Scegliere il meno peggio

Su Giornalettismo ho fatto un riassuntino degli hobbies del simpatico Mousavi. Molti dicono che tutto quello che ho scritto riguarda il suo passato. Che ora sia cambiato. Sta di fatto che sulla carta Mousavi ha piu’ crimini contro l’umanita’ nella sua fedina penale, del cattivone Ahmadinejad. Tipo la fondazione di Hezbollah, l’inizio del programma nucleare, la guerra con l’Irak ecc. Dicono anche che sia un riformatore moderato: cioe’ uno che odia Israele e gli USA, ma con moderazione.

Mi ricorda tanto il 1979, quando l’Europa tifava per Khomeini e la sua rivoluzione culturale. E fu grazie alla Francia e alla protezione delle sinistre dell’epoca che Khomeini sali’ al potere. Faremo lo stesso errore?

Ah, secondo il Guardian, le elezioni appena svolte sono state veramente vinte da Ahmadinejad.

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19 commenti

Archiviato in anticlericalismo, politica, spunti di lettura e scrittura

19 risposte a “Scegliere il meno peggio

  1. bell’articolo!

  2. ti linkabbi un po’ dappertutto, ma soprattuto sul blog

  3. grazie a tutti e due.

  4. Sì, ma io in tutto questo continuo a non capire se sei scettico nei confronti di chi manifesta oppure no.

  5. Non della gente comune. Non dei giovani con le speranze per il futuro, non dei bloggers, non di chi e’ stato ucciso. Sono contro il clero sciita, contro i poteri forti dietro a Mousavi, contro chi mente o fa finta di essere qualcos’altro per ingraziarsi le piazze.
    Ma queste folle sanno cosa significa democrazia quando urlano questa parola?
    Un po’ come la discussione che avevi con il Ferrista prima: democrazia e’ una parola vuota come liberta’ o liberale. Tutti la usano ma chi puo’ dirsi veramente democratico e liberale?
    La mia ragazza tempo fa si meravigliava del fatto che il partito delle liberta’ di belusconi si chiamasse cosi’ quando non lo era. Ma le parole politiche oggi sono vuote e prive di significato. Un po’ come il partito di Wilders (l’olandese xenofobo) che chiama il suo il partito delle liberta’; o come la Repubblica Democratica Tedesca o la Repubblica democratica del Congo. Sappiamo che la prima era comunista e quindi non democratica, ma il nome rimase per 50 anni.
    Tornando alla domanda di prima io credo che bisogna rispettare questi giovani per la loro voglia di liberta’ e riforme ma bisogna anche biasimarli perche’ stanno seguendo la persona sbagliata. E soprattutto biasimare gli occindetali per scegliere sempre i tiranni come propri eroi: Che, Khomeini, Stalin, Mao, Castro, Chavez.

  6. Cachorro Quente

    “E fu grazie alla Francia e alla protezione delle sinistre dell’epoca che Khomeini sali’ al potere. ”

    Questa mi pare un’enormità…

  7. ilferrista

    beh, anche hitler divenne quel che fu grazie all’appoggio di francia e regno unito
    remember munich 😉

  8. ilferrista

    eh, non è la parola ad essere vuota
    è l’uso privo di senso che se ne fa il responsabile della perdita di senso nell’uso comune della parola.

    slight difference.

  9. Mmm Cachorro, ti ricordo che Khomeini fu rifugiato politico in Francia per anni. Protetto e coccolato dal governo francese ma soprattutto da una marea di comunistoidi che vedevano in lui il rivoluzionario perfetto per mandare via lo Shah e fare uno smacco agli USA. Da lì dirigeva la rivoluzione nel suo paese con comunicati, interviste e ordini precisi, tutto alla luce del sole. Mi ricordo di un filmato dell’epoca dove decine di imam e sostenitori entravano a casa sua a turno. Tra questi una marea di comunisti e anarchic, alcuni anche italiani. E tutti sapevano cosa sarebbe successo.

  10. Qui c’è un bell’articolo di cosa pensava il PCI italiano di Khomeini:

    http://archiviostorico.corriere.it/1999/luglio/17/Khomeini_una_liberazione_Pci_non_co_0_9907177161.shtml

    Un liberatore!!!!!

    Qui c’è un video di Khomeini in esilio a Parigi che in pubblico aizza gli studenti universitari:

    qui una intervista a casa sua:

  11. Cachorro Quente

    Khomeini è salito al potere perchè lo Shah era un governante da burletta che stava mandando l’Iran a remengo; nella galassia di oppositori (comunisti, democratici, fondamentalisti islamici) riuscì lui a reggere meglio il gioco.

    La simpatia dell’intellighenzia di sinistra europea e eventualmente anche del governo francese mi paiono abbastanza irrilevanti nell’equazione, o comunque molto meno rilevanti (se vogliamo per forza addossare responsabilità alle potenze straniere) all’ottusità dell’amministrazione americana e della CIA convinte fino all’ultimo della stabilità del regime iraniano.

