L’intelligenza non è molto comune tra gli umani ma lo è nel mondo animale

Le ricerche riguardo alle capacità intellettive degli animali si stanno moltiplicando di anno in anno. Ciò che stupisce di più è la presenza di qualità intellettive superiori in animali distanti dalle scimmie antropomorfe o dall’Homo sapiens, sia tra i vertebrati che invertebrati. A dimostrazione del fatto che non esiste alcuna scala evolutiva, né una tensione crescente e progressiva nel mondo vivente verso la corona del Creato, cioè l’Uomo. Questo è infatti uno degli errori più stupidi dei creazionisti: pensare all’evoluzione in termini cristiani di progressione, finalità della creazione, dominio dell’uomo sul creato ecc.

Quali sono queste qualità che prima pensavamo fossero prerogativa della sola specie umana? Per prima cosa la capacità di compiere un’azione nel presente in previsione di un qualcosa che potrebbe succedere nel futuro. La trasmissione della cultura. La capacità di contare. La coscienza di sé. La lavorazione e l’uso di strumenti.

L’ultima dimostrazione in ordine di tempo è la scoperta che una specie di polpo ha imparato a lavorare le metà gusci della noce di cocco (video) buttate in mare dagli umani per crearsi un riparo contro i predatori. E la cosa più incredibile è che non si tratta della lavorazione di un utensile utile al momento, ma col chiaro intento di usarlo anche in futuro. Se lo porta appresso per il fondo del mare, poi quando ne ha bisogno lo gira verso l’alto e si infila sotto. Uno dei ricercatori fa l’esempio dell’ombrello: gli umani prima di uscire di casa prendono l’ombrello anche se non sta piovendo perché prevedono che potrebbe piovere. Un comportamento tipico umano, dei primati e di alcuni uccelli come i corvidi. A volte se trova due metà gusci li lavora ambedue e fa combaciare le due parti così da essere protetto a 360 gradi.

Sono anche molto interessanti le ricerche sui corvidi, uccelli che non hanno niente da invidiare ai tanto decantati primati. I corvi costruiscono utensili per raggiungere il cibo o per aprire scatole e barattoli.

Riescono anche a capire i processi della fisica come il principio di Archimede.

Ragionano in sequenze di causa ed effetto: ad esempio un corvo prende un bastoncino, il quale gli servirà per prendere un altro più lungo che a sua volta verrà utilizzato per raggiungere il cibo.

Una specie di corvo ha imparato a lanciare le noci nella strada. L’obiettivo è aspettare per una macchina per rompere il guscio.Video sotto:

Le gazze si riconoscono allo specchio, una capacità presente solo in alcune scimmie, negli elefanti e nell’uomo. Il video è qui sotto:

La cosa che mi stupisce di più è che abbiamo sempre convissuto con gli altri animali per decine di migliaia di anni e non siamo mai riusciti a vedere questi comportamenti. O forse non abbiamo mai voluto vederli. Mi ricordo una professoressa di scienze delle medie che affermava senza alcun dubbio che l’uomo era l’unico animale intelligente sulla Terra. Le feci notare che al massimo l’uomo è l’animale con più capacità intellettive nel regno animale, e che l’intelligenza è comune a molte altre specie. Le feci anche notare che gli animali si trasmettono informazioni e che queste rimangono all’interno del gruppo per generazioni: la chiamiamo cultura. Non ne volle sapere, era così come diceva lei e basta.

Una nota a parte merita il brillante articolo del Corriere.it dove la giornalista non ha capito la portata della scoperta e si è limitata a riderci su parlando di simpatica roulotte del polpo e informandoci sul fatto che il polpo deve avere un cervello e che gli scienziati un po’ di tempo fa non avrebbero scommesso sulla sua intelligenza. Mah…

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24 commenti

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24 risposte a “L’intelligenza non è molto comune tra gli umani ma lo è nel mondo animale

  1. cosa vuoi pretendere era solo una giornalista…

  2. Beh io pretenderei che in uno dei più importanti giornali nazionali le notizie scientifiche siano affidate a giornalisti scientifici e non al primo giornalista di gossip che capita.

  3. Sarà divertente leggere la replica di qualche creazionista. In ogni caso gli articoli di “scienza” del Corriere sono sempre stati di basso livello (ho raccolto un buon numero di casi) e non ne capisco la ragione.

  4. Sono deliziato da questa notizia. Aiutasse l’uomo a vedere negli altri animali qualcosa in più che “stupidi oggetti animati”.

