Sta diventando un po’ patetica

da Gavavenezia.

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18 commenti

Archiviato in politica

18 risposte a “Sta diventando un po’ patetica

  1. E’ una politica difficile. Detta alla Carotone. 😉

  2. LUCA T.

    Chi dice che siete negri è stronzo! Chi firma leggi razziste e schiaviste è furbo.

  3. da me spiego perchè si è dato dello stronzo da solo

  4. juhan

    Adesso va di moda Arci?
    Oltre agli stronzi, che tempi! dove andremo a finire!! 😦

  5. @ Fabri:
    Dubbi amletici all’orizzonte. 😉
    Per il resto ti ho già risposto su S.C.
    Ciao da LucaF.

  6. Vabbè siamo alle solite: se uno si oppone all’idea di aprire le frontiere ad orde di persone culturalmente lontane anni luce da noi, che andrebbero per lo più a gravare su società europee già abbondantemente malate, diventa immediatamente xenofobo e razzista.

    Mi chiedo seriamente fino a che punto il welfare italiano verrà spremuto per concedere diritti positivi ad una enorme quantità di extracomunitari, i quali, spesso e volentieri, non hanno alcuna cultura del lavoro.
    Già abbiamo una quantità di parassiti italiani immensa… Capisco che il lavoro a basso costo serve come il pane, ma se questo implica un’apertura incondizionata delle frontiere all’Africa e al Medio Oriente siamo davvero fritti.

  7. renzo

    Ecco, giusto settimana scorsa ho insultato Fini per il regalo che ci ha lasciato.

    La ragazza che viene a farci le pulizie mi ha chiesto se la regolarizzo. Ok, mi dico, giusto.

    Però prima mi informo.

    Il contratto prevede un minimo di 25 ore settimanali. Lei lavora per noi mediamente 3 ore settimanali.

    Ovvero: per regolarizzare le sue 3 ore che fa per me, dovrei dichiararne 25 e pagare i contributi per 25. Che vuol dire esporsi ai controlli della finanza, perché 25 ore a settimana vuol dire che sono un ricco che dichiara entrate da impiegato.

    La risposta, mio malgrado è: mi spiace, no.

  8. “Vabbè siamo alle solite: se uno si oppone all’idea di aprire le frontiere ad orde di persone culturalmente lontane anni luce da noi, che andrebbero per lo più a gravare su società europee già abbondantemente malate, diventa immediatamente xenofobo e razzista.”

    Nel 2008, il 19% dei neonati del Nord Italia aveva genitori stranieri.
    Mi pare che la situazione sia irreversibile, a meno di pratiche piuttosto drastiche che sì, avallerebbero il sospetto di xenofobia…

    E se il problema sono i diritti positivi, allora non vedo perchè preoccuparsi dei clandestini (che ne hanno ben pochi).

  9. Sì, ma sono convinto che il 19% dei nati nel nord Italia abbia comunque genitori comunitari, il che cambia la questione…

    Ciò che non capisco è perchè chi si oppone al multiculturalismo viene etichettato come un razzista.
    Uno può essere tranquillamente favorevole all’integrazione di persone di razze diverse, senza però per questo essere favorevole alla commistione forzata di culture alternative.

    Che cos’è razzismo culturale questo? Assolutismo culturale? Boh…

    Ciao carissimo, ci si vede di là. 😉

  10. …io covo da tempo un post su multiculturalismo, multietnicità…

    Comunque non vedo cosa c’entri la provenienza comunitaria (rumeni, polacchi) piuttosto che extra-comunitaria (albanesi, senegalesi, cinesi) degli immigrati…

  11. “Uno può essere tranquillamente favorevole all’integrazione di persone di razze diverse, senza però per questo essere favorevole alla commistione forzata di culture alternative. ”

    Tutte le culture sono “miste”: lo stesso “Occidente” è da una cultura meticcia (filosofia greca e romana, influssi di una religione di origine ebraica, tradizioni celtiche e germaniche, sostrato pre-indoeuropeo…).

