Deja-vu

mortadella-8

Aspetta, aspetta.

Questo film l’ho gia’ visto un paio di volte.

L’epidemia che diventa pandemia. I voli cancellati. I TG che campano per mesi con una notizia gonfiata. La parola agli esperti di medicina. I governi che si preparano ai vaccini. I complottisti che dicono che sono le multinazionali farmaceutiche in combutta con la CIA ad avere creato il virus. Il calo del consumo della carne. Gli esponenti del governo che dicono che la nostra carne e’ sicura e supercontrollata. Qualche politico che viene filmato alla fiera della porchetta mentre mangia la mortadella (ah no quello era in parlamento).

E poi? E poi tutto finisce nel dimenticatoio dopo alcuni mesi. Tanto che i miei studenti inglesi l’altro giorno non sapevano neppure cosa era il morbo della mucca pazza. Viviamo un eterno presente e tra una pandemia sventata e l’altra ci mangiamo una fetta di mortadella.

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20 commenti

Archiviato in Italia provinciale, politica, spunti di lettura e scrittura

20 risposte a “Deja-vu

  1. E mortadella fatta con gli scarti delle fritture dei fast food…

  2. Beh certo piu’ sana di quella messicana! 😀

  3. Passa tutto nel dimenticatoio perché sono tutte panzane. Stronzatelle trasformate in “catastrofi” da giornalisti terroristi.

    L’inesistente aviaria – con meno casi nell’uomo di quelle che chiamiamo malattie rare – è l’emblema delle grandi frottole che ci rifilano continuamente.

    Stamattina ho visto un servizio su rai tre, dove di fronte ai toni tranquillizzanti di medico e scenziato, che parlavano di virus non così terribile, di non trasmissione con la carne, di cura con normali antivarali di cui disponiamo in abbondanza, il giornalista, continuava ad incalzare, sgomento, come a dire: ma che fate, non fomentate il mio atto di pubblica intimidazione?

    Ma io sono contento. Così come mangiai carne bovina a buon mercato e poi quella di pollo praticamente gratis, con le INESISTENTI EPIDEMIE di BSE e aviaria, ora mengerò un bel po’ di maiale a metà prezzo.

    Lunga vita ai cretini! 🙂

  4. Il fatto e’ che la gente non si rende conto che malattie come meningite, TBC e perfino la normale influenza stagionale uccidono milioni di persone nel mondo, ma nessuno si sognerebbe mai di chiudere gli aeroporti o i voli se in messico ci fosse un focolaio di meningite! (in quel caso le autorita’ consiglierebbero di non mangiare bambini messicani, a meno che non siano ben cotti.).

  5. Le fondamenta del mondo in qui viviamo son ormai fatte di paura. Fanculo all’OMS!!

  6. Nova

    No ragazzi, non scherziamo. Le pandemie capitano eccome e solo perché da qualche decennio ne siamo risparmiati non vuol dire che vadano prese sotto gamba.

    Che poi i TG ci mangino non lo metto in dubbio, ma questo non mi sembra un motivo per ignorare completamente il pericolo.

  7. Ma qui non si sta dicendo di prenderla sotto gamba, ma semplicemente di considerarla per quella che è: un’influenza che se non è curata può essere mortale come molte altre influenze (anche stagionali) che ogni giorno nascono nel mondo. E poi da quanto ho capito non si muore di influenza suina ma di pneumonite.
    E poi le pandemie in passato sono esplose anche e soprattutto per le pessime condizioni igieniche delle popolazioni, l’ignoranza scientifica e medica. Viviamo in un mondo completamente diverso rispetto al passato.
    I morti sono avvenuti solo in Messico, probabilmente tra persone che hanno sottovalutato i sintomi per ignoranza o perchè non si sono rivolte subito ad un medico. Anche l’aviaria di qualche anno fa nacque in zone povere e rurali.

  8. Nova

    Fabristol, questa è probabilmente la prima volta che mi trovo in completo disaccordo con quanto scrivi.

    Siamo sfuggiti a h5n1 solo perché non ha sviluppato una mutazione per passare da uomo a uomo, ma davvero poco ci mancava. Questo sembra un po’ più blando quando viene trattato in tempo, ma potrebbe sviluppare una maggiore virulenza per cui vale la pena tenerlo sott’occhio.

    Riguardo agli aspetti storici e ai possibili pericoli, consiglio la lettura di questo interessante articolo pubblicato un paio di anni fa su American Scientist:
    http://www.scs.carleton.ca/~soma/biosec/readings/influenza/influenza.html
    (mi pare ce ne fosse una versione anche su LeScienze qualche mese dopo)

  9. “Fabristol, questa è probabilmente la prima volta che mi trovo in completo disaccordo con quanto scrivi.”

    Può capitare! Ed è questo il bello dei commenti ai blog. 😀

    Boh sarà che mi sono scottato con l’aviaria. Dicevano che saremmo motri a milioni come mosche, che l’apocalisse era vicina. Ed invece si rivelò un flop.
    Sono positivo in generale e odio i catastrofismi. Sono abbastanza sicuro che finirà tutto nel giro di qualche mese.
    Comunque, ripeto che controllo e prevenzione sono fondamentali e devono essere fatti per tutte le nuove influenze e/o ceppi di nuovi virus. Ci mancherebbe!
    Ma qui si stanno mobilitando miliardi di dollari ed energie per una influenza che potrebbe risolversi in un flop. Quando ci sono ancora in occidente ceppi di TBC e di meningite che non vengono mai segnalati o monitorati.