    Sono stato sempre convinto che mente, intelletto e percezione del sé esistano in ogni essere senziente, variando ovviamente in quantità e qualità.

    I corvi sono davvero sbalorditivi. Dei molluschi cefalopodi avevo già visto dimostrazioni notevoli di intelligenza.
    La mia lunga esperienza mi ha anche dato numerosi esempi della totale mancanza di essa – l’intelligenza dico – in alcuni esemplari di insegnante. Non parliamo poi dei giornalisti… 😀

    Ottimo post. 🙂

  5. Vorrai cortesemente fornirmi una spiegazione, al fatto che trovo gli specchietti retrovisori della mia auto, regolarmente defecati da almeno una decina di giorni nello stesso identico punto, credi che stia antipatico a qualche corvo? Fammi sapere, che intanto passo al nuovo post. 😉

  6. “Beh io pretenderei che in uno dei più importanti giornali nazionali le notizie scientifiche siano affidate a giornalisti scientifici e non al primo giornalista di gossip che capita
    Ti sembrerà incredibile, ma succede anche in testate che dovrebbero essere ad alta specializzazione, tipo “Il Sole 24 Ore”, per le materie di loro competenza.

  7. In merito al bellissimo post che hai pubblicato, credo che gli esempi riportati dovrebbero farci riflettere sull’urgenza di diminuire la pressione antropica, con una seria politica internazionale di limitazione delle nascite.

  8. Nova

    Splendido post. Suggerisco anche di visionare questo video a proposito: http://www.youtube.com/watch?v=hrCVu25wQ5s

  9. Un bell’articolo multimediale, comme il faut. Gli antichi Celti avevano un grande rispetto per il corvo, bran, al punto che l’animale divenne nome e attributo di alcuni eroi e semidei di molte tradizioni: il gallese Bran il Benedetto, il senone Brenno conquistatore di Roma, persino l’irlandese San Brendano. Forse non è vero che gli uomini hanno sempre sottovalutato l’intelligenza degli animali: il totemismo potrebbe essere una forma di religiosità più raffinata di quanto generalmente si pensi, anche perchè il nostro rapporto con il mondo naturale è in gran parte filtrato dalla mentalità gerarchica del cristianesimo.

  10. Naturalmente questi esempi sono fenomenali, personalmente però ho sempre creduto nell’intelligenza degli animali, mi è sempre parso impossibile che, come sostenevano certi “professori” di religione, gli animali non avessero anima e capacità intellettive, questo perché sono sempre cresciuto con gli animali grazie a mio padre che ne ha sempre allevati. Diversi tipi di volatile, dal pappagallo, al semplice canarino, alle tartarughe, ai pesci. Avevamo anche una gazza (ghiandaia) incapace di volare e spesso c’erano reperti sfuggiti a qualche cacciatore. Li ho sempre osservati affascinato. Poi ora che da qualche mese ho un cane, un meticcio, o bastardo come sosterrebbe qualcuno, che in realtà è un incrocio di razze, quindi un rafforzamento ed un amplificazione di caratteristiche generalmente ritrovabili in una o quell’altra razza. Sempre per allacciarmi al discorso di ciò che è prezioso nelle diversità. Comunque, dicevo che mi basta osservare quel bastar… ehm, quel simpatico animale, accucciarmi, imitarlo, ringhiargli ed usare tutti quei segnali naturali innati nel cane e vedere che possiamo “dialogare”, litigare e giocare. Non credo sia in grado di riconoscersi allo specchio, ho provato, s’è messo ad abbaiare come un matto per poi fermarsi, piegare la testa di lato e restare a guardare, mah… quando invece rimane fisso a guardarsi riflesso nel forno fa delle mosse molto strane.

    Se imparassimo un po’ di più dagli animali probabilmente saremmo un poco più umani. Dopotutto loro hanno nel dna l’intelligenza della natura, noi a quanto pare l’abbiamo scordata.

    PS: http://www.flickr.com/photos/oniricanoir/3830481993/

  11. “Le feci notare che al massimo l’uomo è l’animale con più capacità intellettive nel regno animale”

    Ci sarebbe da definire che cosa è l’intelligenza.

    Il successo evolutivo dell’homo sapiens è imputabile alla capacità di comunicare attraverso un linguaggio strutturato in maniera logica oltre che alle capacità che, come giustamente ricordi, sono presenti anche in molti altri animali.