    Capisco opporsi all’affirmative action o ai sussidi statali, ma che le culture tendano a fondersi e influenzarsi pesantemente è un fatto, non necessariamente un’imposizione.

  12. Jinzo non attaccarti alla favola del multiculturalismo dai!. 🙂
    Lo sappiamo tutti che gli ebrei sono qua da duemila anni e sono multiculturalmente compatibili nonostante abbiano tradizione e concezioni differenti dalle nostre.
    Eppure fosse per alcuni questi dovrebbero essere cacciati o peggio.
    Personalmente ritengo che la storia del multiculturalismo sia una storia che non funziona in quanto la cultura nasce sempre dallo scambio di opinione di persone e dalla differenza.
    L’assolutizzazione del monoculturalismo di fatto tende ad appiattire la società entro un unica visione di pensiero totalizzante.
    E’ un fondamentalismo papista.
    Di fatto credo che se applicassimo la questione antimulticulturale sino agli eccessi, anche il pensiero in minoranza tra due individui all’interno della medesima società ed etnia potrebbe considerarsi multiculturale rispetto alla cosiddetta maggioranza.
    Qui dobbiamo fare un ragionamento economico, non uno stupidamente sofistico.
    I diritti positivi e il welfare sono un danno sia per la società italiana che per gli extracomunitari nel nostro Paese che si illudono di poter migliorare la situazione, punto.
    Quindi ripeto più che erigere steccati improbabili e costosi faremmo bene ad abbattere i meccanismi che giustificano la rivendicazione di improbabili diritti.
    Non è con il comunitarismo etnoculturale che si può andare lontano, in particolare verso esiti anarcocapitalisti.
    Ciao da LucaF.

  13. Che poi Fini sugli immigrati esageri nel suo buonismo integrativo (nell’ottica di una romanizzazione classica dello straniero ai nostri usi e costumi) lo ritengo evidente entro i canoni standard di una politica normale di realismo diffusa in generale tra i politici conservatori moderati.
    Mi pare però al momento preferibile e parzialmente credibile (a parte il welfarismo giuspositivo in lui ancora presente) dato che altre alternative credibili non c’è ne sono…
    Certo nessun volo pindarico il suo, però rispetto a Borghezio e alla Lega….
    E poi come ha detto CQ l’immigrazione e l’islamizzazione (fenomeno meno intenso rispetto a quanto si creda almeno da parte dei musulmani stessi 😉 ) sono fenomeni spontanei e irreversibili.
    E’ un pò come la Riforma protestante (con tutte le differenze del caso ovviamente!) rispetto al monocristianesimo medievale, non la si può fermare e ovviamente ciò che c’era di strano e differente (anche di fondamentalista inizialmente), poi si è appianato e razionalizzato.
    Io non dico che l’islam sia paragonabile ai protestanti, sia ben inteso!.
    Dico solo che il diversificarsi del sistema è un fattore naturale e spontaneo, contrario al monismo platonico, ma certamente in linea con i principi del caos e della termodinamica.
    Detto in termini libertari la cosa potrebbe anche favorirci entro una dimensione enclavista.
    Sull’Islam dico solo che è possibile (non certo come crede T. Ramadan, criptofondamentalista) che l’incontro Islam-occidente da noi possa creare quell’inizio di riforma islamica dall’interno che all’Islam manca ancora.
    E poi non è detto che l’islam occidentale rimanga arretrato come quello delle sue parti.
    Il modello risente anche della struttura sociale e della presenza culturale dei popoli sottomessi.
    Gli europei anche se non sono più fideisticamente cristiani in chiave fondamentalista, nella loro laicità e nel loro ateismo, sono ben più impermeabili al fondamentalismo islamico di quanto non lo fossero nel XVII secolo.
    Ricordiamoci poi che gran parte della cultura classica antica ci deriva proprio dalla trasmissione da parte degli arabi.
    Certamente con il Leghismo che li mortifica e li prende quotidianamente di mira, il rischio di una controreazione e di un esacerbazione da parte loro può diventare inevitabile.
    Un pò come le pantere nere con i dixie Democrats anni ’60…; visto che poi stiamo andando politicamente e a livello localista su quei modelli sociali.