  10. Nova

    Be’, detesto anche io i catastrofismi, soprattutto quelli scientificamente male informati (vedi ad esempio OGM, onde elettromagnetiche e castronerie varie).

    Ma qui si parla di qualcosa di altamente pericoloso che ha già fatto parecchie vittime nei decenni passati. E non si tratta di una semplice influenza (come ben spiegato nell’articolo linkato) ma di qualcosa che potrebbe facilmente trasformarsi in un disastro soprattutto (sarei tentato di dire quasi esclusivamente, al giorno d’oggi) nei paesi in via di sviluppo. E questo non possiamo permettercelo visto che abbiamo i mezzi per gestirlo se fatto in tempo.

    D’accordo su TBC e meningite, però abbiamo il vantaggio di conoscere queste malattie piuttosto bene. Qui il problema maggiore è che ci troviamo di fronte ad un punto di domanda.

  11. L’epidemiologo Girardi dice quello che dicevo prima:

    http://www.repubblica.it/popup/servizi/2009/febbre-suina/2.html

    le morti dell’epidemia (anche quelle del passato) erano date dalle complicanze e dagli effetti secondari come la polmonite, incurabili all’epoca.
    Insomma a mio parere dobbiamo smetterla di guardare alle passate epidemie come ad un modello per quelle future, perché popolazioni, ambiente e medicina sono profondamente cambiati.

  12. Paolo

    Ciao Fizio..Si e’ proprio vero. Stanno bombardando l’Italia con una serie di notizie spaventose. Tanto spaventose che mio padre mi ha chiamato per sapere come stavo. Anche degli amici mi hanno chiesto come stavo. E pensa? Sono in Nuovo Messico ma qui tutti sono tranquilli! Ma’! Non so’ piu’ chi credere. Di certo non mangiero’ carne di maiale…Ma veramente tutte queste notizie mi hanno fatto andare un po’ in paranoia!

    a presto

  13. altre volte eravamo in pieno contrasto. stavolta sono totalmente concorde con z3ruel: siamo schiavizzati dalle paure.

  14. Cachorro Quente

    Il fatto è che un tempo le pandemie (Spagnola, Hong-Kong ecc. ecc.) le subivamo.
    Ora grazie all’analisi molecolare e alla comprensione dei meccanismi genetici proviamo a prevenirle.

    E’ ragionevole che per ogni pandemia ci siano decine di quasi-pandemie che non raggiungono la mutazione necessaria, così come ogni giorno qualche cellula del nostro corpo accumula mutazioni che potrebbero per colmo di sfiga sfociare in cancro.

    Una pandemia sarebbe una cosa seria, anche dalle nostre parti; non robe tipo 28 giorni ma sicuro tantissime vittime (anche se per lo più molto anziani), ospedali intasati, e un sacco di soldi persi per chiusura negozi ecc. ecc.
    Rimangono i dubbi sulle nostre effettive capacità di prevenirla.

  15. Per Paolo

    la malattia non si trasmette tramite le carni. E’ un’influenza e si trasmette con l’aria o con mucose infette. Ma quindi in New Mexico non si e’ in allerta?

    Per Neurobi

    L’influenza suina unisce e divide, e’ fatta cosi’. 😉

  16. tauzero

    Forse mi sto democristianizzando, ma secondo me non bisogna né minimizzare né fomentare panico e paranoie.

    Su allarmismi, paure indotte e mercato della paura non nutro troppe illusioni sui grandi media.
    Penso spetti semmai a noi, al pubblico, darci una regolata. Ad esempio scambiandoci impressioni, informazioni competenze che ci aiutino a selezionare e criticare le fonti che ci propinano le notizie (questi spazi sono sotto questo aspetto un toccasana).

    Difficile, forse impossibile, eppure necessario. Perché parliamoci chiaro, con la mondializzazione dell’informazione (il villaggio globale e bla bla bla) rischiamo di passare di giorno in giorno da una emergenza (vera o gonfiata), all’altra. E a me francamente non va di né di vivere tutta la mia vita nella paura e nella paranoia né di lasciarmi cinicamente scivolare tutto addosso.

  17. Paolo

    Allura. In realta’ tutti sono tranquilli. E ci sono dei piani preventivi. Si aspettano i primi casi insomma. Per ora sembra che vada bene..
    La mia gola intanto brucia..ho preso un po’ di freddo il weekend scorso. Immagina poi che sfiga. Proprio ora in cui tutti parlano di questo virus. Forse invece di farxci avere paura dovrebbero dare informazioni piu’ importanti. Come curarsi da questa influenza. Ci sono due farmaci nel mercato. L’importante e’ farsi controllare in tempo. Tutto qua!

  18. Pingback: Siete cosi’ prevedibili « Fabristol

  19. Secondo me bisogna dare un po’ di soldi a chi vende il Tamiflu, visto che quello che abbiamo dovrebbe essere in scadenza.

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