    Il linguaggio verbale strutturato sembra essere un’esclusiva umana.

    Nulla di “miracoloso” , comunque:gli studi su scimpanzè e gorilla hanno mostrato una continuità fra linguaggi verbali e preverbali, anche se non la presenza di un vero e proprio linguaggio in queste specie.

    Ma anche il successo evolutivo dell’essere umano sarebbe da discutere: in fondo l’Homo Sapiens esiste come specie da circa 35.000 anni, mentre gli squali sono praticamente immutati da 300 milioni di anni.

    E’ vero, abbiamo modificato lo biosfera come nessun altro animale ha fatto, e siamo capaci di un linguaggio e di un pensiero estremamente complesso, ma che questi siano attributi di un successo evolutivo è dubbio. Anche perchè, a meno di riuscire a trovare una soluzione a molti problemi finiremo per estinguerci in un tempo geologicamente breve…

    Personalmente spero, da bravo pseudo-ottimista asimoviano, che una soluzione ci sia e venga attuata (anche il pessimista che è in me mi ripete che sotto sotto siamo ancora scimmioni predatori, guidati da voglie e paure adatte ad un ambiente che non c’è più).

  12. Cachorro Quente

    “Beh io pretenderei che in uno dei più importanti giornali nazionali le notizie scientifiche siano affidate a giornalisti scientifici e non al primo giornalista di gossip che capita.”

    Non so come funzioni in Italia, ma ti consiglio (se già non lo conosci, credo sia piuttosto famoso in UK) “Bad Science”, il libro di un columnist del “The Guardian” (che tiene una rubrica omonima). Praticamente, oltre a prendersela con pseudoscienziati e con le campagne isteriche tipo quella anti-vaccino, nota lo stato pietoso del giornalismo scientifico, perchè, dice, i giornalisti scientifici sono persone in gamba e preparate, ma se una notizia ha un minimo potenziale di appeal sul pubblico i direttori non si fidano del “tecnico” e la passano a qualche giornalista generalista.

    Comunque il primatocentrismo (o mammiferocentrismo, se si conta anche l’opinione corrente sui cetacei) è evidentemente un errore di prospettiva… è assurdo pensare che solo nella savana di tre milioni di anni fa il ragionamento astratto e l’uso di utensili costituissero un vantaggio evolutivo.

  13. Non so molto sul comportamento abituale dell’octopus, se per esempio cerca rifugio in anfratti o nascondigli, abbia cioè un’abitudine a ‘coprirsi’ nascondersi usare una ‘corazza’ esterna e abbia trasferito questi suoi comportamenti su una corazza, come dire, mobile. E’ un esempio di intelligenza animale sorprendente, specie se tale comportamento non era mai stato osservato, ma lo considero normale dal punto di vista della selezione all’opera, individui particolari che adottano comportamenti inusuali che poi vengono ereditati dalla prole o imitati dagli altri.
    Sul corvo non c’è molto più da dire, insieme a Alex, il pappagallo cenerino parlante allevato da Irene Peppenberg, costituiscono una prova delle possibilità comportamentali di un grumo di cellule neurali centralizzate come il cervello. Ora siamo in attesa di una teoria che tenga conto di queste osservazioni e fornisca una spiegazione del comportamento intelligente (in questo caso utile a uno scopo) sia per animali umani che non umani.
    Comunque preziosa segnalazione: good done.

  14. RAgazzi per il post dovete ringraziare non me ma i corvi. 😀 Hanno fatto tutto loro nei video.
    Per Nova

    grazie del link. E’ un video molto interessante. Se non fosse in inglese lo posterei subito.

    Per Playwords

    Il tuo “bastardino” è una meraviglia ed assomiglia tanto al mio cagnolino, Tobia, morto più di 4 anni fa.

    Per Popinga

    Hai ragione. Forse è solo la nostra cultura ad aver cancellato il rapporto col mondo animale. In effetti tante civiltà, come gli egizi per esempio, davano agli animali caratteristiche umane e viceversa.

    Per Kirbmark

    “Ci sarebbe da definire che cosa è l’intelligenza.”

    Hai ragione, stavo per mettere una nota per dare una definizione ma non avevo tempo. Lascio l’onere a L’estinto. 😉

    Per Paopasc

    Bravo, avrei voluto scrivere anch’io di Alex il pappagallo cenerino. Comunque il fatto che così tante specie di uccelli siano in grado di ragionare, contare ecc di deve far pensare anche a questo: gli uccelli derivano dai dinosauri saurischi, e forse queste caratteristiche erano presenti anche in molte specie di dinosauri. Penso agli oviraptor e al dromaeosauro.

