Il link e’ quella parola con la linea sotto

“El Pais, dopo aver pubblicato sul suo sito internet le famose foto degli ospiti di Silvio Berlusconi a Villa Certosa, ha fatto sapere di aver ricevuto milioni e milioni di visite da tutta Europa. Di queste, soltanto 700mila sono arrivate dall’Italia. Un numero che sembra notevole, ma che in realtà è ridicolo se si pensa che sia il Corriere che la Repubblica hanno ripreso la notizia, ciascuno mettendo in bella vista il link di collegamento al sito del giornale spagnolo; e siccome i visitatori unici quotidiani dei due giornali sono più del doppio, significa che più o meno la metà dei lettori dei due maggiori giornali on line italiani non è in grado di rendersi conto che quello segnato in rosso e in maiuscolo è un link. La qual cosa ci dice molto di più, sul livello di digital divide dell’italiano medio, di qualsiasi costosa ricerca commissionata agli istituti che analizzano il web.”

Alessandro su Giornalettismo ha colto un punto fondamentale dell’analfabetismo internettiano in Italia: la gente non sa usare i link. Ed e’ una cosa che chiunque di noi bloggers puo’ notare nei propri blog. Rimango veramente senza parole quando un mio post viene letto 100 volte ma solo due persone hanno cliccato il link che conteneva.Quel link e’ stato messo in quel post per accedere alla fonte della notizia o per aumentare l’interesse del lettore.

Ci possono essere due problemi, ambedue gravi: il primo e’ che la gente non sa che quello e’ un link o non sa come aprirlo. Il secondo e’ che la gente si fida ciecamente ed acriticamente di quello che una persona scrive. Infatti mi sono sempre lamentato dei giornali-web che non ospitano nei propri articoli link alle fonti. Una cosa comune e banale in tutti i giornali-web stranieri.

Se poi contiamo che l’Italia e’ uno degli ultimi paesi in Europa per accesso giornaliero ad internet, ci rendiamo conto che un’informazione trasmessa tramite il web ha ben poca possibilita’ di toccare tutte le fasce della popolazione. La gente continua ad usare la TV e soprattutto i TG come fonta primaria di informazione (cliccare sul link che porta all’articolo di Repubblica.it con le percentuali relative alle fonti di informazione in Italia; i link e’ quella parola con sotto un linea; se ci passate il mouse sopra diventa una manina).

Insomma per poter sperare che un partito, come quello Pirata svedese, o come la Rosa nel Pugno anni fa, possa sfondare con percentuali alte bisogna: A) aspettare che le due precedenti generazioni crepino. B) Alfabetizzare l’intera popolazione all’uso di internet. Per il primo bisogna aspettare altri 50-60 anni. Altamente improbabile il secondo.

Insomma l’unico modo per un partito per avere visibilita’ e’ occupare un TG con i propri uomini. Ma per occupare un TG devi avere voti. Un circolo vizioso senza fine.

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21 commenti

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21 risposte a “Il link e’ quella parola con la linea sotto

  1. juhan

    Sì per l’analfabetismo internettiano ma ci sono anche altri motivi:
    1) internet è enorme, anche se è facile saltare alla fonte prima o poi bisogna fermarsi, quando si raggiunge una sufficiente conoscenza del fatto;
    2) papiSilvio piace molto a intere categorie di persone perché rappresenta il loro ideale, quello che vorrebbero essere loro, gli italiani non sono babbaloni.
    Poi i giornali italiani vedono il web come un nemico, il Manifesto usa il sito web come vetrina, Repubblica non usa link, anche quando parla esplicitamente di un articolo preso da un giornale straniero e bisogna andarselo a cercare con Google.

  2. oddio, nel link che proponi ci sono altri 10 link, e poi altri 10, e poi tanti altri link, e io non finirò mai di leggere questo tuo post.

  3. Per Juhan

    Si’, Repubblica e’ scandalosa in questi casi. “Tormentone del sito web americano bla bla bla.” Nessun link e spiegazione maccheronica.
    In realta’, cosi’ come per tv e giornali, i giornalisti prendono gli italiani come degli scemi che hanno bisogno di un sussidiario per capire le cose.

