Lo sciopero non è nella mia cultura

In questa giornata di sciopero della blogosfera di cui non si accorgerà nessuno, tanto meno il legislatore, preferisco scrivere un post con alcuni link al DDL Alfano, così la gente possa capire per cosa molti bloggers stanno scioperando.

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E la penso esattamente come Paolo Attivissimo.

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4 commenti

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4 risposte a “Lo sciopero non è nella mia cultura

  1. So che ospiti volentieri le polemiche, eccone una.

    Il web è pieno di blogger che hanno preso posizione, tuttavia non ho ancora trovato uno che discuta la legge in modo analitico. Ho trovato soltanto affermazioni apodittiche di due tipi:

    1) la legge è illiberale e inadatta alla rete

    2) gli internauti hanno il diritto di esprimersi liberamente

    Visto che nessuno discute la legge ma il principio, è sul principio che esprimo i miei dubbi.

    1) perché sarebbe illiberale l’obbligo di rettifica? Non è una domanda retorica. Non ho letto la legge quindi non so come sia regolamentata questa cosa;

    2) perché gli internauti avrebbero il diritto di scrivere qualsiasi cosa? Non si ha il diritto alla libertà assoluta e non capisco perché mai dovrebbe esistere un ambito in cui ognuno possa andare con una maschera sul viso e il pisello di fuori e pisciare dappertutto.

    La rete non è fatta soltanto di individui responsabili che si autodisciplinano. Ci sono diffamatori (per interesse o per esibizionismo), i teppisti e gli stupidi. E ognuno di loro pretende libertà assoluta.

  2. Eccomi!
    Il problema della diffamazione è già regolata dalle leggi attuali, quindi i bloggers sono tenuti a rispettarla comunque.
    Il problema è questa cosa della rettifica entro 48 ore. Se io scrivo “pinco pallino scemo” su un post mi arriva una diffida che mi costringe entro 48 ore a scrivere un post di rettifica altrimenti pago 12000 euro di multa. A parte che non vi è alcun processo né intermediario giudiziario; cioè qualcuno che decida se la mia critica è diffamazione oppure no. Se il blogger non è connesso o è fuori per vacanza per malattia in quei due giorni si becca la multa comunque. Un blog non è un giornale in cui c’è una redazione, un direttore responsabile che possano intervenire subito, ma è come un manifesto su un muro.
    In particolare la cosa che fa venire di più i brividi è che devono essere eliminati tutte le copie del post incriminato, il che è impossibile vista la natura stessa di internet. In poche ore un post può essere replicato milioni di volte e il proprietario non ha più controllo del testo. Non so se ti ricordi la nostra esperienza col giornalista che ci cheideva di cancellare i link e i post presenti su Google, quando scrivemmo quel pezzo su Progetto Galileo?

    Purtroppo queste leggi sono fatte per una realtà di 50 anni fa fatta di atomi. Ora esistono i bit che hanno una natura diversa.
    Altro problema i commenti sul post, anche anonimi, sono responsabilità del blogger! e quindi l’obbligo di rettifica è anche su quelli.

  3. Io non ho aderito. Non ho scritto niente oggi, perché in ufficio mi hanno messo a fare i RED… Tutta colpa di una delle mie colleghe che ha avuto una isterite da reflusso.

  4. Io non potevo fare a meno di scrivere il post sui gatti e i neonati 😀

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