Annacquare il vino cattivo

redWineSpesso nei dibattiti in TV si parla di Islam moderato. Per Islam moderato s’intende una concezione dell’Islam secolarizzata, integrata con le società civili democratiche e liberali occidentali ecc. Va da sé che l’Islam moderato non è il vero Islam, poiché trattasi di una intepretazione annacquata del culto. Annacquata, diluita dalla modernità occidentale di modo che solo alcuni riti o abitudini sopravvivano, lasciando quelli che contrastano con la democrazia liberale in un cantuccio. I veri musulmani la definiscono eresia e non è facile dar loro torto. O si prende un culto nella sua totalità o non lo si abbraccia. Punto.

Esiste un problema simile nel cattolicesimo? Zagrebelsky in un articolo di ieri su Repubblica riferendosi ad un libro-intervista su Rosy Bindi ci parla di questo fenomeno:

“L’esistenza nella galassia cattolica di “cattolici democratici” è di per sé stessa la dimostrazione di una difficoltà non risolta nel rapporto tra democrazia e cattolicesimo. Se la difficoltà non ci fosse, l’aggettivo specificativo sarebbe superfluo. Il fatto che vi siano cattolici che si auto-definiscono democratici significa sì che il cattolicesimo è compatibile con la democrazia, ma anche che la democrazia non è coessenziale al cattolicesimo, perché esso contempla anche l’antidemocrazia. Se poi consideriamo che i cattolici democratici, per loro stesso riconoscimento, nel loro mondo sono oggi minoranza, la conclusione preoccupante è che, dalla maggioranza, le regole della democrazia, se sono accettate, lo sono non per adesione, ma per sopportazione o per opportunità: se e finché non si prospettino convenienze migliori.”

La galassia cattolica, al cui centro c’è sempre e comunque un buco nero aggiungo io, è formata da una miriade di anime, associazioni e culture spesso in conflitto tra loro. Dalla teologia della liberazione sudamericana al cattocomunismo di prodiana memoria per parlare di sinistra; dai cristianisti alla Camillo Langone,  Antonio Socci e i lefebrviani et similia alle frange squadriste come Militia Christi che rappresentano l’estrema destra; dai teologi liberali Mancuso e Hans Küng per poi arrivare alle sinistre riformiste con personaggi tipo appunto la Rosy Bindi. Ma come vengono visti questi democratici, liberali e cattocomunisti dalle frange più reazionarie della galassia? Eretici, peggio dei miscredenti, serpi in seno alla Chiesa, alla meno peggio fratelli che hanno perso la retta via e vengono a mala pena sopportati. Inutile dire che in questi ultimi anni i reazionari stanno avendo la meglio sui riformisti: l’elezione a papa di Ratzinger ha decretato la morte della teologia della liberazione, del Concilio Vaticano II e ha comportato una guerra frontale contro il mondo moderno in toto.

In realtà ci troviamo in qualcosa di fisiologico in tutti i gruppi più o meno grandi  di associazionismo umano: i cattolici democratici, quelli liberali e quelli cattocomunisti fanno parte dell’economia della Chiesa. Ovvero servono allo zoccolo duro reazionario per nascondere la propria sovversività all’opinione pubblica, in attesa dei tempi migliori. Un Lefebrviano non è presentabile, mentre un Don Gallo sì. L’importante è avere sempre un bravo prete da sbandierare quando la vera faccia del cattolicesimo viene esposta all’opinione pubblica. Quando contestate le politiche o i crimini della chiesa ci sarà sempre una vecchietta che vi ricorderà che il prete del suo oratorio è una persona straordinaria e che quindi l’intera chiesa è rispettabile. La congettura della vecchietta ovviamente non regge, perché da una parte si contestano le politiche emanate dalla testa della struttura, cioè il papa o il Vaticano, dall’altra si guarda al singolo della base, il quale sicuramente è una persona straordinaria ma che non ha alcun peso e controllo del resto dell’organismo. Un altro problema non irrilevante è la doppia fedeltà che un cattolico deve dimostrare nella sua vita, allo stato e alla chiesa. Una caratteristica che lo rende affine ai politici comunisti della guerra fredda fedeli all’URSS ma allo stesso tempo allo stato italiano, o ai musulmani integralisti fedeli al Corano ma cittadini di uno stato democratico. Il cattolico PD Pierluigi Castagnetti ce lo spiega così: “Noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l’altra alla politica. Per me, per tutti noi cattolici, il vero «capo» è lui, il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo dovrebbero alla fine comprenderlo” (Corriere della Sera, 25.3.2009). Un problema che si presenta ogni qual volta lo stato emana una legge che per il papa è eretica: a chi deve essere fedele il cattolico cittadino di uno stato democratico?

Ma allora la domanda finale è: può il cattolicesimo convivere con i princìpi democratici degli stati moderni? Ci risponde Papa Pio IX, che con il suo Sillabo ci dice testualmente che la Chiesa condanna come eretici il liberalismo,  il liberalismo cattolico (che ora chiamiamo democratico), l’uguaglianza di tutte le religioni di fronte allo stato, la libertà di culto, l’abolizione del potere temporale del papa, il confine tra potere ecclesiastico e statale, la stampa e la scienza libere ecc. Un elenco di reati degni del peggior fascismo elogiato da cristianisti come Rino Camilleri o Antonio Socci. Il cattolicesimo duro e puro (à la Ratzinger per intenderci) non ha alcuna possibilità di essere integrato in una società democratica liberale, così come l’Islam della Sharia, a meno che non lo si annacqui come con l’islam moderato.