    Ciao da LucaF.

  14. Jinzo il post era sulla dicotomia schizoide di Fini non sull’argomento in sé. Comunque i leghisti, soprattutto i gerarchi sono razzisti. Non esiste la scusante del multiculturalismo. Secondo, non capisco perché l’extracomunitario norvegese o svizzero debba essere diverso dal maltese… E’ una battuta giusto per ricordarvi di non fare l’errore dei leghisti, cioè quello di parlare di extracomunitari e di comunitari.
    Terzo, io come molti altri qui non appartengo alla cultura dominante in Italia: parlo dal punto di vista religioso, politico e culturale. Se permetti vorrei anche difendere le minoranze a cui appartengo. Tanto più ora che vivo in UK.

  15. @CQ:

    Prova ad andare in Africa e poi vai in Romania: sono certo che troverai risposta alla tua domanda.

    @Luca:

    Favola del multiculturalismo un cavolo!
    Gli ebrei mangeranno robe diverse, saranno pure circoncisi, ma non hanno differenze culturali profonde con noi, altrimenti tutte quelle idiozie sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa come potrebbero essere tirate in ballo dai vari Pera? Gli ebrei sposano il capitalismo come lo sposiamo noi e pure peggio (tant’è che i luoghi comuni su di loro fanno riferimento al loro eccessivo attaccamento al denaro, non certo al fatto che assediano ambasciate se gli tocchi Yahvè).

    “Personalmente ritengo che la storia del multiculturalismo sia una storia che non funziona in quanto la cultura nasce sempre dallo scambio di opinione di persone e dalla differenza.”

    E in quale paese questo avrebbe funzionato? USA? Gli USA sono un Paese multiculturale adesso?

    “L’assolutizzazione del monoculturalismo di fatto tende ad appiattire la società entro un unica visione di pensiero totalizzante.
    E’ un fondamentalismo papista.”

    Il relativismo culturale è l’irrazionale fondamento di ogni fascismo. Se l’assolutizzazione del monoculturalismo è papista ne deduco allora che anche Locke e Jefferson in quanto giusnaturalisti fossero papisti (LOL). Il discorso è lungo ma sempre lo stesso: la società della tolleranza non può tollerare gli intolleranti. Contraddittorio? Pazienza.

    “Di fatto credo che se applicassimo la questione antimulticulturale sino agli eccessi, anche il pensiero in minoranza tra due individui all’interno della medesima società ed etnia potrebbe considerarsi multiculturale rispetto alla cosiddetta maggioranza.”

    A questo punto credo che il problema sia nel comprendere che cosa si intenda per multiculturalismo. Per dirla come Taradash tu consideri equivalenti i concetti di multiculturalismo e pluriculturalismo e questo ti porta poi a compiere ragionamenti pericolosamente sinistri…

    @Kirbmarc:

    “Capisco opporsi all’affirmative action o ai sussidi statali, ma che le culture tendano a fondersi e influenzarsi pesantemente è un fatto, non necessariamente un’imposizione.”

    Il punto è che spesso ciò avviene anche in negativo e spesso le culture sane vengono influenzate negativamente da quelle malate in maniera irreversibile…

    @Fabri:

    Il mio commento è perfettamente in linea con il post: non c’è nulla di schizoide nel varare leggi contro l’immigrazione clandestina e nel contempo essere anti-razzista. Negli USA, probabilmente uno dei paesi maggiormente pluriculturali della terra sono assolutamente allucinanti con l’immigrazione… Figuriamoci se non possiamo essere più rigidi noi che siamo in mezzo al mediterraneo (oltre ad avere un welfare ultra-carico)!

  16. cachorroquente

    “Prova ad andare in Africa e poi vai in Romania: sono certo che troverai risposta alla tua domanda.”

    OK, so bene che c’è un abisso.
    Ma, in percentuale, delinquono più i rumeni o i senegalesi?
    L’Africa, tra l’altro, è così indietro che non c’è neanche una seria criminalità organizzata internazionale (eccezion fatta per la Nigeria).

