Archivi del mese: settembre 2009

Quando un albero cade in una foresta deserta…

varie 567 (Small)Quando la scorsa domenica a Bristol si è svolto l’Open day, cioè l’apertura di musei e monumenti gratis, tra le tante cose che siamo andati a vedere c’è stato il cimitero di Arno’s Vale. Un cimitero monumentale che ho sempre sognato di andare a vedere. Sono uno di quei turisti che pensa che il miglior modo per capire una città sia nel visitare i suoi cimiteri storici. Spesso le lapidi ti dicono molto di più di quanto ti possano dire le facce vive e sfuggenti nelle strade. Ciò che colpisce dell’Arno’s Vale è il totale abbandono del cimitero. Una volta entrati all’interno delle sue mura perimetrali è come esplorare una zona archeologica ancora non scoperta. Molte lapidi sono a terra, alcune spaccate, le croci che non sono cadute pendono pericolosamente e sono attaccate dall’edera e dai rovi. La natura si è presa pieno possesso dei morti scavando, sbriciolando, abbracciando le pietre tombali. Le piante crescevano perfino all’interno delle tombe. La collina era disseminata di lapidi come fosse stata una foresta di epitaffi. Una sorta di necroversione di Angkor. Era come se varie 568 (Small)l’uomo non ci avesse messo piede da decenni. Ed in effetti era così: non un fiore, non un sentiero fatto coi piedi, nessun ramo o rovo reciso da decenni. Incredibilmente Bristol si è dimenticata del suo cimitero più prezioso. Le tombe risalgono al ‘700, ‘800 e ‘900, per cui alcuni nipoti dovrebbero essere ancora vivi in teoria. Ma credo che l’abitudine di migrare all’interno del paese (raro trovare un bristoliano a Bristol) abbia come conseguenza la perdita della memoria. Nel complesso certi viali fatti con obelischi e colonne mi hanno ricordato le tavole di Piranesi.

varie 569 (Small)Mentre passavo in rassegna le lapidi spostando ogni tanto un’edera per leggere gli epitaffi mi venne in mente quella sorta di indovinello che spesso si sente dire: “Quando un albero cade in una foresta deserta fa rumore?”. Mi chiedevo allora quando una lapide non viene letta da nessuno e una tomba è dimenticata il morto è esistito veramente? O addirittura senza la memoria dei nipoti i nonni sono veramente esistiti? Senza la memoria dei vivi i morti non esistono più, questa la mia opinione. Ed io mentre sussurravo quei Elizabeth, John, Thomas, Jonathan era come se li riportassi alla vita pian piano. Quando passeggiate in un cimitero sussurrate i nomi. I morti vi ringrazieranno e per un momento esisteranno di nuovo.

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Dagli al frocio

bombe-turingGli incresciosi ed infami episodi di omofobia delle ultime settimane non credo si siano visti in Italia da molto tempo, almeno dai tempi in cui la chiesa li bruciava sui roghi. A memoria di un quasi trentenne come me mai avevo sentito di pestaggi, accoltellamenti, minacce di morte contro gli omosessuali. L’ultimo oggi, giusto qualche giorno dopo la fiaccolata contro l’omofobia. Se non fosse tragico direi che è un fatto normale dopo tutto quello che si è detto e si continua a dire da esponenti politici e clericali. Se poi aggiungiamo l’esplodere di gruppi di estrema destra, l’ignoranza diffusa tra i giovani, direi che il quadro che viene dipinto è perfetto per l’esplodere dell’omofobia. Altri verranno pestati, ci sarà qualche morto, altre fiaccolate di solidarietà. Ma i soliti noti saranno sempre lì dal pulpito ad incitare le masse contro il diverso. Oggi gli omosessuali e i laici, domani chissà. Bisognerebbe abbattere i pulpiti, allora sì che nessuno li userebbe come megafoni.

