Il destino delle menti brillanti

Quando giorni fa ho letto questo articolo, la prima cosa che ho pensato e’ stata: e se avesse ragione? D’altronde Giuliani non era un santone ma faceva misurazioni scientifiche, mi pare sulla quantita’ di radon fuoriuscita dal terreno, che potrebbe essere la campanella d’allarme di un sisma. E invece di controllare (non dico credere sulla fiducia) i suoi dati e discuterne, cosa si e’ fatto? Lo si e’ messo alla gogna e come al solito in Italia si e’ fatta intevenire la magistratura. Certo e’ ancora presto per dire se il metodo Giuliani sia giusto o se quella di ieri fosse stata solo una coincidenza, pero’ non e’ un caso che in Italia molti scienziati e ricercatori rimangano inascoltati, ostracizzati e spesso costretti all’espatrio. Da Leonardo passando per Fermi, fino a Rubbia.

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34 commenti

Archiviato in Italia provinciale, scienza, tristezze

34 risposte a “Il destino delle menti brillanti

  1. Hai proprio ragione, caro Fabristol. Non ce lo toglieremo mai quel maledetto vizio: sempre parlare e soprattutto straparlare, anche quando si tratta di temi di cui ignoriamo gli aspetti più nascosti, e quindi magari le evoluzioni sperimentali. E’troppo difficile ammettere un dubbio e lo vediamo costantemente con le invettive e le pontificazioni sulle cellule staminali, da parte di chi a stento sa cosa sono.
    Certo, non è facile gestire i piani di evacuazione di un’area geografica, ma…almeno farsi venire il dubbio che uno scienziato possa non essere “un imbecille”? Almeno ammettere che nonostante la difficoltà di dimostrazione dell’attendibilità di un metodo, soprattutto quando c’è in ballo l’evacuazione di decine di migliaia di persone in un momento indefinibile per un tempo indefinibile, questo possa essere anche solo in parte corretto?
    No, giù con le denunce. E ora chi denuncia Bertolaso per palese ignoranza del metodo scientifico e “procurata rassicurazione”?
    Tant’è, in un Paese dove ci sono intere città (anzi, l’area a maggiore densità di popolazione!) costruite su instabili camere magmatiche, su pendici di vulcani, letti di fiume, dirupi e spiagge c’è ben poco da meravigliarsi. E continuiamo a dare “rassicuranti incertezze” sull’imprevedibilità delle sciagure, perché se un cataclisma può accadere oggi come tra millenni, non posso assumermi la responsabilità di mettere in sicurezza un’intera nazione a costo di cacciare la gente dalla propria casa. Al lupo! Al lupo!

  2. Aspetta! Io non ho detto che bisognasse prendere per oro colato quello detto da Giuliani. Quello che vorrei e’ che prima di dare dell’ Imbecille a qualcuno come ha fatto Bertolaso e prima di denunciarlo per procurato allarme si cercasse di controllare dati, esperimenti ed ipotesi.
    Poi mi pare ridicolo pensare che un sistema di controllo dei terremoti come forse e’ quello di Giuliani possa essere preciso. Se c’e’ un’ipotesi scientifica, delle misurazioni perche’ non fare un controllo?

  3. Quello che dice Hronir mi pare dettato dal buon senso, ma ciò non toglie – comunque – che la notizia sia inquietante.

  4. sì, anche io concordo con Hronir. in questi termini non c’è niente di più stocastico.
    un metodo previsionale che sbaglia tempi e luoghi non differisce molto da quello di una fattucchiera.
    non ce l’ho con Giuliani. ma ce l’ho con quelli che parlano di disastro annunciato.