    Il discorso sulla “cultura del lavoro” in rapporto a immigrati africani o nord-africani mi pare discretamente razzista (non costringermi a citare per l’ennesima volta quello che si diceva degli italiani negli USA a inizio ventesimo secolo), ma soprattutto infondato. Io ti consiglio di farti un giro a Conegliano, a Pordenone, piuttosto che a Monfalcone o Treviso… non puoi giudicare gli immigrati a partire dagli extracomunitari inurbati nelle periferie degradate.

    La rigidità USA sull’immigrazione fa il paio con quella sulla droga: è puramente nominale, perchè l’economia sommersa legata ai clandestini latino-americani è soverchiante.

  17. @ Jinzo
    Le culture sane non esistono e dovremmo averlo capito qua in Italia più di altri posti. 😉
    E’ idealistico pensare che l’Europa lo sia in termini cristallini e puri negli ultimi 2500 anni.
    Con questo non voglio dire che sia tutto da buttare, ma certamente non è mai stato il non plus ultra per la libertà!.
    Eppure al momento ci viviamo ancora….
    Anche i musulmani mangiano robe diverse come gli ebrei (anzi sono molto simili in questo).
    Gli ebrei sono stati perseguitati per millenni proprio per le loro differenze culturali e religiose rispetto a noi.
    Sono sempre stati descritti come avidi, egoisti e individualisti.
    Non a caso le stesse categoria che ancor oggi vengono usate dai papisti per accusare tutti coloro che non la pensano con il solidarismo collettivista vaticano. 😉
    Altro che virtù per loro!.
    Inoltre ti rammento come la favola delle radici giudaico-cristiane sia una storiella che al massimo ha 40 anni di esistenza a partire dal Concilio vaticano II, (se non più tardi!).
    Appunto le balle di Pera sono una revisione ex novo che tende a voler negare il passato e un certo fondamentalismo ancora latente verso i giudei, per riorientarlo verso il big enemy islamico.
    Sebbene al Papen gli interessi di più la lotta contro laici e liberali in quanto liberisti e libertari.
    Gli ebrei sono 3 gatti i musulmani molti di più.
    Ovvio che quelli come Pera propongano le medesime soluzioni di 80 anni fa, solamente in termini sofistici e sofisticatamente rivolte verso altri obbiettivi etnici (più visibili e ovviamente meglio accettabili all’interno della dimensione sociale e culturale attuale dalla popolazione).
    In particolare ora che i musulmani migrano verso di noi.
    Cosa ci fa credere che un negozio kebab o una moschea sia pericoloso più di una pizzeria nostrana o di un fast food o di una Chiesa di paese?.
    Esistono commercianti ladri anche tra gli italiani, e preti fondamentalisti e bigotti pure da noi eppure non c’è scandalo.
    La popolazione di una certa età vede le giovani generazioni come gli anticristo e forse giudicherebbe anche te, come un pò pazzoide ,) , che facciamo corriamo in braccio a tali reazionari, per evitarci troppe seccature?.
    Se danno lavoro e creano ricchezza da noi che problema c’è.
    D’altronde siamo tutti di passaggio…. e se praticano un rispetto della proprietà (i musulmani stanziali storicamente sono meno pericolosi nel tempo, come la loro storia insegna) altrui, o se vivono in comunità e loro auto-ghetti cosa c’è ne importa?.
    Gli ebrei storicamente la pensano anche loro diversamente anche contro o sul capitalismo, esistono i comunisti (Marx), i vari socialisti (es:Trotzky), i laburisti (Peres), i democrats liberal (Lieberman Usa), i neocon (Podhorez), e i libertari (Rothbard), e i conservatori (Nethanyau), ultraconservatori (Liberberman Israele).
    Questi hanno considerazioni pro e contro il capitalismo, taluni sono favorevoli al corporativismo e alle lobby (vedi i Rothschild) e altri ancora crearono uno Stato a partire da un kibbutz collettivista di stampo socialista (Israele).
    Insomma mi pare che i discorsi alla Novak francamente non reggano, anche perchè usandoli categorizzi in termini collettivi gli ebrei ad una unica dimensione: il capitalismo e il loro amore per esso.
