Guerra preventiva alle Cayman?

Per la prima volta in vita mia sarei voluto essere tra i manifestanti anti G20 per protestare in questi giorni. No, non sono diventato no-global o antiamericano o ecoterrorista. Semplicemente non riesco a capacitarmi di come un gruppo di paesi possa decidere quale politica fiscale sia quella giusta e quale no nel mondo e comportarsi di conseguenza. Al G20 infatti e’ stato deciso che esistono dei paesi canaglia da combattere e sanzionare. Quali sono questi paesi? Stati che supportano il terrorismo? Stati che invadono territori altrui? Che costruiscono armi di distruzione di massa? No gente. Gli stati canaglia, ovvero il capro espiatorio su cui focalizzare l’odio per le proprie incapacita’ di gestire le economie, sono i paradisi fiscali.

D’ora in avanti uno stato non potra’ fare le politiche fiscali in modo indipendente ma dovra’ sottostare al potere degli altri. Tramonta quindi qualsiasi idea di isole libertarie, stati galleggianti senza fisco o utopie del genere. Perche’ tanto vieni ostacolato, ostracizzato e forse bombardato.

La Svizzera e’ stata messa in una lista grigia. Vi rendete conto?

UPDATE:

ecco la lista dei paesi canaglia. Ovviamente il Vaticano non è incluso, anche se grazie allo IOR ricicla miliardi di dollari di denaro sporco all’anno e pratica il segreto bancario. Strano vero?

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24 commenti

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24 risposte a “Guerra preventiva alle Cayman?

  1. … quindi dobbiamo prepararci anche ad altre crociate? Penso – ad esempio – alla legge sul testamento ideologico di (spero non…) prossima approvazione: se una “buona morte” da noi sarà vietata, dichiareremo guerra all’Olanda, in cui è legge?

  2. Se la maggior parte dei paesi dei G20 decideranno cosi’ probabilmente si’. Forse quello e’ un caso estremo ma sono sicuro che se in futuro le politiche contro la pirateria informatica dovessero inasprirsi e uniformarsi in molti paesi, allora questi paesi potrebbero decidere di mettere sanzioni a quelli che permettono il peer to peer.

  3. Cornel

    La Svizzera ha piu non so quante miliaia miliardi USD che non sono stati dichiarati e tassati dal governo degli Stati Uniti (in oltre, una parte provengono da attivita illegali, tipo Madoff). Il goverso statunitense sta cercando di ottenere il permesso di controllare da dove vengo i soldi in questi paradisi fiscali – quando sono involti i loro citadini ovviamente.

  4. La domanda e’: puo’ uno stato arrogarsi il diritto di dare sanzioni o muovere guerra contro un altro stato quando alcuni suoi cittadini hanno deciso di trasferire i propri guadagni in quest’altro? Il fatto e’ che non e’ la Svizzera ad aver rubato quei soldi, ma degli individui americani.

  5. sam

    Sinceramente se mi trombano il Vaticano e lo IOR non mi spiace.
    E bombardino pure San Pietro. Preventivamente.

  6. In effetti voglio proprio vedere se mettono Città del Vaticano tra gli stati canaglia. Ho il sospetto di no, anche in fatto di riciclaggio di soldi sporchi non sono secondi a nessuno grazie allo IOR.

  7. la svizzera è uno stato grigio? grigione direi.
    il vaticano è nella red list, purple red.

    niente di nuovo B.A.U. scriveva il barbiere londinese sotto le V2

  8. Cornel

    E la stessa cosa con i trattati estradizione. Se sono soldi rubati o sottoposti alle tasse, devono essere ritornati. Se il paese non e cooperante, certo che devono essere imposte delle sanzioni. Specialmente per paesi come la Svizzera che vivono atraverso i soldi versati nelle loro banche !!

  9. Non sono d’accordo. Gli stati non sono responsabili delle malefatte di individui di altri paesi. Possono accettare o no di ridare criminali o beni, ma non sono costretti da acluna legge internazionale. Ovvio che gli altri stati possono perfino bombardare chi non piace loro, ma sarò sempre contro degli atti del genere.
    Cioé è come se gli Stati Uniti di punto in bianco decidessero che la tassa sui rifiuti è illegale e tutti gli altri si devono uniformare. Altrimenti sanzioni.

