Rivoluzioni da salotto

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E’ un periodo negativo per questo blog. Non per il blogger che invece e’ felice e si gode le belle giornate e si delizia nel pensare che a breve questo dottorato finira’. Dicevo il blog e’ un po’ moscio, smorto, attapirato (?). Forse. Vediamo un po’: per cosa ho incominciato a scrivere in un blog? Cosa mi ha spinto? La lontananza da casa prima di tutto. Volevo un mezzo che mi collegasse, connettesse, riagganciasse all’Italia lasciata indietro. Si’, e’ vero la mia nazionalita’ si e’ diluita col tempo, ma cosa sarei adesso senza il blog? Un emigrante con tanta memoria del passato ma senza alcuna esperienza del presente, forse. Insomma un emigrante vecchia generazione, con catenina d’oro al collo, canottiera sporca di sugo e uno stecchino in bocca (vabbe’ non esageriamo anche se i vecchi italiani qui sono veramente cosi’). Non sono un emigrato, sono solo un pendolare internazionale. E forse lo devo anche a questo blog.

Poi e’ arrivata la seconda funzione, quella della passione civile, politica. Diciamo che avevo un disperato, morboso bisogno di parlare con qualcuno delle cose che mi appassionano. Ho trovato tanti amici, tante persone con cui condividere passioni e idee. Anche scontrandomi e discutendo. Ma ora? Cosa e’ rimasto di tutto questo in questi ultimi mesi? Ho in mente una sola parola: autoreferenzialita’. Piatta, asettica autoreferenzialita’. E’ bello avere tanti amici con cui condividere idee e ideali ma dove sono quelle eccitanti discussioni, quelle battaglie verbali di una volta? Ci si spennava a forza di frasi taglienti e link. Ora la blogosfera e’ diventata stupidamente e superbamente manichea. Le aree grigie sono introvabili. Ci scriviamo addosso sempre le solite cose.

E poi c’e’ anche l’amara constatazione che dalle parole che scriviamo qui non nasce nulla. Non c’e’ azione, movimento, cambiamento della realta’. Sono un radicale politico e culturale, non posso addormentarmi sui libri e sulle belle parole. Vorrei prendere una bandiera e sventolarla su qualche colle, anche solo perdendola poco dopo. Prima che sia troppo tardi, prima che la mia giovinezza svanisca in una poltrona circondata da nipoti urlanti. I tempi moderni hanno negato questo a noi giovani: il piacere e il dovere di fare rivoluzioni. Chi non ha fatto il rivoluzionario da giovane non ha avuto una vita degna di essere vissuta.

Tutto questo per dire che questo blog (e forse il blogger) ha bisogno di nuovi stimoli e si scusa con la poca (ma buona) platea che ogni giorno fedele lo segue.

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23 commenti

Archiviato in Uncategorized

23 risposte a “Rivoluzioni da salotto

  1. juhan

    Dai finisci il dottorato ma NON tornare, qui si respira una brutta aria! E la rivoluzione ormai la fa solo Guzzanti padre perché non può competere con la Carfagna (come tette). Pensa che se abbandoni il blog mi costringi a andare in Google Reader e aggiornare le sottoscrizioni: vuoi questo?

  2. Weissbach

    Ma che, tu e Formamentis vi siete messi d’accordo?
    Su con la vita!
    Abbiamo anche un cattivo (anzi, dei cattivi) coi controfiocchi.
    Per quel che mi riguarda, sono nato represso e pompiere ma forse morirò incendiario.

  3. Vabbè non ho detto mica che voglio chiudere eh. 😉

  4. Vedo che siamo in sintonia, ci stiamo annoiando un po’, mi pare.

  5. cerino

    eh,eh,eh,eh…questo succede alle persone troppo dotte, vi state spegnendo? Accendetevi stassera con la finalissima del GF.:)

  6. Giovanni

    Impossibile appassionarsi alla politica oggi, lo scoramento è più che naturale. Eppure, penso che abbiamo il dovere di lanciare la nostra disperata bottiglia nell’oceano.
    E condivido l’esortazione di juhan: non tornare, non ne vale la pena. L’Italia è una nazione in totale declino.

  7. V

    Ti capisco. Vivo in Inghilterra anche io e spesso mi sento impotente/ininfluente difronte alle vicende del belpaese, flabbergasting!

    Stai probabilmente sperimentando una qualche sorta di mutamento, sarai mica in una adolescenza dell’immigrato? Personalmente mi stò iniziando ad interessare di politica locale, mi incazzo con Alistair Darling e il New Labour che è un piacere.

  8. PEr illaicista

    sì ne abbiamo parlato da poco da te infatti.

    Per Cerino

    non so se prenderlo come un complimento o come una presa per il culo. Ci penserò. 😀

    Per Giovanni

    il mondo è in declino, solo che l’Italia è più sensibile al cambiamento perchè non ha anticorpi.

    Per V

    Adolescenza dell’immigrato? Credo di averla già passata quella fase anni fa. Sono all’estero da 4 anni ormai, anche se non so di preciso quando finisce l’infanzia e comincia l’adolescenza.