Proprio oggi il governo britannico chiede scuse ufficiali per l’arresto e la morte di Alan Turing, il grande matematico che inventò le basi che gettò le basi dell’informatica moderna e che grazie al alvoro di criptanalisi decodificò i codici militari dei nazisti nella seconda guerra mondiale, ma che aveva un solo neo: era omosessuale e per il Regno Unito dell’epoca era un reato. Incarcerato, umiliato e castrato chimicamente morì alcuni anni dopo. Quando accendete il vostro PC, parlate al telefonino in piazza senza avere di fronte una bandiera con svastica che sventola pensate che un “deviato mentale e malato perverso” ve lo ha permesso.

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Secondi fini

Il Parlamento così come gli ecosistemi è formato da nicchie e da catene. Quando una specie si estingue una nuova nicchia si rende disponibile. Nuove specie hanno la possibilità di occupare quelle nicchie e prendono il posto delle precedenti specie estinte. Così dopo l’estinzione di massa dei partiti di sinistra e dei pochi fossili viventi liberali come i radicali, l’ecosistema parlamentare è stato sconvolto. Nuove nicchie sono disponibili e nuove specie sono pronte ad occuparle.

La conversione di Fini (sincera o no) segue questo andamento. In un ecosistema pieno di destre, di fasci e di clericali c’è bisogno di controbilanciare occupando le nuove nicchie. Cossiga in un’intervista di ieri si avvicina a questo concetto:

“[Fini] direi che è un radicale. Intendo dire un radicale del vecchio partito radicale. Un laicista, un laico. Se decidesse di fondare questo nuovo gruppo parlamentare potrebbe chiamarlo proprio “gruppo radicale”, visto che non è più presente in Parlamento.”

E pare che altri radicali lo seguano, compreso Teodori. Il nucleo di una destra moderna (o sinistra come dicono a destra), antifascista, anticomunista e anticlericale si sta formando. E a questo punto è l’unico argine contro il regime clerico-fascista (PdL, PD, Lega e UDC) di questi anni.

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Neanche poi tanta “allegria!”

Da quello che leggo in rete e dalla rapidità con la quale la notizia è scesa dalle prime pagine dei giornali, la morte di Mike non ha destato tanto sconcerto. O meglio la gente sembra che abbia rilasciato tutta la rabbia covata per cinquanta anni contro questa figura. In giro si sente solo dire che Mike era un mediocre, che rappresentava l’italiano medio-cretino e che non valeva una cippa. Diciamo che la mia vita non è cambiata quando era in vita, men che meno ora che è morto, ma mi sembra un po’ troppo cattivo prendersela con il vecchio Mike. In fondo, come dicono, rappresentava tutti gli italiani, nella loro imperitura mediocrità, compresi forse quelli che ora se ne lamentano.

Io comunque me lo voglio ricordare così (arteriosclerotico):

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The city and the city- China Miéville

city-and-the-city-fcHo scritto una piccola recensione sul nuovo romanzo di China Miéville, non ancora uscito in Italia, su Fantasy Magazine. China è sicuramente uno dei miei autori preferiti anche se quest’ultima sua opera ha delle pecche. China è uno di quegli autori che è un piacere leggere al di là della trama del libro che spesso può essere secondaria. Ha una prosa eccezionale e in poche righe può passare da uno stile barocco ad uno diretto. Lo consiglio anche a tutti quelli che vogliono cimentarsi con un inglese più ricercato.

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Inglourious basterds – recensione

Inglourious_Basterds_posterChe meraviglia. Che goduria per gli occhi, le orecchie ma soprattutto per il cervello. Una perla in un mare di mediocrità creativa. Merito di Tarantino ovviamente, e della piccola e poco conosciuta casa di produzione Weinstein Company. Solo un genio come Tarantino e una major minore potevano sfornare un film che diventerà ben presto un classico della cinematografia moderna. Ho parlato di genio? Sì. Tranquilli, non sono un fanatico di Pulp Fiction o di Kill Bill, anche se li ho apprezzati, quindi non posso essere tacciato di partigianeria. Tarantino rompe le regole del cinema americano pur rimanendo saldamente attaccato ai suoi binari come sempre. Ma nel caso di Inglourious basterds ci troviamo di fronte ad un film ambientato in Europa, con attori europei, storie europee, lingue europee che probabilmente non sarebbe piaciuto al pubblico americano. Alla Weinstein Company hanno tirato però un sospiro di sollievo perché il film ha sfondato nel primo weekend di proiezione. Hanno vinto insieme a Tarantino una scommessa non facile.