  10. Sulla storia della Svizzera nella lista grigia il fatto è che si è scoperto che i consulenti di UBS negli Stati Uniti aiutavano i cittadini americani a frodare il fisco. UBS ha dovuto cedere una lista di circa 200 nomi di clienti americani al fisco USA, pena una sanzione assurdamente alta (praticamente avrebbero dovuto chiudere UBS USA). La cosa ha creato un pandemonio in Svizzera perché pare che UBS non si sia consultata con l’organo di regolamentazione bancario prima di cedere queste informazioni al governo USA, azione questa in violazione del segreto bancario. In realtà pare che sia stato direttamente il consiglio federale a dare il via libera a UBS per placare le relazioni con gli Stati Uniti, fatto sta che subito dopo la cosa gli USA hanno chiesto una seconda lista di circa 50000 nomi. Subito dopo la cosa gli Svizzeri sono partiti in quarta con l’attività diplomatica in vista di questo G20 e l’inserimento nella lista grigia è stata vista un po’ come una vittoria con l’amaro in bocca. Ieri per es. sentivo il commentatore economico della Radio 2 Svizzera che rosicava per il fatto che Hong Kong e Macao non siano presenti nella fatidica lista.

    Il punto è che USA Francia e Germania contestano il fatto che il segreto bancario della banche svizzere che operano in questi paesi sia uno strumento che permetta ai cittadini di frodare il fisco, mentre per gli Svizzeri esisterebbe una netta distinzione tra segreto bancario per frodare il fisco (male) e segreto bancario per esercitare il proprio diritto di libertà nei confronti dello stato (bene).

    Comunque Fabrì, sinceramente non capisco sta cosa che sia un male regolamentare un mercato globale come quello bancario. Se la prosperità di questi stati “canaglia”/libertari si fonda sulla presenza di alti stati con regimi fiscali più stringenti, è ovvio che gli altri si facciano girare il culo. Per es. la UE (o meglio, Francia e Germania) è particolarmente accanita con la confederazione Svizzera per via del regime fiscale tra cantoni che funziona in modo concorrenziale. Praticamente i cantoni concorrono ad attrarre i contribuenti dagli altri cantoni usando regimi fiscali più blandi, specialmente per gli alti redditi. Il problema è che anche i riccastri tedeschi e francesi (e Italiani, vedi un Marchionne che vive a Zug) si mettono in coda pure loro, sottraendo soldi ai loro stati di provenienza.

    Il vostro corrispondente.

  11. E oltretutto UBS è anche ancora in piedi grazie a dei soldi da uno dei vari bailout americani dell’anno scorso (ormai ho perso il conto): la fed aveva prestato tipo 60 miliardi di $ alla BNS (banca nazionale svizzera) che li aveva a sua volta girati a UBS per ricapitalizzarsi. Logico poi che gli States si facciano girare gli zebedei quando vedono che poi UBS gli fotte anche i soldi delle loro tasse.

    In pratica UBS : Svizzera = Alitalia : Italia 😀

  12. Grazie mille Junkie! Informazioni di prima mano utilissime. Ti assumo come corrispondente ufficiale dalle valli svizzere. 😀
    A parte tutto, continuo a non capire che senso hanno gli stati se non hanno il potere di decidere le leggi fiscali al loro interno. Ha ogni popolo il diritto di legiferare per conto suo?
    E’ questo che contesto. Se passa la linea che una regola finanziaria deve essere decisa dal G20, qual’è il secondo passo verso altre richieste? In futuro potrebbe essere richiesto ai paesi di cambiare leggi di qualunque genere, sempre per il bene del mondo globale.
    Ma io mi chiedo: chi è che decide chi deve devidere? Esiste una legge superiore a quella che si danno i singoli stati? E se sì, chi la scrive se non quelli che stanno al potere?
    E se fra 20 anni al G20 comanderanno Cina e Russia, un giorno potrebbero considerare stati-canaglia quelli con un mercato libero, sempre per il bene del mondo globale?
    O se tra i G20 fra 20 anni la maggior parte dei paesi saranno islamici e cattofascisti e considereranno l’omosessualità un crimine contro l’umanità?
    Capite cosa intendo?