  5. Neurobi scusa ma qui non si sta parlando di disastro annunciato. Il punto e’ culturale e politico. Prima di dare dell’imbecille a qualcuno bisogna vedere cosa ha da dire e in maniera scientifica discutere di dati, ipotesi ecc. Quello del radon e’ un metodo di cui si parla in tutto il mondo da anni. Giluliani non e’ il primo e non e’ l’unico.
    Per quanto riguarda probabilita’ mi pare che un terremoto cosi’ capiti una volta ogni venti-trentanni negli appennini. Guarda caso Giuliani non solo ha azzeccato il decennio, l’anno, ma perfino il mese (una settimana di ritardo). Non ha mai lanciato l’allarme nel 2005, ne’ nel 1988, ma solo nel 2009.
    Altra cosa: se io ricercatore scopro un farmaco che “forse”, dico forse potrebbe curare il cancro, chiamo al ministero della sanita’ per informarli della cosa. Il ministro mi risponde e mi da’ dell’imbecille, e mi denuncia per procurato allarme. Quando invece avrebbe dovuto verificare i mii dati e i miei esperimenti. Non ti sembra una cosa assurda?

  6. Comunque forse e’ meglio lasciar perdere queste polemiche in questi momenti. Mi spiace veramente per l’Abruzzo (che ho visitato due volte) e per le vittime.

  7. Purtroppo la metafora con l’eventuale potenziale cura del cancro non regge minimamente, perché le conseguenze dell’azione nel caso di un allarme di protezione civile che scatta inutilmente sono non meno gravi di quelle di un allarme che non scatta quando dovrebbe. Prova ad immaginare cosa sarebbe successo se a seguito della segnalazione di Giuliani la DPC avesse evacuato gli abitanti di Sulmona ospitandoli all’Aquila, anche supponendo che l’evacuazione fosse avvenua senza panico e senza incidenti.

    La correlazione tra precursori (tra cui la fuoriuscita di radon) ed eventi sismici purtroppo non può fornire (ad oggi) non solo nessuna certezza, ma nemmeno una probabilità sufficientemente alta circa tempi, luoghi ed intensità del possibile evento.

    Per concludere, nonostante la tua affermazione del contrario, qui è proprio del disastro (non) annunciato che si parla: se questo terremoto non si fosse verificato, la “questione Giuliani” non sarebbe venuta fuori, e gli unici ad aver sentito parlare di lui e del (meritatissimo) appellativo affibiatogli da Bertolaso sarebbero rimasti i sulmonesi che hanno dormito per due giorni per strada, temendo un inesistente evento sismico.

  8. bertolaso avrebbe dovuto far verificare le affermazioni di Giuliani, non far intervenir la magistratura. Quanto all’affermazione di Giuliani sul “disastro annunciato”, la trovo inoppoirtuna e inesatta, dato che la previsione era errata nei tempi e nei luoghi.

  9. juhan

    @ Oblomov
    dissento sul “meritatissimo”. A meno che non vogliamo usarlo tutte le volte che sembra opportuno: preservativo, padreppio, telefonate nel momento sbagliato, …
    Ma allora avremmo un’inflazione (di aggettivi).

  10. @ Oblomov

    A me la motivazione dell’ancora più fatale trasferimento a L’Aquila da Sulmona sa molto di volontà (come al solito) di pararsi il deretano da parte di chi è cosciente di averla fatta grossa: in linea di massima il discorso sembra filare, ma infine perché sarebbe stato peggio (cioè perché sarebbero morte più persone)? Semplicemente perché L’Aquila si è dimostrata una città non a norma anti sismica (crolla pure il nuovo ospedale!) in una zona notoriamente sismica, in uno Stato che ormai da un po’ ha regole di costruzione anti sismiche. E chi avrebbe dovuto vigilare sull’agibilità di una città? Forse il Giuliani?
    Bada bene che non sto affatto dicendo che ha avuto una chiaroveggenza inequivocabile e che lui abbia ragione, solo che non ci si è fatti prendere dal dubbio, quando sarebbe stato più opportuno. E soprattutto che in questo fottutissimo Paese sembra che ci si sforzi a non fare il proprio dovere. Zero controlli, zero prevenzione, condoni, condoni, tangentine, tangentone, appalti truccati e vengono su obbrobri di città di cartapesta sui vulcani. E non oso immaginare tra quanti decenni quelle persone saranno di nuovo sotto un tetto proprio, dopo quanti fiumi di miliardi spariti chissà dove (a Potenza, c’è gente che vive ancora nel rione Bucaletto, casette di legno post terremoto 1980!). Il tutto per non avere mai detto alla gente (ed andrebbe fatto dovunque) come ci si comporta in caso di terremoto. Hai mai visto prove di evacuazione dell’area metropolitana (tutta!) di Napoli? Si dice, si dice e non si fa.
    Per questo non accetto le facce lavate di chi si nasconde dietro l’imprevedibilità dell’evento, anche se la previsione fosse stata certa ed azzeccata, non possiamo escludere che sarebbero morte delle persone perché nulla è prevedibile nei minimi dettagli, ma credo che valga la pena quanto meno sforzarsi di ridurre, fosse anche solo per una singola vita, il rischio.