La storia parla di un gruppo di ebreo-americani arruolati in una brigata nonI B Teaser 1-Sht. ufficiale il cui compito è di infiltrarsi in Europa e uccidere il maggior numero di nazisti possibile. Metodi non ortodossi, al di fuori delle regole di guerra e delle leggi marziali e armi non convenzionali come mazze da baseball hanno il loro effetto. La fama li precede e i nazisti tremano al solo sentirli nominare. Lo stesso Hitler, alle cui orecchie è arrivata la fama della Jew Brigade, focalizza le sue risorse sulla caccia a questi evanescenti “basterds”.

Non è facile rivisitare la seconda guerra mondiale e parlare di ebrei senza fare i conti con Olocausto, deportazioni e lager. In questo senso Tarantino ha rotto un tabù lungo 50 anni. Gli ebrei possono essere vendicativi e cattivi tanto quanto i nazisti e la cosa più incredibile è che si può ridere di questo. Una pungente ironia pervade l’intero film soprattutto nelle scene più cruente o splatter.

Il cast è prevalentemente europeo, misconosciuto ma proprio per questo eccezionale.

Un Brad Pitt, come suo solito bravissimo, nei panni di un ufficiale americano dall’accento e dai modi esageratamente del sud. Spiace di deludere ma il protagonista principale è Christoph Waltz, attore austriaco premiato a Cannes come miglior attore maschile. Waltz è un ufficiale delle SS perfetto. Il suo viso passa dall’ironia alla malvagità in un batter d’occhio, ma non ci troviamo di fronte al solito malvagio stereotipato dei film. Il suo personaggio è complesso e ci riserverà molte sorprese. Va un applauso a questo Waltz che recita con arte e passione, che parla fluentemente (nel film) francese, inglese, italiano e la sua lingua madre il tedesco. Diane Kruger e Mélanie Laurent bravissime, nei panni la prima di un’attrice tedesca votata alla resistenza, la seconda di un’ebrea francese sfuggita al massacro della sua famiglia.

Un film dalle ambientazioni e dall’afflato europei impossibile da produrre in Europa. Bravo Tarantino, continua a stupirci e a rompere le regole.

P.S.

Le solite note sul doppiaggio. Inglourious Basterds è praticamente impossibile da doppiare a meno che non lo si rovini. Più della metà del film è in tedesco e francese sottotitolati. E il film gioca proprio su questo: sulla differenza di lingua e sul piacere di ascoltare diverse lingue. Un piacere incomprensibile ad un italiano medio. Voglio proprio vedere chi sceglieranno per doppiare Waltz quando incomincerà a parlare in italiano!  E quale doppiatore saprà parlare fluentemente tedesco, inglese e francese? E come renderanno la voce di Brad Pitt quando ad un certo punto del film parlerà in italiano. Ho il sospetto che si inventeranno qualche cazzata, tipo che l’italiano diventerà spagnolo o forse inseriranno qualche regionalismo tipo siciliano.

Incredibilmente il titolo italiano è rimasto fedele all’originale, pur avendo un sottotitolo inutile in italiano, ma con un dettaglio non trascurabile. In Italia il film verrà conosciuto come Inglorious bastards e non basterds. Motivazioni? Sconosciute se non la volontà di storpiare qualsiasi cosa, solo per il gusto di farlo. Tarantino ha scelto quella “e” per differenziarlo dall’originale distrbuzione americana del filmQuel maledetto treno blindato di Enzo Castellari, da cui ha tratto idee e spunti per il film.

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