    Per Vaal

    Appena apri un link si spalancano orizzonti infiniti. Internet come le matrioske. 😀

  4. ilferrista

    ecco, mia figlia per esempio è nata ascoltando lo zio bordin alla radio a colazione.
    (non nel senso che io e mia moglie mentre bordin legge la rassegna stampa… dai, ci siamo capiti)
    poi però arrivano le nonne che fanno il lavaggio del cervello che pannella è uno stufone e invece di RR vogliono ascoltare le sigle dei cartoni che ho registrato sull’ipod.
    dici che devo affidare le mie speranze ai nipoti?

  5. emax

    a dire il vero il mio puntatore si trasforma in un p..e quando passo sopra i link 🙂

  6. ilferrista

    many links make a chain

  7. ilferrista

    emax, il mio si trasforma in un razzo missile coi circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va.

  8. ilferrista

    mi sa che hai un computer un po’ del c….

  9. Una curiosità: Fabristol, tu ogni volta che in un articolo scientifico viene citato un lavoro vai a leggerti il saggio o l’articolo citato?
    Io lo faccio solo se: a) mi interessa approfondire l’argomento; b) quanto affermato dall’autore mi insospettisce e voglio controllare.
    Personalmente, pur sapendo benissimo cosa sono i link e come funzionano, faccio click solo su pochi link. Perché? Perché in generale mi fido di quello che leggo – probabilmente perché seleziono le letture, ma questo è un altro discorso.

  10. Per emax

    quello e’ un buon motivo per non cliccare allora! 😀

    Per Ivo

    Credo che sull’articolo scientifico ci sia un altro discorso. Quando leggo un paper ovviamente salto le referenze di argomenti che gia’ conosco, ma ovviamente se c’e’ qualcosa di nuovo vado a controllare.
    Ma per un paper (che io leggo ancora su carta) non esiste la praticita’ di un link.
    Ma spesso noi bloggers scriviamo dei post in cui mettiamo una frase senza spiegarla con un link che completera’ il post. Nel senso che spesso senza il link non si capisce che cosa vuol dire il post.
    Esempio:
    “L’ipocrisia della sinistra.” E su ipocrisia c’e’ un link ad un articolo di un giornale da leggere su qualche politico di sinistra. Ma nessuno lo clicca.

  11. Per quanto riguarda il fidarsi di qualcuno, saro’ strano ma io voglio vedere sempre la fonte. Io sono un maniaco dei link. Li clicco tutti, non sopporto le notizie di seconda mano. Non solo ma dopo aver letto una notizia la cerco su google in italiano ed in inglese per vedere se e’ vera. OK capisco che non tutti possono fare come me ma sai quanto hanno letto questo post e quanti hanno schiacciato sull’articolo di giornalettismo? il post e’ stato visto 60 volte e il link e’ stato cliccato solo 4 volte. Meno del 10% dei suoi lettori ha controllato che quello che ho riportato fosse vero. OK non e’ d’importanza vitale ma credimi succede anche quando scrivo di cose politiche, di notizie, ecc.

  12. Altro esempio:
    un mese fa ho scritto questo post criptico visto da 60 persone ma cliccato solo da 13.

    https://fabristol.wordpress.com/2009/05/14/ingerenze/

    In realta’ era una bufala che si poteva capire solo leggendo il link.
    Perche’ quelle parole non erano di Riina ma del cardinale Rino Fisichella.

  13. È vero, complice la semplicità del link rispetto alla nota a piè di pagina, spesso il link è parte integrante del messaggio e ignorarlo significa non comprendere il messaggio (e poco male: magari ci sono finito per sbaglio, magari stavo cercando altro, ecc.).
    Sarebbe interessante avere confronti con siti non italiani: 13 click su 60 visioni potrebbe anche essere un dato perfettamente normale: a 10 persone non interessa l’argomento, 10 persone hanno letto l’articolo una volta senza fare click per questioni di tempo, tornandoci dopo, 3 hanno letto e fatto click poi sono tornati varie volte, magari per vedere se c’erano commenti…

    Sulla fiducia: quello che descrivi è il quadro di un paranoico! 😉
    Tralasciando il gran numero di cose che leggo e non verifico semplicemente perché non mi interessano (da Rep.it in questo istante: “Caos a Bari, spoglio ancora in corso”: sarà vero?) o perché trovo superflue (i due link che hai inserito: a me interessa la tua riflessione, le circostanze dalle quali sono nate non aggiungono nulla), non è che basta un click (o una ricerca su google) per verificare una informazione… ma questo è un altro discorso, che mi sembra sacrificato nei commenti.