    Quando invece questi esattamente come tutte le persone (arabi inclusi) possiedono differenti punti di vista personali sulle cose e sulle idee.
    Si, gli Usa sono un paese multiculturale se per multiculturale intendi il ruolo e la dimensione che queste comunità hanno nel’organizzazione della loro vita privata e di gruppo quotidiana.
    No, se intendi la mera dimensione di organizzazione politico-sociale e la loro influenza a livello costituzionale.
    Il fatto che esistano poi molte religioni negli Usa è un tipico esempio di multiculturalismo, certo non egemonico (cosa impossibile nella sua pluralità a meno di non tornare al politeismo conclamato) ma presente nel tessuto sociale (non quello politico).
    La religione rientra antropologicamente nella cultura o no?.
    Certo i papisti vorrebbero esserci solo loro monoculturalmente.
    Il relativismo di sinistra (o di certa destra fasciomodernista alla Pound) è solo strumento di un soggettivismo dirigista platonico estremo (talvolta presente anche nei randiani) ma questo non vuol dire relativismo culturale tout court.
    Il relativismo che tu accusi mi pare di più l’utilitarismo e l’opportunismo, termini oggi poco di moda nella critica, ma presentissimi nella società come pratica.
    Nel multiculturalismo è assodato che in esso si inscrive anche la diversità di opinione anche dialettica (non lo nego).
    Con ciò non vuol dire porre tutto sullo stesso piano su un piano pratico-teorico quanto semmai porre in via empirica l’indagine di un punto di vista.
    Per quanto riguarda l’assolutizzazione come forma di retorica da parte di un linguaggio di un concetto, capisco benissimo che abbia più efficacia la divulgazione in chiave assoluta e di massimi sistemi del mondo.
    D’altronde la predica religiosa o il discorso di un avvocato o di un politico (in particolare nel XVIII secolo) tendono molto ad assomigliarsi, sebbene posti con fini e modalità di significato e operatività differenti (almeno si spera!).
    Tale chiave divulgativa della morale e dell’etica, certamente è stata adoperata anche da Locke e Jefferson per costituire un solido fondamento d’immagine alle loro idee a livello popolare.
    Con ciò non vuol dire che questi in cuor loro o in privato fossero amanti di tale pratica per diffondere le loro idee, mi pare ovvio che ne avrebbero fatto meno.
    Ma siccome gli uomini non sono tutti uguali neppure a livello ricettivo culturale, questi si sono dovuti inchinare a inscrivere e decorare i loro richiami con principi e metafore ovviamente edificanti e virtuose in sè (al di là del principio affermato).
    Il punto a mio parere è che al di là del fondamento d’immagine, le loro idee e principi siano corretti al di là del paternalismo saccente che talvolta paiono sprigionare.
    Purtroppo gli individui devono far ricorso a tale forma di retorica per evitare di venir troppo fraintesi o per non spaventar la gente.
    Anche Paul non dichiara di voler la distruzione dello StatoUsa, ma tende a calmierare e diluire di molto i toni e l’espressione dei concetti, questo è sempre una buona cosa in sè, sebbene rallenti di molto la meta il compimento della meta finale, e sicuramente è una buona polizza contro attacchi o minacce verso la propria persona.
    Io ritengo però che troppa retorica diventi forma manifesta di menzonga (vedi Obama non a caso).
    E questo non evita comunque la nascita dal razionalismo di una analoga forma di irrazionalità o di fondamentalismo (positivismo, cartesianesimo,statalismo docet).
    La società della tolleranza non può tollerare gli intolleranti su un piano pratico della morale e su questo ti dò ragione.
    Ma se noi usiamo l’odio, il rancore e la vendetta intesa in termini pratici come giustizia anche nei confronti dei più fanatici e folli, non solo li trasformiamo in vittime (anche se sono carnefici), non solo diamo loro una aura immeritata, non solo diventiamo come loro per evitare di subire la medesima loro sorte, ma inneschiamo una catena di odio, terrore e morte che va direttamente verso lo scontro totale e la distruzione di proprietà e degli individui di entrambi i fronti.