  11. Innanzi tutto, è una questione di scala e di metodi. Per esempio, una telefonata al momento sbagliato può capitare a chiunque, e pazienza; ma i rompic*ni che telefonano metodicamente alle 7 del mattino o alle 3 del pomeriggio per venderti qualcosa meritano tutti gli appellativi di questo mondo. Preservativo? Ti riferisci al papa? Anche in questo caso l’appellativo sarebbe ben meritato, anche se purtroppo non mi risulta che qualcuno abbia avuto il coraggio di affibbiarglielo.

    Più in generale, non vedo dove debbano essere le remore a dare dell’imbecille ad uno che da tale si comporta. E Giuliani l’ha fatto e continua a farlo, con la presunzione di insistere, pur avendo sbagliato tempi e luoghi, sulla qualità del proprio lavoro.

    Quanto all’opportunità di denunciare per procurato allarme, chiedetevi cosa succede quando si grida “Al fuoco” in un teatro affollato.

  12. juhan

    @ Oblomov
    va bene che non hai voluto capire chi era che telefonava nel momento sbagliato, va bene che non ti piacciono i riferimenti a B16 & Padreppio, ma le norme antisismiche? sono da imbecilli? o da fessi? o è fatalità?

  13. Scusa tu. Leggendo oggi la tua spiegazione mi rendo conto che hai ragione.
    Il problema, MIO, è che sono marchigiano, vicino di casa degli abruzzesi, e ho vissuto il terremoto (con pochissime vittime per fortuna) 12 anni fa e so cosa vuol dire quando la tua vita e le tue certezze ti tremano sotto il culo insieme alla terra e a casa tua.
    E in questi momenti mi dà sui nervi quel malcostume italianissimo di cercare un capro espiatorio, un colpevole o comunque un responsabile su cui sfogare la nostra frustrazione per la nostra piccolezza davanti alla forza della natura.
    Ci sono morti. Ci sono persone senza casa. Ci sono persone che hanno perso tutto. E sento parlare di previsioni, di case che non sono a norma, di questo e quell’altro…
    Io ricordo la faciloneria con cui sono state dette le stesse cose quando è accaduto qua e mi si avvelena l’anima e un po’ perdo la ragione.

  14. “Quanto all’opportunità di denunciare per procurato allarme, chiedetevi cosa succede quando si grida “Al fuoco” in un teatro affollato.”

    Se il fuoco c’è, ha senso gridare “al fuoco”.
    Sull’errore di tempo e luogo della previsione, mi verrebbe da pensare che in termini di scale geologiche non ha commesso chissà che errore grossolano (pochi giorni, pochi kilometri). Il punto è che nessuna diagnosi si fa con un solo elemento o con un solo strumento, ma ciascuno può contribuire. E se siamo in fase di “sciame sismico” da mesi, niente deve essere preso sotto gamba, tutto qui. Ma ripeto, secondo il mio punto di vista il problema è a monte, e mi fa ancora più rabbia che adesso si cerchi un capro espiatorio al problema atavico della specie italica: assenza di senso civico.

