Archivi del mese: marzo 2009

Tutto da riscrivere quindi

_45580074_fossil1_226Ne parlai un po’ di tempo fa qui. Ora le cose stanno procedendo in maniera velocississima ed e’ veramente difficile stare dietro a quello che sta succedendo. Ci troviamo di fronte all’inizio di una rivoluzione in biologia che ha pochi precedenti. Ogni giorno vengono scoperte nuove specie piumate o specie gia’ precedentemente descritte come “rettiliformi” ora sono piumate.

L’ultima? Si e’ scoperto che l’evoluzione delle piume e’ apparsa prima di quanto si possa credere, forse anteriore ai 200 milioni di anni fa. Il che potrebbe far diventare il piumaggio una caratteristica basilare dell’ “essere dinosauro”. Saurischi o ornitischi, giganti o nani non fa differenza: forse erano tutti piumati. Sono stati scoperti dinosauri (nelle formazioni argillose fossili della Cina) con protopiume. Ma la cosa incredibile e’ che si tratta di un ornitischio non di un saurischio!

Tutto cio’ e’ una scoperta copernicana di proporzioni indescrivibili in paleontologia e in biologia. E ovviamente nell’immaginario collettivo. Jurassic Park e’ da rifare da capo, i dinosauri con cui giocano i bambini sono da ricostruire, la loro immaginazione da riscrivere. E’ come trovarsi di fronte ai testi rivoluzionarii di un Copernico e Galileo.

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La scoperta ha dei significati ancora piu’ profondi perche’ riscrive la storia della vita sulla Terra. I dinosauri non si sono mai estinti del tutto, ma non sono altro che gli uccelli moderni. I dinosauri, forse, avevano il sangue caldo e cio’ li rende piu’ vicini a mammiferi e uccelli che non ai rettili moderni con cui hanno sempre meno a che fare.

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I trogloditi moderni

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Non so, se solo penso che un leader politico o religioso mondiale possa dire impunemente di fronte a centinaia di migliaia di malati di tubercolosi che in fondo in fondo il vaccino per la TBC non serve ad un emerito cazzo, tutti sarebbero scandalizzati. E giustamente lo riempirebbero di insulti. Lo fa l’omino bianco ed e’ tutto a posto.

E’ il lattice il vero problema. Lo so cattolici, lo so che vi da tanto fastidio mettervelo. Ma non c’e’ niente di cui vergognarsi eh. Ogni tribu’ o gruppo religioso ha le proprie superstizioni e tabu’, e voi non fate alcuna differenza. C’e’ chi pensa che nelle viscere degli animali si legga il futuro, c’e’ chi pensa che gli alberi siano abitati da spiriti e c’e’ chi come voi pensa che il lattice sia una sostanza del demonio.

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Il loro Dna si basa sul silicio

In Italia, se fosse passata la linea dei PM dello stupro Caffarella, quest’uomo innocente in galera da 27 anni, sarebbe ancora in carcere. Ah no scusate. Non era rumeno, quindi per lui l’esame del DNA vale. Infatti secondo i magistrati il materiale organico di cui sono composti i rumeni non si basa sul carbonio. Ah e il Racz (mi spiace per i forcaioli) non ha stuprato neppure la signorina di Primavalle. Anzi sembra che non ci sia alcun materiale biologico dello stupro in quel caso. Stuprata da un castrato?

E ditemi, la notizia della loro innocenza dov’e’ sui giornali? Per l’opinione pubblica e la memoria del paese quelle facce saranno sempre criminali. Tortora non e’ mai esistito in questo paese.

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PAURA!

Prima che qualcuno cambi la home page del Corriere.it ho voluto immortalare salvandola in un file jpeg questa meravigliosa prova di giornalismo moderno.

pauraIl livello del giornalismo italiano ha raggiunto il fondo gia’ da molti anni ma non mi era mai capitato niente di simile. Mai. La prossima volta quando ci sara’ un attenato scriveranno a caratteri cubitali: “BOMBA! MORTE E DOLORE!”. Oppure quando ci sara’ uno stupro: “STUPRO! A MORTE I RUMENI!”.

UPDATE. E infatti hanno cambiato giusto adesso. Ho fatto bene a fare uno snapshot.