  15. sam

    Secondo me, i giornalisti che si occupano di scienze sono presi in prestito dal gossip…

    Quanto ai corvi: ho visto personalmente il lancio delle noci (i miei abitano in campagna). In quel caso sapevano che l’impatto con l’asfalto avrebbe rotto il guscio.
    Un’altra cosa che ho trovato stupefacente. In parcheggio, un tot di piccioni e un corvo con del cibo nel becco. Prende il cibo lo appoggia a terra. Prende un rifiuto da terra (carta, o uno straccio) copre il cibo e se ne va. I piccioni ci girano attorno senza accorgersi che sotto c’è del cibo!

  16. Corrado

    Sempre stato un fan dei corvidi… quest’anno probabilmente mi cimenterò con l’allevamento di una cornacchia grigia… 🙂
    Lo stupore nei confronti dell’intelligenza animale deriva come al solito dall’antropocentrismo…
    Per come la vedo io, il sistema terra funzionerebbe molto meglio nel suo complesso con il 10% della popolazione umana.
    Le specie animali si sono adattate a convivere la natura e a sfruttarla al meglio senza però piegare le leggi della fisica, della biologia e della chimica. E soprattutto senza applicare un comportamento da bambino coi giocattoli: questo mi piace, questo lo tengo, questo non mi piace, questo lo butto, questo lo prendo a martellate.

    Abbiamo molto da imparare da quello che abbiamo dimenticato, anche solo negli ultimi 200 anni.

  17. Posso intervenire in difesa di una categoria, quella dei giornalisti scientifici, che molti amano odiare? E’ vero che nella maggior parte dei quotidiani ci sono articoli di argomento scientifico scritti da giornalisti che non afferrano bene il tutto. Ma la “colpa” se così vogliamo chiamarla, non è loro; sono solo i cosiddetti giornalisti da corridoio”. Le definizione si deve al fatto che se c’è un argomento scientifico da “coprire” il caporedattore o caposervizio si sporge dalla sua stanza e afferra il primo collega che passa per il corridoio. Se è uno stagista o è lì da poco, non può dire no, e scrive quello che capisce (di solito, poco). Ma questo vale anche per i grandi inviati quando devono scrivere di grossi argomenti scientifici (evoluzione e riscaldamento climatico adesso) senza alcuna esperienza e conoscenza. Per esempio qua, l’articolo è di Merlo, giornalista famoso:
    http://leucophaea.blogspot.com/2008/09/ancora-orsi.html
    I risultati sono raccapriccianti; quindi le castronate le scrivono anche loro, anzi, soprattutto loro. In altri mezzi, come settimanali, mensili o alcune televisioni, ci sono invece giornalisti di buona o ottima preparazione; e se da loro vengono fuori articoli irragionevoli, cercate on line il pezzo che si intitola “Why editors must dare to be dumb”. E capirete moltissimo.

  18. cachorroquente

    @ Sam: c’era un bell’articolo di “Le Scienze” qualche mese fa sull’abilità dei corvidi a nascondere il proprio cibo…

  19. Marco Ferrari. Io ce l’ho sopratutto con la redazione, col direttore dei giornali. Capisco che un giornalista di gossip non capisca nulla di scienza, ma ci vuole veramente tanto a controllare una notizia, a valutarla ecc? Semmai queste persone non sanno: A) leggere l’inglese; B) usare Google. Se conosci l’inglese e sai usare Google puoi scrivere di qualsiasi cosa anche senza essere un esperto.

  20. LUCA T.

    Sarebbe interessante paragonare alcuni corvidi ai leghisti: i primi costruisono utensili anche prevedendo il futuro, i secondi sono reclusi nel presente e nella loro micropatria-bunker …

  21. Piccola capatina OT solo per farti gli auguri.
    Ciao.
    Pop

  22. Pingback: Bionotizie « Fabristol

  23. Corrado

    Potrebbero esserci delle novità in casa Corrado…
    Stay tuned…

    Craaaaa Craaaaaaa….
    😉

  24. Corrado

    Oggi pomeriggio ho raccattato una gazza salvatasi per miracolo dall’attacco un gatto. Si tratta di un pullo che ancora non vola. Vedremo se supererà la settimana di vita. Intanto la nutro e vedremo se riuscirò ad addestrarla

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