  15. Oibò, ho capito (scusate, di prima mattina sono un po’ lento) il discorso della telefonata.

    Per inciso, io sono catanese e qualcosina sui terremoti la so, così come qualcosina sulle eruzioni. E giusto per fare un’ultima osservazione su Giuliani, i 100-120km di raggio entro cui il suo metodo permetterebbe di ‘puntualizzare’ un imminente sisma sono praticamente l’intera Sicilia orientale: da Messina (rasa al suolo nel 1908 da un sisma e dal seguente, probabilmente conseguente tsunami) a Capo Passero.

    Comunque, per puntualizzare: discorso mi sono finora limitato ad osservare che la sua critica a Giuliani e la sua azione legale (che, se non ricordo male, sono venute prime del terremoto, e pertanto non credo si possano inquadrare nella forma di ricerca del capro espiatorio) sono valide e ben motivate semplicemente per non cambiare discorso; questo magari dà di me un’immagine (decisamente falsata) un po’ come fan di Bertolaso.

    Quello che vorre dire piuttosto è che le critiche alla DPC (nonché a tutti i governi che l’hanno affiancata) vanno mosse laddove sono motivate, ovvero a tutte quelle situazioni purtroppo tipicamente nostrane, dagli edifici costruiti in deroga delle norme antisismiche e mai adeguati[1] alla totale mancanza di quella eppur necessaria educazione della popolazione.

    E quando sentivo alla radio tutti i bei discorsi, il mio pensiero è stato: sì, ora sono tutti solidali, tutti pronti all’intervento; ma vedremo presto cosa e quanto verrà fatto per la ricostruzione (Irpinia 1980 —che fu per inciso l’evento a seguito del quale fu costituita la DPC— docet, ma sicuramente la tua esperienza dell’Umbria-Marche 1997 ti dice già molto).

    È lì che l’attenzione dovrebbe essere orientata, e il caso Giuliani sta solo facendo un inutile e dispersivo rumore. Anche perché con l’evento e le immagini fresche è possibile martellare per l’azione; tra sei mesi sarà già tutto dimenticato dal resto degli italiani.

    [1] a proposito delle norme antisismiche si pone ovviamente un problema con i centri storici, che prutroppo temo siano per lo più inadeguabili.

  16. @Giardia: l’errore di Giuliani non sarà grossolano in termini geologici, ma lo è immensamente nelle scale umane in cui si deve muovere la DPC (vedi anche il mio intervento subito precedente) quando si presenta una situazione critica.

    Che la variazione nell’emissione di radon (così come di altri gas, peraltro, nonché come molti altri fenomeni) sia un precursore, è cosa ben nota; ed è proprio la necessità di utilizzare tutti gli strumenti che possono contribuire ciò che inficia (e non, invece, convalida) l’idea di Giuliani, basata su un unico precursore che per di più (come questo evento ha dimostrato) non dà informazioni sufficienti né sui tempi, né sui luoghi, né sull’intensità né sulla durata dei futuri eventi sismici.

    E come ho già detto, Giuliani non è un capro espiatorio: l’insulto e la denuncia (meritati) sono partiti prima dell’evento. Ha fatto notizia solo perché la sua predizione ha fallato di quanto poco basta perché sembrasse che ci avesse azzeccato; le volte in cui ugualmente inadeguate predizioni falliscono molto più vistosamente (come molto più frequentemente succede) purtroppo (mi viene da dire) non fanno notizia.

    Vogliamo allora per favore smetterla di difendere il vittimismo di questo imbecille che sta cavalcando l’onda di un disastro per la propria vanagloria, ed occuparci dei problemi reali?

  17. Rileggendo, a parte gli errori di battitura, ho il sospetto che ci stiamo un po’ parlando addosso.

    Sinteticamente: io non difendo Bertolaso e la DPC, ma ritengo che le critiche vadano mosse laddove ci sia ragione di muoverle, e questo non è, per l’appunto, il caso del ‘caso’ Giuliani, ma piuttosto l’ennesimo memento di ciò che si dovrebbe fare prima (molto prima!) e dopo gli eventi, e che per lo più non viene fatto.

