La mosca che decapita le formiche (dall’interno)

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Un po’ di tempo fa avevamo parlato dei metodi che alcuni parassiti adottano per comandare le proprie vittime. Se quello che avevamo visto pareva terrificante dovete allora vedere che cosa fa una particolare specie di mosca, che si è specializzata nel parassitare la testa delle formiche del fuoco. Una mosca adulta inietta un uovo dentro il corpo di una formica. Quest’ultima è completamente ignara della sorte che l’aspetta nelle prossime settimane. La larva, fuoriuscita dall’uovo dopo due settimane, si fa strada fino alla testa della sua vittima. La formica parassitata vaga per giorni per il territorio perdendo il contatto con il proprio formicaio. A quel punto la larva produce degli enzimi che disciolgono i legamenti e la muscolatura che collega la testa al torso della formica. Quindi la larva può completare il suo impupamento dentro la testa decapitata della formica. La decapitazione ha lo scopo di offrire alla larva una sorta di incubatrice sferica dal guscio resistente ma allo stesso tempo abbastanza piccola da non essere notata dai predatori.

Ci troviamo di fronte ad un insetto che ha trovato il modo di riprodursi usando una parte del corpo della vittima. Potrebbe essere utilizzato come trama per qualche film di Romero sugli Zombie. Immaginatevi zombie umani che vagano per le città senza meta e ad un certo punto vengono decapitati dal parassita che li stava guidando dall’interno. Un successone. Brrrrr…

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17 commenti

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17 risposte a “La mosca che decapita le formiche (dall’interno)

  1. Mentre leggevo le prime righe, ho pensato alla trama di un film, insomma la deformazione professionale è brutta cosa.

  2. Abito in una casa vecchia in campagna e ogni tanto le formiche sono un problema. Viva la mosca!

  3. Pensa che solo un dio immensamente buono e misericordioso poteva concepire un mondo così armonioso e completamente privo di qualsivoglia atrocità funzionale ….

  4. Lector nell’ultimo film su Darwin, Creation, uscito nelle sale inglesi il mese scorso, l’attore che lo impersona dice una cosa simile: “Come può un dio infinitamente buono progettare una vespa che inietta le larve dentro il corpo di un coleottero per divorarlo vivo dall’interno?”

  5. Grazie, adoro ‘ste robe.

  6. Enrico

    Che figata! 🙂

  7. @–>Fabri
    Ciò che veramente stupisce è come riescano i credenti a far finta di nulla e continuare imperterriti a sostenere le loro insulsaggini…. se invece di andare a farsi rimbecillire a messa, guardassero qualche puntata di Superquark in più e accendessero il cervello per riflettere su quello che vedono, tentando qualche semplice deduzione logica …

  8. Lector l’insulsaggine maggiore a mio parere è considerare le divinità come creatrici benigne dell’universo quando l’evidenza di ogni giorno dice il contrario. Io preferisco Epicuro quando dice che gli dèi esistono fuori dal mondo ma non si curano di noi, piuttosto che un JHVE interventista e finto buono. A questo punto è meglio Cthulhu che non è così ipocrita da affermare, tra un genocidio e l’altro, che è misericordioso.
    Cioè il dolore nel mondo non è una prova contro l’esistenza degli dèi (anzi in qualche religione sicuramente E’ la prova principe del loro intervento!), l’importante da parte del credente è solo ammetterlo: gli dèi o ci ignorano o giocano con noi come il gatto col topo.

  9. Fabri, ma la natura non era nè buona nè cattiva?
    Forse è proprio la paura di una natura malvagia che fa desiderare la presenza di un creatore buono, tanto per avere un punto di riferimento in lontananza, altrimenti ci si perde. Non dico ora, in cui la religione è insegnata, dico nella notte dei tempi: una spiegazione dei fenomeni, pur se sbagliata, è meglio di nessuna spiegazione, e Dio è una spiegazione. Poi è arrivata la scienza. E con la scienza anche l’assenza di una spiegazione è una spiegazione.
    Piuttosto, questa natura parassitaria la estenderei anche a certi pensieri che si fanno strada nei nostri cervelli, apparentemente al di fuori del nostro controllo, è un’idea tozza!
    Bye

  10. Il mondo naturale, o l’Universo, (ovecraftianamente parlando) ci è indifferente. Male e Bene sono concetti umani e valgono solo all’interno dell’uomo (in realtà all’interno di tutto il mondo animale) e non sono altro che le proiezioni del nostro dolore e piacere.

  11. Kirbmarc

    “in realtà all’interno di tutto il mondo animale”

    La differenza è nel linguaggio, che dà la capacità di tramettere informazioni e formulare riflessioni su “bene” e “male”.

  12. Che meraviglia che è la Natura.

  13. sam

    Già a me m’aveva messo ansia il parassita con telecomando, ma queste mosche mozza testa non se posseno guardà.

  14. Meraviglia e senso del terrore allo stesso tempo, come la Teoria del Sublime:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sublime

  15. Il mio apprezzamento universale non viene da quella teoria del Sublime. Ne prendo comunque atto e ti ringrazio per la segnalazione. 🙂

  16. “Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore.”

    Ovvero “l’orrendo che affascina”.

    Edmund Burke, 1757

    E più avanti la teoria cosmocentrica di Lovecraft. Cioè l’inizio dell’horror moderno… e torniamo agli zombie di Romero. 😀

  17. Dio=”Ho inventato il male così sembro buono.” (cit. Mullholland dave).

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