E sa pure i congiuntivi!

Non so come commentare questa notizia proveniente dall’America. Una ragazzina di 13 anni ha vinto 40.000 dollari perché è riuscita a fare lo spelling di “laodicean”. Negli States questi concorsi sono molto comuni e vengono fatti nelle scuole fin da tenera età. Una nazione che organizza concorsi su queste cose deve avere veramente poca confidenza con la propria lingua.

What about “otorinolaringoiatra”?

P.S.

Comunque c’è poco da scherzare anche da noi: in Italia a breve si organizzeranno concorsi per i congiuntivi o petizioni per salvare dall’estinzione il povero “ch” sostituito dalla onnipresente “k”.

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12 commenti

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12 risposte a “E sa pure i congiuntivi!

  1. In realta’ una nazione che organizza queste gare e’ consapevole che molti dei bambini che vanno a scuola non sono di madre-lingua inglese e che in questa lingua c’e’ un’intrinseca difficolta’ nella trascrizione dei fonemi.
    George Bernard Show aveva inventato la parola GHOTI, trascrizione fonetica della parola fish.
    GH – pronunciato F come in “enouGH”
    O – pronunciato I come in “wOmen”
    TI – pronunciato SC come in “naTIon”

    Esiste anche un bellissimo documentario del 2002 “Spellbound” che mostra le difficolta’ di un gruppo di bambini che arriva alla fase finale della competizione nazionale.

    Credo che anche in Italia dove ormai comunemente si incorre in parole come “igene” e “saggie” forse qualcje (con)corso di spelling non farebbe male!

  2. Se pensi che i bambini anglosassoni riescono a pronunciare il fonema “th” solo dopo i 6 anni!!

  3. Nihil

    Ciascuna lingua ha caratteristiche più facili o difficili. L’inglese non ha quasi grammatica ma la pronuncia, di cui lo spelling è la controparte, è scandalosamente arbitraria, da cui gli spelling bee (so che ci sono anche in Canada, non so se in UK). Il giapponese ha migliaia di caratteri da memorizzare e scrivere in bella calligrafia, e su queste si svolgono competizioni intensive.

    Idee per altre lingue: prove di consecutio temporum in italiano; gare di apnea per nomi composti tedeschi e scandinavi; quiz a scelta multipla fra i quindici casi del finlandese; ecc…

  4. Sì, concorsi di spelling ci sono anche in UK. In Francia, invece, terra di omofoni, ci sono concorsi di dettato.

    In Italia si potrebbero fare concorsi di grammatica.

    “i bambini anglosassoni riescono a pronunciare il fonema “th” solo dopo i 6 anni”

    Interessante.

  5. Scrive Mr. Feynman:
    Consideriamo la questione a un livello elementare; quante volte sentite qualcuno chiedersi: «Perché Johnny non sa leggere?». La risposta è: «A causa dell’ortografia». I fenici, tre o quattromila anni fa, più o meno, riuscirono a inventare un sistema per descrivere i suoni della loro lingua. Era molto semplice: a ogni suono corrispondeva un simbolo, e viceversa. Un’invenzione meravigliosa. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, e nella lingua inglese il sistema si è guastato. Perché allora non cambiamo l’ortografia? E chi altri dovrebbe farlo, se non quelli che insegnano la lingua? Se il collega di inglese viene da me e si lamenta: «Arrivano all’università e con tutti quegli anni di scuola non sanno neppure come si scrive la parola friend!», io gli dico che allora c’è qualcosa di storto nel modo in cui scriviamo la parola friend.
    Si potrebbe sostenere, volendo, che è anche questione di stile, di eleganza, che non possiamo stravolgere la nostra lingua senza imbruttirla irreparabilmente. Nego che l’ortografia delle parole abbia a che fare con lo stile. Non esiste forma d’arte, o letteraria, con la sola eccezione dei cruciverba, in cui l’ortografia possa minimamente influenzare alcunché. E comunque anche i cruciverba si potrebbero fare con parole scritte diversamente. Potremmo dare quindi ai professori di lettere un compito: inventate una nuova ortografia delle parole, e, per favore, non inventatene due o tre, ma una sola, su cui tutti siano d’accordo. Aspettiamo due o tre anni e, se non succedere niente, chiederemo ai filologi e ai linguisti di farlo, perché ne sono capaci. Sapevate che hanno un alfabeto per scrivere qualunque lingua in modo da poter leggere e riprodurre i suoni giusti? Si chiama «alfabeto fonetico». Incredibile, no? Quindi non dovrebbe essere troppo difficile fare una cosa del genere solo per l’inglese.

    Da Il senso delle cose, parte III, pagg.119 e segg.

  6. Fabristol, si vede che non sei mai stato esposto ai dubbi degli anglofoni che cercano di imparare l’italiano 🙂

  7. Per Hronir

    interessante questo pezzo di Feynman.
    comunque fra un po’ si arrvierà ad un inglese standard semplificato. Esiste già ed è parlato da un paio di miliardi di esseri umani a parte i madrelingua anglosassoni. Trattasi di grammatica semplificata; ora il prossimo passo è semplificare i fonemi.
    E comunque signori, la colpa della disomogeneità fonetica (o come cavolo si chiama) inglese è di quei maledetti mangiarane a tradimento dei francesi!!
    se non avessero conquistato l’inghilterra ora l’inglese sarebbe una normale lingua germanica.

  8. Per junkie

    Sì sono esposto quotidianamente agli inglesi che cercano di imparare l’italiano. Hanno grosse difficoltà a capire (non tanto pronunciare) l’idea che i sostantivi possono essere maschili e femminili e che articoli e aggettivi si devono accordare a questo. Anche per il plurale hanno grossi problemi. Insomma non li invidio ecco.

  9. bastava tenere una legione invece di portarle a casa tutte e non avrebbero avuto bisogno della Blackwater germanica per tenere a bada gli insurgent picti.

    vedi a non capire un cazzo di logistica, the whole wold goes FUBAR.

  10. Io credo che utilizzare l’alfabeto foneticoper scrivere correntemente sarebbe un’aberrazione!
    (sia in linea teorica, che anche in linea pratica, poiche’ la pronuncia e’ un fatto soggettivo e la stessa parola inglese pronunciata a Londra, Cardif o Glasgow, per non dire New York o Hong Kong, puo’ avere un suono molto diverso)

    Ilpiu’ grande linguista vivente, Noam Chomsky, ritiene ad esempio che che lo spelling inglese sia “un sistema quasi ottimale”: the fact the past tense ending ‘-ed’ is said in three different ways, ‘t’ (liked), ‘d’ (played), ‘id’ (waited) but written in only one, ‘-ed’, makes clear their common meaning. (cosa che si erderebbe adottando una scrittura fonetica)

    E sottolinea inoltre che questa grande ricchezza di suoni, spesso resi con una sola lettera che si pronuncia in modo diversao a seconda del contesto (esempio: brAt, brAvo, brAve o Cemetry e Camel), ha fatto in modo che l’inglese sia quella lingua flessibile capace di accettare parole da ogni altra lingua del mondo e di imporsi come la lingua dominante (aiutata, of course dall’espansione dell’impero!)

  11. @Fabristol: per non parlare delle parole con le doppie! E la migliore rimane la rolling R che proprio non je viene!

  12. PEr Junkie

    E’ vero! Forse noi italiani non riusciremo mai a comprendere la differenza tra una vocale lunga ed una corta ma loro non riescono a distinguere tra una consonate singola o doppia. Usano sempre la singola.

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