Le mie europee (da scrutatore)

Come alcuni di voi sapranno ho fatto lo scrutatore di seggio per gli italiani all’estero qui a Bristol. E’ stata una bella esperienza anche se un po’ stancante a causa delle migliaia di firme da apporre. Maledetta burocrazia italiana!

Qui a Bristol c’erano due sezioni per tutto il South West. Cinquemila elettori sparsi in un territorio enorme (circa 25.000 Km quadrati). Alla fine solo 175 persone sono venute a votare. Chi abitava nella punta estrema della Cornovaglia avrebbe impiegato 4 o 5 ore di auto per venire a votare. Un po’ come se un abitante di Roma andasse a Milano per depositare la propria scheda nell’urna. Quindi aspettate prima di criticare il poco senso civico degli italiani all’estero. Per risparmiare (così dicono) si è deciso di ridurre all’osso le circoscrizioni estere. Ma forse per risparmiare ancor di più e permettere un diritto a tutti i cittadini italiani sarebbe stato più semplice permettere il voto tramite posta come tutti i paesi del mondo.

Risparmiare. In quei due giorni di votazioni (siamo l’unico paese in Europa a fare le elezioni spalmate su due giorni) sono stati spesi migliaia e migliaia di sterline solo nella nostra circoscrizione. Affitto del locale, pagamento di ben 11 scrutatori (misera paga tra l’altro, ben al di sotto di uno stipendio medio qui in UK), migliaia di documenti e cancelleria, affitto di auto e autista per due giorni per un dirigente consolare (oltre al suo albergo, ristoranti e telefonate), cellulare personale per ogni presidente di seggio, et cetera, et cetera.

Qualcuno ha parlato di brogli elettorali. Ed in effetti sarebbe stato facilissimo mettersi d’accordo e divertirsi un po’. Nel nostro seggio eravamo in tanti con il rappresentante consolare vicino, ma in centri più piccoli dove gli scrutatori si conoscono o sono dentro qualche partito, sarebbe stata una stupidaggine. Complice il fatto che poi non c’erano poliziotti o rappresentanti di lista non mi meraviglio di quello che è successo a Praga, dove i voti erano più dei votanti.

A parte questo è stata una esperienza interessante anche per l’aspetto, diciamo, folkloristico. Ci siamo ritrovati di fronte a tre categorie di italiani all’estero:

La prima era composta da emigrati di prima generazione arrivati qui nel dopoguerra. Anziani siciliani e calabresi che parlavano un mix di italiano, dialetto e inglese. Erano quelli che parlavano di più e si meravigliavano dei tanti italiani in UK adesso. Quando la loro generazione emigrò erano pochi, senza contatti con l’Italia, tra di loro era difficile trovarsi. Ci raccontavano le loro storie e ogni tanto commozione, qualche lacrimuccia da ambo le parti.

La seconda, si trattava di giovani lavoratori o studenti come me. Un nuovo tipo di emigrato, o come lo chiamo io pendolare internazionale. Pochissimi a dire il vero ma tante facce conosciute.

La terza riguardava i figli di seconda o terza generazione di emigrati italiani. Perlopiù brasiliani figli o nipoti di veneti e ora emigrati in UK. Un casino. Nessuno di loro parlava italiano, nessuno sapeva qualcosa di politica italiana. Trovo veramente incredibile che l’Italia (come altri paesi) continui a dare cittadinanza a nipoti o pronipoti di un italiano dell’800. Gente che non sa l’italiano, che non ha mai visto l’Italia. E tutto questo perché il nostro diritto si basa sullo ius sanguinis, cioé la cittadinanza per discendenza di sangue e non per appartenenza ad uno stato. Praticamente io potrò dare la cittadinanza a tutti i miei discendenti anche se dovessero vivere in culo al mondo per sempre fintanto che questa cittadinanza non venga persa da uno di loro. Incredibile. Se penso ai milioni di stranieri residenti in Italia che vivono da 10-20 anni e che non hanno diritto al voto. Gente completamente italiana, che parla italiano, che vive, lavora e contribuisce al bene del paese senza possibilità di voto. E poi arriva un brasiliano che non spiccica una parola della lingua di Dante e può votare in un seggio costato migliaia di euro. E’ fondamentalmente un concetto razzista che privilegia i geni rispetto all’appartenenza ad una nazione, ma è usatissimo in molti paesi a parte USA e Francia. E poi si critica Israele per la sua cittadinanza per discendenza femminile…

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21 commenti

Archiviato in politica

21 risposte a “Le mie europee (da scrutatore)

  1. juhan

    Concordo completamente. Ma questo commento è per farti i complimenti per il banner con il nostro amato Papi e il suo nuovo amichetto.