    Ciò lo ritengo poco libertario, poco tollerante e soprattutto poco razionale.
    Inoltre ritengo ciò poco convincente financo sul piano assoluto come dimensione morale ed etica (se proprio vogliamo ragionare in questi termini “alti”) di principio.
    Noi dobbiamo cercare di puntare ad una strategia che di fatto coniughi i principi e la pratica evitando di rinnegare servendo gli uni o gli altri i diritti negativi, la proprietà e la libertà degli individui in termini eccessivi.
    No, io non ritengo equivalenti i concetti di multiculturalismo e di pluriculturalismo (al di là che pluriculturalismo francamente non so cosa tu intenda al di là del suo significato etimologico di parola).
    Se però vogliamo porre piuttosto la dialettica tra monoculturalismo e multiculturalismo io li ritengo a priori e teoricamente due vuoti contenitori, falsi e portatori di sgradevoli conseguenze.
    Non perchè sono sinistro, ma perchè di fatto è solo un gioco di pensiero forte contro pensiero debole per dirla in filosofia occasionale a seconda di chi pensi cosa e di chi si ritenga portatore di cosa e delle situazioni di spazio e di tempo.
    Se la metti su un piano universale certamente i diritti negativi dovrebbero essere rispettati da tutti.
    Se però poni l’eccesso di diritti come fondamento di legittimità in sè a partire dagli altri ciò diventa diritto positivo, e sappiamo benissimo cosa comporti.
    Se in Occidente la pensiamo entro una dimensione di pensiero culturale basato su una nostra fondamentale radice culturale di verità (quale?, la democrazia, la religione, la squadra di calcio, il partito politico….) di per sè operiamo una scelta soggettiva che per noi abituati a vivere in tale contesto di fatto è spontaneamente naturale e quindi oggettiva.
    Ma ciò lo è in quanto a livello maggioritario siamo nati e cresciuti con tali idee (sinanche contrastanti tra loro, vedi socialismo e liberalismo entrambi occidentali seppur in dialettica interna).
    Un islamico cresciuto in nord Africa e medioriente abituato a credere che la politica e lo Stato siano pratiche della religione, che Allah è motore del mondo,….. per lui è altrettanto naturale che tale suo pensiero soggettivo e maggioritario nei suoi luoghi sia oggettivo e naturale.
    Anche all’interno della sua società seppur meno complessa della nostra litigherà e si scannerà (letteralmente) tra lo sunnita e lo sciita ovviamente partendo dall’unico dato in sè ritenuto valido in assoluto: la religione.
    Ma il dato naturale e oggettivo è opinabile laddove non siano diritti negativi universali, sia in Occidente che in Oriente.
    Poi ovviamente tu Jinzo e anche io posso concordare che lo Stato e la struttura sociale di vita degli individui siano il male minore in Occidente piuttosto che in Oriente, ma ciò ricordiamoci è riflesso non solo di un popolo ma del sistema politico e religioso di potere che lo domina (URSS docet, visto che i popoli est europei sotto il comunismo si sono spontaneamente allontanati da tali modelli imposti dai regimi).
    Non è detto che il crollo degli Stati islamici in Medioriente (senza interventismi neocon o guerre) non possa produrre forme di convivenza e di tolleranza maggiori di quelle attuali governative, senza andare verso maggior fondamentalismo.
    D’altronde con la caduta dell’URSS si è smentito di fatto la tesi comunista e sinistrata che vedeva in questo il rischio di un possibile ritorno al nazismo e fascismo partitico in est Europa.
    Cosa succede se mettiamo assieme il contesto occidentale con quello orientale individuale?.
    Beh è più facile che un orientale venga qua da noi piuttosto che un occidentale vada ad abitare da lui, ergo l’occidentale tende a far valere all’interno dell’occidente (dove attualmente vigono più i diritti positivi che quelli negativi e su questo concorderai), le proprie rivendicazioni sociali e materiali e financo spirituali soggettive piuttosto che la tolleranza e la libertà (negata di fatto dagli stessi politici e governi anche nostrani per mero interesse loro).