  13. Cornel

    Nessun popolo dovrebbe avere il diritto totale di legiferare per conto suo. E succeso con la Germania e non e andata bene. Che poi leggi sono create o dissolte ogni giorno, specialmente nei paesi che hanno adderato alla UE e questo per causa di intervenzioni esterne (UE, IMF e molti altri).

  14. z3ruel

    Il bello è che ci son paesi del G20 che hanno delle agenzie delle proprie banche nazionali alle Cayman e che fanno affari sfruttando le leggi “da lista nera” di quel paese.

    Se esistono paradisi fiscali è perchè esistono inferni fiscali.

  15. z3ruel

    Cornel, rileggiti perchè fai venire i brividi.

  16. Cornel

    Non credo sia il caso.

  17. Una cosa positiva c’e’ da dire , almeno una volta tanto l’Italia non si trova nella lista dei paesi neri o grigio …

  18. Fabrì: credo che questo tuo ragionamento valga nella misura in cui la materia del legiferare si fondi su precise relazioni di interdipendenza globale tra i paesi. Il regime fiscale di un paese attrae i cittadini di altri paesi solo quando questi paesi pongono tasse più pesanti su di essi. D’altro canto, le economie dei paradisi fiscali non sono quasi mai abbastanza diversificate da potersi dire autonome sul piano internazionale, ed è proprio sulla base di questo situazione che i paesi che sono stati “derubati” dei loro contribuenti si rivalgono contro i paradisi fiscali. Per farti un esempio, le relazioni diplomatiche Libia-Svizzera sono ad un minimo storico per via di un casino scoppiato con uno dei figli di Gheddafi a Ginevra, e la prima cosa che la Libia ha fatto è stata minacciare il ritiro immediato di tutti i propri fondi dalle banche svizzere (oltre a mettere in carcere due cittadini svizzeri per dubbi motivi, ma questo è un classico).

    Tornando al tuo discorso, io non sono così sicuro che questo tipo di ricatti che tu paventi siano veramente estendibili ad altre materie, per le quali il legiferare è prerogativa degli stati nazionali (tipo libertà d’espressione, libertà di culto). Prendi il caso del presidente del Sudan Bashir: è stato dichiarato colpevole di crimini contro l’umanità ma nessuno degli stati che lo hanno fatto hanno un qualsivoglia strumento per ricattare — pardon, mettere alle strette — il Sudan, e infatti Bashir se ne stà lì bello bello.

    Dalla Svizzera linea allo studio. 🙂

  19. Ale

    Fabristol, cerco di capire meglio la tua posizione. Immaginiamo che un tiranno di un paese “del Terzo Mondo” (usiamo ‘sta espressione, va) svenda le risorse del paese (materie prime), incassi i soldi e li metta in una banca svizzera (di questi casi ce ne sono stati a decine); c’è una rivoluzione, il tiranno fugge e il nuovo governo (che immaginiamo democratico per semplicità) chiede alle banche svizzere di restituire il maltolto. Secondo te le banche hanno il diritto di dire: “manco per sogno, a noi non interessa il fatto che i soldi in questione siano il frutto dei crimini che un individuo straniero ha commesso nel suo paese”? A me sembra più o meno ricettazione e il fatto che il furto sia avvenuto all’estero non dovrebbe essere una scusa, soprattutto quando si parla di paesi che sulla ricettazione ci vivono (Cayman e Co.) o ci si sono arricchiti, come i cari amici svizzeri, che fino all’Ottocento erano una nazione di montanari poveri. Guarda che le persone di cui stiamo parlando, i clienti UBS ecc., è gente che esportava illegalmente valuta, gente che frodava il fisco e violava le leggi del proprio paese (o credi che sia così facile versare soldi su un conto estero? Forse nella zona Euro da qualche anno a questa parte). L’origine di quei soldi è illegale. La Svizzera può far finta di non saperlo, come ha fatto per anni. Ma se qualcuno le dimostra che c’era un’illegalità non può far finta di niente. E se continua a fare lo gnorri, i paesi danneggiati da questo suo atteggiamento (perché a questo punto è lei che sta danneggiandoli, non più i loro cittadini che inizialmente hanno esportato illegalmente valuta) hanno diritto di prendere misure punitive, o separatamente o insieme ad altri paesi ugualmente danneggiati, come in questo caso.

