Italia: un mondo a parte

Avatar, 9, Pandorum, District 9, Moon, The fourth Kind. Sono solo alcuni dei titoli fantascientifici del 2009 che in Italia sono stati trasmessi mesi dopo rispetto al resto del globo terracqueo o forse non usciranno mai. Misteri della distribuzione cinematografica italiana. Ne parlo su Fantascienza.com.

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5 commenti

Archiviato in fantascienza.com, Italia provinciale, tristezze

5 risposte a “Italia: un mondo a parte

  1. Il problema è che in Italia sembra che la fantascienza appassioni poco, vecchio mio.

  2. “questa particolarità tutta italica se non nella ormai eterna diffidenza della cultura italiana nei confronti della fantascienza tout cour”
    E’ un atteggiamento strettamente connesso con il disprezzo, da parte dell’elite intelletuale dominante nel nostro paese, nei confronti della cultura scientifica. Questa, si sa, non lascia spazio all’interpretazione, che è un vezzo tutto italico d’atteggiarsi nei confronti del mondo. La cultura scientifica richiede più comprensione (intelligenza) che erudizione e perciò non riesce di facile accesso a chi s’è fatto una posizione turlupinando il prossimo con vacue frescacce.
    L’amore tutto anglosassone per la scienza, si percepisce soprattutto nei romanzi d’evasione, dove il linguaggio scientifico è adoperato senza soluzione di continuità rispetto al linguaggio comune, col quale s’interseca armoniosamente. Cosa aborrita dai nostri “metre a penser”, che inorridiscono al solo pensiero e che godono come ricci solo di fronte al “minimalismo” imperante; il quale – confesso – oramai ha proprio rotto.

  3. Cachorro Quente

    Non sono d’accordo con Lector. Ricordo che in Italia abbiamo avuto una collana di alto livello dedicata alla fantascienza, la Urania, creata e curata da due intellettuali raffinati come Fruttero e Lucentini, per non parlare dell’amore per il genere nutrito da tutta la cricca di Eco e dei semiologi bolognesi.

    Credo che il disinteresse per la fantascienza sia prevalente proprio a livello di “pubblico medio”, quello determinante al botteghino e che preferisce le boiate con Accorsi o Silvio Muccino.
    E comunque non bisogna credere che la distribuzione italiana faccia sempre delle scelte razionali in rapporto all’interesse dei potenziali spettatori; anzi, spesso vengono mandate in sala delle corbellerie che non incassano neanche un euro e prodotti che all’estero sono stati dei successi passano in sordina.

  4. OK Cachorro ma è sempre stato un prodotto di nicchia mai mainstream. E spesso considerato un genere per bambini o adulti mai cresciuti. In UK la fantascienza ha la stessa dignità (e quantità di scaffali nelle librerie) dei classici, gialli, saggistica ecc.
    Ah, un’altra cosa: Fruttero e Lucentini sono morti e la Nord è fallita, ora ingurgitata da un’altra casa. Sarà anche per quello che abbiamo assistito ad un progressivo oblio della fantascienza? Negli anni 60 e 70, anche grazie ad Urania ma non solo, la fantascienza era seguitissima.

  5. la fantascienza qui ha la stessa considerazione degli anime: roba da bambini stupidi

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