  14. ilferrista

    ivo, totocorde.

  15. E comunque non è un problema nuovo,
    probabilmente è nato con la scrittura.
    Se poi c’è di mezzo anche un po’ di matematica, apriti cielo:
    Tempo fa, Dennis Meadows, uno degli autori dei “Limiti dello Sviluppo” del 1972, mi ha raccontato delle tante difficoltà che hanno avuto con il loro studio. Mi diceva che uno dei problemi è stato che hanno scoperto che la maggior parte della gente non è in grado di leggere i grafici cartesiani.

    PS: quella di Riina-Fisichella l’avevo capita anche senza seguire il link. A quel tempo ero più gagliardo e giovine 😉

  16. marcoboccaccio

    magari c’è pure chi non clicca sul link perché non si fida (del link): “chissà che potrà succedere, magari mi becco un virus”. perché gli italiani si sa sono malfidati. e forse repubblica.it non mette i link perché chi scrive gli articoli per primo non sa usarli (i link)

  17. svante

    se ricordo bene repubblica e il corriere non avevano pubblicato dei link ma direttamente una galleria di screenshots delle pagine di el pais.
    concordo invece sulla scarsa propensione degli italiani a verificare la notizia. a forza di sentire tg (e giornali) raccontare la versione dei fatti e tralasciare invece i fatti forse la gente non si pone più il problema.

  18. nel ragionamento di D’Amato ci sono un po’ troppe assunzioni e possibili fonti di errore:
    1. le visite a Repubblica e Corriere immagino siano calcolate tenendo conto dei visitatori unici giornalieri. D’Amato assume che tutti passino dalla home page, ma non è così, molti visitano solo pagine interne di quei siti, proveniendo per esempio da Google News o da servizi simili.
    2. quanti sono quelli che hanno visitato la prima pagina ma non hanno visto i link (o per disattenzione o perché interessati ad altro)? D’Amato assume zero.
    3. Quanti sono i lettori di Rep e Corr che non sono interessati a quella notizia e che pur leggendo titoli e vedendo il link, abbiano saltato il tutto a pié pari? Anche qui D’Amato pone uguale a zero.

  19. Il Link è anche un bel locale che bazzicavo prima di diventare un santo 😀

  20. Nikkey

    Caro Fabristol, il tuo ragionamento mi sfugge:
    secondo te, si dovrebbe cliccare ogni link visibile ?
    Il fatto e´, come ha gia´accennato qualcun altro, di solito ci si fida di un sito o blog che si va´a leggere, altrimenti non lo si farebbe, non si va´a verificare ogni singolo link (campa cavallo). Secondo me, dovresti farne un punto d´onore, che i lettori non vadano a ricercare la fonte di ogni notizia.
    Il popolo dell´internet italico non e´cosi brutto come si pensa, ti basti l´esempio di grillo che e´riuscito a far eleggere 2 o 3 persone che non sono mai stati nominati in tv.
    Lo ritengo un colpo notevole.

    Ora vi lascio, devo vedere Emilio Fede.
    Ciao.

  21. z3ruel

    Anche da noi avevo notato questa cosa. Anche nei giorni in cui abbiamo 400 e passa contatti, solo una sparuta parte di chi passa da Snow Crash clicka sui links. E si che a volte esagero anche, credo di aver scritto dei pezzi che rischiano di battere il record mondiale parole/links! E guarda che dire “sparuta” è un complimento, nella maggior parte dei casi su 400 solo una decina vanno a verificare le nostre fonti o ad approfondire la notizia, e per chi ha per missione quella di instillare il dubbio nelle menti di chi ci legge, non è che sia una bella cosa…

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