  18. @juhan : oddio (posso dirlo?) 😉

  19. @ Oblomov

    “a proposito delle norme antisismiche si pone ovviamente un problema con i centri storici, che prutroppo temo siano per lo più inadeguabili”

    Appunto! Possibile che in Italia, Paese fatto di centri storici, nessuno si sia preso la briga di ricercare ed applicare tecniche di consolidamento edilizio (col nostro patrimonio artistico, dovremmo essere leader mondiali nel settore)? Ovviamente sempre e solo per ridurre un rischio, perché è impossibile eliminarlo. E’ questo che fa rabbia, insieme a ciò che indicavo precedentemente, e che ci porta ciclicamente a piangere gli errori sempre “senza responsabili”.

    Riguardo al Giuliani, non me la sento di lanciarmi in anatemi, che portano solo ad incrementare il rischio di clamorose figuracce (come il mitico Marshall, all’epoca dato per rincitrullito imbecille per aver osato pensare all’eziologia batterica dell’ulcera, ora premio Nobel per la medicina).
    Anche perché adesso è altrettanto non-dimostrabile se ci avesse effettivamente preso, ma in modo impreciso, ovvero se la sfiga ha voluto colpire in modo apparentemente canzonatorio a pochi km di distanza.

    Non si difende nessun vittimismo, ci si lascia prendere dal dubbio.
    Del resto, se Giuliani avesse taciuto, il mio discorso sarebbe valso tal quale, questo è il punto!

    buoan giornata a tutti!!!

  20. Oddio mi sono ritrovato 20 commenti stamattina e non so da dove cominciare.
    Diciamo subito che secondo me Giuliani forse ha fatto male a gridare al lupo al lupo in quei modi. Ma che ci volete fare, e’ anche una questione di carattere. Forse se fosse intervenuto in modo diverso qualcuo lo avrebbe anche ascoltato. Vorrei dire anche che Giuliani gode di una certa stima e/o fiducia al Gran Sasso visto che gli hanno permesso di posizionare i suoi strumenti e gli danno uno stipendio. Tra l’altro e’ stato anche difeso da molti colleghi.
    Credo che concordiamo tutti sul fatto che Bertolaso si sia comportato male.
    Sulla costruzione di strutture antisismiche c’e’ poco da dire: in Italia non verranno mai costruite.

    Per Neurobi.

    hai ragione ed infatti a meta’ discussione mi sono reso conto che tutta questa discussione imbastita sul web e sui giornali e’ inutile e forse “blasfema” in un momento come questo. La lontananza, il mezzo stesso del web, spesso ti lasciano distaccati. Mi spiace veramente tanto per quello che e’ successo, anche perche’ conosco L’Aquila e l’Abruzzo.

  21. Per Fabristol e Neurobi

    Secondo me “gridare” questi concetti che esprimiamo, anche solo sul web, è un modo di cui tutti disponiamo per rendere una benché minima giustizia, e per esprimere la vicinanza alle vere vittime dei disastri “naturali”.
    Voglio dire, preferisco che vengano messe in luce le falle del sistema Italia, piuttosto che sentire cordogli di circostanza, promesse di ricostruzione immediata, da parte di chi sfrutta realmente questi eventi per scopi elettorali (“mister Obaaaamaaaaa!”-ogni riferimento non è puramente casuale) o di chi annuncia gare di solidarietà per combinare chissà quali porcherie coi miliardi che vengono stanziati, mentre il senzatetto resta senza una casa per decenni. E l’esempio di Potenza l’ho fatto perché ci sono nato, e quel 23 novembre 1980 me lo ricordo. E mi intristisco e sto male a pensare per quanti anni ho visto case semidiroccate puntellate (ci sono ancora!) le une alle altre e voragini al posto di case.
    Questo Paese mi fa sempre più schifo, di fatto si lasciano morire i cittadini, e ci si barrica dietro dogmatici concetti di “impossibilità” (citazione di un commento di paolo de gregorio su Bioetiche).
    Certo, il sogno di sentir parlare tra qualche mese di questi problemi resterà tale.

  22. Perché parlate sempre di “promesse”? Qui dopo il terremoto è stato ricostruito tutto veramente. E l’Aquila non è così lontana. Scusate se mi permetto, ma non è che tutta l’Italia sia Casal di Principe.