  2. I ti leggo via feed, senza commenti come questi… chissà quanti banner mi sono perso!!! 😦

  3. Caro Hronir, li cambio abbastanza spesso. Se vuoi te li invio tramite e-mail. 😀

  4. Sì, sì, molti li ho visti (ma chissà quanti ne ho persi…).
    Via mail no, ci vorrebbe un feed per i banner… 😛

  5. Paolo

    Quali sono stati i risultati nel tuo seggio?

  6. Giusto per essere precisi. Il fotomontaggio non l’ho fatto io, ma l’ho trovato in qualche tumbrl. Stasera cerco la fonte.

  7. Non lo so di preciso ma so che molte persone votavano Di Pietro. Poi controllo nel sito del ministero, se lo trovo.

  8. ah ecco! L’ho preso ieri dal Gobbo:

    http://ilgobbomalefico.tumblr.com/post/121710504

    Il problema di questi tumbrl e’ che ne leggi a decine al giorno e salvi foto o video ma poi non ti ricordi da dove le hai prese.

  9. Avevo letto che in UK ha vinto il Pidielle. Molti voti all’idivvù.

  10. ale

    Caro Fabristol, io vivo in Brasile e sono circondato di “connazionali” che non parlano una parola di italiano (al massimo qualche mozzicone di dialetto veneto storpiato), non sono mai stati in Italia e dell’Italia politica conoscono solo Berlusconi (e giù risate). Uno di loro per lo meno si è preso la briga di chiedermi informazioni sul referendum, visto che lui e le figlie hanno appena ricevuto le schede. Gli altri probabilmente se ne fotteranno allegramente (ma entreranno nel computo per il quorum): tanto loro la cittadinanza italiana ce l’hanno per non dover chiedere il visto quando vanno negli USA o in Europa (come quelli che hai visto tu al seggio) e per evitare la fila degli extracomunitari all’aeroporto. Per il resto sono e si sentono (giustamente) solo ed esclusivamente brasiliani. Anch’io sono favorevole a smettere di regalare la cittadinanza sulla base di assurde regole razziste: diamola a chi vuole stabilirsi nel nostro paese o ci paga le tasse, non a chi ci vede solo un modo per facilitarsi la vita da turista.

  11. tauzero

    Ciao Fabry,
    straordinario banner. A proposito del capellone (quello a destra), immagino tu sappia della straordinaria pensata dell’Università di Sassari di conferirgli la laurea honoris causa…

  12. Cachorro Quente

    Sono d’accordissimo con te, anche lo ius solis comunque può arrivare a delle esagerazioni… io ad esempio sono cittadino messicano semplicemente perchè i miei genitori hanno vissuto là due anni, gli ultimi sei mesi dei quali con me vivente… non parlo lo spagnolo e sono stato là nell’età della ragione solo per due settimane quando avevo diciassette anni… ora non è più così facile comunque prendere la cittadinanza credo.

  13. Per Gambero

    No ha vinto il PdL anche qui ma Di Pietro ha doppiato i voti rispetto all’Italia.

    Per ale

    Vedo che non è solo una mia opinione ma è abbastanza diffusa. D’accordissimo con te.

    Per Tau

    Sì so bene della trovata dell’università di sassari. Ne ho scritto qui:

    https://fabristol.wordpress.com/2009/05/29/segnalazioni-radicali/

    Per Cachorro

    Ah! Ora capisco l’origine del tuo nickname. 😀

  14. io invece che ci siano stati brogli ne sono convinta. La circoscrizione europa è stata sempre a maggioranza pd. A distanza di un anno la situazione si è capovolta. E’ vero che Di Pietro potrebbe aver preso i voti dei delusi dal pd, ma mi pare strano che non abbia preso anche un po’ dal pdl che invece è salito dell’1% rispetto alle politiche del 2008 ed è diventato il primo partito.
    Poi credevo che a ogni seggio ci fossero due rappresentanti dei due partiti principali e invece leggo nel tuo post che nei centri molto piccoli non ci sono.

  15. I rappresentanti di lista dipendono dai partiti, non dal governo. Quindi è colpa dei singoli partiti.
    Il mio comunque non è un centro molto piccolo. L’intero southwest è la regione più vasta come area dell’inghilterra con 5 milioni di abitanti e 5000 cittadini italiani votanti.

  16. Pingback: Alessandra Galetta giugno 2009

  17. riguardo a israele, credo che in realtà basta convertirsi per avere la cittadinanza, una spuntatina al pisello, un bel po’ di studi biblici, 613 leggi da osservare e sei israeliano.

  18. E’ la spuntatina al pisello che mi preoccupa! 😀

  19. Ciao, io ero uno dei “pendolari internazionali” che ha votato a Bristol.
    Complimenti per il blog

  20. Per Juzz

    sai che forse mi ricordo di te. 😀

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