Alcune cose su cui pensare

1. A pochi giorni dall’emergenza terremoto, l’Abruzzo è già scomparso dai palinsesti e dalle prime pagine dei giornali. Così come accade per qualsiasi catastrofe, guerra, tragedia, ormai da alcuni anni a questa parte. Dopo una settimana scompare, per lasciare spazio ad un’altra. Sembra che la civiltà moderna abbia bisogno di continui stimoli emotivi. Che siano violenti, sessuali, che provochino paura o lacrime non ha importanza: gli Homo sapiens moderni lo vogliono proiettato sulla retina, ora, subito; adrenalina iniettata quotidianamente. Effetto amfetamina: il picco eccitante, poi il calo e la depressione. Seguono tolleranza e dipendenza.

Qualcuno dovrebbe studiare come i media moderni mimino le droghe classiche.

2. Un post splendido di Stefano. E mi aggiungo anch’io a chi come Yoshi invita a studiare la storia. E’ facile improvvisarsi filopalestinesi quando non si conoscono i fatti.

3. Porca di quella zozza: quest’anno che siate credenti o non credenti NON date il vostro 8×1000 alla Chiesa Cattolica. Ma mi raccomando non lasciate il foglio in bianco evitando di scegliere. In quel caso lo darete comunque alla Chiesa Cattolica.  Datelo allo Stato oppure ai Valdesi. I Valdesi danno tutti i ricavati in beneficenza e nessun euro viene utilizzato per il sostentamento dei loro preti.

4. Leggetevi le Badilate di cultura di Galatea prima di andare a nanna. Magari vi verrà voglia di leggervi i classici o di mandare vostro figlio al classico, che fate un’opera buona.

5. Segnalo queste bellissime foto di un rito antico e spesso cruento in alcune regioni del pianeta. Ringrazio Vincenzo.

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9 commenti

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9 risposte a “Alcune cose su cui pensare

  1. Anche io ho trovato ottimi i commenti di Yoshi e Stefano, e li ho quotati così.

    Il banner nuovo è inquietante.

    Le foto di Vincenzo sono strepitose.

    🙂

  2. ilmondodigalatea

    Grazie per la segnalazione!

  3. Grazie a te delle badilate. 😉

  4. tauzero

    Anche le vicende dell’Abruzzo stanno seguendo il consolidato rituale della retorica dei disastri nel quale noi italiani siamo maestri inarrivabili.

    A questo proposito, visto lo scambio – utilissimo – di link e suggestioni, aggiungo il mio: una raccolta di saggi storici curati da John Dickie, John Foot e Frank Snowden che si intitola, ovviamente,
    Disastro!
    .

    Si parla di un po’ di tutto: da Caporetto ai terremoti di Messina, del Belice, del Friuli e dell’Irpinia. Dalla battaglia di Adua alla strage di Bologna. Denominatore comune: i disastri e le mille emergenze della nostra storia.

    Da leggere. Soprattutto, per tornare all’Abruzzo, il breve – ma istruttivo – saggio di Stefano Magistretti sulla copertura mediatica del disastro di Sarno. Allora “cataclisma impressionante” e “dolorosissimo”. Oggi naturalmente finito nel dimenticatoio.

  5. z3ruel

    Lunedì scorso ho scritto un pezzo che ho poi accantonato, magari lo pubblicherò più avanti, su come i media hanno trattato l’emergenza Abruzzese. Ero scocciato da come i giornalisti sguazzassero alla ricerca della sofferenza in mezzo alle tendopoli. Mi son fermato perchè ad un certo punto ho pensato che probabilmente anche l’informazione pattumiera abbia la sua utilità: continuare a porre in primo piano la necessità di proseguire con le donazioni.

  6. luca massaro

    E il cinque per mille a chi lo daresti?

  7. All’Associazione Luca Coscioni per esempio. 😀

  8. Nikkey

    Non sono d´accordo: non sono gli homo sapiens moderni che vogliono un continuo ricambio di eventi nefasti sulle loro retine, quanto le teste d´uovo che gestiscono la programmazione.
    Per una settimana o piu´tutti i canali tv hanno parlato di terremoto 24/24, con l´indispensabile incipit che “i terremoti non si possono prevedere”.
    Per la tv e´stato un enorme programma di successo gratuito.
    Si e´saturato lo spettatore, e poi diciamola tutta, che la gente a casa veda chi una casa non ce l´ha piu´, non serve a nulla; mi posso certo dispiacere per le sorti di quelle persone, ma tutto cio´non avra´nessun effetto positivo per loro,
    anche inviare soldi credo serva a poco e soprattutto non a chi ne avrebbe bisogno. L´unica possibilita´di portare aiuto e´partire, chi puo´e vuole farlo.

  9. Nikkey

    Continuo:
    il problema e´che per i giornalisti, la lacrima paga.
    Orde di anziani davanti ai televisori seguono le vicende di altri disgraziati (colpiti da disgrazia) come loro. L´esempio migliore di queste persone e´la signora vista molte volte che a silvio urla “Silviooo, silvioo, aiutaci” che poi e´il reciproco del cavaliere nero quando urla “Obamaaaa”, venendo ripreso dalla regina elisabetta, notoriamente riservata.

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