Precisazioni

Spero di non essere ripetitivo ma in questi giorni sono stato assalito dai sensi di colpa a causa dell’articolo su Mousavi. O meglio dalle reazioni che ha suscitato. Alcuni mi hanno accusato di non avere a cuore i ragazzi che protestano e che muoiono, alcuni blog reazionari con cui non ho niente a che fare hanno linkato il mio articolo su Giornalettismo. Arrivando a conclusioni grottesche, del tipo che nell’odierno Iran non c’è una dittatura e che Ahmadinejad è un santo. La stupidità umana arriva a livelli impensabili. Giusto volevo precisare che:

io sto con i ragazzi che protestano per le strade e sarei con loro se fossi in Iran; non importa che Mousavi sia peggio o meglio di Ahmadinejad, l’importante è che l’anarchia e il caos demoliscano il regime; spero (ma ne dubito) che Mousavi abbia cambiato idee e che rappresenti un’alternativa più democratica all’odierno Iran; l’opinione pubblica sbaglia a vedere in Ahmadinejad il nemico principale, il nemico è la teocrazia dei preti sciiti ed è una tristezza che dai media non emerga una verità così ovvia.

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13 commenti

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13 risposte a “Precisazioni

  1. Luca

    L’altra sera quasi per caso ho beccato “TERRA” il settimanale di approfondimento giornalistico del TG5…con stupore per la prima (e unica) volta ho assistito ad un servizio che andasse oltre la facciata e si occupasse di Iran.
    Dico quasi un’ora di servizio! Ho pensato: siamo matti?! Si fa del quasi giornalismo in Italia e per di più fuori dai rai3?!!! Infatti poi ho guardato l’orologio ed era l’una di notte (chissà in quanti l’hanno visto).
    Comunque, al di là di tutto, le considerazioni fatte sono state fondamentalmente 3:
    1. Siamo tutti dispiaciuti per i ragazzi che lottano e muoiono e vorremmo essere al loro fianco.
    2. Occhio, Moussavi non è poi così diverso da Ahmadinejad.
    3. Il vero potere è in mano al clero.
    Insomma le stesse identiche considerazioni fatte da te. Nonchè, aggiungo io, le uniche considerazioni realistiche che si possano fare al momento.
    Quindi niente sensi di colpa Fabry, secondo me l’intelligenza deve stare tanto in chi scrive quanto in chi legge!

  2. praticamente , rivoluzione operaia a parte,sei sulle posizioni di Ferrando:

    http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o1375:e1

    😉

    però se hai i sensi di colpa per così poco, non dovresti usare parole come caos ed anarchia per un Paese multi-etnico e dotato di petrolio… immagina una jugoslavia con il petrolio iracheno!!

  3. Alcuni blog reazionari … tipo tocqueville? 😀

  4. Dico solo che fai bene a precisare.

  5. Ho messo un commento su Liberali per Israele, ma non é uscito. In sostanza dicevo che ero d’accordo anche se se ne parla davvero poco di Moussavi anche da me in Canada. Stasera ho visto un servizio su Neda, la bellissima divenuta simbolo della rivoluzione. Un suo parente irano-canadese ci ha tenuto a precisare che Neda non era dalla parte di Moussavi, ma manifestava per la democrazia.
    Molte speranze sono sul figlio dello scià Palhevi, che lavora per uno Stato laico e democratico. Del resto suo padre, malgrado tutta la propaganda dei comunisti, era un amico dell’Occidente e le donne erano libere. Non era affatto un regime repressivo come si era sostenuto, tant’é che i vari ayatollah erano in esilio.

