Secondi fini

Il Parlamento così come gli ecosistemi è formato da nicchie e da catene. Quando una specie si estingue una nuova nicchia si rende disponibile. Nuove specie hanno la possibilità di occupare quelle nicchie e prendono il posto delle precedenti specie estinte. Così dopo l’estinzione di massa dei partiti di sinistra e dei pochi fossili viventi liberali come i radicali, l’ecosistema parlamentare è stato sconvolto. Nuove nicchie sono disponibili e nuove specie sono pronte ad occuparle.

La conversione di Fini (sincera o no) segue questo andamento. In un ecosistema pieno di destre, di fasci e di clericali c’è bisogno di controbilanciare occupando le nuove nicchie. Cossiga in un’intervista di ieri si avvicina a questo concetto:

“[Fini] direi che è un radicale. Intendo dire un radicale del vecchio partito radicale. Un laicista, un laico. Se decidesse di fondare questo nuovo gruppo parlamentare potrebbe chiamarlo proprio “gruppo radicale”, visto che non è più presente in Parlamento.”

E pare che altri radicali lo seguano, compreso Teodori. Il nucleo di una destra moderna (o sinistra come dicono a destra), antifascista, anticomunista e anticlericale si sta formando. E a questo punto è l’unico argine contro il regime clerico-fascista (PdL, PD, Lega e UDC) di questi anni.

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16 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, politica, spunti di lettura e scrittura

16 risposte a “Secondi fini

  1. E’ un delirio. Volevamo il bipartitismo e forse stiamo cadendo in un monopartitismo in cui le correnti si succedono al potere secondo dinamiche non elettorali ma interne al partito monstre. Non capisco che cazzo voglia casini, la vecchia DC è tornata, il PD nel ruolo del vecchio PCI è pronto per altri trenta anni di opposizione connivente.
    Che figata. Rinnovo il passaporto, va’.

  2. Non ho mai creduto nel bipartitismo e se quanto sembri ipotizzi (e ipotizza anche Cossiga) dovesse avverarsi, al contrario di Renzo non rinnoverei il passaporto: hai visto mai che ricomincerebbe a valer la pena rimanere in Italia?
    Bel post, Fabristol.

  3. juhan

    L’Italia è una teocrazia mascherata perché siamo troppo furbi per istituzionalizzarla. Altrimenti saremmo come l’Iran. E questo non piace neanche ai cattolici veri come papiSilvio e Bossi.

  4. PEr REnzo

    in un paese così complicato come l’Italia (senza una Norimberga, col partito comunista più grande in Occidente, ora non più, col Vaticano in casa ecc.) il bipartitismo è inutile e non funziona. Io personalmente ho sempre dissentito da Pannella a da altri liberali su questo punto. Il paese è complesso, ha bisogno di un parlamento complesso.
    A parte tutto siamo in un’epoca di passaggio. Estinzioni di massa, nuove specie, superpredatori in agguato. E’ normale che le carte siano rimescolate. In un certo senso è anche eccitante questo periodo. Adoro le epoche di passaggio.
    Giusto per rimanere in tema Rotondi dice che la maggioranza si allargherà a breve:

    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Politica/Rotondi-maggioranza-sta-allargarsi/10-09-2009/1-A_000045982.shtml

    Si riferisce all’UDC di Casini. L’ariete contro Fini ovviamente. Se Casini entra nella maggioranza Fini esce di sicuro. E ne vedremo delle belle.

    Per Bastian

    come dicevo prima lo trovo eccitante questo periodo storico per quanto scuro ed insicuro. Ma è proprio questo il bello. Si è ancora in gioco.
    Grazie per i complimenti 😀

  5. Kirbmarc

    Il percorso di Fini mi lascia perplesso.L’unica spiegazione che mi sembra plausibile è l’insofferenza di Fini per il fatto che AN sia stata fagocitata da Forza Italia (vedi Gasparri ed altri).

