furono centinaia se non migliaia di varianti molecole di RNA autoreplicanti (Dawkins nel suo Il gene egoista pensava fosse DNA) le quali incominceranno a selezionarsi in base alle mutazioni più utili, per poi essere inglobate e protette all’interno di un doppio strato fosfolipidico, che oggi chiamiamo cellula. Il DNA è venuto dopo.

Insomma è nato prima l’uovo e poi la gallina intorno.

23 commenti

Archiviato in scienza, spunti di lettura e scrittura

Palestinese, ma io e te che ci dobbiamo di’? *

Sinceramente non riesco ad appassionarmi piu’ alle vicende del conflitto israelo-palestinese. Sara’ che ho altri problemi da affrontare in casa mia (mi riferisco all’Italia clerico-fascio-statalista), alla crisi economica e culturale dell’intero occidente. Cose che magari non possono essere comparabili alla morte di centinaia di persone voi direte, pero’ influiscono pesantemente sulla mia vita e il mio futuro (prima cosa fra tutte che non riesco a tornare in Italia). Poi non avendo sensibilita’ terzomondiste e cristomissionarie (non fatemene una colpa se ho cambiato idea sull’interventismo dei paesi democratici e liberi verso le dittature. Adesso penso che ognuno debba fare per se stesso. Periodo ciclico-cinico, capitemi), le immagini di bambini scalzi e occhi dolci mi hanno preso al cazzo. Soprattutto quando gli stessi piccini imbracciano kalashnikov e fra dieci anni si immolano in un ristorante spargendo i loro intestini tra i tavoli. Ma soprattutto ogni volta che penso alla causa palestinese mi chiedo: ma un palestinese fraternizzerebbe per me se fossi nella sua stessa situazione? Davvero si mobiliterebbe sdegnato come facciamo noi occidentali per loro? No, e per il semplice fatto che io in Palestina verrei lapidato per apostasia, magari impiccato sullo stesso ramo con gli amici omosessuali che cerco di difendere, i miei bambini indottrinati e costretti ad arruolarsi nei baby-battaglioni con kalashnikov in mano. Palestinese quando hai rotto la tregua lanciando i tuoi razzetti qualche settimana fa sapevi che i tuoi figli sarebbero morti. Sei un coglione e mo’ t’arrangi.

* titolo liberamente ispirato da uno spettacolo di Guzzanti.

28 commenti

Archiviato in anticlericalismo, politica, tristezze

Soldato Mandella

Durante le vacanze (?) natalizie ho iniziato e finito di leggere -in pochi giorni da quanto era entusiasmante – Forever War di Joe Haldeman (in italiano credo sia Guerra eterna). Uno di quei romanzi che si divorano in poche ore, come quando si guarda un film. In breve, e’ la storia di un soldato che viene spedito a combattere dalle Nazioni Unite contro una razza aliena di cui non si sa nulla. Il romanzo tra i vari temi affrontati – tra cui quello della guerra in Vietnam, il pacifismo, l’omosessualita’, l’amore eterno ecc. – si basa sul paradosso dei gemelli. Gli Stargate sono delle porte (wormholes) che permettono di passare da una parte all’altra della Galassia a velocita’ ultrarelativistiche. Le astronavi terrestri e aliene spostandosi piu’ veloci della velocita’ della luce “percepiscono fisicamente” il tempo in modo diverso rispetto a chi e’ rimasto sulla Terra. In poche parole il protagonista (soldato Mandella) ogni volta che torna sulla Terra, dopo mettiamo dieci anni, la trova piu’ avanti di cento o duecento anni. I suoi cari sono morti, il mondo e’ cambiato, la lingua e’ cambiata, la storia e’ cambiata. Quella che sperimenta e’ una vera e propria macchina del tempo.

Ora, mi sono appassionato a questo libro non solo per la linearita’ e trasparenza del testo, delle idee ecc., ma anche e soprattutto per un tipico caso di immedesimazione. A grandi linee, forse esagerando (ma questo e’ quello che provo ogni volta che torno in Italia), la mia vita sta diventando un po’ come quella del soldato Mandella. Ne ho parlato milioni di volte sui miei blog di questo mio processo di estraniamento, di questa dicotomia o parallelismo di due vite. Questa volta, in queste vacanze natalizie l’ho sentito piu’ delle altre volte. Ogni volta che prendo l’aereo entro in uno Stargate, rimango nella mia bolla temporale che si chiama Bristol e poi ritorno sulla Terra-Italia. Quando torno il mio vecchio mondo e’ cambiato, spesso irriconoscibile, gli amici sono diversi, i modi di dire e la lingua diversi, perdo i miei cari, li seppellisco sulla terra e sul cuore. Poi riparto nuovamente consapevole che al prossimo salto temporale passando nello Stargate tutto si ripetera’, magari amplificato. William Mandella alla fine decide di non tornare piu’ sulla Terra perche’ non ha piu’ legami affettivi e culturali. Il suo amore lo aspetta in una bolla temporale, una nave che viaggia continuamente tra gli stargate come una macchina del tempo.

15 commenti

Archiviato in viaggi