    All’islamico in grande maggioranza propenderà per la ricerca di una miglior vita in occidente e quindi di più libertà e diritti negativi, a fronte di una minoranza esigua di fondamentalisti.
    Lo Stato occidentale sempre più sta diventando come lo stato mediorientale, nega le libertà individuali, ponendo di fatto forme di diritto positivo a sua giustificazione.
    Un diritto positivo che ovviamente l’arabo musulmano non può accettare ovviamente.
    Questo rischia di cementare lo strato musulmano tollerante e aperto con quello fondamentalista.
    Certamente se ci fosse più diritto negativo, in quanto universale per principi l’arabo moderato e tollerante sarebbe accontentato e disincetivato naturalmente nel seguir i fondamentalisti che verrebbero di fatto annichiliti spontaneamente per credibilità.
    Un pò come avvenne con il liberalismo e il secolo dei lumi (inizialmente) in occidente dopo le guerre di religione nel XVIII secolo.
    La rivendicazione di valori positivi di fatto non ha nulla a che fare con il diritto negativo, quanto con pratiche soggettive usate retoricamente come bandiere per nascondere altro o per attrarre consenso.
    Capisco che attaccarsi alla croce sia più facile che attaccarsi alla battaglia antiWelfare come popolarità, ma il rischio di fatto è quello di finire per puntare all’imposizione dei valori soggettivi piuttosto che a quelli del diritto negativo.
    Non eliminando la vera questione problematica di fondo.
    Il mio ragionamento quindi non è di sinistra, ma evidentemente di destra (e molto più di Fini, sebbene non di “deSStra” come credono sinistri e leghisti).
    D’altronde non si capisce all’interno del tuo ragionamento equivaloriali internos, come siano potute accadere le guerre di religione intercristiane in Europa per secoli, e come ad esempio tuttora in Irlanda del Nord ci siano conflittualità tra cattolici e protestanti.
    E’ evidente a mio parere che pur essendo cristiani entrambi propongono contenuti di riferimento (riempitivi) valoriali soggettivi differenti e antagonisti (nazionalismo, questioni politiche, fanatismo religioso, rivendicazioni sociali e lavorative) per parte, che di fatto nulla c’entrano con il diritto negativo e la convivenza universale.
    Eppure in Usa cattolici e protestanti non si ammazzano più da tempo e convivono tranquillamente.
    Entrambi hanno le loro chiese distinte, i loro riti, le loro associazioni e i loro riferimenti culturali e religiosi.
    Idem per gli ispanici e i anglosassoni americani.
    Cosa cambia?, cambia che negli Usa il sistema politico istituzionale è si basa sulla Costituzione che tratta di diritti negativi e di valori universali prima ancora che soggettivi e appartenenti alla cultura occidentale e americana.
    Il multiculturalismo non viene negato, ma riveste un ruolo non politico ma di tessuto sociale (come direbbe Tocqueville).
    Il tuo problema ( 🙂 ) Jinzo è che tu politicizzi lo scontro vedendo il tutto come una questione politica, la società come un campo politico di battaglia (e il che francamente è molto paleo ma anche molto para-marxista, d’altronde riferendoti a Hoppe ti ricordo che proviene dalla scuola di Francoforte di Habermas!) quando trattasi invece almeno da un punto di vista di un occidentale, di un mero dato di società spontaneo (depoliticizzato se pensiamo in termini strutturali di mano invisibile).
    Questo ti porta verso due erronei ragionamenti: quello clericale che vede il sistema politico e sociale come un corpo unico (alla pari degli islamici , pur con regole diverse).
    Quello fascista che vede il sistema politico come la base sul quale dirigere e plasmare la società dall’alto.
    Quello leghista che vede il sistema soggettivo di propri valori nella loro rappresentanza sociale partitica come ambito dal quale partire per produrre un sistema politico valido per tutti.
    Il problema è che di fatto ciò tende a basarsi unicamente sul sistema di imposizione per tutti coercitivo doppio, in quanto propriamente basato su valori discutibili, in quanto viene usato la maggioranza e la democrazia.