  6. Hiro Protagonist

    se sottolineassero che in iran il nemico principale è la teocrazia, forse qualcuno potrebbe pensare anche all’italia (con le debite proporzioni)

  7. Stare con quei ragazzi che protestano a rischio della vita mi pare una cosa quanto mai logica.
    Ho aggiunto il link al tuo sito sul mio http://www.ateamente.com , spero non ci siano problemi per te. Se vuoi, puoi aggiungere il mio.
    ciao

  8. Paolo

    riporto qua un interessante articolo di Massimo Fini

    Il ministro Bondi, replicando a certe farneticazioni di D’Alema, ha affermato: “Chi ha vinto le elezioni ha il diritto di governare”. Ineccepibile. Ma questo principio non vale a Teheran, dove il presidente uscente Ahmadinejad ha vinto le elezioni con il 62,64% contro il 34,7% del suo principale avversario, il “moderato” Mousavi.
    I sostenitori di quest’ultimo, affermando che la vittoria di Ahmadinejad è frutto di brogli, non hanno accettato il verdetto delle urne e sono scesi in piazza incendiando automobili, cassonetti, spaccando vetrine, creando posti di blocco. E tutta la stampa occidentale si è schierata al suo fianco. Ora, spostamenti attraverso brogli, del 30% dei voti non sarebbero possibili nemmeno in una dittatura bulgara. Se così non fosse Mousavi non avrebbe potuto svolgere del tutto liberamente la propria campagna elettorale, con cortei, manifestazioni di piazza e tutto quanto occorre per cercare il consenso.
    Ha detto Ahmadinejad: “Per gli occidentali le elezioni sono valide quando vincono i loro amici, sono nulle se le vincono i loro avversari”. Purtroppo ha ragione. C’è il precedente del 1991 in Algeria quando le prime elezioni libere dopo trent’anni di una dittatura sanguinaria furono vinte dal Fis (Fronte islamico di salvezza) con il 78% dei voti e subito annullate, con il plauso e le pressioni dell’Occidente, dando così origine alla sanguinosa guerra civile algerina.
    Noi abbiamo una percezione completamente distorta dell’Iran, lo consideriamo un residuo del Medioevo. Nella Repubblica teocratica si può abortire fino al 45° giorno, esiste il divorzio, l’operazione per cambiare sesso è pagata dalla mutua, la prostituzione è legale, il numero dei laureati è superiore al nostro, le donne votano e, benché portino il velo (il gran chiodo fisso dell’Occidente), possono accedere a tutti i mestieri.
    Quando negli anni ’80, seguendo la guerra che Saddam aveva sostenuto contro l’Iran, sono stato a lungo a Teheran, notai che anche la piccola borghesia iraniana non solo conosceva i nostri grandi, Dante, Petrarca, Boccaccio, ma leggeva Moravia e Calvino, gli autori del momento. Noi della cultura persiana conosciamo, quando va bene, Omar Kayam.
    Caliamo quindi le arie.
    Se Ahmadinejad ha vinto è perché rappresenta gli interessi e i valori dei due terzi della popolazione iraniana, quella più povera, disagiata anche se non necessariamente la più incolta, mentre Mousavi rappresenta i ricchi che strizzano l’occhio all’Occidente. E a noi piacerebbe tanto che si tornasse all’Iran dello Scià (propagandato dai nostri Oggi e Gente che ci facevano vedere Soraya o Farah Diba che passavano da una vacanza all’altra), dove una sottilissima striscia di borghesia, il 2%, faceva vita da nababbi e il resto della popolazione pativa la fame.

    Massimo Fini

  9. Vabbè un commento di Fini non mi dà nulla. Tra l’altro la prostituzione in Iran è illegale e si può anche arrivare alla pena capitale:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Prostitution_in_Iran

    E l’aborto è accettato solo nei casi in cui la donna possa morire come Irlanda e Portogallo:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Abortion_in_Iran

    o vogliamo parlare del sistema universitario?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Higher_education_in_Iran#Iran.27s_Brain_Drain_problem

    ecco quando parlavo di reazionari che non aspettano altro che queste notizie per sparare cazzate intendevo proprio questo.
    Fini dice cazzate e non sa una minchia di Iran.

  10. Su internet gira un pezzo di Zizek sull’Iran intitolato
    “WILL THE CAT ABOVE THE PRECIPICE FALL DOWN?”
    E’ anche tradotto su Internazionale di questo mese.

    Magari le conclusioni sul “potenziale di liberazione” dell’Islam possono essere opinabili, ma secondo me ci pija a) sui sostenitori di sinistra Ahmadinejad b) sul carattere elusivo di Moussavi per i nostri schemi.

    ciao

  11. Grazie per l’info. ho trvoato l’articolo e l’ho letto. interessante. 😀

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