    “Se Casini entra nella maggioranza Fini esce di sicuro.”

    Probabile, ma mi chiedo quanti dei suoi lo seguiranno. La maggior parte degli ex di AN sembra orientata su un “riscopriamo le radici cristiane e cediamo l’Italia al Papa” con pochissime eccezioni.

  6. Fini si è pulito le mani di un fardello pesante come quello di AN e del suo passato di MSI. Ora il PdL è “cosa” di Berlusconi, compresi i leccaculi alla Gasparri.

  7. gossip beninformato (“il passo delle oche” di Alessandro Giuli) vuole che Fini durante il soggiorno in Europa,mentore Giuliano Amato, sia stato inoltrato negli ambienti della tecnocrazia europea. Quelli che facevano riferimento a Ciampi e che D’Alema aspirva a rappresentare.

    la cosa è coerente con il personaggio.
    Fini è uno che non ha mai avuto idee(sotto il “vestito niente”dicevano i critici ai tempi dell’ MSI) ed ha sempre perso tutte le battaglie politiche(contro Tarchi,Rauti,RutelliLega,Berlusconi) ma è sempre stato abile a trovare un protettore( Almirante, Berlusconi, ed ora la tecnocrazia europea).

    il destino del PdL è imprevedibile.
    i candidati alla successione più forti sono Formigoni e Fini.

    ben che va, vince Fini e si fa la grande coalizione con il PD.

    mal che va, vince Fini e si allea con l’ UDC o con la Lega.

    malissimo che va vinche Formigoni e poi vince le elezioni con l’UDC !!

    se questo pagliaccio avesse avuto coraggio un paio di anni fa,
    avrebbe potuto far da stampella a Prodi . E , tra comunisti sui provvedimenti laici e margheritini su quelle economici , ora ci saremmo trovati un’ Italia quasi moderna… o quantomeno ci saremmo risparmiati due anni di regno leghista !

  8. Fini si dice che, Fini vorrebbe, Fini ambirebbe a, Fini laico, ebreo, comunista, magari anche negro e gay. Eterogenesi dei Fini?

  9. Paolo

    Va bene che solo gli idioti non cambiano mai idea ma Fini ha esagerato; ha voluto piacere così tanto ai suoi avversari politici che ha finito per rinnegarsi completamente più di una volta.
    Secondo me Fini non ha un grande futuro; dalla destra più radicale è considerato un traditore, per i pidiellini non vale nemmeno mezzo Berlusconi, e dal centro sinistra è ammirato solo in quanto appare spesso come “nemico” di Berlusconi.
    Ma alla fine Fini crede davvero alle cose che dice, o la fa solamente per mostrarsi, per far vedere al “suo” elettorato che esiste ancora e che non è sempre al servizio di Berlusconi?
    Sempre a proposito di Fini, Pansa secondo me ha centrato appieno il personaggio; (riguardo al caso Boffo)
    – Mi hanno sorpreso di più certi ras della destra. Primo fra tutti Gianfranco Fini che ha strillato: basta con il killeraggio dei giornali! Bel tipo, il nostro presidente della Camera. Lo smemorato di Collegno era un dilettante rispetto a lui. Se avessi dovuto interpretare i suoi umori, non avrei scritto una riga dei miei libracci. Raccontare dei morti fascisti lo infastidisce. C’era anche un suo parente? Al diavolo anche il parente.

  10. Cachorro Quente

    Una sola cosa: Formigoni no. Per favore.

  11. C’è la malefica paura di cambiare degli italiani. Però, come le rane, se nel gruppone stan tutti fermi tranne uno, gli altri non si vedono mai: ergo, per farsi vedere, tocca cacciar fuori la testa.
    Se la gente avesse voglia di cambiar dieta importerebbe assai di bipolarismo, bipartitismo, bitestismo: solo, chi prepara il nuovo piatto?
    Bye

  12. Quindi sei un sostenitore del pentapartito, oppure dell’attuale situazione.

    Per carità d’iddìo. La complessità c’è e andrebbe sviluppata e risolta dentro i due partiti.

