La prima goccia

Hanno le facce scure, la pelle abbronzata, gli occhi vispi inconfondibili. Affianco hanno una donna di mezza età inglese con cui parlano un inglese maccheronico. I figli parlano inglese ma sono più svegli e attenti dei loro coetanei britannici. Li vedo ogni anno a Natale e in estate all’aeroporto. Sono gli immigrati sardi in UK che tornano per le vacanze in Sardegna. Trenta-quaranta anni fa sono venuti qui a fare i camerieri o in qualche fabbrica, si sono innamorati di una inglese (o meno romanticamente un giorno mettono in cinta una autoctona ubriaca) e hanno fatto figli anglosardi. Ogni volta che li vedo sono triste perché ho paura di fare la stessa fine: cioè una spola per le vacanze a trovare parenti e amici per tutta la vita.

Scendo dall’aereo. L’umidità e il calore mi colpiscono e mi basta quella senzazione (e quell’odore salmastro e di umido al 90% caratteristico di Cagliari) per riportarmi alla memoria la mia vita precedente, quella che ho lasciato qui. Gli accenti fortissimi, la statura da pigmei (ti accorgi quanto i sardi sono bassi solo quando stai fuori da tanto), le file scomposte e chiassose. Sì sono in Sardegna.

Mi ero dimenticato che per uscire in strada non c’è prima bisogno di guardare dalla finestra se sta piovendo. Nessuna giacca, un caldo infernale, la prima goccia di sudore sul mio corpo dopo dodici mesi. Dodici lunghi mesi senza che il mio corpo ne traspirasse una goccia. E le stelle. Stanotte ho visto le stelle dopo tantissimo tempo. E la luna quasi piena sul Golfo degli Angeli. Dall’alto della città il filo dell’orizzonte azzurro da una costa all’altra. E l’odore della terra arida, le sterpaglie secche, il suono dei grilli la notte. Tutte cose che un inglese potrebbe non vedere nell’arco della sua intera vita.

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2 commenti

Archiviato in sardità

2 risposte a “La prima goccia

  1. Cachorro Quente

    “Tutte cose che un inglese potrebbe non vedere nell’arco della sua intera vita.”

    …specie se per vacanza va in qualche pollaio turistico ad Albufeira o in Costa Brava, percorrendo solo il tragitto discoteca-hotel in stato di stupor etilico…

  2. Eh eh eh 😀
    vabbè io intendevo nel suolo natìo. In effetti ci sono alcune regioni britanniche in cui nell’arco dell’anno è un miracolo vedere le stelle o sentire l’odore della terra arida. A bristol le ho contate sulle dita di una mano le notti con stelle e una volta sola ho sentito l’odore della terra arida.

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