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Ti prendono per stanchezza

[nuovi update in basso alla fien del post]

Un anno fa mi sarei indignato con uno di quei post lunghi e pieni di afflato liberale, frasi memorabili e razionali, forza espressiva, retorica da rivoluzionario, varie ed eventuali ed avariate ecc. ecc.

Oggi non ho la forza di scrivere niente a parte darvi i link. Sono riusciti perfino a toglierci la voglia di indignarci questi bastardi.

La Carlucci che si diverte a censurare internet facendosi scrivere la legge da chi la rete vorrebbe chiuderla.

E altre belle cosette.

La rete non è più extraterritoriale, extrareale, extralibertaria. Ora gli stati la imbrigliano e la fanno rientrare nel mondo reale. Peccato, siamo stati testimoni di anni bellissimi, libertà inconcepibili da qualsiasi essere umano da quando cammina sulla Terra. Lo dissi in tempi non sospetti (ovvero più di due anni fa) che la rete sarebbe stata controllata dallo stato. Ciò che fa venire il sangue amaro è sapere che tutto questo viene fatto da gente completamente ignorante di internet e analfabeta.

UPDATE 1

Scopro solo ora che si sono fatti dei corsi di informatica ai parlamentari (ovviamente gratis). Un po’ come quando i comuni finanziano corsi di inglese o di informatica per gli anziani del paese.

UPDATE 2

Incredibile! Leggete e guardate questo. Sono dei bambini che non sanno come usare un giocattolo troppo complicato. Non hanno mai acceso un PC. Non sanno neppure ocme si usa internet e ne hanno paura, perche’ non possono controllarlo. Analfabeti.

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Il pensiero magico è ancora tra noi

Ogni volta che dico a qualcuno profano delle scienze che mi occupo di ricerca scientifica, prima o poi nel discorso spuntano fuori le staminali. Non ha importanza che io mi occupi di tutt’altro, che il discorso verta sulle sette vertebre cervicali dei mammiferi o sull’utero invertito del dugongo dei Caraibi. Prima o poi le staminali arriveranno sempre, con quella domanda rimasta sulle labbra per anni e finalmente detta di fronte ad un addetto ai lavori: “Ma è vero che queste staminali possono curare tutto?”.

E lì a spiegare che c’è la possibilità che forse dalla ricerca sulle staminali potrebbero arrivare in futuro cure che forse potrebbero… A quel punto la persona di fronte a tutte queste ipotetiche, ai condizionali, ai dubbi, rimane delusa, profondamente delusa. Spesso cambia argomento, perché ha scoperto che la sua ricerca della pozione magica non è arrivata a buon fine. In effetti l’italiano medio, cioé colui che ignora il pensiero e le dinamiche scientifiche, vede la medicina o la ricerca scientifica come un surrogato della religione o della magia. I medici sono dei sacerdoti, i ricercatori dei teologi, le medicine delle boccette di acqua santa o delle pozioni magiche. Ed è in questo contesto che l’opinione pubblica si divide sulle questioni etiche: sacerdoti cattolici contro sacerdoti laici. Bisogna fidarsi dell’uno o dell’altro. Spesso la gente mi chiede letteralmente di andare l’indomani a scoprire una medicina per il loro male (ovviamente la scopro in serata e gliela porto il giorno dopo a casa insieme alla spesa) o addirittura di salvare il mondo con la mia ricerca. Chiudo questi dialoghi con un sorriso amaro e spesso non ho la forza (o la voglia) di spiegar loro la verità.

E’ quindi con lo stesso spirito che guardo a tutto ciò che riguarda le staminali e l’opinione pubblica, non ultima la decisione di Obama di togliere i limiti federali alle embrionali. Il dibattito sulle embrionali e adulte è viziato alla base dal convincimento religioso di alcuni. E’ questo che mina il dialogo sulle staminali. Ci sono due razze di ignoranti: quelli che pensano che siano sacre e quelli che pensano che siano magiche. La verità sta nel capire cosa è il metodo scientifico. Una volta capito quello, si può parlare con tranquillità. Perché nessuno scienziato vi dirà mai che le staminali embrionali vi salveranno da tutti i mali, anche se voi lo vorreste con tutta la vostra forza, anche se voi ci credete. Non è così che si fa scienza. E io non troverò mai la cura ad una malattia né salverò il mondo. Io faccio solo un mattoncino che farà parte di un palazzo enorme che verrà finito fra anni. Un po’ come chiamare architetto un operaio che ha fatto un mattone con l’argilla.