    O almeno questo è ciò in cui credo.

  13. Renzo io credo che il pensiero radicale, liberale, libertario e anticlericale non possa stare con quello fascista e clericale. E sono due partiti. Poi ci sono le sinistre comuniste e quelle riformiste. E sono quattro. Poi ci sono le destre moderne e conservatrici Minimo cinque famiglie politiche. Minimo.
    Guarda al PD: che cosa è successo mischiando comunisti, riformisti e cattoclericali? Un casino. Bisogna prendere atto che ci sono almeno cinque famiglie politiche. Almeno. (Ho messo i socialisti nella sinistra riformista e i verdi nelle sinistre.)

  14. Carina l’idea delle 5 famiglie politiche. Fammi pensare:

    1) Clericali, democristiani, ecc….
    2) Comunisti
    3) Fascisti
    4) Liberaldemocratici
    5) Socialisti

    Manca però la famiglia dei liberisti, cioè una famiglia politica che sia realmente liberista, antistatalista, euroscettica (a differenza dei LibDem che sono Euro-zeloti e socialisti camuffati).

  15. Li ho nominati all’inizio i liberali, libertari. Hai ragione, più quelli fanno sei, non cinque.

  16. Ottimo articolo e commenti, concordo con te e con Jinzo (ma anche con altri sopra), minimo 6, però ricordiamoci anche i Conservatori (i quali potrebbero essere libertari, fascisti o clericali o libdem a varia gradazione identitaria ma che potrebbero benissimo non essere nessuno di questi con esattezza, es: i Tory UK o i movimenti partitici est Europei di centrodestra).
    I greenpiri poi in Germania, Francia e Usa sono altra cosa rispetto ai comunisti e socialisti (in particolare in Germania, dove rischiano pure inciuci con la CDU), ergo 8.
    Ovviamente nei libertari considero pure le componenti riformatrici, liberiste, miniarchiche, oggettiviste, liberali classiche, laiche, rothbardiane ed agoriste.

    Su Fini, deve ancora convincermi in materia economica (ancora troppo sociale) e di politica estera (troppo ancorato alla visione neocon).
    Fini al momento è più sul filone libdem ottocentesco nostrano (con tanto di battaglia guelgo-ghibellina in salsa pannelliana) e crociana che su quella di una vera proposta di rivoluzione liberale per l’Italia.
    Penso che Fini possa essere scialuppa di salvataggio per la componente di BDV e Libertiamo nel PDL in altro soggetto in vista della scissione, prima della successione con possibili esautoramenti di Fini.
    Vediamo su la Finanziaria come si muoveranno questi 50 deputati finiani (dove però c’è anche il gruppo dei paraculi berlusconiani Gasparri-La Russa di cui dovrebbe cercare di distaccarsi dalla loro morsa) e poi ovviamente in vista delle Regionali (se non sul caso lodo Alfano tra un mesetto).
    Non penso però che Fini possa essere in futuro, il candidato dei liberali, nè un candidato liberale convincente e coerente, il percorso al momento è convergente per interesse tra la visione conservatrice europea di Fini PPE, e quella liberale-libertaria, ma come fatto notare, in seguito le cose una volta evolutesi, dovranno trovare e acquisire dimensioni autonome e distinte, seppur forse alleate; dopo esser uscite entrambe dall’isolamento e dal ghetto in cui oggi si trovano.

    Post:
    Ricordo che tra i candidati alla successione del papiSilvio, ci può essere anche Alemanno (sindaco di Roma tra palazzi e Papen non è da escludere) e Tremonti (quest’ultimo per rinsaldare il legame clientelare ed elettorale nel nord con la Lega) oltre al ciellino Formigoni (il quale aprirebbe a Udc e Rutelli).
    Saluti LucaF.

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