Archivi del mese: agosto 2009

Noia agostana

anguriaIl comportamento gregario vacanziero è uno dei più grandi misteri etologici dell’italiano medio. Non ho mai compreso perché l’intera penisola si debba fermare in agosto. Uffici pubblici, parlamento, giornali e cervello. Non esiste una ragione religiosa (a parte il 15 Agosto che pochi sanno non è altro che il giorno dell’Assunzione della Madonna, che a sua volta coincide con una fesitività pagana, as usual ), una ragione pratica (perché bloccare il sistema paese tutti insieme? Il costo di hotel, viaggi è il triplo degli altri mesi. Tutti si muovono quel giorno.), una ragione climatica (i mesi più caldi dell’anno sono Giugno e soprattutto Luglio). Forse non vi siete mai accorti ma nel resto del mondo la vita continua come sempre: incidenti, morti, guerre, disastri naturali ecc. Eppure i giornali danno solo notizie di gossip e istruzioni su come mangiare l’anguria al mare o il solito esodo e controesodo estivo. Ecco l’esodo e il controesodo estivi (cioè il muoversi in branco tutti assieme per nessuna ragione apparente) sono la dimostrazione della profonda stupidità dell’italiano medio. Perché prendere le ferie intorno al 15 Agosto? Cosa rappresenta il 15 Agosto alla maggior parte delle persone? E’ una festa religiosa dove nasce o risorge il figlio del dio cristiano? No. E’ una festa laica di liberazione da tirannia, di fondazione della repubblica? No. Ferragosto è il giorno del gregge. Questo dovrebbero scrivere nei calendari.

Non ho esperienza di altre nazioni a parte Svezia e UK ma credo che siamo l’unica nazione in cui in Agosto si ferma tutto il sistema. Nei paesi dove ho vissuto le ferie si prendono a turno durante l’intero anno di modo che gli uffici, le redazioni dei giornali e in definitiva l’intero sistema non muoia di colpo.

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La prima goccia

Hanno le facce scure, la pelle abbronzata, gli occhi vispi inconfondibili. Affianco hanno una donna di mezza età inglese con cui parlano un inglese maccheronico. I figli parlano inglese ma sono più svegli e attenti dei loro coetanei britannici. Li vedo ogni anno a Natale e in estate all’aeroporto. Sono gli immigrati sardi in UK che tornano per le vacanze in Sardegna. Trenta-quaranta anni fa sono venuti qui a fare i camerieri o in qualche fabbrica, si sono innamorati di una inglese (o meno romanticamente un giorno mettono in cinta una autoctona ubriaca) e hanno fatto figli anglosardi. Ogni volta che li vedo sono triste perché ho paura di fare la stessa fine: cioè una spola per le vacanze a trovare parenti e amici per tutta la vita.

Scendo dall’aereo. L’umidità e il calore mi colpiscono e mi basta quella senzazione (e quell’odore salmastro e di umido al 90% caratteristico di Cagliari) per riportarmi alla memoria la mia vita precedente, quella che ho lasciato qui. Gli accenti fortissimi, la statura da pigmei (ti accorgi quanto i sardi sono bassi solo quando stai fuori da tanto), le file scomposte e chiassose. Sì sono in Sardegna.

Mi ero dimenticato che per uscire in strada non c’è prima bisogno di guardare dalla finestra se sta piovendo. Nessuna giacca, un caldo infernale, la prima goccia di sudore sul mio corpo dopo dodici mesi. Dodici lunghi mesi senza che il mio corpo ne traspirasse una goccia. E le stelle. Stanotte ho visto le stelle dopo tantissimo tempo. E la luna quasi piena sul Golfo degli Angeli. Dall’alto della città il filo dell’orizzonte azzurro da una costa all’altra. E l’odore della terra arida, le sterpaglie secche, il suono dei grilli la notte. Tutte cose che un inglese potrebbe non vedere nell’arco della sua intera vita.

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Apprendere la Forza devi tu

Leggendo questo interessante post sul linguaggio innato mi sono reso conto che spesso diamo per scontate molte cose sul linguaggio umano. L’autrice azzarda dicendo che il soggetto si trova in tutti i linguaggi umani all’inizio di una frase seguito dal verbo. Mi sono fermato e ho pensato: è davvero così? Da quanto mi risulta in latino si ha l’opzione di mettere il soggetto a metà frase e non solo all’inizio ed è usato spessissimo tanto che era motivo di frustazione nelle traduzioni al liceo. Ci penso ancora e mi viene in mente il sardo. In effetti la struttura della frase sarda è plastica. Chiunque abbia avuto un amico o conoscente sardo DOC sicuramente avrà sentito frasi del tipo: “Preso il libro ho.” (Pigau su libru appu); “Comprato ha la macchina Giovanni.” (Comprau ari sa machina Giuanni); “Hanno abbattuto il muro i muratori.” (Anti sciusciau su muru is maistrus). Infatti George Lucas per crare il personaggio di Yoda di Guerre Stellari si è ispirato ad un vecchietto sardo. Trattasi di soggetto postverbale e di traslocazione a destra della frase come se ci trovassimo di fronte ad uno specchio grammaticale.

In molte lingue indoeuropee la struttura della frase è SVO, dove S sta per soggetto, V per verbo e O per oggetto. Secondo Virdis e Jones nel sardo ci troviamo di fronte a VOS, che era regola nel sardo medioevale ma che nel sardo moderno a causa dell’influenza dell’italiano si può trovare a fianco al classico SVO o al SOV. Secondo questi studiosi il soggetto alla fine della frase è un’aggiunta alla coda o un afterthought che serve a dare risalto al soggetto riorganizzando la composizione della frase. Spesso esistono differenze sottili: nella frase più in alto sui muratori mettere il muro (O) prima dei muratori (S) enfatizza ciò che è accaduto piuttosto che l’agente che ha compiuto l’azione.

A causa dell’influenza dell’italiano spesso i sardi mettono il verbo due volte (confusi tra le due grammatiche per non sbagliare lo mettono prima e dopo): “Ho mangiato la carne ho.” (Appu pappau sa pezza appu).

Ma la cosa più curiosa è che il sardo ha in comune la regola del VOS con molte lingue dell’Oceania, Madagascar, isole Fiji e lingua Maya. Che l’uso del VOS sia prevalente nelle popolazioni che vivono nelle isole? 😀

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No shame

Il Guardian ospita un articolo di Facci che prende le difese di Berlusconi. Sono rimasto stupito non tanto per l’articolo (scadente come l’autore) quanto per la qualità dei commenti che messi insieme (anzi no: basterebbe prenderne un paio ottimi) valgono più dell’articolo del signor Facci. Faccio notare che un articolo del genere in un giornale online italiano avrebbe scatenato una massa di deficienti e di supporters così maleducati da superare le volgarità dei cori da stadio domenicali. Andiamo con ordine:

1. “An employee of Berlusconi’s brother tells us that Berlusconi is popular because he is popular. Great thinking there – more from this man please!”

2. “if Berlusconi is so evil, why does he win? God does it too, it’s not such a big deal.”

3. “@Fillipo Facci

Silvio Berlusconi’s opponents cannot admit that his success may be due not to sinister trickery, but to his greater popularity

You could advance the same argument about Adolf Hitler. Have Italians no shame?

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