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11 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, politica, spunti di lettura e scrittura

11 risposte a “Annacquare il vino cattivo

  1. juhan

    L’unica speranza è la scuola, anche quella della Gelmini: solo l’istruzione consente di uscire dalle credenze ereditate da credenze preistoriche. Se proprio non possiamo fare a meno della religione scegliamone una tollerante, io propongo il pastafarianesimo: http:www.venganza.org/ disponobile anche in versione italiana http://spaghettovolante.wordpress.com/ ma alquanto eretica; per dire ha come motto “se Darwin la sapeva tanto lunga, perchè non ha mai vinto un Nobel? “

  2. juhan

    Naturalmente ho cannato il primo link, da correggere così: http://www.venganza.org/
    L’avessi fatto con natziRatzi o un Mullah a piacere adesso sarei squalificato.

  3. Kirbmarc

    E’ un problema che hanno tutte le ideologie “soteriche”. La spinta al dominio sugli uomini è implicita nella volontà stessa di volere “salvare” o “purificare” il mondo. Le azioni più intrusive, irrispettose dei diritti altrui e distruttive vengono giustificate con un appello a un “bene più alto”, a una “salvezza”.

    Il liberalismo è l’antitesi di tutto ciò: non pretende di dettare regole morali o etiche, nè di salvare il mondo, solo di preservare i diritti dei cittadini. Per questo solo ideologie “annacquate” (che rinunciano a “salvare” chi non vuole essere “salvato”) sono compatibili con la libertà.

  4. “Per questo solo ideologie “annacquate” (che rinunciano a “salvare” chi non vuole essere “salvato”) sono compatibili con la libertà.”

    Quindi il satanismo è perfetto? 😀
    La demoniocrazia…

  5. ilferrista

    ah guarda, la spiegazione di tutto sta semplicemente nei sacri testi: Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra
    ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

    😉

  6. C’è da dire che il parallelo si rompe in un punto: nell’Islam non c’è un’autorità infallibile che ha l’ultima parola in materia di fede – non su questa terra, almeno. (Il parallelo reggerebbe, invece, molto bene con l’Ebraismo e il Protestantesimo.)

  7. Per ilrestodelmondo

    Beh però esistono correnti, scuole e capi religiosi da poter seguire e che hanno l’ultima parola in materia di fede. Imam nel sunnismo che emanano fatwe da seguire; ayatollah nel sciismo; fatwa dalla setta Ibadi dell’Oman o dai salafiti sauditi. Insomma il fedele musulmano sa dove andare a guardareper trovare giustificazione della propria fede. In più esistono passi del Corano che sono univoci senza possibilità di interpretazione. In quest’ultimo caso non c’è bisogno di una guida che ti dica di fare una cosa: il Corano è la guida perché il Corano è un’emanazione di Allah.

  8. ilferrista

    già, nell’islam poi la commistione tra fede e politica è ancora ben salda addirittura con regnanti che ancora oggi fondano il proprio diritto sull’essere discendenti di maometto, peggio che i nostri vescovi dei secoli antichi.

  9. Il paragone con l’ Islam è gratuito, sarebbe meglio paragonare quest’ ultimo al Protestantesimo, inoltre prima di parlare di inconciliabilità col liberalismo, bisognerebbe definirlo questo liberalismo. Se tante anime lei trova nel cattolicesimo (ma non è un segno di liberalismo?), senza tratteggiare un tutto coerente, la cosa si fa impossibile per il lib..
    Per quanto riguarda il partito lei fa tutto quello che le dice quest’ ultimo?
    (partitocrazia, totalitarismo)

  10. juhan

    Di sicuro quando uno rivendica “le tante anime” del cattolicesimo ci si può scommettere che lui non ne ha bisogno.

  11. Per Armando

    Il paragone sull’Islam è lì perché è il fondamentalismo islamico è il fenomeno degli ultimi anni. Certo il cattolicesimo ha una sua specificità o unicità ma non potevo fare a meno di portare ad esempio la seconda religione del mondo con tutti i problemi che ha dal punto di vista della separazione tra stato e religione. Forse lo sciismo è quello che si avvicina di più al cattolicesimo, anche se mantiente una dimensione persiana e non universale quanto il cattolicesimo.
    Per quanto riguarda il liberalismo è quella dottrina politica che mette al centro l’individuo piuttosto che la comunità, o stato. ciò significa che in un sistema liberale ci sono delle garanzie che determinano all’individuo un ampio margine di libertà purché non collidano con la libertà altrui. Ovviamente nel caso di Pio IX (ma non nel caso dei cattolici liberali Mancuso o Kung) e della sua dottrina sociale ci troviamo di fronte ad un sistema illiberale. Cioè lo stato (nel caso di Pio IX quello pontificio) limita la libertà di espressione, sessuale e religiosa pur di mantenere il potere teocratico.

    Per quanto riguarda l’ultima domanda, devo farle presente che non faccio parte di alcun partito né setta, né associazione. Sono un libero pensatore e come tale prendo le decisioni indipendentemente. in coscienza.

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