  20. Per tutti quelli che mi chiedono delucidazioni sulla mia posizione. Io penso che le leggi le facciano i governi, e che non esistano leggi superiori e/o naturali superiori a quelle fatte dai governi o concertate tra governi. Cio’ che un governo considera illegale (non pagare fisco, l’omosseualita’, l’aborto) puo’ essere legale per un altro. E guai se non fosse cosi’ altrimenti ci troveremmo di fronte ad una legge universale unica a cui tutti i governi sono costretti. Costretti da chi poi dvoete spiegarmelo. Chi fa le leggi extraterritoriali come fa a mettere in pratica la giustizia? E chi le fa queste leggi: gli USA o la Cina? e se la prossima volta le fa la Cina voi accettate supini che il vostro governo consideri illegale la liberta’ di stampa o di culto? Quis custodiet ipsos custodes?
    Cosa significa illegale? Esiste il concetto di illegalita’ fuori da un governo che decide cosa e’ legale e cosa no? Possibile che nessuno si renda conto che se le leggi di uno stato vengono fatte valere anche su un altro con la forza il concetto stesso di Stato indipendnete non ha piu’ senso? E alora che ci stanno a fare parlamenti e governi se tanto decidono i grandi della Terra cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato?

  21. Ale

    Non si tratta di ubbidire a una legge universale unica. Il discorso è un altro: c’è un paese X che “ricetta” soldi che cittadini di altri paesi hanno esportato illegalmente dal loro paese di origine violando le leggi di tale paese. X è libero di prendere quei soldi anche sapendo che sono di origine illegale: in fondo l’illegalità è avvenuta altrove. Ma, per lo stesso principio di sovranità e indipendenza, gli altri paesi sono liberi di incazzarsi e di agire contro X, proprio in nome dell’idea della sovranità degli stati. E quindi sono liberi anche di unirsi tra loro e fare l’elenco degli stati “canaglia”. Questo è un punto di vista realista (nel senso tecnico del realismo come teoria delle relazioni internazionali), non certo uno cosmopolita (nel senso delle teorie che vedrebbero di buon’occhio una cosa come un governo mondiale).

  22. Attenzione, io non dico che non lo possano fare. Proprio perche’ considero la sovranita’ degli stati supeirore a qualsiasi legge internazionale perfino la reazione di quegli stati la considero legittima. Non ne contesto la fattibilita’. Anche perche’ non potrei fare niente per fermarli. Pero’ mi fa incazzare che per risolvere i propri problemi si debba cercare un capro espiatorio che non ha alcun collegamento con la crisi finanziaria attuale. E soprattutto con che faccia paesi che intrattengono rapporti di amicizia politici, economici e geografici con questi paesi possano decidere di definirli canaglia? Belgio e Lussemburgo sono perifno nella UE e molti stati del G20 sono dell’UE. Ma che senso ha?

  23. Ale

    Beh, se X è un paese “amico” di Y forse dovrebbero smetterla di aiutare i cittadini di Y a violare la legge, per di più arricchendosi lui con i soldi sottratti al fisco di Y. Se scoprissi che un tuo amico ha ricettato dei beni che ti sono stati rubati, sapendo che erano tuoi, lo considereresti ancora un amico? Se uno stato dell’UE fa qualcosa che va contro gli interessi di un altro stato membro, quest’ultimo ha tutte le ragioni per reagire – a maggior ragione proprio perché lo stato in questione è membro dell’UE e dovrebbe avere una visione meno egoistica e ristretta. Il Lussemburgo non può nascondersi dietro la propria sovranità solo quando si tratta di arricchirsi grazie agli evasori tedeschi o francesi e poi dichiararsi membro dell’UE quando si tratta di goderne i vantaggi. Almeno faccia come la Svizzera, che se ne sta fuori.

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