  9. Condivido i tuoi sentimenti. Personalmente lotto per non chiudermi in un isola fatta di cazzi miei.

    E poi, se senti il bisogno sacrosanto di sventolare bandiere sui colli circondato da rivoluzionari urlanti, forse ti conviene passare all’inglese e cercare lettori attorno a te.
    Io ti leggo comunque 😉

  10. Non ne dubitavo! 😀

  11. ilferrista

    and we will all go down together 😉

  12. dici che faccio la tua fine!?

  13. ilferrista

    definitely not.

  14. maya

    io leggo i blog in silenzio. Ne leggo vari con molta costanza, di solito leggo quasi tutto quello che scrivi. E’ la seconda volta nella mia vita che che lascio un commento in un blog. Non sono la sola che legge senza partecipare: certe volte si legge un blog come faresti con una rivista, un libro un quotidiano. Certe volte, come un libro un quotidiano o una rivista quello che scrivi può fare la differenza, può scuotere, può far pensare. Anche se non vedi la partecipazione, non è detto che non ci sia. Non perdere l’entusiasmo per così poco!

  15. Nulla da aggiungere: Viva la revolution . 😉

  16. PEr Maya

    sono onorato che abbia scritto uno dei tuoi primi commenti qui da me. Benvenuta. Comunque non mi lamento della quantità dei commenti ai miei post e neppure della loro qualità a ben vedere. Mi lamento che non c’è discussione con idee diverse. Chi commenta qui la pensa come me e direbbe le stesse cose che dico io. Capisci il senso del mio post?

  17. ilferrista

    fabri, ci si trova nei blog come tra le cerchie d’amici.
    a poco a poco ci si consoce, ci si frequenta ovvero si smette di frequentarsi per via d’affinità di pensiero e sensibilità.

    i tuoi argomenti non son buoni per attirare i soliti troll dall’invettifa facile e dalla dialettica zoppa, non si prestano al tifo partigiano delle baruffe pseudo politiche.

    la gente non va con sciarpe e trombe a fare il tifo davanti al maxischermo in un circolo letterario, rassegnati 😉 e continua così.

    certo che poi ci sono gli orsi orobici che si trovano bene da soli e il blog lo chiudono, ma quella è un’altra questione.

    chiamami JJ5 😀

  18. juhan

    @ ferrista
    Ma vanno bene anche gli orsi orobici! io non ne conosco ma credo che ci si potrebbe vedere, parlare, discutere, … anche con loro.
    E poi chi vuole un blog rissoso va da un’altra parte, ad es. alle tv private con tizianocrudeli e altepiscarte a urlare di calcio.

  19. scusate ma cosa e’ un orso orobico!??!? :8

  20. Ale

    Caro Fabristol
    in effetti il problema che metti in luce mi sembra tipico di tutti i blog che mi capita di leggere (senza partecipare molto, tipo Maya). In genere chi commenta è d’accordo con il “padrone di casa” oppure fa il troll o lascia commenti anonimi cafoni o insultanti. Scopro l’acqua calda dicendo che quest’ultimo fenomento è una conseguenza del fatto che in internet è possibile discutere con qualcuno senza metterci la faccia. Se il post di un blogger fosse un’osservazione fatta – mettiamo – nel negozio di un barbiere davanti alla piccola folla dei clienti in attesa, si potrebbe avere una discussione anche accesa, ma senza cadere nelle offese. Invece quando sta dietro una tastiera la gente riesce a volte a dare il peggio di sé: basta leggere i commenti alle notizie su corriere.it (ossia sul sito di un giornale considerato “serio”, “borghese” e “non schierato” – che poi lo sia o no è un’altra cosa e non è questo il punto).
    Quanto al “suonarsela e cantarsela” sui blog, dipende anche questo dal fatto che negli ultimi vent’anni, alla faccia di tutti coloro che dopo il crollo del Muro ci prospettavano un mondo post-ideologico, la politica si è ideologizzata e polarizzata in maniera estrema in certi paesi (tra cui l’Italia, ma io ci includerei anche gli USA, mentre forse possiamo escludere proprio il Regno Unito, ma su queste cose tu ne sai più di me). Magari sono estremizzazioni forzate (come quella di Berlusconi che chiama comunisti tutti i suoi oppositori), ma ci sono. Il risultato è che molte persone ora votano per un partito (o uno schieramento o una persona) allo stesso modo in cui si tifa per una squadra di calcio, ossia in maniera irrazionale e sorda a qualsiasi argomento (pensa a come nel dibattito politico trionfino espressioni agghiaccianti – per un liberale moderato o per un elettore razionale – come “a prescindere” o “senza se e senza ma”). Ora, secondo te quanti sono i tifosi romanisti (mettiamo) che vanno sui siti dei tifosi laziali per discutere tranquillamente del derby? Al massimo ci vanno per lasciare insulti. E lo stesso succede con i blog politici o che si occupano di politica. Si va sul sito del blogger di destra a dargli di fascista di m…a o su quello del blogger di sinistra a dargli di comunista di m…a e basta, non per discuterci.
    Finché in Italia avremo una politica così polarizzata ideologicamente (e un politico polarizzatore come Berlusconi) non avremo mai un dibattito pacato e razionale – per lo meno a livello di massa (lo stesso discorso, come detto, si potrebbe fare anche per altri stati, ma lasciamo perdere). Scusa la lunghezza del commento.

  21. Caro Ale
    il tuo commento e’ migliore del mio post! Grazie. 😀

  22. ilferrista

    eccomi
    in una delle rare foto in cui esco bene

    http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/116208/

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