  12. Io ho sempre trovato difficoltà a dare le colpe di una rivoluzione reazionaria e sanguinaria a chi l’ha subìta. In genere la responsabilità è di chi fa le rivoluzioni, non di chi viene detronizzato. Che poi lo shah non fosse un agnellino, siamo tutti d’accordo, ma è innegabile ora col senno di poi, che il suo regno era moderno e secolarizzato. E che Khomeini non ha fatto altro che portare sofferenze al suo popolo.
    Per quanto riguarda l’aiuto della sinistra, ricordo la posizione del’URSS nella questione, il clima mondiale dell’epoca, la protezione di Khomeini e tante altre cosette che ovviamente hanno aiutato il pretaccio Khomeini a prendere il potere.

  13. Ma ogni movimento di protesta è basato, nei suoi presupposti, su delle contraddizioni, a volte grosse come una casa. Secondo me, queste contraddizioni non dovrebbero costituire motivo di condanna, così come le buone intenzioni non dovrebbero essere usate come motivo d’elogio.

    Hai ragione ad indignarti che in occidente non ci sia memoria di chi sia Moussavi. Nemmeno l’ottimo Internazionale, nel suo ultimo numero, ha dato informazioni su di lui. Però, tornando alle proteste iraniane, Moussavi in questo momento rappresenta realmente una speranza di cambiamento, e la grande affluenza elettorale non può che confermare la presenza di un sentimento del genere nella società iraniana. Vale veramente la pena sbattere in faccia a tutte queste persone il fatto che Moussavi non sia niente più che un uomo del regime?

    Un Iran comandato da Moussavi sarebbe migliore di quello attuale? Questo non so dirlo, ed è altresì vero che i riformatori in passato non hanno mai soddisfatto le aspettative dei loro sostenitori. Però fatico a trovare differenze tra questo tuo indignarsi e quell’atteggiamento del “tutto o niente” che fanno i neocon: o sei un vero democratico o con te non parliamo. Questa tattica non ha portato a niente e ha generato solo più contrapposizione. Tutto qua.

  14. Ferrista: concordo. Però è anche il fatto che fa sempre fico usare quella particolare parola. Sennò non si spiegherebbe per quale motivo tutti stiano ad usarla 🙂

  15. Per Jinzo

    Boh no, direi che sono una persona molto pragmatica, anche se ho degli ideali molto forti. Tutto ciò che può indebolire una dittatura per me è un bene. Quello che io contesto e qui vengo a>

    >Junkie

    è chiamare quest’uomo, Mousavi, un riformista, mentire usando la parola abusata di democrazia. Per quanto mi riguarda se io fossi un persiano sarei per la strada a lanciare molotov ai pasdaran, senza la fascia verde di Mousavi probabilmente.
    Quindi, Fabristol, sarebbe in piazza e farebbe di tutto per far arrivare una pallottola vagante ad un ayatollah, Khomeini o Khamenei che sia.
    Personalmente anzi penso che tutto questo caos faccia bene alla nostra causa. L’anarchia è il enmico peggiore di qualsiasi regime. Tra l’altro Mousavi potrebbe veramente fare grandi concessioni perché ha fomentato qualcosa di più grande di lui e quindi incontollabile. La gente pensa davvero di poter avere più libertà e potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per Mousavi.

  16. z3ruel

    L’Iran è un altro di quei paesi che dovrebbe insegnare ai governanti occidentale di farsi i cazzacci propri, perché anche quel fesso di Jimmy Carter ci ha messo del suo… insomma, oggi appoggi una simpatica canaglia e domani ti ritrovi a scegliere fra due figli di sultana!

    Fabri, ho linkato il tuo pezzo su giornalettismo anche sui muri del cesso degli autogrill 😉

  17. Grazie ma spero con tutto il cuore di sbagliarmi sul conto di Mousavi. Magari i cattivi si possono redimere…

  18. Difficile scegliere il meno peggio! Se qualcuno è interessato, sul sito di radio due si possono ascoltare le puntate di un ciclo di trasmissioni dedicate a Khomeini (e con un piccolo trucchetto anche scaricare gli mp3):
    http:// http://www.radio.rai.it /radio2 /alleotto /khomeini

  19. A proposito della rivoluzione di Khomeini bisogna anche ricordare che lo sha era di nuovo al potere grazie al colpo di stato appoggiato dalla CIA (per questioni di petrolio) contro il presidente Mohammad Mossadeq, che in tre anni aveva modernizzato e laicizzato l’Iran. Durante i pochi anni della sua presidenza le prediche di Khomeini non avevano molto seguito. In questo senso lo Sha potrebbe aver avuto in parte la responsabilità della rivoluzione Khomeinista, pur avendola subita.

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