Frammentazione nell’unità

Ormai pare certo (a meno di clamorosi sconvolgimenti geopolitici) che il secessionismo e indipendentismo* saranno le parole chiave caratterizzanti di questo inizio millennio. La Groenlandia ha ottenuto l’indipendenza quest’anno dalla Danimarca. Il Montenegro è secesso (si dice così?) dalla Serbia. Oggi 13 Dicembre la Catalogna sta votando in un referendum per la sua indipendenza dalla Spagna. Non si sa ancora come andrà a finire. La Scozia ormai è pronta a seguire e l’Inghilterra sembra ormai rassegnata. Le Fiandre sono ad un passo dalla secessione. L’Abkhazia ieri votava per l’elezione del suo presidente ed è ormai da anni indipendente dalla Georgia (in realtà è “dipendente” dalla Russia). Il Kossovo ha avuto la sua indipendenza in modo violento e con un aiuto esterno. E ci sono una marea di nazioni che stanno chiedendo o aspettando l’indipendenza in Europa: Corsica, Paesi Baschi, Crimea, Sud Ossezia, Alto Adige, Sardegna, Veneto, Transnistria, enclave serbe in Ungheria, enclave ungheresi in Slovacchia, Romania e Serbia ecc.

Interessante notare che indipendentisti violenti saranno gli ultimi (o forse mai) a conquistare l’indipendenza: Paesi Baschi, Corsica, Sud Ossezia. La violenza non paga quindi.

Che vi piaccia o no, che siate unionisti o separatisti tutti ci dobbiamo raffrontare con questo nuovo problema. Io sono sempre rimasto scettico nei confronti dell’indipendentismo ma negli ultimi anni (3-4?) ho cambiato molto le mie idee. Cosa mi ha cambiato? Per prima cosa il mio minarchismo, secondo l”aver studiato la struttura cantonale della Svizzera. Poi sono sempre stato un forte sostenitore dell’Unione Europea, ma di un unione dei popoli europei non degli stati. Dopo l’UE gli Stati ottocenteschi non servono più a niente e non hanno più senso. Togliere i confini fisici con la UE ha significato togliere anche quelli mentali. Stiamo diventando (io mi sento già) cittadini europei. La cosa più razionale sarebbe eliminare i confini nazionali completamente e dividere l’europa in macroaree per interessi culturali, economici e politici simili. Io la chiamo la cantonizzazione dell’Europa unita. Un governo federale con pochissimi poteri a Bruxelles, come quello svizzero, un governo nazionale leggero per le macroaree e poi le amministrazioni cantonali per le decisioni locali. Una struttura dinamica poi, in base alla quale ogni gruppo può chiedere la separazione o annessione con referendum in qualsiasi momento. Un’Europa dove si può benissimo dire di essere italiani culturalmente ma di far parte del cantone di Nizza all’interno della macroarea Savoia. Di essere genovese ma di far parte del cantone dell’isola di San Pietro dentro la macroarea Sardegna. Di essere fiammingo dentro il cantone Fiandre dentro la macroarea dei Paesi Bassi. E ovviamente essere europeo.

Quindi anche se non posso considerarmi un’indipendentista al 100% dal punto di vista politico sono abbastanza intelligente da prendere atto di questo cambiamento epocale e dico questo: prepariamoci psicologicamente, culturalmente e politicamente a questo scenario. Ma cerchiamo di guidarlo nel miglior modo possibile. Per esempio amici indipendentisti sardi, avete mai pensato ad un Partito Sardo Libertario? 😀

*due termini molto differenti. Usiamo una metafora per spiegarlo: un braccio che viene tagliato dal corpo è una secessione. Un corpo che si stacca da un altro corpo è l’indipendentismo. Quella della Padania sarebbe una secessione, quella della Sardegna indipendenza.

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13 commenti

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13 risposte a “Frammentazione nell’unità

  1. Bon, iscriviti al PNV allora! 🙂

  2. Lo scenario che prospetti è verosimile, tuttavia l’esempio Svizzero, a mio avviso non è di facile applicabilità per regioni quali la Sardegna. Infatti per essere indipendenti lo si deve essere su tutti i fronti, penso all’energia, alla capacità di creare lavoro o di garantire come minimo una adeguata sussistenza a chi non lo ha. La Svizzera, per trovare questa ricchezza ha comunque dovuto accettare il compromesso, di mettere il proprio stato a disposizione dei maggiori evasori fiscali di tutto il mondo, quindi in un certo senso, considerano i loro cittadini capaci e detentori di una moralità superiore, gli altri quindi noi, cittadini di vetro.

  3. Luca Massaro

    Credo che le spinte “indipendentistiche” italiane siano inficiate dal fatto che le regioni autonome ricevano (dallo Stato) più di quanto dànno (allo Stato). Mi pare che il rapporto sia: 110 ricevuti a fronte dei 100 dati.

    Comunque hai scritto davvero un bel post che offre una seria riflessione geopolitica.

  4. Ci andrei piano con l’affermare che il governo federale ha pochi poteri.
    Tra l’altro, può fare una cosa che l’UE temo non riuscirà mai a fare: tassare direttamente i cittadini.