    Fabristol ha in precedenti articoli come tale ragionamento possa di fatto diventare un arma a doppiotaglio se davvero in futuro ci sarà una maggioranza politica islamica al governo per via democratica.
    Certamente non possiamo per impedire tale movimento di popoli e masse verso di noi, spendere ulteriore denaro per respingimenti, nè per dare soldi pubblici atti all’incremento famigliare e demografico degli italiani (modello fascista balilla) anche perchè questo farebbe aumentare la già dilagante disoccupazione a tutto danno delle future generazioni, visto anche l’aumento dell’età di vita.
    Nè impedire la creazione di partiti confessionali nascenti nei prossimi mesi (dato che di fatto non lo abbiamo impedito sino adesso 😉 e comunque non sarebbe corretto in chiave liberale di autonomia dell’offerta politica).
    I leghisti temono che il medesimo sistema di imposizione valoriale possa venir usato dagli islamici partendo da una sedimentazione sociale in Italia, questo è certamente vero, il problema è vogliono farlo prima loro.
    Tale atteggiamento incentiverà tale pratica politica in chiave difensiva-propositiva da parte degli islamici stessi residenti.
    E dato che questi non potranno esser mandati via a forza, a meno di non voler fare pratiche da SS, mi pare ovvio che in futuro i fondamentalisti c’è la faranno pagare con gli interessi!.
    Il vero punto della questione non è il tessuto sociale o difesa del diritto positivo acquisito, ma lo smantellamento di quel sistema
    politico istituzionale e dei suoi meccanismi di nome Stato e welfare che di fatto incentiva nella democrazia rappresentativa di massa la difesa corporativa di privilegi e di ridistribuzioni pubbliche e politiche a favore di chi ne fa parte nella società.
    Il tuo ragionamento tende ad essere un mix di tale protezionismo autarco-valoriale, che certamente vede pure gli Usa protagonisti (a causa delle previsioni statistiche che di fatto vedono un calo delle nascite dei “bianchi” e un aumento dei latinos e delle minoranze in futuro).
    La barriera poi serve anche a mero scopo fiscale, il lavoratore clandestino lavora in nero, ergo produce ricchezza non tassabile da parte dell’IRS all’individuo e al datore.
    In Francia recentemente il ministro degli interni vuole far chiudere le aziende che danno lavoro a lavoratori in nero sans papiers.
    Mi pare un ragionamento antieconomico quello francese e puramente statalista; esattamente come quello antimmigrazione dal Messico agli Usa difeso però inconsciamente pure da Ron Paul e dai paleolibertari (Hoppe su tutti) su questo punto paiono minarchicamente (e contradditoriamente) dar ragione allo Stato e alla sua esistenza dato che propugnano il suo intervento.
    Ti ricordo poi che le “invasioni barbariche” in antichità fecero crollare l’impero romano che certamente sarà stato occidentalisticamente la base della nostra attuale civiltà (e si vede!) europea, ma che era anche un luogo pieno di contraddizioni, di “relativismo” e di tasse.
    Non è detto che non possa succedere di nuovo in Europa in particolare. 😉
    Non è stata una tragedia duemila anni fa, non lo sarà neppure in futuro, (1989 docet).
    La storia va avanti, sebbene molto spesso imiti differentemente il passato.
    Ciao da LucaF.

  18. “culture sane ”

    Sane da che punto di vista?

    “Ti ricordo poi che le “invasioni barbariche” in antichità fecero crollare l’impero romano”

    Le invasioni, fra l’altro, sono un ottimo argomento contro la tesi di Jinzo su culture sane e malate.
    Le culture dei regni romano-barbarici erano meticcie (e “malate”) per forza di cose, ma è da quelle culture che discende il pensiero moderno.

    Il pensiero liberista, nello specifico, discende in parte addirittura dalle leggi dei contrabbandieri del Nordamerica, strato sociale meticcio e “malato” come pochi. Come la mettiamo?

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