Sui ceci!

nun_rulerVentidue milioni di euro. Vediamo. 22 milioni di euro. Mm che cosa ci si può fare con 22 milioni? Cosa potrebbe, metti il caso, fare l’amministrazione di una regione con questi soldi pubblici? Mettiamo il caso che questa regione sia la Sardegna. Cosa si potrebbe fare? Be’ mettere in sicurezza la Carlo Felice per esempio. O completare la nuova sulcitana bloccata da anni. Rifare le ferrovie dell’isola? O volete andare sulla scuola, tipo rimettere a posto le scuole di molti paesi che stanno crollando a pezzi.

Niente di tutto questo: la nuova amministrazione Cappellacci ha deciso di destinare 22 milioni di euro della finanziaria per la scuola… privata. E chi ha il 90% delle scuole private in Italia? Esatto!

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18 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, politica, tristezze

18 risposte a “Sui ceci!

  1. Alla Cepu ? 😉

  2. Tra le rose e le viole anche un giglio ci sta bene, noi vogliamo tanto bene alla madre superiora.

  3. Mi fai venire la gastrite, porca miseria!
    C’è da dire poi, che, secondo mie fonti (spero attendibili), non tutte le scuole private prendono i soldi pubblici, se non erro infatti devono essere “parificate” o “Legalmente riconosciute”, il che sospetto che faccia superare il 90% di cui hai scritto.
    La questione meriterebbe un approfondimento.

    Ti ho risposto, ciao. 🙂

  4. Non lo sapevi che, in Italia, per i politici, vale il detto: “fai una pompa al prete e la vita ti sorriderà!”

  5. come ho già detto altrove dare soldi pubblici a scuole private è una porcata ingiustificabile.
    (ma possibile solo quando qualcuno possiede una quantità enorme di soldi-non-suoi)

  6. marcoboccaccio

    ma non è anche contrario alla costituzione? vabbè, la costituzione viene calpestata tutti i giorni. ma basta che devo andare a vomitare!

  7. juhan

    Sono con lector. E in questo momento papi ha bisogno dell’appoggio dei vescovi: preparatevi al peggio.

  8. Vedo che per il tuo esempio hai scelto proprio una regione a caso.

    Secondo me dare soldi pubblici alle private non è uno scandalo A PATTO CHE il servizio offerto diventi pubblico nei fatti, cioè costi quanto quello statale e sia accessibile quanto quello statale.

    Vedi laboratori privati di analisi chimico-cliniche. Nessuno trova scandaloso che ai lab privati arrivino soldi pubblici per questo motivo.

  9. “Secondo me dare soldi pubblici alle private non è uno scandalo A PATTO CHE il servizio offerto diventi pubblico nei fatti, cioè costi quanto quello statale e sia accessibile quanto quello statale.”

    ma allora che senso ha definirle private e le altre pubbliche? E soprattutto perché un’istituione pubblica deve finanziare le scuole private-cattoliche quando quelle pubbliche stanno cadendo a pezzi?

  10. ma allora che senso ha definirle private e le altre pubbliche?

    Infatti non avrebbe senso. Tornando al mio paragone, in italia puoi scegliere di fare le analisi del sangue in ospedale pagando solo il ticket, in un laboratorio convenzionato pagando solo il ticket (con la differenza che spesso sono più gentili e si aspetta meno), oppure in un lab non convenzionato, pagando tanto (immagino si aspetti ancora meno).

    E soprattutto perché un’istituione pubblica deve finanziare le scuole private-cattoliche quando quelle pubbliche stanno cadendo a pezzi?

    Perché delegare a un privato costa meno ed è più efficiente. Naturalmente è un problema se le scuole sono gestite da cattolici col pallino dell’indottrinamento.

    Volevo soltanto dire che non sarei – in linea di principio – contrario ai finanziamenti ai privati.

  11. ilferrista

    tutto il pantano si regge sulla purescenza infetta del valore legale del titolo di studio.

  12. Scusate, ma io che non ho mai messo piede in una scuola pubblica fino al liceo e ho dovuto pagare due volte l’istruzione (tasse+retta della scuola) perchè dovrei essere così scemo da finanziare lo stato senza che esso faccia nulla per me?

    Alla fine ha ragione chi dice che non c’è una reale distinzione tra pubblico e privato: il privato è un pubblico a cui devolvo volontariamente fondi in più.

  13. Onan

    Ma scusate, non c’era nel programma elettorale di Cappellacci? Non c’era scritto che avrebbe lottato per la parità tra scuole pubbliche e private? Ed in che modo avrebbe lottato c’era scritto?
    Se sì non vedo il problema: è stato eletto, fa quello che è scritto nel programma.

  14. Kirbmarc

    Il problema è che non dovrebbero esistere i finanziamenti pubblici.*Che poi lo stato destini i soldi alle lobby più potenti (in Italia spesso alla lobby cattolica, ma non solo) è palese, e, se ci pensate, ovvio: è uno strumento di propaganda elettorale.

    *Personalmente penso che non dovrebbe proprio esistere lo stato.

  15. Jinzo il tuo ragionamento pecca dal punto di vista logico ma soprattutto libertario.

  16. Oltre a non peccare dal punto di vista logico, non pecca nemmeno da quello libertario.

  17. “pubblico” è il privato del governo, non l’avete ancora capito? 🙂
    non ci fosse la scuola pubblica, io che non ho figli la smetterei di sovvenzionare una cosa che non uso, no?

  18. Nihil

    “non ci fosse la scuola pubblica, io che non ho figli la smetterei di sovvenzionare una cosa che non uso, no?”

    Non è detto, neppure per un bravo libertario egoista randiano. Per esempio, se hai un certo budget a disposizione per mantenere l’ordine pubblico nella tua città, investirne una parte in scuole per il sottoproletariato è probabilmente più efficiente che investirlo al 100% in polizia (che ci vuole comunque, ma da sola non trasforma quartieracci in zone sicure). Ossia, mandare un figlio di tossici ad una buona scuola e indirizzarlo verso un lavoro onesto ti costa molto meno che doverlo poi ripetutamente trovare/arrestare/processare/imprigionare e riparare i danni che causerà; e ne ottieni una città più sicura, che era il motivo per cui pagavi le tasse in primo luogo. (Notare che questo ragionamento lo può fare benissimo un’agenzia di protezione alla Snow Crash come uno Stato socialista.)

    Ciò detto, mi pare che l’educazione, come la sanità e le poste, sia uno di quei settori dove non ci sono motivi convincenti per cui lo Stato debba gestire l’attività in prima persona, neppure se si è dell’opinione che si tratti di servizi essenziali per un cittadino. Delegarli a privati peraltro non precluderebbe allo Stato la possibilità di elargire finanziamenti per ragioni tipo quello sopra, richiedendo in cambio certe regole base per il servizio (esempio ovvio: che si insegni il metodo scientifico e critico anziché il Corano o il Catechismo).

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