  23. Beh dal terremoto in Umbria del 97 (mi pare) c’e’ ancora gente che vive nei containers o sbaglio?

  24. Nikkey

    “non e’ un caso che in Italia molti scienziati e ricercatori rimangano inascoltati, ostracizzati e spesso costretti all’espatrio. Da Leonardo passando per Fermi, fino a Rubbia”

    Io partirei da Galileo.

    Saluti.

  25. Marco

    Altre informazioni ed interviste telefoniche a Giampaolo Giuliani qui al seguente link:

    http://www.affaritaliani.it/cronache/terremoto_giuliani_abruzzo-sisma070409.html

    Buon ascolto, tutto ciò non mi sembra disponibile su altre testate giornalistiche o tv pubbliche o private.

    Marco

  26. E qui invece una voce esterna all’Italia che parla (tra l’altro) di come sia inaffidabile il metodo del radon, come dimostrato dai team di ricerca internazionali menzionati da Giuliani.

    http://www.latimes.com/news/local/la-me-quake-predict7-2009apr07,0,3910442.story

    Nelle sue interviste, inoltre, Giuliani stesso dice “6-24 ore di preavviso”. E pertanto il sisma di cui parla non può essere quello dell’Aquila, ma sono bensì le due scosse di 3.x Richter avutesi a Sulmano la settimana prima.

    Vogliamo smetterla di fare un martire di questo imbecille, e passare ai problemi veri, per favore?

  27. Marco

    Anche per Oblomov ore 9:07 am:

    Se riesci a resistere nell’ascolto dell’intervista telefonica di Giampaolo Giuliani che ho linkato prima fino al momento nel quale lui dichiara (dicendo di avere anche dei testimoni diretti del fatto) che lui non aveva dichiarato ciò che invece gli viene imputato con la denuncia di “procurato allarme” potrai avere almeno un minimo di dubbio sul fatto che le sue parole e dichiarazioni riguardo i rischi e l’esame del gas radon sono molto ma molto diverse da quelle che ci vogliono far credere i vertici della protezione civile italiana.

    Ora, se ha ancora un ruolo ufficiale qui in Italia, dovremmo avere fiducia nella magistratura abruzzese che ha aperto un fascicolo per indagare su questa come su altre strane situazioni (vedi l’ospedale nuovissimo, costato nove volte tanto, costruito in tempi biblici e con materiale scadente de L’Aquila).

    Oppure continuiamo a crederci tutti Soloni della seconda ora?

    Marco

  28. Ho già ascoltato un’altra intervista a Giuliani, e sono rimasto disgustato dal suo vittimismo. Ed i miei riferimenti scientici per i metodi precursori dei terremoti non sono i vertici della DPC (dei quali non ho nessuna stima particlare), ma per l’appunto i ricercatori di tutto il mondo.

    Come ho già detto e ripetuto, non è mio interesse ‘difendere’ Bertolaso dal vittimismo di Giuliani e dall’aggressività di tutti coloro che ne vogliono fare il nuovo martire della scienza. Mi preme però che le critiche che vengano mosse siano giustificate; e non in base a quello che Giuliani dice della propria ricerca, ma in base a quello che gli scienziati nel resto del mondo dicono della sua (e di molte altre simili ricerche): e questo non è che “il radon non è un precursore, e quindi ce ne sbattiamo delle sue esalazioni” (che è un po’ quello che Giuliani e i media cercanod di dire della DPC), ma che il radon come precursore è (allo stato attuale delle conoscenze) inaffidabile, per cui viene monitorato insieme a molti altri fattori, nessuno dei quali (né l’insieme dei quali) dà informazioni sufficientemente precise per interventi mirati nel tempo e nello spazio.

    Piuttosto, quindi, concentriamoci sulle critiche che devono essere mosse. Concentriamoci sugli edifici non a norma, sugli ospedali che crollano, sulle popolazioni che non vengono educate, sulle ricostruzioni che non vengono fatte. Ma non pensiamoci solo ora che è tutto bello fresco, pensiamoci ora e nei prossimi sei mesi e nei prossimi vent’anni.