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Nell’italiano convivono Giordano Bruno e Ratzinger

“C’è uno splendido racconto di Borges nel quale un eretico e un custode della fede a lungo e ferocemente si contrappongono. Quando l’eretico infine brucia sul rogo, il suo volto, per un attimo, si rivela essere quello stesso del custode della fede che l’ha fatto condannare a quell’atroce morte. Non le due facce di una stessa medaglia dunque, ma una medaglia che ha nel recto e nel verso la medesima immagine.

Lo stesso soldato italiano che, diciannovenne, a Caporetto scelse di non combattere, lo ritrovi poco più che quarantenne a El Alamein che si batte sino alla morte. E non certo per ragioni, come dire, equivalenti: nel primo caso infatti si trattava di difendere il territorio italiano, nel secondo di mantenere una postazione italiana in territorio straniero.

Lo stesso italiano che divenne emigrante e che venne aiutato in terra straniera da coloro che l’ospitavano, col fornirgli lavoro e abitazione, oggi mal sopporta che in Italia ci sia gente pronta ad accogliere gli extracomunitari.

Lo stesso italiano che amò intensamente Mussolini, che l’applaudì freneticamente a Milano, pochi giorni dopo l’appese per i piedi al distributore di benzina di piazzale Loreto, sempre a Milano.

Lo stesso italiano che una volta stentava a campare in Friuli e mandava la moglie a far la cameriera a Roma o altrove oggi disprezza la cameriera venuta dal Sud.

Più banalmente: lo stesso italiano che divorzia dalla moglie, e che vive con l’amante dalla quale ha avuto due figli, partecipa compunto a una dimostrazione contro il divorzio e firma contro i dico. Ma di fronte al duplice comportamento dell’italiano nei riguardi dei dettami della Chiesa si potrebbe scrivere un trattato piuttosto voluminoso. Gli esempi potrebbero continuare a centinaia.

Nell’italiano, dentro la medesima persona, possono insomma convivere contemporaneamente Galileo Galilei e Giordano Bruno, Tommaso Campanella e padre Bresciani, don Abbondio e Savonarola.

L’italiano è ritenuto all’estero persona inaffidabile in quanto spesso non mantiene la parola data o non porta a termine l’impegno preso.

[…] L’italiano non ha una visione totale della storia d’Italia, ha semmai una certa visione di dettaglio, limitata cioè alle minute vicende del suo vicino territorio, del suo paese d’origine, e addirittura del quartiere dove è avvenuta la sua nascita.

Può tuttalpiù rapportarsi con le vicende del paese limitrofo, ma solo perché esso è il suo rivale diretto nel campionato di calcio.

L’italiano è come un marziano caduto nottetempo al centro di quattro case abitate. Gli basterà venire a sapere dove si trova la sua abitazione, la parrocchia, l’osteria, il municipio. La sua curiosità non si spingerà oltre.

[…] Di un evento che l’ha appassionato, soprattutto perché strombazzato dai giornali e dalle televisioni, l’italiano ne conserva il ricordo solo per qualche settimana, al massimo per qualche mese.

A meno che non si tratti di cronaca nera, allora la persistenza mnemonica è assai più lunga. Ma per una ragione semplicissima e cioè che gli italiani immediatamente si dividono in due partiti ferocemente contrapposti: gli innocentisti e i colpevolisti. Senza la minima cognizione delle carte processuali, senza essere a conoscenza dei dettagli dell’indagine, decidono a primo acchito se l’accusato è innocente o colpevole. A pelle. Al solo guardarlo.

Da qui. In genere non mi piace molto Camilleri ma condivido dalla prima all’ultima riga di quello che ha scritto. Tutto quello che ha scritto in poche righe ho cercato di raccontarlo in questo blog per anni. Una sintesi quasi perfetta, un’autobiografia di noi stessi.

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