  5. Interessante e condivisibile (anche se difficilmente realizzabile) l’idea che l’indipendentismo debba essere “guidato nel miglior modo possibile”.
    Il rischio è che si possa prendere *una cantonata*.
    : )

  6. LUCA T.

    Interessante post. L’indipendentismo in Italia ha delle sue ragioni. Ovviamente non solo qui. Non però parli di due elementi:
    1 il secessionismo spesso si riduce all’ansia di proteggere i propri privilegi, accorciare i confini dell’azione sociale (se devo far qualcosa per la società, meglio che questa società sia paese, frazione, condominio), chiudersi dentro
    2 il secessionismo come forma educata del comunitarismo aggressivo, talora anche del campanilismo (ad esempio: anche bresciani e bergamaschi vorrebbero vivere in due stati diversi …)

  7. Pingback: Frammentazione nell'unità « Fabristol

  8. Purtroppo questo succede perchè la madre degli idioti è sempre incinta, inoltre chi ha interessi soffia sul fuoco. E’ comunque sempre stata una cosa rovinosa per chi l’ha subita, dal punto di vista economico.
    Sono molto favorevole all’europa cantonale , anche se concordo più con Ivo, invece qui castenuovo di sopra vuol separarsi da castelnuovo di sotto.

  9. Paolo

    Comunque seppure la strada sia spianata la Groenlandia non è ancora uno stato dipendente, e poi sinceramente almeno per quel che riguarda la Sardegna quanti sono le persone che realmente stanno chiedendo o aspettando l’indipendenza? Se guardiamo le percentuali elettorali siamo su cifre abbastanza insignificanti.

  10. Paolo

    Per il post di prima, in riferimento alla Groenlandia, volevo scrivere indipendente.

  11. @ Yoshi

    Non sono veneto.

    @ Gians

    Proprio per l’energia la sardegna è l’unica regione indipendente d’europa. Quando ci fu il black out in italia solo la sardegna rimase “accesa”. Addirittura esportiamo corrente.

    @Ivo

    Può davvero farlo? Non lo sapevo. Anyway dà ampia libertà di scelta ai singoli cantoni su molti altri fronti.

    @ Malos

    La cantonata è sempre dietro l’angolo. 😀

    @ Luca

    hai ragione. Non sopporto infatti il campanilismo/odio che si nasconde dietro l’indipendentismo. Ci devono essere ragioni storiche, culturali e sociali forti.

    @ Enrico

    idem sopra.

    @ Paolo

    Ok ma è una sorta di Commonwealth danese. E sono stati gli stessi groenlandesi a chiedere questotipo di indipenza. Non hanno difesa infatti.

  12. Fil de Fer

    Sottoscrivo in pieno questo articolo e non ne cambierei una virgola. Talvolta mi chiedo come mai nessuno scrive quello che normalmente scrivo sui vari blog o giornali etc…finalmente qualcuno ha scritto quasi esattamente le stesse conclusioni a cui sono arrivato, magari con parole diverse ma la sostanza è questa. Il mondo, non solo l’Italia e naturalmente il mio amato VENETO potranno salvarsi solo se le microaree o i micro stati saranno governati molto da vicino e non da lontano nella propria area/nazione di competenza. Tutti ne guadagneranno. Poi il fatto che possano esistere stati federali più grandi puo’ andar bene purchè un domani BRUXELLES non condizioni o soggioghi i vari popoli Europei o peggio diventi burocrativamente talmente un elefante da fagocitare le risorse che i vari popoli producono. Insomma gli stati centrali hanno fatto il loro tempo adesso è venuto il tempo del decentramento e della responsabilizzazione dei governanti e si prenda esempio…con i dovuti aggiornamenti della Serenissima Repubblica di venezia che per ben 1.100 anni riuscì ad autogovernarsi benissimo e diventare molto florida,lucente…ricca e stimata nel mondo ma non solo … con un codazzo di artisti,letterati,musicisti da fare ancora invidia a tutto il mondo.
    I parlamenti, i mandati in bianco dei popoli deve cambiare. I politici delegati devono avere delle responsabilità gestionali,etiche,civili e penali e quindi coloro che vogliono fare la carriere politica devono essere il meglio delle società e non il peggio, talvolta. Quindi cari Signori miei affrontiamo la realtà e la novità come si conviene e non faccimo i bigotti o peggio gli inquisitori come l’Italia fece con i Serenissimi che nulla di male fecero ma solo una dimostrazione di amor patrio. E’ ora che anche l’Italia oltre a sottoscrivere i vari trattati sui diritti dell’uomo, sulla determinazione dei popoli etc… etc…incominci a diventare un paese democratico nel senso più alto di questa parola e lasci perdere l’unità e l’indivisibilità della sua costituzione che sono parole ottocentesche e suonano a morte al giorno d’oggi. Poi L’Europa federale potrà fare la voce grossa per tutti gli stati e staterelli federati in casi di pericolo, necessità e via dicendo, quindi poche cose di competenza, importanti ma limitate come limitate devono essere le risorse per la gestione corrente dell’Istituzione. Inoltre nei casi estremi e solo con il voto a maggioranza di tutti gli stati si potrà ricorrere a richieste di denaro urgente per necessità inerenti alla difesa,terremoti,protezionecivile e qualche altro da individuare………..W SAN MARCO SEMPREEEE!!

  13. Paolo Sizzi

    Né Italia né Padania!

    Lombardia Libera

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