    Ma pensiamoci, invece di distrarci con un presuntuoso imbecille vittimista.

  29. Per Oblomov

    La vicenda del Giuliani, riportata su questo blog e su altri (anche quello di cui sono co-autore) vuole essere un semplice spunto di riflessione su alcuni aspetti emersi dalla tragedia abruzzese:

    1- riflessione sulla scienza, indipendentemente dal terremoto.
    A memoria d’uomo la scienza è stata sempre fatta di dibattiti, e nei casi peggiori addirittura vittima di vera e propria propaganda. Quanto uno più sa, tanto più tende a sentirsi “arrivato” e padrone della materia, e tanto più sente di poter tacciare per ignoranti gli altri. E’ cosa quasi inevitabile, considerato che la legge delle prove e riprove sembra dare loro ragione, ma si perde di vista la possibilità di essere clamorosamente smentiti un attimo dopo. Che nel mondo esista un dibattito con dati discordanti sull’uso del Radon, è cosa ovvia, come avviene in ogni ambito di ricerca. La cosa che dovrebbe essere ovvia è che mai si può dire con assoluta certezza che l’altro stia sbagliando. Nello specifico, il Giuliani potrebbe aver detto la più grossa fanfaronata del mondo, ma la riflessione resta tal quale, perché storicamente molti sono i geni “riabilitati” col tempo, chissà quanti caduti nel dimenticatoio, per non parlare di quelli che effettivamente avevano torto, e che sono stati “bruciati” per un solo errore, magari.
    Anche perché allo stesso modo c’era chi pontificava il passato pericolo e dopo poche ore ancora scossa medio-forte.

    Forse non ti è chiaro che il messaggio del post e dei commenti è “non dare mai dell’imbecille a qualcuno, perché potresti farci una figura di cazzo”. E questa è forse l’unica certezza scientifica. Che il Giuliani abbia torto o ragione lo stabiliranno gli anni di ricerche. Certo, il rischio è che ora come ora, consideratolo un imbecille vittimista, vengano gettate nel dimenticatoio le sue ricerche, salvo poi magari riscoprirle fra decenni, il che è sempre un grave errore nella scienza, oltre che storia già nota.

    2-riflessione sul terremoto.
    Delle responsabilità e del marciume è stato detto abbondantemente nei commenti. Più vedo (poco, non sono scemo!) i tg, più mi viene il vomito. Ci si affanna a dire “impossibile” prevedere, ma non si puntualizza che la catastrofe, quella sì che può essere prevista. Ed elogiamo la perfezione di una macchina di aiuto, perché in Italia curare è meglio che prevenire.

  30. Mi pare che sul punto 2 siamo un po’ tutti d’accordo, e sappiamo benissimo che tra sei mesi non se ne parlerà più e la prossima tragedia arriverà e si compirà secondo gli stessi schemi che si ripetono da più di un secolo, nonostante i progressi fatti dalla scienza e dalla tecnica (e dalla legislatura mai applicata).

    Sulla questione Giuliani, invece, il problema , come ho già detto e ripetuto, è che il nuovo sisma si è verificato a solo sette giorni da quello previsto da Giuliani (ovvero le due scosse di magnitudo 3.x a Sulmona a fine marzo), dando un’ottima scusa a chi vuole andare a cercare esempi di martiri della scienza di abboccare felice all’immondo cavalcare la tragedia da parte di Giuliani, e di sorvolare sul fatto che invero Bertolaso aveva ragione: il pericolo delle previsioni di Giuliani (terremoto catastrofico a Sulmona) era passato senza che l’evento si fosse verificato come invece Giuliani minacciava.

    E contrariamente a quello che vi piace affermare, gli insulti e le accuse mosse a Giuliani non implicano né comportano in alcuna maniera una aprioristica soppressione delle ricerche sulla correlazione tra emissioni di radon e sisma, ricerche delle quali proprio la DPC è una delle principali (co)finanziatrici.

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